“Il pollo e la bacchetta magica. A proposito del PRIN 2017” è il titolo del secondo contributo che pubblichiamo in questa rubrica dedicata alle valutazioni dei progetti PRIN 2017.

Si fanno sempre più numerose le proteste per gli esiti dell’ultimo PRIN, il cui bando risale al 2017 ma con risultati pubblicati per lo più a partire da febbraio. Molte lettere di protesta sono stata inoltrate da parte di chi si è visto inaspettatamente bocciare il proprio programma, con motivazioni e confronti ritenuti infondati, per segnalare storture e incongruenza al Ministro e a Valditara, capo dipartimento dell’università.  Noi non siamo in grado di entrare nel merito delle varie vicende, innanzi tutto perché non abbiamo accesso alle valutazioni fornite, che sono visibili solo dal presentatore della domanda accedendo attraverso il suo account al sito Loginmiur; e in secondo luogo perché non possiamo trasformarci in una sorta di tribunale di ultima istanza. Abbiamo comunque deciso – affinché ciascuno abbia la possibilità di farsi un proprio giudizio delle situazioni – di pubblicare la documentazione che ci potrà esser trasmessa da chi abbia la voglia e l’esigenza di rendere pubblico il proprio malessere. Affinché non vinca il silenzio e sia possibile avviare una riflessione sul meccanismo con cui vengono giudicati e distribuiti i Prin.

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21 Commenti

  1. Si vanno a fare le pulci agli aggettivi usati dai singoli referees, proponendo una specie di valutazione dei valutatori da parte dei valutati: è il risultato delle idiozie con cui l’ANVUR ci ha ingozzato per anni, dirà qualcuno; è la solita mentalità italiana, che rifiuta di accettare l’idea stessa di valutazione, dirà qualcun altro. Hanno ragione entrambi, purtroppo, secondo me.

    • Secondo me i colleghi hanno tutta la legittimità del caso a presentare e sottolineare le idiozie metodologiche contenute nelle valutazioni anvuriane dei PRIN.
      Nel senso che sarà pure valutare i valutatori come dice lei, ma forse è anche sottolineare che non c’è alcun senso logico nelle valutazioni e che la standardizzazione oggettiva delle valutazioni è soltanto farlocca, immaginaria, di facciata, impossibile da realizzare ma strumentalmente funzionale, ad uso e consumo di pochi marchesi in ogni SSD.
      Le due fazioni quindi per me NON si equivalgono.
      Si tratta solo del frutto della MANCANZA totale di responsabilità di una parte di accademia.
      Quella parte che ama il metodo ANVUR con i suoi numerini per minus habens tanto utili a cassare questo o quello o a promuovere questo o quello, appunto SENZA alcuna responsabilità etica e tantomeno metodo.
      Una volta l’autoreferenzialità del sistema accademico, tanto preziosa per mantenere l’indipendenza, veniva misinterpretata spesso attraverso la logica del marchese del Grillo; oggi non è molto diverso con la metrica antiscientifica delle valutazioni standardizzate.
      Hanno pure i numerini con cui strapazzare la dignità delle persone.
      In più si aggiunga che una parte dell’accademia è diventata working class precaria istruita all’inconsapevolezza dei propri diritti nella mente, nello spirito e nelle azioni, vogliosa solo di cogliere al volo lo strepitoso numero di grandi opportunità che vengono lanciate dal balcone come offerta ai “subalterni”.
      Il massimo che chi comanda possa desiderare.
      Cordialmente

  2. Cari colleghi Storici,
    capisco che la valutazione negativa e eufemisticamente definita contraddittoria compiuta dai referee (forse anche loro ricercatori) vi abbia toccato profondamente.
    Capisco anche il dispiacere provato non solo dal punto di vista [alto] dell’inadeguato metodo di valutazione della ricerca scientifica ma anche dal punto di vista [basso] dei denari che non vi sono arrivati e che forse impedirà a qualche brillante giovine di entrare nell’Università.
    Però, Vi invito a considerare che fra sei mesi, un anno, cinque anni, chissà, ma il futuro forse questo ci riserverà, la destinazione del PRIN verrà stabilita dai like assegnati democraticamente da tutti i cittadini italiani.
    Come magra consolazione, io e forse anche qualcuno di Voi non vedremo questo scempio in quanto occupati a goderci (?) la pensione.

  3. Vorrei aggiungere che tanti validi progetti e tantissimi PI sono stati trattati come dei “pescivendoli”, mentre per esempio a Roma Tre, Dipartimento di Ingegneria, un settore scientifico disciplinare (ING/INF-02 campi elettromagnetici) ha “conquistato” ben quattro (4) PRIN, un caso da record mondiale (o da record di conoscenze ?): uno come coordinatore e 3 come unità, ed alcuni di questi “vincitori” non avevano avuto fondi da decine di anni…. credo che sia un record ineguagliato e che rimarrà ineguagliato per il resto dei nostri anni….

  4. Beh, le espressioni e le parole valutative, dubitative, relativizzanti, attenuanti, saranno state inventate per qualche ragione? Tradotte in voti, vien fuori qualcosa che mi ha sempre meravigliato nella scuola italiana: pur avendo 10 punti a disposizione, a che cosa serve dare dei voti come 5+, 5++, 7- e simili, che non possono essere utilizzati per calcolare la media? Infatti, ora sono stati ‘tradotti’ in, mettiamo, 5,25 (= 6,00-0,75, cioè 6–) oppure 5,45 (=6,00-0,55, cioè 6-) oppure 6,45 (=7,00-0,55), per cui dai 10 punti utilizzabili si passa ai mille, se non sbaglio? Ritradotti in parole, otteniamo “piuttosto; sembrerebbe; impressione; indubbio valore ++ / ma scarso entusiasmo –“.
    All’università, analogo, secondo la mia esperienza: dai 110 punti = 10 punti x 11 commissari si è passati a 110 = X punti x 7, o 5 commissari, a seconda, ma nemmeno perché il voto medio del curriculum, in trentesimi, viene trasformato in centodecimi (perché non rimane in trentesimi? anzi, nemmeno i trentesimi corrispondono a tre commissari), cui si aggiunge qualcosa o non si aggiunge niente in sede di discussione di tesi.

  5. Mi sembra un’analisi molto seria e puntuale delle storture di un sistema poco o nulla trasparente dove i margini di arbitrio nella valutazione restano enormi. Il guaio è che, per quanto di discuta, nel settore umanistico, di miglioramento dei metodi valutativi e di merito scientifico, resta sempre essenziale il fattore umano. E su questo, temo, vi sia poco da fare conto…

  6. Si ripropone la nota e tragica questione di un sistema che idolatra la cosiddetta valutazione oggettiva, mediane e numeri, e poi esercita l’arbitrio e i politici aggiustamenti attraverso le fragili pratiche del calcolo e l’apparente neutralità dei punteggi. Ancora un esemplare caso di subalternità italiana al mondo anglosassone, che proprio tali pratiche ha finalmente cominciato a mettere in crisi.

  7. Cari Colleghi Storici,
    sono solidale con il vostro dispiacere, moltiplicato per ciascun partecipante al PRIN, veramente, capisco nelle sfumature la vostra mortificazione in questo momento.

    Tuttavia, credo che si debba rimanere in ambito istituzionale, perchè o si accettano le regole ed i giudicanti, comunque vada, oppure se si ritiene, anche per esperienze passate, di giocare con i bari, allora non si gioca. Se la vostra proposta fosse stata accettata sareste stati contenti, contrariamente a chi, pur in possesso di meriti e riconoscimenti simili ai vostri, avesse visto bocciata la sua proposta. Avreste difeso, pur voi vincitori, il loro diritti ?

    In questi casi, credo che si debba seguire un percorso istituzionale (ricorso al Ministro, lettere ai sottosegretari) per dimostrare le proprie ragioni e motivazioni e richiedere degli accertamenti, altrimenti si rischia di intraprendere una china che non ha né inizio né fine e che sfocerebbe nel populismo.

    In quanto ai web manager del sito Roars, essi scrivono:

    “Abbiamo comunque deciso – affinché ciascuno abbia la possibilità di farsi un proprio giudizio delle situazioni – di pubblicare la documentazione che ci potrà esser trasmessa da chi abbia la voglia e l’esigenza di rendere pubblico il proprio malessere……”

    Viene spontanea la domanda se tale possibilità venga estesa anche ai bocciati ai concorsi, ai bocciati all’ASN, insomma a tutti coloro che, con prove stringenti, quali quelle evidenziate dei colleghi Storici, possano dimostrare una situazione di ingiustizia o supposta tale ma con evidenze così lampanti che ognuno potrebbe farsi un’ opinione del perché l’Università sia stata commissariata, come d’altra parte altre realtà del nostro Paese, senza che i 5 ministri di diverso colore politico, che si sono succeduti, abbiano sollevato obiezioni circa l’opportunità di restituire il governo dei nostri Atenei al personale che in essi lavora.

    Quindi, chiedo ai tenutari di questo sito se, oltre alle Prin-dolèances, possano trovare ospitalità in questo sito anche le ASN-dolèance o le concours-dolèance per far emergere con chiarezza la situazione che, purtroppo, regna in ambito accademico e che Roars con eleganza e con fine ironia periodicamente stigmatizza.

    • Luigi Piga: “Viene spontanea la domanda se tale possibilità venga estesa anche ai bocciati ai concorsi, ai bocciati all’ASN,[…]
      Quindi, chiedo ai tenutari di questo sito se, oltre alle Prin-dolèances, possano trovare ospitalità in questo sito anche le ASN-dolèance o le concours-dolèance per far emergere con chiarezza la situazione che, purtroppo, regna in ambito accademico e che Roars con eleganza e con fine ironia periodicamente stigmatizza.”
      ____________
      I tenutari [sic] di questo bord… ops di questo sito ricordano che i Cahiers de doleASN sono stati inaugurati nel 2014 e riaperti nel 2017 e che al loro interno sono stati pubblicati una sessantina documenti di analisi:
      https://www.roars.it/online/documentazione-asn-e-vqr/
      https://www.roars.it/online/cahiers-de-doleasn-2017/
      A questi documenti vanno aggiunti i 3.310 commenti pubblicati (dopo essere stati monitorati uno per uno) nella raccolta

      Per quanto riguarda i concorsi, ecco un elenco di articoli:

    • ..non posso che scusarmi con i coordinatori del sito ma non ero a conoscenza, come altri miei colleghi, con cui ho commentato il prin-doléances, della presenza di un asn e concours doléance a cui Roars ha dato spazio.
      A mia parziale discolpa, faccio osservare che non frequento appositamente il sito ma leggo attentamente le mail che mi vengono inviate e saltuariamente partecipo alla discussione quando credo di poter dare un contributo.
      Evidentemente ho fleggato solo alcune sezioni del sito di cui vengo informato e non le altre di cui non ero a conoscenza

      Avvertirò i colleghi di questa possibilità, messa a disposizione da Roars, per esternare le più palesi situazioni Asn e concours di ingiustizia subite, e ufficializzate tali, che possano almeno avere il conforto dell’ascolto e del commento.

    • Certo che certi commenti sono veramente incredibili. Sulla prima pagina di questo sito i “tenutari” hanno da tempo immemorabile una rubrica che si chiama “Cahiers des doleASN” e ci viene chiesto “con fine ironia” se i “tenutari” darebbero ospitalità ad una rubrica di ASN-doleance.

      Mi èiace anche la domanda precedente:
      “Se la vostra proposta fosse stata accettata sareste stati contenti, contrariamente a chi, pur in possesso di meriti e riconoscimenti simili ai vostri, avesse visto bocciata la sua proposta. Avreste difeso, pur voi vincitori, il loro diritti?”

      Sono uno dei tenutari di questo sito. Sono vincitore come coordinatore nazionale di un PRIN nel settore SH6. Quello di cui gli storici parlano nel documento che stiamo commentando.

      Forse è bene ricordare che abbiamo anche fatto altre analisi sui PRIN degli anni precedenti.

      https://www.roars.it/online/i-bocconiani-sono-il-5-ma-il-77-dei-fondi-prin-sh1-va-ai-loro-progetti/

      Che indicavano questioni molto più gravi di quelle che stiamo commentando adesso. E che non hanno avuto nessuna eco nella nostra specchiata accademica italica. Ma si sa ognuno vede solo il proprio orticello (e spesso per quanto piccolo, non ha contezza neanche di quello).

  8. trovo ammirevole che gli illustri colleghi storici si siano cimentati in questo esercizio speculativo sui numeri e sulla lingua dei valutatori, ma anche abbastanza ingenuo: la cosa più importante da sapere è chi sono i valutatori e se sono adeguati al compito, sempre che si voglia restare nel gioco, in cui le regole però le dettano prima i vincitori in pectore – senza contare che a mio sommesso avviso, come direbbe qualcuno, nel campo della ricerca umanistica non c’è bisogno di uno spreco di trilioni di dollari (che finiscono poi a quattro-cinque persone che spesso faticano a spenderli, siano fondi europei, siano nazionali), ma sarebbe sufficiente che 1) gli stipendi dei ricercatori fossero adeguati alle miglior medie internazionali, 2) il numero dei ricercatori fosse adeguato a quello di paesi comparabili al nostro (tipo la Germania che, mi si dice, ha il triplo di docenti universitari), 3) i finanziamenti alla ricerca disponibili presso i dipartimenti e gli atenei fossero congrui alle migliori medie delle istituzioni internazionali comparabili – o no?

    • Caro Aristotele,
      anche tra gli umanisti esistono i lavori d’équipe e i nostri assegnisti e ricercatori mangiano almeno tre volte al giorno come quelli degli altri SSD e costano esattamente
      gli stessi soldini
      Paolo Trovato

  9. PRIN SH5. Valutazione: 71/75 dai valutatori esterni e 16/22 dal comitato di preselezione. Ho già atto ricorso, con il sostegno (anche finanziario) di un’altra decina di colleghi trattati in modo simile. A mio avviso è difficile pensare che i 3 valutatori esterni sian sempre e per forza malvagi. La cosa più discutibile è la preselezione che viene svolta per la maggior parte dei SSD da persone necessariamente incompetenti ed è dunque arbitraria (in SH5 i SSD sono 80 e il comitato di selezione copriva 7 settori soltato, non a caso rappresentatissii tra i finanziati). Sempre in SH5, con un po’ di equazioni è stato facile capire che nela preselezione il termometro delle pubblicazioni era truccato perché da 36 saltava a 39 e 40. Cioè Eccellente (= 18), Ottimo ( = 17), Buono (= 12). In questo modo i tenutari (citazione!) della preselezione erano pressoché sicuri di aver tagliato fuori (sotto 90/100) chiunque avessero valutato da Buono in giù.

    Credo SAREBBE UTILE: 1) sapere se anche in altri settori si è usato lo stesso termometro truccato?
    2) quanti hanno fatto ricorso?
    3) denunciare ai giornali questo ennesimo scandalo

    • Però bisognerebbe anche opporsi in anticipo e in linea di principio a una follia che consente valutatori specialisti in 7 ssd che valutano e pontificano sugli altri 73: era ovvio che non poteva finire che con i 7 ssd premiatissimi e le briciole agli altri.

  10. Dalla lettura dell’attenta e scrupolosa analisi dei giudizi (o meglio del giudizio!) formulati sul PRIN oggetto della richiesta di accesso agli atti, colpisce in particolare, se possibile ancor più dell’evidenza dell’uso distorto o di comodo delle “traduzioni” in medie aritmetiche dei punteggi espressi dai tre valutatori, il richiamo alle posizioni chiaramente ostili di quanti nel mondo accademico non si sono limitati a dichiarare la loro contrarietà all’azione dei ricorrenti, ma “hanno congelato i rapporti scientifici con chi l’accesso richiedeva”! L’Università dovrebbe essere il sito deputato al confronto, senza che un semplice e più che legittimo accesso agli atti abbia conseguenze sui rapporti fra colleghi.

  11. Buongiorno, forse arrivo tardi ma qualcuno può dirmi come si fa ricorso? Ho già richiesto e avuto accesso agli atti, fra la valutazione migliore (70 punti) e la peggiore (40 punti) c’è una distanza di 30 punti. La peggiore è di una rozzezza inaudita. In sostanza il valutatore dice che non ha capito nulla del progetto (I must say that, in spite of reading the project several times, I still do not understand what it is about).
    E’ accettabile che il MIUR faccia riferimento a questo tipo di valutazioni/valutatori? E che la distanza enorme fra i giudizi non faccia pensare a un problema di attendibilità degli stessi?

    • Io ho fatto ricorso. Il ricorso al TAR si può fare entro 2 mesi dalla pubblicazione degli atti (diversa per i vari settori disciplinari). Se quel termine è scaduto si può fare entro 4 mesi ricorso al presidente della repubblica. Tutte e due le operazioni non sono gratis e presuppongono il coinvolgimento di un avvocato amministrativista.

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