Due provvedimenti del Consiglio dei Ministri odierno (vedi Comunicato Stampa) riguardano l’università:

  1. Avvio della procedura per la nomina di Daniele CHECCHI, Paolo MICCOLI, Raffaella RUMIATI e Susanna TERRACINI a componenti del Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR.
  2. Modifiche al decreto presidenziale concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari (decreto del Presidente della Repubblica). Si tratta della revisione del DPR 14 settembre 2011, n. 222, ovvero il regolamento che disciplina le procedure per il conseguimento dell’abilitazione nazionale.

A proposito di quest’ultimo regolamento, il comunicato stampa illustra le principali novità come segue:

  • Presentazione delle domande È introdotta la procedura “a sportello” nel senso di consentire la presentazione delle domande di partecipazione alla procedura durante tutto l’anno con esclusione del mese di agosto e dei tre mesi precedenti la scadenza della Commissione. L’attuale DPR prevede l’emanazione di un bando e un termine di presentazione delle domande di partecipazione alla procedura.
  • Durata dell’abilitazione Lo schema di regolamento amplia la durata dell’abilitazione scientifica nazionale a sei anni dalla pubblicazione dei risultati (dagli attuali 4 anni dalla data di conseguimento).
  • Settore concorsuale Un decreto ministeriale individuerà i criteri, i parametri e gli indicatori per misurare la produzione scientifica differenziandoli per settore concorsuale, anziché per area disciplinare.
  • Commissione (termini e modalità di formazione) Per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati, sui quali si basa il rilascio dell’abilitazione a tutte le funzioni di professore, si prevede la formazione di un’unica commissione nazionale per ciascun settore concorsuale (oggi è settore scientifico-disciplinare), di durata biennale. Per la formazione della predetta commissione, composta di cinque membri, sono sanciti princıpi che intendono coniugare le esigenze di trasparenza con quelle di rappresentatività della comunità scientifica. Si prevede, in particolare, il sorteggio all’interno di una lista di professori ordinari appartenenti al settore (ovvero settore affine nel caso in cui i candidati afferenti al settore siano inferiori a venticinque), che abbiano presentato apposita candidatura dando conto pubblicamente dell’attività scientifica svolta nell’ultimo quinquennio e che non siano stati oggetto di valutazione negativa.
  • Professori impegnati su più università in virtù di convenzioni A garanzia della trasparenza delle procedure, è posto, tra gli altri, il principio che di ciascuna commissione non faccia parte più di un commissario della stessa università.

Il comunicato stampa sul sito del MIUR aggiunge che

 

Il Regolamento dovrà ora essere vagliato dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni parlamentari.

 

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24 Commenti

  1. Ma il Capo Dipartimento Mancini non aveva detto, durante il Convegno di ROARS (quindi un paio di mesi fa), che “tempo 7-10 giorni ed il decreto ‘criteri e parametri’ sarà pronto” ????

  2. “si prevede la formazione di un’unica commissione nazionale per ciascun settore concorsuale (oggi è settore scientifico-disciplinare)”
    E’ già per settore concorsuale. Sarà il caldo?
    Inoltre per i commissari, si deve renedere pubblica la produzione dei passati cinque anni, e non essere stati “stati oggetto di valutazione negativa”. Di quale valutazione stanno parlando? Mediane o variazioni sul tema, oppure la valutazione relativa agli scatti biennali, presente nella legge ma mai implementata per mancanza di scatti?

    • “oggi è settore scientifico-disciplinare”
      ============
      No, era già settore concorsuale, come si legge nella l. 240/:
      ____________
      “l’istituzione per ciascun settore con- corsuale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ed a carico delle disponibilita` di bilancio degli atenei, di un’unica commissione nazionale di durata biennale per le procedure di abilitazione alle funzioni di professore di prima e di seconda fascia”
      l. 240/2010, art. 16, comma 3.f

  3. Dal comunicato stampa sembra che le commissioni non saranno basate su SSD ma su Aree Concorsuali. Credo che si intendesse il contrario. Personalmente, avrei preferito commissioni da macroaree concorsuali piuttosto che rimettere in ballo la mostruosità tutta italiana dei settori scientifico-disciplinari. Alla fine a rimetterci saranno quelli che fanno ricerca in ambito multidisciplinare e che non risultano ben collocati all’interno di un SSD. Che poi è un non-sense visto che l’abilitazione scientifica è spendibile, a meno di future modifiche, in tutta la macroarea concorsuale.

    • SSD, settori concorsuali e macrosettori sono cose diverse (http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/luglio/DM-29072011.aspx). L’ASN istituita dalla l.240/2010 fa riferimento ai settori concorsuali. Una delle questioni affrontate nell’ASN 2.0 è garantire la rappresentanza dei diversi SSD dentro la commissione, si vedano le dichiarazioni di Mancini sulla cosiddetta “salsiccia” dell’ASN (https://www.roars.it/online/in-arrivo-la-salsiccia-dellasn-2-0/), il nomignolo da lui affibbiato al Decreto “criteri & parametri”, la cui nuova versione – per quanto si intuisce – è da mesi ostaggio di intrighi di palazzo. Naturalmente, il problema della dialettica SC/SSD si riproporrà anche dentro la salsiccia, che da buon insaccato contiene diversi tipi di carne. Le soglie per un SSD potrebbero essere troppo severe per un altro, finendo per diventare uno strumento di darwinismo accademico. Un problema che nell’ASN 1.0 non era stato risolto dalla cosiddetta clausola di “multimodalità” (https://www.roars.it/online/abilitazioni-le-mediane-di-mr-bean/).

    • Sono ben consapevole delle varie differenze tra SSD, Area Concorsuale e Macro Area Concorsuale. Se non ricordo male, le aree concorsuali sono state istituite allo scopo di semplificare la valutazione accorpando SSD tra di loro affini.
      Quindi per la ASN sono state istutite le Aree Concorsuali, quando l’abilitazione vale per l’intera macroarea. Ma adesso si torna ad abilitazioni su commissioni per ogni SSD (se l’interpretazione è corretta).
      Francamente mi pare una inutile retromarcia.

    • “Sono ben consapevole delle varie differenze tra SSD, Area Concorsuale e Macro Area Concorsuale”
      ====================
      Le “Aree concorsuali” e le “Macro Aree Concorsuali” non esistono. Si chiamano Settori Concorsuali e Macrosettori Concorsuali.
      ====================
      “quando l’abilitazione vale per l’intera macroarea”
      ____________________
      L’abilitazione vale per il Settore Concorsuale, come si legge nella l. 240/2010:
      “ammissione al procedimento, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 29, comma 8, di studiosi in possesso dell’abilitazione per il settore concorsuale”
      l. 240/2010, art. 18, comma 1.b

    • Grazie per la correzione, ovviamente mi riferivo ai settori concorsuali, invece di aree concorsuali.
      Il secondo errore è derivato dal fatto che nel macrosettore concorsuale 01/A – Matematica l’abilitazione in un settore concorsuale vale anche per l’insegnamento nei restanti settori concorsuali, come da declaratoria. In pratica, nei concorsi nel Macrosettore concorsuale 01/A, una qualsiasi abilitazione conseguita nel settore concorsuale 01/Ax permette di partecipare ai concorsi per la medesima fascia nell’intero Macrosettore 01/A. Almeno questo è quello che ho potuto notare nei concorsi del mio settore. Ho anche visto che lo stesso non vale per gli altri Macrosettori concorsuali, per i quali ho erroneamente generalizzato.
      Grazie per la precisazione.

    • Per la verita’, riguardo ai macrosettori, l’art. 18,b e’ stato modificato nel 2012. Ora afferma:

      ” b) ammissione al procedimento, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 29, comma 8, di studiosi in possesso dell’abilitazione per il settore concorsuale ovvero per uno dei settori concorsuali ricompresi nel medesimo macrosettore e per le funzioni oggetto del procedimento, ovvero per funzioni superiori purche’ non gia’ titolari delle medesime funzioni superiori.”

      Ad esempio, per la matematica, l’abilitazione in qualsiasi Settore Concorsuale consente la partecipazione.

    • yes, è vero: Il DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5 (in SO n.27, relativo alla G.U. 09/02/2012, n.33) , convertito con modificazioni dalla L. 4 aprile 2012, n. 35 (in SO n. 69, relativo alla G.U. 06/04/2012, n. 82), ha disposto (con l’art. 49, comma 1, lettera h)) la modifica dell’art. 18, comma 1, lettere a), b), comma 3, comma 5 lettere e) e f).
      http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-02-09&atto.codiceRedazionale=012G0019&atto.articolo.numero=49&atto.articolo.tipoArticolo=0

    • Di fatto ci sono molti concorsi per prima o seconda fascia dove viene riportato che possono partecipare alla procedura “coloro che sono in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale alla funzione di professore universitario di prima (seconda) fascia per il settore concorsuale oggetto del bando, ovvero per uno dei settori concorsuali ricompresi nel medesimo macrosettore”.
      Pensavo che fosse esplicito nella Legge Gelmini o in qualche altra norma, ma non sono riuscito a trovare nessun riferimento al macrosettore concorsuale.
      Probabilmente si tratta di una libertà presa da qualche ateneo nel fare il regolamento concorsuale.

    • Qui devo fare ammenda: no, non è una libertà, ma il testo originale della 240/2010 è stato successivamente modificato aprendo le procedure a chi è abilitato nel macrosettore (http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-02-09&atto.codiceRedazionale=012G0019&atto.articolo.numero=49&atto.articolo.tipoArticolo=0) nel seguente modo:
      __________________
      b) ammissione al procedimento, fatto salvo quanto previsto
      dall’articolo 29, comma 8, di studiosi in possesso dell’abilitazione
      per il settore concorsuale ovvero per uno dei settori concorsuali
      ricompresi nel medesimo macrosettore
      __________________

  4. BNM@ e cosa si aspetta da un ex presidente crui?! La crui complice dello sfacelo dell’unviersità pubblica. Uno che che non vedeva l’ora di diventare un boiado di stato. Mai visto un racconta frottole come lui.

  5. Vale la pena di ricordare che tra gli atti necessari a dare avvio alle nuove Asn, vi è il decreto di rideterminazione dei sc e dei macrosettori, che il miur dovrà adottare sulla base di questo Parere Cun
    _______________
    https://www.cun.it/provvedimenti/sessione/167/parere/parere-del-1-04-2015
    _______________
    Nell’allegato A, si leggono i presumibili raggruppamenti per la composizione stessa delle commissioni. Opportuno leggere anche le premesse del parere perché richiama gli estremi normativi in base ai quali si è effettuata la rideterminazione dei settori.

  6. Chissà in base a quali criteri sono stati selezionati i membri del consiglio direttivo? Se io fossi il ministro, per selezionarli, farei un bel test per vedere il QI (si trovano in vari libri…) e anche una misurazione di quanto i candidati sono “svegli” perché mi sembrano caratteristiche fondamentali….Se penso a diversi provvedimenti dell’anvur, mi sembra che talvolta ci siano state proprio delle sciocchezze facilmente evitabili (esempio non contare il numero degli autori degli articoli nell’ asn e nella vqr, il rendere impresentabili per entrambe le vqr gli articoli pubblicati elettonicamente nel 2004-2010 e cartacei dopo, etc….)

  7. Cari amici, io credo che la stessa idea di un’abilitazione nazionale sia inutile, anzi nociva, in quanto crea solo una moltiplicazione di aspettative, poi gestite a livello locale senza alcuna possibilità di vittoria per i candidati esterni (sempre che non si tratti di mere progressioni). Sarebbe meglio abolirla e tornare ai concorsi, magari con regole che garantiscano il merito (io ho la mia ricetta per questo, ma non è questo il punto). Il punto, piuttosto, è l’inutilità di questo doppio passaggio, tanto più se, come mi pare di capire, l’idea è quella di abbassare l’asticella, e, in definitiva, di dare la possibilità alle singole sedi di chiamarsi chi vogliono. Del resto, l’unica figura per cui l’abilitazione è indispensabile è l’rtdb. Ma l’rtdb è un mostro giuridico e accademico che, a sua volta, andrebbe abolito, con previsione contestuale della ‘resurrezione’ del ruolo del ricercatore, eventualmente mutato in prof. di terza fascia se c’è il bisogno che insegni.
    Sinceramente, inizio a sentirmi stanco e rassegnato, la mia sensazione e che, non solo a livello universitario, tutto andrà sempre peggio, e che tutte le voci critiche rimarranno inascoltate. Allora, però, perché affannarsi?
    Tom Bombadillo

    • Perfettamente d’accordo. C’è una immensa ipocrisia in ogni concorso locale che comporta per ogni Ateneo il risparmio di punti organico solo se si tratta di progressioni interne. Nel caso imprevedibile in cui vincesse un bravissimo esterno i Dipartimenti si possono facilmente premunire evitando la chiamata del vincitore. Per i poveri idoneati non strutturati la sola speranza è di entrare a far parte della quota 20% per “esterni”, la stessa che dovrebbe garantire un minimo di mobilità e che alcune Università (p.e. Politecnico di Milano) hanno deciso di investire solo per chiamate dall’estero (quindi persone non idoneate in Italia. Un enorme e costoso baraccone per produrre risultati di rara modestia. Disastroso

    • Assolutamente d’accordo. Abolire la ASN e distinguere chiaramente le promozioni dalle assunzioni.

      End of story.

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