Una riflessione multimediale (diapositive e commenti) su cosa non funziona nell’ANVUR-AVA. (1) Democrazia: l’ANVUR risponde solo a se stessa… e quando è il caso al MIUR. (2) Trasparenza: All’ANVUR è ignota. (3) Efficienza ed efficacia: Non esiste un Riesame per l’ANVUR, né alcun sistema di autovalutazione, miglioramento e accreditamento (verso l’ENQA ad esempio): l’ANVUR è un’agenzia di Inquisizione o di Dottrina della Fede. (4) Confusione notevole: Le normative sono elastiche e modificabili come il momento vuole. (5) Rapporto ANVUR-MIUR: L’ANVUR propone ed il MIUR delibera.

Diapositive

(le slides possono essere viste e scaricate al termine dell’articolo, NdR)

1.  Titolo della presentazione (che Kant ci perdoni…)

2. L’Europa è fatta dal Portogallo alla Finlandia, ma occorre pensare in grande, ad una grande Europa che va da Lisbona ad Ekaterinburg: 5.000 km di distanza fino agli Urali orientali dove passa il meridiano convenzionale di confine tra Europa ed Asia. E’ tragico che si muoia in Ucraina con la contrapposizione tra Russia e Nato: la Russia è europea fin dai tempi di Pietro il Grande, se non prima. E verrà un giorno in cui la nostra Europa andrà da Lisbona fino a Vladivostok…

3. L’Europa è fatta, facciamo gli europei… il metodo migliore per formare gli europei è partire dall’istruzione anche superiore…

4. Lo spazio europeo dell’Istruzione Superiore (IS) comincia con il processo (dichiarazione finale) di Bologna del 19 giugno 1999 ove vengono fissati dai Ministri europei alcuni obiettivi per rendere competitivo il sistema europeo dell’IS:

  • studi universitari 3+2 (da noi inizialmente 3 e 5), sistema dei crediti, diploma supplement
  • valutazione della qualità: ENQA è l’Associazione Europea per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione Superiore, voluta espressamente dal Consiglio dell’Unione Europea e richiesta dal Processo di Bologna: inizia l’attività nel 2000 (European Network…) e poi formalmente come ENQA dal 2004. La Commissione Europea finanzia le sue attività sin dalla sua costituzione. L’ENQA riunisce le Agenzie di valutazione della qualità dell’istruzione nazionali e coordina e vigila il loro operato: 25 Stati afferenti anche non europei (per es. Santa Sede, Russia, Croazia, Serbia e Kosovo)

5. L’ENQA non considera la ricerca o la sfera gestionale delle istituzioni di IS, ma solo la didattica. E’ stata pubblicata nel 2005 l’ESG “Standard e Linee Guida per l’Assicurazione della Qualità nell’Area dell’Istruzione Europea” ed è prevista una revisione che dovrebbe essere approvata nella Conferenza dei Ministri dell’Istruzione nel maggio 2015 (Yerevan, Armenia). Attualmente è utilizzata la terza revisione a partire da quella originaria dell’ESG del 2005. ESG comprende 23 Standard e Linee guida divise in tre parti:

  • Assicurazione interna della qualità
  • Assicurazione esterna della qualità (Agenzia=>Università)
  • Assicurazione della qualità delle Agenzie di AQ (ENQA=>Agenzie)

6. I principi fondamentali alla base degli ESG risultano sostanzialmente:

  • tutela dei “consumatori” di IS: studenti e tutte le parti interessate (famiglie e mondo del lavoro)
  • uso di procedure adeguate allo scopo: non devono essere invasive o soffocare la diversità
  • indipendenza delle agenzie di qualità (ANVUR indipendente da MIUR, CRUI…???)

7. Che cosa è l’Assicurazione di Qualità? Eccezionali le prime pagine dell’Estetica di Hegel, ove si lumeggia che cosa è il bello, il bello naturale, il bello artistico… prima di parlare di qualcosa occorre definire l’oggetto di cui si parla… Nei documenti ANVUR-AVA (AVA-Nuova versione Documento finale 28/1/2013) non è spiegato che cosa è l’AQ, anzi in termini molto confusi si parla di Requisiti che definiscono la Qualità “il grado in cui le caratteristiche del sistema di formazione e ricerca soddisfano ai requisiti ovvero anche il grado di vicinanza tra obiettivi prestabiliti e risultati ottenuti“. Ma come è possibile definire dei Requisiti per la Qualità se la Qualità non è definita? Nei Requisiti presenti poi nei DM 47 e 1059/2013 si stabilisce (AQ1) che è il singolo Ateneo che stabilisce, dichiara ed effettivamente persegue adeguate politiche volte a realizzare la propria visione della qualità della formazione. La qualità della formazione la stabilisce l’Ateneo? Ma i requisiti li stabilisce l’ANVUR-AVA? Il MIUR norma? Siamo all’insensato… Storicamente i primi Requisiti per la Gestione della Qualità sono del Dipartimento della Difesa USA nel 1959 con la norma MIL-Q-9858 Quality Program Requirements che viene applicata estesamente anche per il programma Apollo, per la costruzione delle centrali nucleari USA e poi arriva fino alle norme ISO 9000 sulla Gestione della Qualità…

8. L’ANVUR-AVA non norma, ma propone al MIUR che norma. In questo modo si crea un processo di Qualità imposto dall’alto verso il basso con sanzioni previste (non accreditamento) che porta spesso ad un’accettazione solo formale, non partecipata, del processo di miglioramento continuo del sistema. Ma il MIUR norma? Il balletto delle norme è continuo e incomprensibile: illuminante la norma per i docenti di riferimento dei CdS prima 3 per anno, poi 4, poi di nuovo 3 per anno; curriculum con docenti di riferimento aggiuntivi prima sì, poi no… Nel DM 47/2013 sono 4 per anno di corso i docenti di riferimento a regime, nel DM 1059/2013 scendono nuovamente a 3 per anno, in ultimo quest’anno si conteggiano pure i professori a contratto…

9. Il Riesame sembra realizzato dalla mano di Dio: semplice, esaustivo come autovalutazione ed attività di Miglioramento previste. La SUA-CdS sembra invece realizzata dalla mano del Diavolo: confusione nella scrittura, cripticità dei quadri e sottoquadri con i documenti non visibili immediatamente e allegati in pdf, strabocchevole quantità di dati richiesti, illogicità: ad es. il quadro delle convenzioni internazionali per l’ERASMUS prevede un elenco generale in cui sono pure presenti tutte le Università italiane, come se in Erasmus uno studente italiano può andare dall’Università di Palermo a quella di Roma La Sapienza… Le strutture previste per assicurare l’Assicurazione di Qualità sono utili?

  • Nucleo di Valutazione di Ateneo (NVA o NVI) già presente dal 1993, ma non valuta il sistema AQ
  • Commissione paritetica (L 240/2010) che non si riesce mai a formare per la parte studentesca: gli studenti pensano a dare esami…
  • Presidio di Qualità (PQ) struttura tutta nuova, di parto anvuriano, che tuttavia sembra un doppione del NVI…

Una pletora di strutture in cui è tutta da dimostrare l’autonomia rispetto ai poteri forti di dipartimento o di Ateneo come MR, SA, CdA…

10. Ma ANVUR-AVA rispetta gli ESG? No, ci sono molte criticità, il caso più clamoroso è la mancanza di un’AVA per l’ANVUR-AVA (normata dalla parte 3 degli ESG): cioè un sistema di AQ interna dell’ANVUR-AVA, che ne assicuri l’affidabilità.

11. Autoritarismo dell’ANVUR-AVA: AQ imposta per decreto e con la minaccia di chiusura di CdS e Sedi: si può pensare di seminare così una cultura della qualità? E’ ragionevole pensare di chiudere Roma La Sapienza o l’Università di Bologna…?

12. Burocratismo diffuso dell’ANVUR-AVA: 54 Requisiti complessivi previsti, per acchiappare una Qualità sfuggente ed impalpabile, più Riesame e SUA-CdS… Qualità vo’ cercando, ch’è si cara a chi per lei AVA rifiuta…

13. Ancora più burocrazia per le Linee Guida per l’Accreditamento dei CdS e delle Sedi pubblicate dall’ANVUR-AVA e a cui devono attenersi i CEV (Comitati Esperti Valutazione) nelle valutazioni esterne: non ci si fida dei Valutatori esterni per cui devono riempire per il documento 17/4/2014: 71 Punti di attenzione e 71 Aspetti da considerare ed il tutto a partire da 7 Requisiti della Qualità! E l’Alta Direzione ANVUR si riserva l’ultima parola sull’accreditamento proposto dai CEV. Nel 2015 l’ANVUR pubblica, dopo critiche feroci, un nuovo documento per le Linee Guida (diviso in tre parti), in cui i Punti di Attenzione/Aspetti da considerare scendono a ben 57 (sic!) dai 71 precedenti, con una riscrittura il più delle volte solo formale. Ad esempio il Punto di Attenzione/Aspetto da considerare:

  • AQ1.A.1 Obiettivi e programmazione: L’Ateneo si è dato linee strategiche effettivamente accessibili al pubblico che individuano la posizione dell’istituzione sugli obiettivi di formazione nei contesti accademico e sociale? Mette in atto una programmazione della propria offerta didattica in piena coerenza con tali linee?

Diventa attualmente:

  • AQ1.A.1 Linee strategiche e Programmazione: L’Ateneo programma e approva l’offerta didattica applicando e facendo esplicito riferimento a linee strategiche accessibili al pubblico, che individuano la posizione dell’istituzione sugli obiettivi di formazione nei contesti accademico e sociale?

Un esame filologico attento delle due versioni, prima e dopo, si impone… oltre a quello puramente semantico frasale…

14. La quantità delle Norme, è qualità delle norme? E non esiste, da quanto è dato sapere, una AQ prevista per l’ANVUR-AVA…

15. Alcuni dubbi sembrano ragionevoli: ma i requisiti per la qualità misurano effettivamente la qualità? Più requisiti, meno qualità? Qualità delle norme?

16. Esempio, requisiti per la qualità della bellezza: innumerevoli requisiti riescono a definirla e misurarla? C’è il rischio di non accreditare Jessica Rabbit… Ed esiste un ideale universale della bellezza: dai pigmei, ai tuareg, ai watussi…? La bellezza è solo nell’occhio di chi guarda?

17. La normativa AVA va semplificata sia per gli adempimenti degli Atenei e dei CdS che nei riguardi della normativa per i CEV nelle visite esterne.

18. Prima di qualsiasi Assicurazione di Qualità occorre una Mente di Qualità: i risultati in qualsiasi processo sono proporzionali alla dose di pensiero dedicata… L’ANVUR sembra andare solo di fretta e la fretta è sempre cattiva consigliera e soprattutto quando fa partorire poi DM scarsamente meditati, corretti vistosamente in corso d’anno (DM 47 e 1059/2013).

   

     A MO’ DI CONCLUSIONE

Che cosa non funziona nell’ANVUR-AVA e che cosa occorre fare per porvi rimedio?

DEMOCRAZIA. Non esiste un tavolo ANVUR-Atenei, ove la valutazione, come tipo, metodi, procedure, sia discussa e approvata per arrivare, mediante un confronto costante e serrato, ad una soluzione condivisa, la migliore possibile; l’ANVUR risponde solo a se stessa… e quando è il caso al MIUR.

TRASPARENZA. All’ANVUR è ignota: non si pubblicano i rapporti sui CdS di nuova istituzione, non si pubblicano i rapporti della maggior parte degli atenei finora sottoposti ad accreditamento periodico, non si pubblicano le liste dei valutatori finora impiegati, non si indicano i criteri di scelta di questi valutatori, non si indica il tipo di formazione a cui sono stati sottoposti..

EFFICIENZA ED EFFICACIA. Non esiste un Riesame per l’ANVUR, né alcun sistema di autovalutazione, miglioramento e accreditamento (verso l’ENQA ad esempio): l’ANVUR è più un’agenzia di Inquisizione o di Dottrina della Fede verso gli Atenei, che un’Agenzia che promuove il miglioramento e lo sviluppo degli Atenei oltre che di se stessa: miglioramento verso gli Atenei che non può essere che dal basso, seminando le buone pratiche (ad esempio con un benchmarking  nazionale ed internazionale) e non imposto dall’alto: se non fai come ti dico, ti chiudo. L’ANVUR è un caso assai singolare in Europa di Agenzia di Valutazione dell’Università che crea norme e procedure del tutto autarchiche, avulse dalla stessa realtà europea ormai consolidata (ENQA-ESG).

CONFUSIONE NOTEVOLE. Le normative sono elastiche e modificabili come il momento vuole, mediane per l’ASN che possono essere impiegate o no, a discrezione delle commissioni; numerosità dei docenti di riferimento che cambia secondo il volere del MIUR, e l’ANVUR ovviamente lega l’asino dove MIUR vuole… (v. DM 47 e 1059/2013).

RAPPORTO ANVUR-MIUR. L’ANVUR propone ed il MIUR delibera (DM 47 e 1059/2013 insegnano), la qualità, araba fenice, non si sa chi la fa’, fino allo sproloquio dell’Allegato C al DM 1059/2013 in AQ1 – L’Ateneo stabilisce, dichiara ed effettivamente persegue adeguate politiche volte a realizzare la propria visione della qualità della formazione, ripetuto pari pari per l’AQ6 per la Ricerca (ma siamo sicuri che gli Atenei, tutti, hanno avuto queste benedette visioni?).

BUROCRATISMO. Prima di varare delle norme si dovrebbero fare delle simulazioni per verificare gli effetti di queste norme, ma siamo in un mondo al di la dei bizantini (beati i bizantini…) in cui io comando, tu ubbidisci e se ti comando di fare le stalle per gli asini volanti, tu devi farle con tutte le specifiche che io ti do: se poi nessuno ha visto gli asini volanti, non importa io (ANVUR) credo fortemente negli asini volanti… Se qualcuno sa spiegare come un’Assicurazione di Qualità casareccia tramite Requisiti strampalati possa assicurare una Qualità non definita (se non tramite le famose visioni degli Atenei…) ce lo spieghi, e sarà sentitamente ringraziato. La quantità delle norme è poi esorbitante e tra leggi, decreti, note ANVUR si è creata una selva oscura, in cui è facile smarrire la diritta via.

DOPPIONI NVA (Nucleo Valutazione d’Ateneo) e PQ (Presidio di Qualità): non si capisce chi fa che cosa… ma sono ambedue necessari?

Il problema alla fin fine non è tanto l’ANVUR, ma il MIUR, ed il potere politico che hanno generato un mostro. A chi conviene?

 

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8 Commenti

    • ANVUR è il peggior nemico dell’Assicurazione di Qualità: ha senso che per ogni corso di studio venga richiesto il numero di ore che il “comitato di riesame” del corso ha dedicato alla discussione della valutazione degli studenti? Se qualcuno tiene davvero all’AQ, dovrebbe essere il primo prendere le distanze dai guastatori.

  1. “E’ ragionevole pensare di chiudere Roma La Sapienza o l’Università di Bologna…?”
    .
    In questa domanda c’e’ la risposta allo scempio dell’ Anvur. Quando le università cominceranno a fare disobbedienza civile e rifiutarsi di riempire i moduli anvur il re scoprirà di esser nudo e che il bastone (togliere l’ accreditamento) è di carta.
    Il vero problema è il mondo accademico. Non saranno certo i rettori, che spesso utilizzano la carica elettiva come trampolino di lancio per la politica o altri alti incarichi successivi (p.es. alti dirigenti del MIUR, o , perche’ no, membri del direttivo anvur) a farsi promotori di azioni decise. E i belati della CRUI nei confronti delle continue vessazioni del sistema da parte dell’ anvur confermano questo pessimismo. Occorrerebbe una spinta forte dalla base.
    .
    Temo però che la maggioranza del mondo accademico sia ormai abituata a ingoiare rospi grandi come elefanti…
    Finché non ci sarà un risveglio di coscienza da parte del corpo accademico potremo solo lamentarci di noi stessi pensando di lamentarci dell’ anvur.

  2. Può anche darsi che con l’AVA gli Atenei non “vivano nel migliore dei mondi possibili” (tanto per restare sulla parodia della filosofia tedesca) ma viene da chiedersi come mai il problema dell’assicurazione qualità – almeno della didattica – non se lo siano posti da soli prima..

    • Infatti se lo erano posto anche prima di AVA. Nei primi anni 2000 era stata sperimentato un sistema di assicurazione della qualità col cosiddetto “Progetto Campus One”. Diverse università e Corsi di studio parteciparono alla sperimentazione che ebbe luci ed ombre e su quello si sarebbe potutto lavorare per mettere in piedi qualcosa di meglio di AVA. Invece non mi risulta che l’ anvur abbia fatto tesoro di quella esperienza.
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      Campus One vrebbe potuto dare suggerimenti almeno su due punti chiave anche per AVA:
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      1. l’ assoluta inutilità e dannosità di sistemi di assicurazione della qualità presentati con linguaggi, metodologie e obiettivi estranei alla comunità che dovrebbe implementarli;
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      2. l’ importanza di lasciare il massimo spazio a chi deve implementare un sistema di assicurazione ella qualità di stabilire metodologie, parametri e obiettivi.
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      Di tutto ciò in AVA non c’e’ traccia. Gli errori di Campus One sono aggravati e quel che di buono c’era rimasto in tracce omeopatiche.
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      Ma la differenza maggiore tra Campus One e AVA è tutta politica: “Campus One” era un tentativo maldestro di importare nel mondo accademico itaiano metodologie di assicurazione della qualità. AVA è uno degli strumenti che una oligarchia imposta dalla politica sta utilizzando per rifondare il sistema universitario italiano secondo regole e standard mai discussi in modo trasparente ne’ nel mondo accademico ne’ nel Parlamento.

    • Confermo quanto scritto da Pastore sull’esperienza “Campus One”, dai cui esiti sarebbe stato necessario ripartire.

  3. Ho partecipato a riunioni in cui era palese, per evidente freudiana ammissione del coordinatore, che l’unico obiettivo fosse il verbale della riunione: “cosí dimostriamo di aver fatto qualcosa”.

    Inoltre è opportuno tenere presente la definizione di qualità per le ISO come il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti.

    Per cui se il requisito è il n. di ore speso in riunioni e l’indicatore è il n. di verbali e nessuno si ribella, quel sistema, evidenze oggettive alla mano, sta assicurando la qualità.

    Che poi l’ENQA dica nisba, ai responsabili della qualità de noantri non importa.

    Mala tempora!

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