C’è un settore scientifico disciplinare, Campi elettromagnetici (ING-INF/02) che mostra capacità progettuali eccellenti: il 35% dei relativi progetti valutati con il massimo del punteggio o quasi e 9 progetti su 14 che comunque hanno ottenuto un punteggio maggiore o uguale a 71. Non può trattarsi di una fluttuazione statistica, bensì di una netta dimostrazione di superiorità qualitativa di un settore sull’altro … Oppure no? ll terzo contributo che pubblichiamo in questa rubrica dedicata alle valutazioni dei progetti PRIN 2017 fa riferimento al Settore PE7, Systems and Communication Engineering.

 

Si fanno sempre più numerose le proteste per gli esiti dell’ultimo PRIN, il cui bando risale al 2017 ma con risultati pubblicati per lo più a partire da febbraio. Molte lettere di protesta sono stata inoltrate da parte di chi si è visto inaspettatamente bocciare il proprio programma, con motivazioni e confronti ritenuti infondati, per segnalare storture e incongruenza al Ministro e a Valditara, capo dipartimento dell’università.  Noi non siamo in grado di entrare nel merito delle varie vicende, innanzi tutto perché non abbiamo accesso alle valutazioni fornite, che sono visibili solo dal presentatore della domanda accedendo attraverso il suo account al sito Loginmiur; e in secondo luogo perché non possiamo trasformarci in una sorta di tribunale di ultima istanza. Abbiamo comunque deciso – affinché ciascuno abbia la possibilità di farsi un proprio giudizio delle situazioni – di pubblicare la documentazione che ci potrà esser trasmessa da chi abbia la voglia e l’esigenza di rendere pubblico il proprio malessere. Affinché non vinca il silenzio e sia possibile avviare una riflessione sul meccanismo con cui vengono giudicati e distribuiti i Prin.

Puntate precedenti:

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4 Commenti

  1. Il governo del cambiamento non ha innovato molto in termini di trasparenza, continuando nella prassi di pubblicare elenchi pieni di dati da cui è difficile trarre informazioni. Trasparenza di facciata, dove le informazioni stanno sotto valanghe di dati di fatto inutilizzabili (lo si è fatto per la VQR da sempre, ed anche per i PRIN).

    Nel caso dei comitati di selezione del PRIN 2017 anziché pubblicare un elenco per settore ERC con i nomi dei membri dei comitati di selezione, il MIUR ha pubblicato su Amministrazione Trasparente un elenco completo di tutti i membri da cui è impossibile per il lettore risalire alla composizione delle commissioni di settore.

    Se vi appassiona la caccia al tesoro, potete vedere se riuscite ad assegnare i settori ai membri elencati in questo file.

    • “Il governo del cambiamento non ha innovato molto in termini di trasparenza, continuando nella prassi di pubblicare elenchi pieni di dati da cui è difficile trarre informazioni. Trasparenza di facciata ….“
      Agli inizi del secolo, quando sono stati istituiti i nuovi e proliferanti corsi di studio , i 3+2, uno dei più gettonati era quello di “comunicazione”, variamente declinato, anche sotto la forma di e-learning, forse anche remunerativa. Ovviamente non si negava che l’umanità comunicasse da quando esiste e i suoi antenati anche da prima, ma si puntava, teoricamente per lo meno, sulla comunicazione moderna (alla quale appartiene il famigerato story-telling) realizzata anche con le nuove tecnologie. Da quando esiste la linguistica moderna, diciamo dal periodo interbellico, anche gli studenti dovrebbero sapere, dovrebbero, che il veicolo condiziona in vario modo il messaggio, la comunicazione. Telefonia, telegrafia, telefoni cellulari, comunicazione e diffusione dell’informazione in rete, ecc., come prima la stampa, hanno permesso la circolazione rapida di enormi masse di messaggi in senso lato. Questo è stato volutamente e ingannevolmente presentato come accesso democratico alle informazioni (cioè trasparenza) mentre in sé è solo caos. La burocrazia autoreferenziale o un certo tipo di potere ne è pienamente consapevole e ne sfrutta le possibilità opacizzanti. A questo si aggiungono gli imbroglioni o gli incompetenti o gli analfabeti moderni. O quelli che semplicemente affogano nella massa caotica di dati, i perdenti. Anche all’università.

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