In relazione all’articolo Dopo l’INVALSI, la Corte dei Conti bacchetta anche l’INDIRE riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente replica del Presidente di INDIRE, Giovanni Biondi.

Caro Direttore,
ho visto quanta attenzione ha riservato alla relazione della Corte dei Conti su INDIRE. Vorrei fornirle alcuni elementi perché potrebbe sembrare che stiamo parlando di un Istituto che compie atti illegittimi e che è in grave dissesto. Vado per ordine:

Questione compensi: nel 2017 il cda che presiedevo ha deliberato sui compensi dei componenti, seguendo le direttive del Ministero dell’Economia e inviando poi gli atti al Ministero dell’Istruzione. Comunque quel compenso non mi è mai stato attribuito perché, come ben sapevo, ero in pensione ed ho completato il mio mandato a titolo gratuito. Così come, sempre a titolo gratuito, ho continuato a svolgere il mio ruolo di presidente di Europeanschoolnet, un consorzio di 30 ministeri dell’educazione a Bruxelles, in modo da garantire ad INDIRE la partecipazione a numerosi progetti europei.

Questione rinnovo del Direttore: prima di procedere al rinnovo previsto dallo Statuto, abbiamo chiesto un parere legale, su suggerimento del magistrato della corte, proprio per evitare di incorrere in questioni illegittime. L’organismo indipendente di valutazione aveva inoltre espresso un giudizio ottimo sull’operato del Direttore e l’Istituto era in grande crescita. Quindi sia nel merito che nella procedura, prevista peraltro dallo Statuto, ritengo non ci possano essere elementi di criticità.

Questione precariato: dieci anni fa Indire aveva un centinaio di precari storici che andavano avanti con contratti di collaborazione rinnovati di anno in anno. Ora ci sono 270 dipendenti a tempo indeterminato oltre a 120 dipendenti a tempo determinato e 60 collaboratori su progetti temporanei in affidamento.

Questione valutazione: l’Agenzia Erasmus è certificata ISO da più di quindi anni; abbiamo un organo indipendente di valutazione sulle performance anche del Direttore Generale che ogni anno esprime un giudizio sulle procedure di INDIRE. Ma non basta: seguendo quanto previsto dalla Statuto Europeo dei Ricercatori, è stata condotta, da un gruppo di esperti esterni, una valutazione qualitativa della ricerca e di tutte le attività promosse da INDIRE. Mi risulta che, anche in questo caso, siamo stati l’unico ente di ricerca ad intraprendere una iniziativa di questo genere.

Inoltre le preciso che non esiste alcuna indagine in corso da parte della Corte. Sono stati fatti dei rilievi ai quali è stato puntualmente risposto. La posso anche assicurare che in tutti questi anni abbiamo avuto decine di “verifiche” anche della Corte dei Conti Europea sull’utilizzo dei fondi e NON abbiamo mai avuto rilievi. Inoltre tutti i bilanci sono sempre stati approvati dai revisori e dal ministero.
Giovanni Biondi

 

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