Il presente articolo esemplifica alcuni dei problemi e dei paradossi già evidenziati in un precedente post, di cui si consiglia la lettura: Codici ISSN, ISBN (ISMN), copie anastatiche e indicatori per commissari e candidati

Così recita la versione online dell’enciclopedia Treccani:


anastatica, riproduzione Riproduzione litografica di opere stampate tipograficamente nella quale si fa il trasporto direttamente dallo stampato alla pietra per ottenerne una nuova matrice.

Forse gli estensori delle regole dell’ASN 2.0 non hanno resistito alla tentazione barocca di rendere più fiorita la loro prosa, come certi giovani studiosi che impreziosiscono i loro scritti di fioriture tanto inutili quanto inopportune, ma che danno la sensazione di scrivere in maniera davvero professorale. Ma al di là di questi aspetti stilistici, e premesso che ci sembra migliore “anastatica” dell’orrendo calco “sottomissione”, tante volte menzionato a proposito della VQR, ci sembra utile, per una migliore comprensione delle richieste del Ministero vederle applicate a dei casi specifici.

Ad esempio pensiamo alla richiesta di allegare lo screenshot della scheda OPAC. Quale OPAC? Il ministero non dice quale debba essere la fonte, per cui sta al candidato decidere quale fonte utilizzare.

Prendiamo allora una rivista che ha cambiato nome nel corso dei quindici anni oggetto di rilevazione ai fini degli indicatori.

A.I.O.N. rivista di classe A per il settore 10/A1. Screen shot dell’opac della Library of congress

Screenshot 2016-08-19 08.15.43

Da cui si evince che se il mio lavoro è stato pubblicato fra il 2001 e il 2003 dovrò prendere l’altro titolo (quello dove c’è scritto continues …). Oppure posso prendere quello attuale, ma rischio per caso che la mia pubblicazione venga esclusa per incongruenza?

Potrei però decidere di utilizzare ACNP, anche questo è un OPAC

aion acnp

Da cui purtroppo non ricavo l’ISSN. Sarà valida?

Prendiamo gli Annali della scuola normale…. Altra rivista di classe A. Se prendo la LOC avrò questo risultato

annali scuola superiore

 

Ma poiché nessuno mi ha detto che devo utilizzare l’Opac della Library of congress potrei anche prendere l’Opac SBN dove potrei avere qualche difficoltà nell’individuare il record corretto

annali scuola superiore sbn

In più il record degli opac non mi dice nulla di più di quello che già so dall’authority file presente in loginmiur e già in possesso del ministero

annali scuola superiore ance

 

Ora prendiamo un’altra rivista di Classe A (SC 10/E1) Letteratura e letterature

Questo il catalogo opac SBN

letteratura e letterature

Questo il catalogo ACNP

Letteratura e letterature ACNP

Questa la scheda presente in ANCE, authority file già a disposizione del ministero

letteratura e letterature ance

 

Infine questa è la prima pagina di un articolo pubblicato su Letteratura e letterature che insieme alla scheda OPAC dovrebbe certificare che cosa?

letteratura e letterature testo

Ora, la questione non è se agli aspiranti commissari e agli aspiranti candidati si debba chiedere di documentare la attività scientifica, ma è come questa documentazione viene richiesta e cosa le informazioni richieste provino in più di quanto non sia già in possesso del ministero, in barba alla decertificazione della quale si parla – evidentemente invano- da non pochi anni.

Da ultimo: quanti risolveranno il problema con ardite operazioni di incollaggio con Photoshop? Ma forse inseguire l’eccellenza in Italia consente di tutto, anche il rimaneggiamento degli originali (per usare un eufemismo).

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13 Commenti

  1. Sono in voi nel dire che ci stanno chiedendo unduplicato complesso di certificazioni per dimostrare l’idoneità a partecipare ad una commissione o alla ASN.
    Tuttavia, per me è abbastanza solare il motivo ovvero una serie di comportamenti poco etici se non illeciti di colleghi che hanno moltiplicato e prodotto troppi ISBN in poche settimane e/o 2-3 monografie in pochi mesi per raggiungere le (ex) mediane ora soglie. Non mi accusate di benaltrismo, semplicemente non ritengo la scelta anvur sia frutto di un colpo di sole. Il mio riferimento è ai settori non bibliometrici che non riescono o non vogliono isolare questo malcostume. grazie

    • @ci_credevo una serie di comportamenti poco etici se non illeciti di colleghi che hanno moltiplicato e prodotto troppi ISBN in poche settimane e/o 2-3 monografie in pochi mesi per raggiungere le (ex) mediane ora soglie.

      Questi comportamenti ci sono stati, ma la richiesta del ministero è di produrre un ISBN, che, come dice lei, può essere anche legato a pubblicazioni confezionate in fretta e furia per l’occasione. Da nessuna parte sta scritto che l’ISBN deve essere legato ad una pubblicazione di qualità, licenziata dopo lungo processo di peer review, basta quel numeretto e uno è a posto.
      e quindi? questo malcostume come lo isoliamo? Ancora una volta, quale sarebbe il senso della richiesta?

  2. Se per i settori non-bibliometrici l’ASN appare sempre più un meccanismo voluto per scoraggiare la partecipazione, anche nei settori bibliometrici la situazione è tutt’altro che rosea. Chi ha provato ad inserire le pubblicazioni (giá verificate dal Cineca) si è accorto che una frazione molto elevata, tra il 30-50% risulta non accoppiata ai codici Scopus e WoS. La procedura manuale di accoppiamento è molto tediosa, ma superando anche questa fasae (di nuovo sembra un sistema solo mirato ad eliminare parte dei candidati), ci si accorge che almeno un 10-20% risulta ancora mancante di almeno uno dei codici Scopus o WoS. Questo limitando a pubblicazioni su riviste di case editrici indubbie (Elsevier, Springer, Wiley), mentre se si va su articoli in libri (sempre di case editrici rilevanti) il risultato é ancora peggiore. Anche introducento il DOI la situazione non peggiora. La cosa preocupante è che spesso non è un problema che la rivista (o serie di libri) non sia inclusa nel database Scopus o WoS (per altri lavori risulta). Questo vuol dire che vi è una % significativa di errori nei database.
    La questione è quanto questo influisca sulle statistiche generali, che ovviamente non consentono neanche la verifica manuale, e quanto la varianza statistica vada ad influenzare il superamento o no dei parametri ASN.

    • Questo e’ un piccolo granello di sabbia rispetto ad errori statistici cosi’ grossolani che bastava leggere Wikipedia.
      Comunque e’ evidente il tentativo di scoraggiare un gran numero di persone a candidarsi per le commissioni, vista la rottura di balle che il processo comporta. Alla fine uno si domanda ma chi me lo fa fare ? Personalmente sono ancora in dubbio se passare il mio tempo tra agganciare codici, studiare e magari trovare il modi di meditare un minimo su qualche idea nuova oppure andarmene in spiaggia e mandare tutti a quel paese.

  3. Certamente la disposizione è assurda, per i motivi esposti nell’articolo.
    Ma scusate non sarebbe meglio che i commissari si leggessero semplicemente libri e articoli? Dobbiamo chiedere questo, piuttosto che distrarci a guardare (ed accusare) il collega furbo: ci sono colleghi furbi, è ovvio, ma solo la lettura attenta e commissari impermeabili alle telefonate e sollecitazioni di colleghi potrebbero fermare il malcostume. Tempo, attenzione, esame delle pubblicazioni, senza dimenticare che si ha fra le mani, simbolicamente, la vita accademica delle persone, lunghi anni di studio e lavoro, che è difficile numeri possano valutare.

  4. Questa incredibile trafila per i commissari cosa comporterà? Mi pare evidente che si candideranno più “bosses” che “leaders”, i quali ultimi hanno maggiore avversione per la burocrazia e più protesi a spendere il loro tempo per attività più entusiasmanti.

  5. Chiedo scusa per la domanda un po’ banale. Se ho capito bene per la candidatura a commissario (nelle discipline NON bibliometriche) si devono allegare soltanto i PDF del frontespizio con ISBN / ISSN e data di pubblicazione (una delle risposte delle FAQ del Miur sostiene che “E’ sufficiente caricare SOLO la pagina o le pagine da cui si evince nome autore, anno, ISSN o ISBN”).
    E’ così ? Grazie molte.

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