Ohimé, ohimé,  costui non si cura né di vivere né di morire. (Benvenuto Cellini, La  Vita). Il tempo porta sempre la verità. Peccato che non la porti sempre in tempo.  (P.-A. CHODERLOS DE LACLOS,Lettere inedite).

La tentazione è di scegliersi un genere letterario. Per esempio, il romanzo epistolare: scrivere lettere per avere risposte, leggere e scrivere lettere per dare corpo ad eventi, per fare avanzare la storia (del romanzo). La sensazione è che ciò avvenga con Roars, si legge, si scrive, ti rispondono, hai degli interlocutori, trovi chi ne sa più di te, chi ti apre spiragli che non ti aspettavi e chi ti delude (ma non importa!). In questa assemblea epistolare permanente, bell’esempio di democrazia plurale, di scritti talentuosi e di confessioni, di sfoghi e di analisi ferratissime, si svolge forse l’ultimo atto di quello che doveva essere il Concorso del nuovo secolo, il trionfo algido della meritocrazia affidata ai numeri, gestito da un’Agenzia di nomina politica, che pretendeva di mettere ordine nel caos con una parola magica, valutazione. Ma valutazione sotto tortura: loginmiur, popolamento (sic) del sito docente, ISBN (ma un libro non è un ISBN, è quello che c’è scritto, è chi l’ha scritto), VQR, prodotti di ricerca, PDF (angoscia!) e poi una specie di concorso per diventare commissario di un concorso (“Ma non ne ho fatti abbastanza nella mia vita? Perché solo in Italia? Ma avrò mediane e semafori? Mi notano di più se sono nella lista o se non ci sono? Quasi quasi mi taccio”).

  È esplosa così l’Abilitazione, degno portato della legge Gelmini, frutto a sua volta di una campagna forsennata di discredito dell’Università pubblica, cavalcata da potenti testate giornalistiche: “I concorsi universitari sono corrotti. Sistemano mogli e figli”. Vero! Ma tanti non lo fanno e si preparano a denunciarlo su Roars, quando accadrà. I have a dream: essere valutata, ma per davvero e non per burla, da gruppetti di colleghi che fanno cordata, dietro sigle misteriose al grande pubblico: Gev, Supergev, Subgev, Gdl (Orwell?), per imporre una piccola, grande rete di potere, cooptati, non si sa come e perché (e ahimé, in mezzo a loro ci sono studiosi validissimi) e cooptanti colleghi stranieri, talvolta amici degli amici.

 E siamo in pieno romanzo epistolare. Schiesaro e Massarenti scrivono ad Anvur, oppure a Profumo fingendo di scrivere ad Anvur, o viceversa. Un’ex ministra scrive una mozione con altri due parlamentari di diversi partiti (ma della maggioranza montiana) per chiedere praticamente lo scioglimento dell’Agenzia e l’azzeramento dei passi falsi fatti. Scrive il Cun, scrive la Crui, scrivono le Consulte disciplinari, altrimenti dette Società scientifiche. Cosa sono queste mozioni se non lettere al Ministro? Scrivono singoli studiosi per difendere i loro campi di studio e la loro idea di cultura. Roars pubblica tutto. Ma Profumo le legge queste epistole? Anvur le legge? Anvur si, promette nuove liste di riviste, cambia le mediane, le mobilizza, parla anche attraverso qualche Presidente di Gev, confessa e ritratta il pasticcio senza limiti che costa soldi ai contribuenti e notti insonni ai candidati. Roars lancia due appelli per salvare le abilitazioni. Nessuna risposta. Inchioda i Superesperti alla responsabilità di aver trascinato nel fango l’Università italiana pubblicando le liste delle riviste “scientifiche”, frutto, queste liste, di incompetenza, cialtroneria, forse di un lavoro appaltato dall’Anvur, ma prontamente riprese dalla stampa per insultare chi ha pubblicato e non chi ha dato a quotidiani e a riviste parrocchiali il sigillo della scientificità.

E Ministro e Miur continuano a non rispondere[1]. Ma adesso devono farlo. Ci sono denunce circostanziate, ricorsi presentati e minacciati, che non consentono di temporeggiare. Voglio dire che si possono avere idee diverse di cosa debba essere l’Università pubblica di cui Profumo è Ministro, ma di fronte ad errori, mistificazioni, sospetti, che hanno messo in subbuglio il mondo accademico, ci sono risposte ineludibili, ancorché parziali, che vanno date subito.

 

Provo ad esporre, con molta semplicità, quel che Profumo non può non fare:


   1. Imporre il ritiro immediato delle candidature a commissari dell’Abilitazione scientifica nazionale a Gev, Supergev e componenti dei Gruppi di lavoro riviste e libri scientifici, per evidente conflitto d’interessi, aggravato dalla presenza di molti di loro nei comitati editoriali delle riviste dette di fascia A e dalla  partecipazione alle procedure di ammissibilità dei candidati commissari, ivi compresa la validazione (o peggio, come è prevedibile, l’autovalidazione) finale della lista dei sorteggiabili. Tale conflitto è reso ancora più pesante dall’esistenza della cosiddetta terza mediana, strettamente collegata alla classificazione delle riviste a cui i Gev hanno partecipato, come risulta tra l’altro, da documenti ufficiali Anvur[2]. Che il Ministro legga su Roars le liste dei candidati commissari che, in numero massiccio, si trovano in questa situazione e i commenti dei partecipanti al dibattito. La loro presenza rischia di compromettere  la regolarità del sorteggio, di essere materia di ricorsi e  ritardi.

 

2. Chiudere definitivamente l’affaire delle riviste, mediante:

 

a) la pubblicazione immediata delle Relazioni finali di tutte le aree disciplinari (mi dispiace per chi si nasconde, è la Trasparenza!).

b) la pubblicazione altrettanto immediata della lista delle riviste di fascia A dell’area 12 (inesistenza di riviste di eccellenza nel settore giuridico? O paura di Onida?).

 c) una volta che questi materiali siano stati messi a disposizione della comunità accademica e dell’opinione pubblica, il ritiro delle liste di riviste (fascia A e “scientifiche”). Risulta infatti inattuabile e impensabile che Anvur e collaboratori procedano a una revisione parziale e presumibilmente corporativa delle stesse.

  d) l’abolizione, per i settori non bibliometrici, del criterio delle mediane, strettamente ancorate alle classificazioni delle riviste e  in alcuni casi palesemente illegittime, come nell’area 10[3]

 e) una franca e approfondita discussione sulla validità delle mediane anche nei settori bibliometrici.

 f) la riapertura, come è ovvio, del bando per candidati commissari.

 

Se poi infine da questi adempimenti, richiesti in nome della trasparenza, del rispetto della legge e della serietà di tanti studiosi, derivi una sospensione o un ritiro del bando dell’ASN sta al Ministro deciderlo, è nella sua responsabilità politica e istituzionale. Così come è sua competenza riconoscere e far conoscere gli errori gravissimi dell’Agenzia di valutazione, che stanno compromettendo non solo lo svolgimento di questo concorso nazionale, ma anche il futuro della ricerca italiana. Il Ministro potrà trarne le conseguenze più opportune. Che si sappia però che questa volta una parte cospicua dell’Università italiana non ritirerà facilmente il suo J’accuse.

 



[1] Per la verità Profumo scrive il 21 settembre al Presidente del Cun.: le mediane sono discrezionali, ma…è abbastanza difficile che le commissioni possano discostarsene.

[2] Si vedano i documenti del 18 settembre e del 5 ottobre. L’autodifesa di Anvur in La classificazione delle riviste nell’ambito dell’abilitazione nazionale, è esilarante se non fosse per la grande tristezza che ti prende alla sua lettura.

[3] Cfr. G. De Nicolao, “La meritoria opera di sfrondamento”: chiarimenti Anvur sulle riviste scientifiche, Roars, 6 ottobre 2012.

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45 Commenti

  1. Non so come le cose vadano nella totalità delle università italiane. La mia esperienza comunque è la seguente. Quando studiavo in UK tutte le università risultavano avere uffici appositi, con impiegati specializzati a supportare i docenti nella formulazione, compilazione ed inoltro delle domande. Quando sono rientrato in Italia ed ho provato ad accedere ad un bando europeo, mi sono reso conto della ragione di quell’apparato: la complessità delle informazioni che bisognava procurare anche solo preliminarmente non era nulla di paragonabile ai progetti PRIN, ma richiedeva conoscenze tecniche alquanto particolari e che nulla avevano a che fare con le competenze nel proprio campo di ricerca. Quando mi sono rivolto agli uffici dell’università per chiedere supporto tecnico poco mancava che mi ridessero in faccia.
    Non so se questo spieghi tutto, o se ciò valga in tutti i settori, ma forse aiuta a capire perché l’Italia faccia fatica ad ottenere fondi di ricerca europei.

    • è così, per la mia esperienza. gli uffici tendono a mettere i bastoni tra le ruote di chi “scoccia” con ‘sti bandi europei…

  2. Mi piacerebbe dialogare con tutti. Provo con qualcuno. 1) il testo ANVUR che segnala C_S è semplicemente vergognoso, al limite del ricatto e del patteggiamento con i commissari (eventualmente!)esclusi. 2)Idem per la consultazione pubblica su “Orizzonte”(Orizzonti) di gloria, un diversivo, se no, che cosa è? 3)Rileggiamo quanto scrivono Di Rienzo e Jus. Grazie a tutti e due: qualcosa è accaduto di molto importante. L’Università che pensa e che studia è in subbuglio in tutte le aree scientifiche, sono in subbuglio tutte le associazioni,ci sono molteplici interrogazioni parlamentari, dunque “Encore un effort”, secondo il Divino Marchese, e soprattutto puntiamo su DUE obbiettivi immediati: la fine di ANVUR e soci e la sospensione dell’Abilitazione, prima che sia troppo tardi. Sono obbiettivi difficili, ma non irraggiungibili. Intanto, se qualcuno conosce un Gev corretto, cerchi di spingerlo alle dimissioni, idem per i Gdl. Quello che Roars ha scatenato non può essere vanificato da volenterose campagne “di posizione” (che mi vedrebbero ovviamente schierata, ovviamente e inutilmente in questa fase).
    Memento: difendersi, ad ogni momento, dagli attacchi dei media. Va bene solo se se la prendono con Anvur. Il resta porta acqua al mulino di chi vuole dimostrare che gli universitari rifiutano di sottoporsi a qualunque valutazione.

    • Io sono rimasta piuttosto perplessa quando ho letto il testo che l’ANVUR ha pubblicato oggi e l’ho subito postato sul sito di ROARS.
      Su questa nota, ad esempio, non mi sembra indicata una scadenza entro cui attivare la procedura telematica di contraddittorio (a meno che non sia indicata sul sito dei docenti). Mi chiedo.. e i tempi?
      No comment sul fatto che alcuni abbiano caricato i propri prodotti non fornendo ISBN..

    • @c_s: “Su questa nota, ad esempio, non mi sembra indicata una scadenza entro cui attivare la procedura telematica di contraddittorio (a meno che non sia indicata sul sito dei docenti). Mi chiedo.. e i tempi?”

      C’è scritto che l’ANVUR ha comunicato al MIUR l’esito della valutazione dei CV. Il DG del MIUR avviserà i candidati i quali avranno 10 giorni di tempo. Credo sia tutto nei tempi stabiliti dal DM (dal 28/8, 10+30+10+10+10, sorteggio il 8/11?).

  3. Se il ministro interviene, con un decreto legge, si puo’ prevedere la non vincolativita’ delle mediane e la riapertura dei termini per i commissari, senza bloccare la partenza dell’abilitazione. E cosi sarebbero scongiurati i ricorsi. Altrimenti tutto corre il rischio di saltare. Mi chiedo se i grandi media (corriere e repubblica) siano stati sensibilizzati sul problema. Ritengo pero’ che ci sia un patto non scritto tra poteri forti (media e aree vicino a profumo) volto ad addormentare il dibattito. In effetti, la situazione e’ talmente folle che chiunque sarebbe gia’ intervenuto, quantomeno commissariando l’anvur e semplificando la disciplina. Insomma, e’ tutto troppo strano.

  4. ma in quale legge dello Stato sta scritto che la mancanza dell’isbn o un isbn sbagliato non fa prendere in considerazione una monografia…? ma li faccia l’Anvur i controlli collegandosi con Opac ecc. ecc… con 300 milioni di budget lo possono fare o no?

  5. [alessandro bellavista]Sono d’accordo su tutto. Certo, Roars è rimasto l’unica palestra di un libero dibattito. I media si muoveranno solo in presenza di scandali concorsuali oppure, come è inevitabile, di scontri di piazza. Un patto tra poteri forti? Non so. C’è anche molta ignoranza.
    [eugenio di rienzo]. Hai ragione. Non a caso arrivano messaggi invitanti di sconosciute case editrici che si propongono come dotate di isbn.

  6. Letto, purtroppo e concordo: indigeribile, insopportabile, irrecuperabile.
    Fa parte di un genere lettarario che ormai si va affermando: la lode di sé o autoagiografia ANVUR. Il cui sviluppo è dovuto a fattori evidenti. Come dice Fantoni oggi: “L’Anvur ha goduto e gode del sostegno di una maggioranza silenziosa” – così silenziosa che se l’Agenzia non si loda da sé non la loda (più) nessuno.

    E’ però davvero sconcertante che si dica di sé che si è operato “aderendo alle migliori prassi internazionali” quando si sono introdotte pratiche senza precedenti al mondo, come le mediane e l’uso di criteri quantitativi per la selezione di individui; e che questo si è fatto “in linea con le aspettative dei giovani che vogliono conoscere le regole e i criteri sulla base dei quali verrà determinata la loro carriera accademica” – mentre è pendente un ricorso dei costituzionalisti basato proprio sul fatto che si sono introdotti criteri prima ignoti e validi solo retroattivamente.
    Anche l’autoagiografia si può fare meglio. Ma forse alla maggioranza silenziosa piace così. E se diventasse un po’ più silenziosa anche l’Agenzia?

  7. Di fronte a questa “maggioranza silenziosa”, c’è una “minoranza” ormai senza più parole …
    O forse una maggioranza alla quale non viene data la parola.
    Più probabilmente, una maggioranza la cui parole non vengono ascoltate.
    Nonostante il Sole splenda 24 ore è notte fonda.

  8. Leggendo l´articolo mi è venuto in mente questo! ……. Bel titolo, molto solare!

    Il linguaggio é uno strumento ma é anche un mezzo con cui si influenza la visione del mondo. Da Gustav Le Bon nella „Psicologia delle folle“ – 1895 e da altri uomini totalitari, traggo alcune conclusioni relativamente alle metodologie di comunicazione:

    1) La ricettività della grande massa è molto limitata, la sua intelligenza mediocre, e grande la sua smemoratezza.
    2) Pochi punti essenziali e ripetitivi
    3) Frasi fatte e con una struttura semplice
    4) Evocazione di immagini “seducenti” per chi ascolta o legge
    5) “Saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l’incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni.
    6) Anche in questo caso l’illusione risulta essere più importante della realtà, perché ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di essere capace.”
    7) le persone non amano ragionare ma preferiscono sognare, illudersi
    8) Per quanto assurda sia l’idea che si difende o lo scopo che si vuole raggiungere, tutti i ragionamenti si smussano contro la ferma convinzione di ciò che si dice o scrive
    8) tutto deve essere sacrificato in nome delle idee che si vogliono trasmettere (e tutto é “lecito e giusto”)

    e ancora:

    “Il Grande Fratello vi guarda!”

    il Grande Fratello esiste? “Tu non esisti!”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Fratello_(1984)
    Descrizione che Orwell da della Neolingua usata dal Grande Fratello, nel suo famoso romanzo 1984 (George Orwell, 1984, Oscar Mondadori, 1989 Milano, pp. 315-316):
    “Fine della Neolingua non era soltanto quello di fornire un mezzo di espressione per la concezione del mondo e per le abitudini mentali proprie ai seguaci del Socing, ma soprattutto quello di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Era sottinteso come, una volta che la Neolingua fosse stata definitivamente adottata, e l’Archeolingua, per contro, dimenticata, un pensiero eretico (e cioè un pensiero in contrasto con i principi del Socing) sarebbe stato letteralmente impensabile, per quanto almeno il pensiero dipende dalle parole con cui è suscettibile di essere espresso. Il suo lessico era costitutito in modo tale da fornire espressione esatta e spesso assai sottile a ogni significato che un membro del Partito potesse desiderare propriamente di intendere. Ma escludeva, nel contempo, tutti gli altri possibili significati, così come la possibilità di arrivarvi per metodi indiretti. Ciò era stato ottenuto in parte mediante la soppressione di parole, ma soprattutto mediante la soppressione di parole indesiderabili e l’eliminazione di quei significati eterodossi che potevano essere restati e, per quanto era possibile, dei significati in qualunque modo secondari. […] La Neolingua era intesa non a estendere, ma a diminuire le possibilità del pensiero; si veniva incontro a questo fine appunto, indirettamente, col ridurre al minimo la scelta delle parole.”

    “L´ANVUR e l’abilitazione scientifica“

    http://www.youtube.com/watch?v=8A4n9Ez9O8g

  9. Ho scritto al direttore del sole dicendogli di avere allestito una pagina truccata. Gli altri articoli parlano d’altro, ma la pagina da’ l’impressione che ci sia un dibattito e siccome nessuno contesta le tesi di fantoni, costui sembra dio sceso in terra. Ricordo a tutti che il sole e’ rivista scientifica, quindi un raccomandato che abbia scritto tot articoli, meramente descrittivi, potrebbe partecipare all’abilitazione.

  10. REMEMBER (ricordate i Tre Moschettieri?): Inglese, Internet, Impresa, come voleva chi non c’è più o almeno speriamo che sia così. Benissimo @Libera che regala a Roars Dario Fo. D’altronde, buona parte dei Gev e dei gelminiani collaborano al Sole (che sorgi?). Io credo che una maggioranza silenziosa non esista, esiste una minoranza loquace, se insistiamo.

  11. Nell’articolo del Sole che a chi non conosce tutti gli antefatti, corsi e ricorsi, affermazioni e giustificazioni, spiegazioni e ripensamenti risulta certamente incomprensibile, Fantoni dice una inesattezza: “ad alcuni osservatori dell’ANVUR, più sospettosi che attenti, è sfuggito che uno dei primi atti dell’Agenzia è stato quello di diventare membro dell’ENQA…” . Anvur non è diventata membro, ma è un candidato membro http://www.enqa.eu/candidates.lasso non mi pare la stessa cosa, dovrà prima essere sottoposta ad una review.
    In merito invece all’indicizzazione delle riviste di ambito umanistico nelle banche dati sarebbe davvero bello poter vedere come si sta operando. Del progetto non mi pare di aver trovato traccia alcuna.

  12. @Paola Galimberti. Esatto! Ma continuiamo a ricordare che ANVUR è soltanto candidato membro dell’ENQA (come i candidati commissari…). Forse qualcuno di ANVUR e del Sole è incaricato di controllare Roars.
    Nessuna traccia dell’indicizzazione delle riviste di ambito umanistico e, non mi stancherò d’insistere, nemmeno della Relazione finale del Gruppo di lavoro dell’area 10.

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