«A Firenze il 12,8% dei docenti accreditati ha avuto l’inserimento dei prodotti per una via cosiddetta istituzionale”. I dati ANVUR “non sono lo specchio della reale consistenza dell’astensione». «E’ assolutamente impensabile che, sic stantibus rebus, si possa procedere alla valutazione». Queste le dichiarazioni del Rettore di Firenze Luigi Dei alla riunione odierna della CRUI. Nel mentre che aspettiamo che tutti i rettori rendano noti i dati dei conferimenti coattivi, suggeriamo al ministro di riflettere bene se, visto che la VQR sarà inservibile,  non sia il caso di fermarla, risparmiando i circa 200 milioni che costerà al contribuente italiano.

 

In un documento inviato al suo ateneo, il Rettore di Firenze, Luigi Dei, insieme a una sintesi dell’intervento odierno del Ministro Giannini presso la CRUI, ha diffuso il testo del suo intervento. Vi si legge:

i dati non sono lo specchio della reale consistenza dell’astensione: ad esempio nel mio Ateneo, che ha inserito il 97,2 % dei prodotti attesi, devo ricordare per trasparenza che il 12,8% degli accreditati ha avuto l’inserimento dei prodotti per una via cosiddetta “istituzionale”, ossia senza la collaborazione delle Colleghe e dei Colleghi che hanno optato per l’astensione fino al termine delle operazioni.

Quindi a Firenze uno degli atenei più virtuosi nel trionfale documento ANVUR di ieri, la partecipazione alla VQR è stata forzata. Il 12,8% dei colleghi ha aderito alla protesta ed l’amministrazione ha provveduto al conferimento forzoso dei prodotti.

Purtroppo non siamo in grado di sapere quanti sono coloro che a Firenze non hanno partecipato alla VQR. ANVUR, infatti, nella fretta di passare una velina che permettesse di titolare (provate a indovinare l’house organ e il giornalista) che “la protesta è fallita”, è incorsa in uno degli usuali errori di copia e incolla: ha pubblicato per due volte, con titoli diversi, i dati sui “prodotti”, dimenticando di pubblicare i dati relativi agli addetti.

Se il numero dei prodotti fosse proporzionale a quello dei docenti,  a Firenze il conferimento “spontaneo” dovrebbe aggirarsi intorno all’84,4% contro il 97,2% della tabella ANVUR.

Ma il rettore Dei non si ferma qua. Dice infatti:

è assolutamente impensabile che, sic stantibus rebus, si possa procedere alla valutazione senza misure correttive che riparino ad un quadro differenziato di percentuali di prodotti immessi.

Sembra di capire che l’unico che non è preoccupato della protesta è il presidente di ANVUR. Che fa finta di non capire, o non ha capito davvero, che con questi numeri la VQR è inutilizzabile. 

A questo punto ci aspettiamo che

  1. tutti i rettori pubblichino le percentuali di adesione alla protesta come ha fatto il rettore di Firenze;
  2. tutti i rettori dichiarino che la VQR rebus sic stantibus è inutilizzabile per la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario.

E ci chiediamo e chiediamo al ministro: se rebus sic stantibus questa VQR è inservibile, non sarebbe il caso di fermarla risparmiando i circa 200 milioni di euro (a seconda delle stime) che costerà al contribuente italiano?

 

Send to Kindle

6 Commenti

  1. Oltre agli inserimenti denominati “istituzionali”, ci sono anche gli inserimenti dietro pressioni, inviti, insistenze, visite, non quantificabili se non per stima (forse equivalenti agli “istituzionali”). E non solo. Le classi sono, per come la vedo io, 4: 1. inserimento volontario senza assistenza. 2. inserimento volontario con aiuto, spesso offerto dall’istituzione, altrimenti si sarebbero arresi. 3. inserimento dietro pressioni, con o senza assistenza. 4. inserimento “istituzionale”. Infine: non inserimento. Almeno quelli “istituzionali” dovrebbero essere dichiarati da tutti gli atenei se si vuole far diminuire le tensioni. Altrimenti si continui colle trombe alla Ryanair.

  2. Che poi, pare che l’intervento del Rettore di Firenze e di altri sia scaturito da un valutazione “leggera” del nostro onorevole Ministro, in cui commentava soddisfatta come uno sciopero bianco col 7% di adesione fosse uno sciopero bianco fallito.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.