Segnaliamo ai lettori due documenti relativi alle valutazioni dei progetti PRIN 2017 nel settore PE1 (Mathematics)

  • La lettera inviata dall’Aassociazione Italiana di Ricerca Operativa al MIUR a proposito delle recenti valutazioni PRIN.
  • Su richiesta di uno dei firmatari, segnaliamo la lettera apparsa sul Notiziario UMI n. 6/2019, a proposito delle valutazioni dei PRIN.

Puntate precedenti:

lettera_al_MIUR_PRIN

________________

Esprimiamo forti critiche sulla graduatoria dei progetti PRIN di Matematica emersa dall’ultimo processo di valutazione. La prima cosa che balza agli occhi è l’esclusione dal finanziamento di importanti gruppi di ricerca che godono di una riconosciuta stima a livello internazionale. In alcuni casi è successo che coordinatori di grande prestigio abbiano ottenuto una valutazione personale incredibilmente bassa, senza alcuna giustificazione né motivazione messa a verbale. In altri si è verificato invece un preoccupante appiattimento sul punteggio massimo. Nella linea B per i giovani questo ha condotto al risultato paradossale di escludere dal finanziamento due progetti che pure avevano ottenuto il massimo punteggio. In troppi casi questi sconcertanti risultati non rispecchiano l’importanza che i vari gruppi di ricerca hanno nel panorama scientifico internazionale.
È difficile suggerire un meccanismo che garantisca un’uniformità di criteri nell’assegnazione dei punteggi da parte dei referee e del comitato di selezione dei PRIN, che sembra essere mancata in questo caso, ma sicuramente l’esito di questa valutazione rende opportuna un’approfondita discussione nella comunità scientifica su questo problema.
Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi. È di fondamentale importanza che il MIUR adotti criteri chiari e rigorosi anche nella scelta del comitato di selezione, per poter garantire una politica scientifica di alto livello degna dell’università italiana.

Andrei Agrachev, Luigi Ambrosio, Jacopo Bellazzini, Massimiliano Berti, Stefano Bianchini, Isabeau Birindelli, Claudia Ceci, Giuseppe Maria Coclite, Elena Cordero, Gianni Dal Maso, Piero D’Ancona, Anna De Masi, Ernesto De Vito, Franco Fagnola, Franco Flandoli, Marco Frittelli, Nicola Gigli, Roberto Longo, Andrea Malchiodi, Corrado Mascia, Roberto Natalini, Andrea Pascucci, Angela Pistoia, Alessio Porretta, Andrea Pugliese, Elisabetta Rocca, Bernhard Ruf, Laura Sacerdote, Bernardino Sciunzi, Enrico Valdinoci.

Send to Kindle

20 Commenti

  1. Suscita quantomeno qualche perplessità leggere che “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi. ”
    Siamo un paese a memoria molto breve. O a memoria selettiva. Anche e soprattutto in questioni di potere universitario. All’UMI hanno già dimenticato il caso al centro del servizio di Report. Qui la trascrizione: “http://www.report.rai.it/dl/docs/1509793261947torta_report.pdf”.
    E qui la trasmissione: https://www.roars.it/online/anvur-attacca-report-con-un-taglio-capzioso-si-travisa-la-risposta-del-presidente/

    • Idem: “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi.” ???????? E Catania, per non andare lontani?

  2. Tralascio il commento di Baccini che mi pare eccentrico rispetto al tema dei PRIN, anche perché l’UMI non ci entra nulla con la lettera se non per averla pubblicata.
    La questione sostanziale dei PRIN è stata la mancanza di attenzione ai conflitti di interesse, per esempio diversi membri del comitato di selezione sono stati fino a poco tempo fa PI di progetti che hanno forte sovrapposizione con quelli approvati. I criteri generali per la valutazione dei PI dei progetti erano fissati dal DM, ma non è assolutamente trasparente come siano stati applicati nei singoli casi. Appare sorprendente il punteggio individuale molto basso di vincitori di ERC. Il meccanismo dei comitati di selezione appare troppo “ politically driven” infatti non esistono filtri intermedi nelle designazioni ne regole sui conflitti di interesse. Per la matematica il dato macroscopico più rilevante è l’insuccesso di vari progetti guidati da giovani internazionalmente molto riconosciuti, a vantaggio di PI senior accademicamente più potenti e forse molto meno innovativi.

    • Prendo atto che UMI non c’entra nulla con il commento. Si è limitata a fornire spazio sulla rivista.
      Quindi riformulo il mio commento “eccentrico” (e forse anche populista):
      Suscita quantomeno qualche perplessità leggere che “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi. ”
      Siamo un paese a memoria molto breve. O a memoria selettiva. Anche e soprattutto in questioni di potere universitario. I firmatari della lettera pubblicata sulla rivista dell’UMI hanno forse già dimenticato il caso al centro del servizio di Report. Qui la trascrizione: “http://www.report.rai.it/dl/docs/1509793261947torta_report.pdf”.
      E qui la trasmissione: https://www.roars.it/online/anvur-attacca-report-con-un-taglio-capzioso-si-travisa-la-risposta-del-presidente/

    • Baccini smetta di fare il troll. La lettera dei colleghi riguarda i PRIN, e lei smetta di introdurre un argomento che con il tema della lettera non ci entra nulla. Per la cronaca la comunità matematica è molto più sana di altre e i pochi episodi discutibili sono sempre stati stigmatizzati pubblicamente. Qui però si parla di PRIN, se lei vuole parlare di concorsi scriva un articolo.

    • Marcati le faccio notare, se non se ne fosse accorto, che sono i suoi colleghi ad aver contrapposto le procedure PRIN con i “meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi”. Io mi sono limitato a far notare che quei meccanismi chiari e trasparenti, proprio nell’area della matematica, hanno dato qualche risultato che ha avuto l’onore delle cronache. Non mi pare di aver visto una condanna unanime della comunità scientifica per l’uso delle autocitazioni (ma non ho seguito fino in fondo la vicenda e quindi potrebbe facilmente smentirmi con qualche documento che non conosco). Se non le piacciono i miei commenti, cosa del tutto legittima, visto che sono uno dei redattori di questo blog, non le resta che andare a scrivere e leggere altrove. Infine sui commissari che si autocitano l’articolo l’ho già scritto a suo tempo: https://www.ineteconomics.org/uploads/papers/Baccini-Value-for-money-Berlin-final.pdf

    • p.marcati: “Baccini […] lei smetta di introdurre un argomento che con il tema della lettera non ci entra nulla.”
      ___________
      Ecco cosa è scritto nella lettera:
      “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi.”
      ___________
      Se Marcati fosse uno dei moderatori di questo blog, suonerebbe bizzarra l’intimazione a smettere di “introdurre un argomento” [i meccanismi “chiari e trasparenti” della selezione dei commissari di ASN e concorsi] toccato esplicitamente in una lettera pubblicata sul blog. Il fatto che l’intimazione venga da un lettore e sia rivolta a uno dei moderatori rende il tutto ancora più bizzarro.

    • I meccanismi chiari e trasparenti per i concorsi sono basati soprattutto sull’età accademica: osservare che nei prin hanno seguito gli stessi criteri (giovane brillante Vs senior = senior vince) mi pare un po’ contraddittorio

  3. Ci si può lamentare quanto si vuole del PRIN assegnato ai “vecchi e kattivi” piuttosto che ai “ggggiovani meritevoli” (meritevoli secondo chi?), finché la visione sarà miope e limitata tanto da scrivere: “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi. ”
    non ci saranno le basi per poter raddrizzare la barca accademica.

    Meccanismi chiarissimi e limpidissimi come acqua sorgiva:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/02/catania-inchiesta-sui-concorsi-truccati-si-dimette-il-rettore-francesco-basile-bussetti-miur-sara-parte-civile/5296233/

  4. Spiace constatare che l’attenzione va al dito e non alla luna che sta puntando.
    Nessuno di noi firmatari crede che i meccanismi `per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi’ siano perfetti, ma sono di gran lunga migliori di quelli utilizzati per la scelta del comitato di selezione, la cui composizione e’ rimasta ignota (!) fino a quando non si e’ iniziato a fare accesso agli atti. Inoltre, per quel che vale, ad oggi io ancora non conosco i criteri coi quali tale comitato e’ stato selzionato. Quindi, si, confermo che vorrei che cambiassero tali criteri e, senza andare troppo lontano, quelli utilizzati `per la scelta dei commissari….’ sono meglio di niente.

    In ogni caso, la lettera da una parte evidenzia quella che ci appare come una grosso stortura, dall’altra prova a proporre, in due righe, un’alternativa. Essendo il tema complesso nessuno si aspetta di poterne descrivere la soluzioni in tali due righe, che quindi ovviamente non possono essere esaustive ne’ mettere d’accordo tutti. Ma sostenere che siccome tale sintesi non piace allora la lettera intera e’ da buttare mi pare voler fare un `mischione’ che non fa onore a questo sito.

    Ad Antongiulio (che conosco e quindi mi permetto di chiamare per nome) segnalo che mi pare che faccia confusione tra il parlare dei criteri di scelta dei commissari e quelli che hanno generato la classifica dei prin: nessuno dice che le due valutazioni vadano fatte sulla stessa base.

    A Valiante, invece, che parla di questioni estremamente serie con linguaggio da dodicenne non vale la pena di rispondere, tantopiu’ che e’ riuscito a vedere una contrapposizione tra `vecchi’ e `giovani’ quando nella nostra lettera essa non e’ affatto presente e mostrando quindi totale affinita’ tra forma e contenuto del suo intervento.

    • Mi pare che contestare le regole senza conoscerle, e solo dopo che i risultati sono stati resi noti, non sia un gran bel modo di procedere.

      ———————————————————–
      “Nessuno di noi firmatari crede che i meccanismi `per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi’ siano perfetti, ma sono di gran lunga migliori di quelli utilizzati per la scelta del comitato di selezione, la cui composizione e’ rimasta ignota (!) fino a quando non si e’ iniziato a fare accesso agli atti.”
      ———————————————————–

      Nel bando PRIN c’era scritto che le nomine del comitato di selezione le avrebbe fatte il CNGR. E che i nomi sarebbero stati resi noti solo 45 giorni dopo la pubblicazione dei risultati. E’ così da anni. Strano che i firmatari non se ne siano accorti prima. Perché noi ne scriviamo da un bel po’: per esempio qui. https://www.roars.it/online/i-bocconiani-sono-il-5-ma-il-77-dei-fondi-prin-sh1-va-ai-loro-progetti/
      Peccato che ognuno in accademia veda solo la propria di lune.

    • Grazie per la risposta. Tuttavia, senza regole esplicite in senso contrario (che ad esempio tenengano conto in maniera sostanziale dell’età accademica) mi pare inevitabile che si ricada sui soliti meccanismi che premiano l’anzianità (questo anche se arguendo i commissari vorrebbero spingere per i più giovani)

    • Disclosure: questa lettera è stata scritta per me da Felice Sciosciammocca, lo scrivano davanti al Teatro S.Carlo di Napoli. Ho pagato con due pizzette fritte per Peppeniello (cit.)

      Illustrissimo Prof. Gigli,

      il mio commento era un tentativo piuttosto mite, sicuramente non all’altezza dei suoi scritti, di suggerire una matrice unica, sottostante ed integrale per tutte le procedure valutative, di qualunque natura, improntate alla meritocrazia ed in quanto tali foriere della serie di storture e simpatiche eccezioni che sono poi l’oggetto delle doglianze puerperali contenute nel documento anche da Lei firmato.

      Nel merito, sottolineavo inoltre che a mio modestissimo parere la visione miope con cui a tratti è scritto il documento, tale da permettere senza il necessario pudore, di sostenere che “Da anni ci sono meccanismi chiari e trasparenti per la scelta dei commissari per le abilitazioni scientifiche e per i concorsi. ” è talmente limitante che non può essere di alcun aiuto per porre fine alle storture criticate nel documento stesso.
      Quindi anche il contributo di chi, come Lei, indica con il dito la luna senza capirne il motivo del suo moto resta sostanzialmente sterile ai fini della causa predetta se non inquadra il sistema sottostante.

      Mi duole farLe osservare come, dall’alto della Sua superiorità accademica Lei, oh Esimio, faccia poca attenzione all’attribuzione del riferimento sulla contrapposizione tra vecchie e nuove generazioni, contrapposizione, palese “anke per un bimbominkia”, contenuta nel commento di p.marcati e non certo nel documento stesso da Lei firmato con estrema attenzione.

      Risulta molto istruttivo infine notare come si possa sottolineare l’evidente similitudine, quasi si fosse in presenza di una comune origine, tra chi, in Accademia, si sofferma a volte inutilmente alla forma senza capire il contenuto e l’implementazione in Accademia di un sistema meritocratico, di cui i PRIN non sono altro che un puntuale epifenomeno, basato sulla valutazione esclusiva della forma (o contenitore) a palese detrimento del contenuto scientifico.
      La saluto porgendoLe i miei più distinti saluti,
      Salvatore Valiante

  5. Grazie della sua segnalazione. Per quanto riguarda me, ammetto che quanto lei dice sulla scelta dei commissari mi era ignoto.

    Devo pero’ insistere sul fatto che la cosa che noi contestiamo non sono tali regole di scelta, ma la graduatoria finale, come e’ ben chiaro dalle prime righe della lettera (in questo senso mi lasci segnalare che tra i firmatari ci sono 2 dei 3 vincitori di PRIN dell’area). Quindi per forza di cosa questo accade dopo che i risultati sono stati resi noti. E spieghiamo brevemente perche’ tale graduatoria ci sorprende. Ora, visto che i risultati ci sono sembrati assurdi abbiamo provato a interrogarci sul come sia stato possibile arrivare a questo punto e come fare per evitare il ripresentarsi di situazioni analoghe in futuro. A nostro avviso, il nocciolo e’ stato nell’operato `..dei referee e del comitato di selezione..’ e abbiamo provato a fare qualche proposta in tal senso.

    Mi spiace ma non capisco il senso della sua polemica, tantopiu’ che ad una prima lettura veloce della pagina che ha linkato mi pare che lamentiate piu’ o meno gli stessi problemi. Questo dovrebbe renderci simpatetici, no?

  6. @Antongiulio (non so come rispondere sotto al tuo commento, sorry). A dire il vero c’erano regole che riguardavano l’eta’ (almeno per quanto riguarda la linea giovani, non ricordo a memoria se lo stesso valesse per le `senior’ e `sud’). Tali regole prevedevano che a parita’ di punteggio la graduatoria venisse stilata in ordine crescente di eta’ (intesa proprio come data di nascita, non accademica) del PI, col piu’ giovane che vinceva sul piu’ anziano. Quindi in un certo senso le cose vanno proprio in direzione opposta ai criteri di anzianita’ che indichi tu. Btw, questo e’ proprio quanto successo nella linea giovani, dove ben 3 progetti hanno avuto il punteggio massimo e solo quello col PI piu’ giovane di tutti e’ stato finanziato.

    • Sì, la linea giovani aveva tali meccanismi, e, come da te segnalato, hanno avuto un certo effetto.
      Per quanto mi ricordi, tali meccanismi mancavano nelle altre linee, col risultato che un “giovane brillante” aveva ben poche speranze.

      Anche un altro problema segnalato nella lettera, l’appiattimento dei punti verso l’alto, mi pare sia avvenuto tale e quale nei prin precedenti (dove dare meno del punteggio massimo equivaleva a bocciare).
      Credo che parte dell’ostilità che la lettera sta ricevendo è che i firmatari sembra si siano svegliati ora, quando gli effetti di meccanismi e regole denunciate più volte su roars sono state sentite in prima persona: per cui ad esempio l’elogio dei meccanismi e regole dei concorsi suona particolarmente sgradito.

    • Antongiulio,
      mi spiace averci messo cosi’ tanto a risponderti, ma la scorsa settimana e’ stata molto intensa. Sottolinei diversi punti, provo a rispondere a ciascuno di essi:

      1) Regole che riguardano l’eta’.
      La gestione dei pari merito era la stessa per tutte le linee. Piu’ precisamente, nel bando, allegato 3, il CNGR suggeriva, ma non imponeva, il criterio della giovane eta’ del PI come criterio per discriminare i pari merito per tutte le linee. Poi stava ai singoli comitati di selezione decidere se accettare tale proposta o propendere per qualcosa di diverso. Nel caso di matematica, tale suggerimento e’ stato accolto senza distinzione per linea.

      In realta’, pero’, per quanto questo sulla carta sembri favorire i `giovani brillanti’ ai quali ti riferisci, nei fatti si tratta di una misura che dovrebbe gestire casi che in teoria si verificano molto di rado (il caso `linea giovani’ mostra che non e’ stato cosi’, ma di questa e’ un’altra storia). In particolare, i `meccanismi’ di cui parli tu nei fatti non ci sono.
      Ora, quello che e’ successo a matematica e’ ben descritto da Marcati nel suo primo commento (dove `giovane’ e `senior’ e’ inteso in senso molto lasco, visto che parliamo comunque di gente con piu’ di 40 anni) e che noi stigmatizziamo nella lettera. Per inciso, a Valiante che a proposito dei perdenti chiede polemicamente `meritevoli secondo chi?’ rispondo: secondo noi. Il punto di partenza dello scrivere una lettera di protesta sui risultati dei PRIN e’ proprio nel fatto che tali risultati lasciano sconcertati, ovviamente. E, sia chiaro, non accetterei illazioni come le sue neanche da un collega, figuriamoci da parte di uno che non e’ neanche del mestiere. Ma scherziamo? Un gruppo di PI esprime sconcerto circa i risultati di una valutazione e qualcuno si permette di filosofeggiare sulla possibilita’ o meno di fare tale critica? Ma veramente?

      Nel merito, tu parli di meccanismi che dovrebbero garantire una uniformita’ di giudizio attraverso le diverse fasi della vita accademica. Ovvero proponi una soluzione (meccanismi automatici) ad un problema (i PRIN vinti da gente troppo senior). Personalmente non sono daccordo, ma e’ una cosa della quale si puo’ parlare. Io credo che imporre meccaniche possa essere addirittura dannoso – perche’ puo’ fornire alibi – se non c’e’ a monte una cultura della responsabilita’. In soldoni, temo che `fatta la legge, trovato l’inganno’. Anche per questo ho firmato una lettera dove si enfatizza la necessita’ di avere una `politica scientifica degna’ piuttosto che entrare nel merito dei meccanismi di valutazione. Semmai, l’appunto e’ stato sui meccanismi di composizione del Comitato di Selezione, senza la serieta’ del quale a mio avviso c’e’ poco da fare.

      2) Appiattimento punti verso l’alto.
      L’iperinflazione delle valutazioni e’ un problema dell’accademia a tutti i livelli, dove troppo spesso se non sei eccezionale non sei sufficiente. In particolare, e’ vero che a volte sembra ci sia il rischio che dare meno del massimo nella valutazione di un progetto equivalga a bocciare. Pero’ nei fatti questo non e’ proprio vero. Per dire: nelle linee `senior’ e `sud’ di matematica hanno vinto progetti con meno di 100. Ugualmente negli altri settori.

      Qui noi non vogliamo re-inventare la ruota ma segnalare un caso che, pur nel panorama odierno, ha dello straordinario: nella linea giovani ci sono stati 2 progetti che hanno avuto punteggio massimo e ciononostante non sono stati finanziati.
      Non voglio pero’ dilungarmi troppo sulla questione specifica, perche’ sono parte in causa in quanto `PI-giovane-non-finanziato’. Dico solo che a quanto mi risulta, questo e’ stato un caso unico e, prescindendo in tutto e per tutto da quanto oramai e’ passato, decisamente non vorremmo che si replicasse in futuro.

      3) Elogio meccanismi e regole dei concorsi.
      Forse hai ragione. Io non ho esperienza di queste pagine ma di certo abbiamo toccato un nervo scoperto. Mi spiace. Se lo avessi sospettato non avrei proposto alla redazione del sito di rilanciare la nostra lettera. Non perche’ non ritenga ragionevole quanto diciamo, ma perche’ palesemente ha distratto l’attenzione verso un punto secondario della questione.

      Nel merito io ribadisco quanto abbiamo scritto: rispetto all’ assenza di trasparenza attuale, i meccanismi che esistono in altri casi sono meglio di niente. (poi per carita’, se uno vuole polemizzare sul fatto che non avessi presente che i componenti del CdS sarebbero stati resi noti a cose fatte, puo’ farlo). Se altre soluzioni piacciono di piu’, per me se ne puo’ discutere.

      Ma al di la’ del merito, qua secondo me il problema e’ il metodo. Io posso capire che un utente del sito si senta in qualche modo urtato se vede pubblicata una lettera che propone soluzioni che a lui non piacciono. E che quindi muova critiche. Trovo invece singolare che a farlo siano (quelli che scopro essere) moderatori del sito stesso, i quali anziche’ arginare le derive – a volte idiote – della discussione, alimentano polemiche sterili.

      Tu parli di firmatari che si sono `svegliati ora’ e Baccini sopra si lamenta del fatto che `i firmatari non se ne siano accorti prima’. Ma chi vi dice che i firmatari se ne sono accorti ora? Conoscete le battaglie che ciascuno di noi ha portato avanti? E vi permettete di giudicarle, pure?

      Ma poi anche se davvero ci fossimo svegliati ora, quale sarebbe il problema, di preciso? Che senso ha dire `noi ne scriviamo da un bel po’ ‘ in relazione alle selezioni del CNGR? Qual’e’ il valore aggiunto di un’uscita del genere? Semmai uno dovrebbe avere piacere nel vedere che altri colleghi riconoscono qualcosa su cui lui insisteva da tempo. Tra l’altro, la nostra lettera non era indirizzata a Roars, ma solo rilanciata dal sito stesso, quindi stare a polemizzare sul fatto che di questi temi erano gia’ stati discussi qui mi pare proprio sterile.

      Infine, ho segnalato la lettera alla redazione del sito perche’ Roars ha affermato che:

      […non possiamo chiudere gli occhi di fronte al malessere che si avverte e di cui ci giungono chiari segni da molti settori dell’accademia, sicché abbiamo deciso … di pubblicare la documentazione che ci potrà esser trasmessa da chi abbia la voglia e l’esigenza di rendere pubblico il proprio malessere. Affinché non vinca il silenzio e sia possibile avviare una riflessione sul meccanismo con cui vengono giudicati e distribuiti i Prin]

      dopodiche’ scopro che di fronte ad una lettera che rende pubblico tale malessere, anziche’ `avviare una riflessione, sul meccanismo….’ si riduce la conversazione a:
      1) la soluzione che proponi non mi piace
      2) il problema che segnali lo avevamo gia’ segnalato noi.

      Nulla di buono puo’ venir fuori da premesse del genere. E infatti.

      Peccato. Un’occasione persa per tutti. sia per il sito, che a mio avviso non ci ha fatto una bella figura, sia per noi, visto che critiche su punti secondari hanno distolto l’attenzione da cio’ su cui volevamo porla.

      P.s. mi devo correggere: la lettera e’ stata firmata da 3 vincitori di PRIN, non 2 come ho scritto sopra.

  7. Cari amici redattori di Roars, ma di quale intimidazione parlate? Ho solo invitato un commentatore a stare sul tema ed è un mio diritto farlo, come è diritto di altri pensare che lui fosse in tema. Sui problemi delle varie comunità scientifiche onestamente penso che il caso limite riportato da Report sia un caso molto isolato nella matematica, dovuto a regole ridicole introdotte da ANVUR non certo volute dai matematici. Ho visto molti soloni, per esempio tra gli ingegneri, andare in giro a fare concorsi locali e scegliere su logiche ben poco trasparenti.

    • Va bene che fa caldo, ma ho scritto “intimazione” non “intimidazione” 🙂

  8. Cari amici e colleghi,

    avete ragione; la mancanza di trasparenza, peraltro endemica nella condotta del MIUR, è intollerabile.
    L’esito della valutazione PRIN è aberrante. Ma è davvero la mancanza di trasparenza la causa?
    Quando noi matematici vogliamo mostrare che una proposizione è falsa, troviamo pedagogicamente efficace esibire un’istanza di applicazione della stessa che porta a risultati palesemente assurdi. Di solito non reagiamo bene se ci sentiamo rispondere che è solo per quei valori dei parametri che non funziona.
    Qui la proposizione è che abbiamo una comunità in grado di attenersi a criteri uniformi di giudizio.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.