Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Gentile Redazione ROARS,

siamo veramente lieti che la vostra redazione dia spazio alle numerose stranezze del sistema universitario italiano, pertanto vorremmo segnalare un caso specifico, ovvero che il bando di concorso dell’ente Università degli Studi di Trento,

numero: 749 RET – data: 1 dicembre 2015 – oggetto: Valutazione comparativa per l’assunzione, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata pari a tre anni, prorogabile per ulteriori due anni, di n. 1 ricercatore a tempo determinato ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera a), della Legge 30 dicembre 2010 n. 240 presso il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica – settore concorsuale 08/B3 (Tecnica delle costruzioni).

e pubblicato sul sito di Ateneo all’indirizzo:

http://www.unitn.it/ateneo/bando-dr-valcomp/40015/valutazione-comparativa-a-n-1-posto-di-ricercatore-a-tempo-determinato-l-2402010-settore-concorsua

mostra possibili profili di irregolarità per i seguenti motivi:

  • il bando riporta che il profilo scientifico-didattico e gli impegni correlati riguarderanno lo“studio del comportamento delle strutture in legno, con particolare riferimento alle costruzioni in zona sismica.”.
  • Contrariamente, l’art. 24, comma 2 punto a della Legge 240/2010 prevede che sia possibile inserire nei bandi solamente la “specificazione del settore concorsuale e di un eventuale profilo esclusivamente tramite indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari;
  • la L.240/2010, all’art. 24 comma 2, richiede con chiarezza che i bandi, ed i regolamenti di Ateneo, debbono attenersi ai “principi enunciati dalla Carta Europea dei Ricercatori”. Tra questi principi la “Carta” inserisce l’esigenza di evitare bandi che contengano progetti tanto specifici da restringere eccessivamente il numero dei possibili partecipanti al concorso. Pare invece che i profili di impegno scientifico estremamente specifici indicati nel bando rientrino in questa tipologia, disincentivando fortemente la partecipazione alla procedura di valutazione comparativa ad altri candidati, magari dotati di tioli e pubblicazioni di elevatissimo livello nel settore 08/B3, ma non specificamente preparati nella particolare branca delle “strutture in legno”;
  • il succitato comma della L240/2010 richiede che il bando riporti “informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i doveri e sul relativo trattamento economico e previdenziale; previsione di modalità di trasmissione telematica delle candidature nonché, per quanto possibile, dei titoli e delle pubblicazioni”; tuttavia la dettagliata attività scientifica che il ricercatore andrà a svolgere non dovrebbe essere specificata tra le funzioni.
  • ciò pare illegittimo in quanto l’attività di un ricercatore, deve sempre essere libera da ogni vincolo tematico (questo in ogni caso, sia che il progetto di ricerca sia finanziato da findi privati sia che sia finanziato dall’FFO): egli deve poter decidere autonomamente l’oggetto e le metodologie del proprio lavoro di ricerca; eventuali preferenze del Dipartimento ospitante possono essere suggerite nell’ambito delle attività che il ricercatore potrà svolgere, ma in sede di concorso è fatto assoluto divieto di discriminare candidati con particolare preparazione in specifiche branche scientifiche piuttosto che altre, dovendosi valutare il profilo scientifico di un futuro ricercatore nel SSD a bando;
  • sono pertanto irrilevanti profili estranei all’SSD ai fini del bando, e non dovrebbero mai nei bandi emessi ai sensi della L 240/2010 esservi incluse specificazioni ulteriori oltre alle declaratorioe di SSD, in quanto assimilabili ad una ulteriore specificazione del profilo, in aggiunta al settore disciplinare, non conformemente alle direttive della L.240/2010 ed alla Carta Europea dei Ricercatori;
  • si rammenta che nel punto vi sono già pronunce e sentenze di giurisprudenza acclarata, che dichiarano nulli i bandi di questo genere.

Per queste ragioni, riteniamo questo ed altri bandi emessi recentemente dalle università italiane non coerenti con la legislazione di settore.

La segnalazione agli enti preposti è già stata avviata, ma siamo ormai stanchi della continua presenza di bandi di tal genere in un Paese avanzato e moderno come dovrebbe essere l’Italia (ultimamente sulla stessa scia l’Università di Roma Tre, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Padova ecc.).

Abbiamo pertanto inoltrato al Presidente della Repubblica ed al Ministro italiano Competente una lettera di segnalazione di tutti bandi anomali (questo compreso), ed al Vice-Presidente della Commissione Europea (Timmermans) ed al Commissario competente (Navracsics) abbiamo fatto richiesta di audizione per avviare contro lo Stato italiano una procedura di infrazione della legislazione europea di settore, per le reiterate violazioni della legislazione internazionale e della Carta Europea dei Ricercatori da parte delle università italiane, con la palese complicità del MIUR, che nel merito non avvia le dovute procedure di annullamento dei bandi assolutamente non in linea con il sistema di valutazione internazionale dei ricercatori.

Grati per la Vostra cortese attenzione, Vi salutiamo cordialmente.

Comitato Nazionale Precari Macro-Settore 08/B

Dott. Alfonso Canella

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8 Commenti

  1. Che l’università di Trento viva in uno stato autonomo è cosa forse non nota a tutti, ma acclarata. Oltre ai bandi illegittimi come quello segnalato (non di certo l’unico!), è interessante sottolineare il curioso regolamento per il reclutamento dei ricercatori, adottato dall’Ateneo: sostanzialmente hanno trovato un meccanismo per aggirare l’istituto del concorso nazionale, adottando, di fatto, il meccanismo della chiamata diretta. Infatti, da regolamento, la commissione giudicatrice non fornisce né graduatorie, né valutazioni analitiche, ma solo giudizi generici su tutti i candidati (basati esclusivamente sul CV, senza esprimersi sul colloquio orale di valutazione dei titoli), indicando una rosa di idonei. Questo in barba alle richiese esplicite della legge Gelmini. E’ poi il dipartimento a scegliere, dopo che la commissione è stata sciolta senza dichiare vincitori, in sede di consiglio e sulla base di logiche non trasparenti. Capita che candidati che abbiano ottenuto giudizi migliori dalla commissione non vengano poi chiamati dal dipartimento, che è libero di scegliere anche il peggiore degli idonei.
    Non sono un giurista, ma da quel che mi consta, l’art. 97 della Costituzione della Repubblica prevede che nella Pubblica Amministrazione (di cui fanno parte le istituzioni universitarie, secondo quanto disposto dall’art. 1 del
    D.Lgs 30 marzo 2001 n. 165) si acceda tramite concorso, i cui esiti dunque non possono ridursi ad una dichiarazione di idoneità, priva di graduatorie e punteggi, così come fatto a Trento, lasciando all’organo politico – ovvero il Dipartimento – la discrezionalità della scelta, e riducendo dunque lo strumento del concorso nazionale ad una cooptazione locale di soggetti in possesso di titoli di
    idoneità, peraltro attribuiti senza trasparenza e in contrasto con le disposizioni di legge.
    E’ chiaro che può essere questionabile se non sia meglio abolire i concorsi (o sedicenti tali), ma finché ci sono delle regole, sarebbe il caso di rispettarle. In un meccanismo di cooptazione poi, come accade all’estero, chi assume ha delle precise responsabilità, cosa che non avviene in un contesto del genere, in cui nessuno paga se ad essere assunto è un incompetente figlio di qualche potente.

    • A me non sembra una cattiva idea, mi sembra un modo d’agire moderno. La commissione garantisce imparzialita’ e soggettivita’, la scelta da parte del dipartimento fa si che il candidato scelto ben s’adatti alle esigenze dipartimentali ed all’ambiente

    • Carlu non discuto che sia un modo d’agire moderno, se per moderno si intende secondo gli standard europei/mondiali; ho infatti espresso delle riserve io stesso sull’opportunità di espletare dei concorsi nel modo tradizionale. Semplicemente è illegale, che è cosa diversa. Si discuta, si cambino opportunamente le norme e si operi di conseguenza, non come nel farwest, in cui ognuno fa come meglio crede. In questo contesto il rischio è che 1) la commissione dia giudizi neutri, perché tanto il loro giudizio non conta nulla; 2) il dipartimento faccia quel che vuole, tanto non deve giustificare nulla. Molto semplice prendere, in questo modo, il fliglioccio (magari trota) del potente di turno. Senza che nessuno abbia alcuna responsabilità dell’accaduto. Mi sembra un’operazione molto pericolosa.

  2. Il tempo mostra i guasti delle riforme fatte da improvvisatori senza scrupoli. La ministra Moratti abolì i ricercatori universitari (a tempo indefinito), la ministra Gelmina introdusse concetti inapplicabili, la cui applicazione è stata perfino peggiore di quanto prevede la Legge 240/2010.
    I precari 08/B hanno ragione quando richiedono di avere una possibilità di partecipare indipendentemente dallo specifico tema di ricerca: questa era appunto la figura del ricercatore universitario.
    Ha ragione anche il commentatore che invoca la Costituzione quando parla di concorsi. Tuttavia, in un Paese a diritto incerto come il nostro, molti enti pubblici “evitano” apposta il concorso (titoli, scritto, orale e graduatoria) per ovviare a possibili istanze successive di stabilizzazione, visto che non hanno le corrispondenti risorse.
    La verità, dura quanto si vuole, ma, appunto, vera, è che il sistema università+ricerca è stato fatto dimagrire apposta fino al punto di avere le risorse “giuste” per pagare un numero di stipendi sempre minore per il personale strutturato. Tutto il “resto” occorre procurarselo da soli. E allora, tenendo presente che i budget per i posti di RTD-a non piovono dal cielo, ma bisogna procurarseli con il coltello tra i denti, se io trovo queste risorse economiche su un progetto di ricerca in “scienze occulte e pirotecniche” non avrò altra scelta che cercare ricercatori spezializzati in “scienze occulte e pirotecniche”, altrimenti il finanziamento (che viene erogato quasi sempre a consuntivo sui risultati della ricerca) lo perdo. Con buona pace del concetto di libertà tematica da garantire ai ricercatori: non è più così, e non lo è per tutti. Si è liberi di lavorare per le tematiche dove ci sono i soldi; le altre possono avere, forse, qualche spicciolo. E’ il risultato di 15 anni di politica dell’istruzione superiore, in un Paese che non ci crede (il capo del CENSIS continua a dire che la laurea non serve) e in parte anche della modestia di una parte non piccola della classe docente universitaria (che a volte, per restare in tema, ha promosso “ricercatori universitari” delle capre). Non sono affatto convinto che le cose non possano cambiare, ma al momento questo è.

  3. il Ministro può intervenire con un decreto ministeriale, impiegando, se lo vuole, 5 MINUTI, per cambiare le cose, prevedendo il divieto di qualsiasi specificazione nel bando, specificazione che rende il bando “a fotografia”.

    Evidentemente al Ministro CIO’ NON IMPORTA.

  4. Gentile Redazione ROARS, per il bando di concorso dell’Università telematica ECampus per:

    la Procedura selettiva per titoli e discussione pubblica per il reclutamento di N° 4 posti di ricercatore universitario a tempo determinato – Facoltà di Ingegneria – ai sensi dell’ art. 24 comma 3 lettera b) della L. 240/2010.
    (http://www.uniecampus.it/ateneo/bandi-e-concorsi/ricercatori-2015/index.html)

    oltre alle specifiche per l’attività da svolgere conforme ai “bandi anomali”, all’art 2 del bando per quanto riguarda i necessari requisiti di partecipazione chiede ai partecipanti, pena esclusione, “Che siano in possesso della previa titolarità, per almeno un anno accademico, di almeno un insegnamento facente pare dell’offerta formativa di un corso di laurea, diploma di specializzazione, dottorato di ricerca o master, presso qualsiasi università italiana e/o straniera, che sia stato interamente erogato in modalità a distanza e in conformità ai requisiti di cui al Decreto Interministeriale 17 aprile 2003 e ss.mm.ii..”.

    Posso avere 10 anni di attività didattica frontale ma non posso partecipare alla selezione mentre con un anno di attività didattica erogata a distanza sono il pole position…è normale? è corretto?
    Selezione ai sensi dell’ art. 24 comma 3 lettera b) della L. 240/2010, che ASN permettendo consentirà l’accesso a professore di II fascia.
    Aspetto di leggere un vostro giudizio, purtroppo dal Ministero non mi aspetto nulla di buono.

  5. Bando anomalo in Storia contemporanea (ricercatore A) all’Università di Pavia (Dipartimento di Studi umanistici)?

    Lascio giudicare ai lettori. Nel Bando si dice fra l’altro:

    «Il ricercatore dovrà condurre ricerche nell’ambito del settore scientifico disciplinare M-STO/04 – Storia contemporanea, con particolare riferimento alla Storia culturale e politica tra Otto e Novecento e, specificamente,

    – alle problematiche dell’esilio e delle relazioni intellettuali tra Europa e Stati Uniti,
    – della storia delle istituzioni di istruzione superiore e delle comunità accademiche,
    – della cultura italiana cattolica e laica,
    – nonché della storia della storiografia».

    Ecco i link con relativa commissione:

    http://bandi.miur.it/jobs.php/public/job/id_job/55915

    http://www.unipv.eu/site/home/ateneo/bandi-e-concorsi/concorsi-per-personale-docente/articolo13796.html

    Ho pensato fosse istruttivo cercare fra i temi di ricerca del Dipartimento o dei docenti – collaboratori (Dipartimento – Strutture – Sezione di Scienze Storiche e Geografiche) Però si possono vederne le pubblicazioni anche nel Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale. Ma non sono giunta a risposte convincenti.

    Non so se il Bando è legittimo. Nella mia ignoranza dico di SI!

    Ma confesso di non spiegarmi perché pubblicare un Bando simile?

    E con questi temi così dettagliati?

    Mi interesserebbe un vostro commento

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