La riapertura dei termini per il conferimento dei prodotti VQR certifica la morte della VQR 2011-2014 ed appare come un estremo massaggio cardiaco teso a rianimarla o – meglio ancora – come un rito Voodoo per resuscitare una Zombie-VQR. Facile immaginare che la “finestra” sia stata concessa a beneficio dei Rettori che si erano astenuti dal ricorrrere a caricamenti “istituzionali”. Inutile sottolineare la disparità che si verrà a creare tra chi ha caricato alla bell’e meglio e chi avrà altri 15 giorni per selezionare i prodotti. Ai colleghi che, nonostante tutto e tutti, avevano resistito e non intendono riportare in vita la VQR, Carlo Ferraro, nel suo messaggio di oggi, suggerisce di inviare una formale lettera di diffida (vedi sotto).

fonte: Carlo Ferraro – Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria

 

File Word: Lettera diffida

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Modello di lettera al Rettore per comunicare la propria astensione dalla VQR 2011-2014 e “diffidare” dal voler effettuare il “caricamento forzoso”.

Oggetto: Astensione temporanea dalla procedura ministeriale di Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014 (VQR) – Diffida

Magnifico Rettore dell’Università di ………,

il/la sottoscritta, Docente presso questa Università,

  • manifesta profonda insoddisfazione per il mancato riconoscimento giuridico del quinquennio 2011-2015 ai fini delle progressioni stipendiali, considerato che la nuova legge di stabilità si limita a non prorogare il blocco delle classi e degli scatti stipendiali per il 2016;
  • rileva che solo la Docenza Universitaria, fra tutte le categorie del pubblico impiego, è stata soggetta a un così lungo perdurare del blocco delle progressioni stipendiali;
  • prende atto che è in essere una protesta della Docenza a livello nazionale volta ad ottenere lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali con decorrenza 1° gennaio 2015, come tutte le altre categorie del pubblico impiego, e il riconoscimento ai soli fini giuridici dell’anzianità per il quadriennio 2011-2014, già concesso a tutte le altre categorie del pubblico impiego;
  • condivide le modalità della protesta, e in particolare la proposta di astensione temporanea dei Docenti Universitari dalla collaborazione attiva alla procedura ministeriale di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2011-2014;
  • comunica di aver aderito alla protesta nella forma suddetta, e quindi (qui scegliere fra quanto segue ciò che si è fatto o si farà) non ha selezionato le pubblicazioni per la VQR, non ha caricato sul portale IRIS i prodotti della ricerca, ovvero i pdf, non ha chiesto il codice ORCID, non ha effettuato l’associazione ORCID-IRIS, ha cancellato l’associazione ORCID-IRIS, e non darà la propria disponibilità a fare da valutatore;
  • dichiara di essere Docente attivo in tutte le attività previste dal ruolo accademico e pertanto diffida, riservandosi di adire tutte le azioni, anche legali, chiunque lo classificasse come “docente inattivo”, così come diffida, e si riserva di adire analoghe azioni, chiunque effettuasse per suo conto azioni lesive delle sue prerogative o azioni che le attuali procedure della VQR riservano alla sua persona, quale la scelta delle pubblicazioni da sottoporre alla VQR.

 

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15 Commenti

    • Sì, ma l’orcid era obbligatorio non in quanto “dovere” intrinseco dell’addetto, ma in quanto garanzia della certezza dell’identita’ dell’addetto. Quindi in teoria i prodotti senza orcid non dovrebbero essere valutabili. (Lasciando ovviamente da parte tutte le incongruenze giuridiche; sarebbe come se io dovessi andare a fare la carta d’identità italiana presso un’organizzazione privata in uno stato estero…)

  1. “Inutile sottolineare la disparità che si verrà a creare tra chi ha caricato alla bell’e meglio e chi avrà altri 15 giorni per selezionare i prodotti.” Mo’ possono fare ricorso quelli che hanno caricato… Anzi, quasi quasi…

  2. Secondo me l’università poteva caricare (entro la scadenza del bando) al CINECA quello che voleva a suo rischio e pericolo anche in presenza di diffida (sarà poi il diffidante eventualmente a ricorrere per vie legali). E’ tutto l’impianto della VQR fatto male. Si dice che i singoli non sono valutati ma si ritrovano il voto sulla pagina personale del CINECA e questo voto incide sulla loro possibilità di partecipare ad un collegio del dottorato. Questo è scritto e previsto dall’ANVUR.

    • Quello del dottorato mi pare ovviamente illegale, strano che non ci siano stati ancora ricorsi.

      In quanto al diritto di utilizzazione delle opere, è una questione molto molto complessa. Al di là della questione generale e di principio per cui l’autore avrebbe il diritto di decidere sugli eventuali utilizzi dell’opera, che a livello astratto e teorico sembra incontrovertibile, continuo a ritenere che l’utilizzo delle nostre pubblicazioni ai fini VQR sia assolutamente improprio almeno sotto due aspetti. Primo, penso che uno studioso avrebbe tutto il diritto di richiedere che la sua attività (anche se conglobata con tutta l’attività del dipartimento) venga giudicata in base a tutta la sua produzione scientifica (per lo meno del periodo).

      Secondo, la bibliografia è, almeno in parte, un ausilio per il lettore, oltre che ovviamente un indicazione di riconoscimento del valore scientifico di chi viene citato. Quindi non può venire trasformata automaticamente e meccanicamente in un metodo (o trucco…) per “dare più punti” o “aumentare gli indici” a chi viene citato. Continuo a credere che una strada percorribile sia quella di negare la nostra autorizzazione ad utilizzare le bibliografie in tal senso.

    • Chi prepara e firma il plico (elettronico) per il concorso (VQR) è il rettore. Come qualsiasi concorrente può fare ciò che vuole pena anche l’esclusione. Questa VQR coinvolge i singoli in una maniera perversa. Sono nei 4000 garibaldini di Ferraro (speriamo di non ridurci a mille anche se, in quell’occasione, mille sono bastati) e intendo rimanerci. Mi aspetto però di tutto, caricare un pdf di una rivista di cui si paga l’abbonamento richiede solo una piccola mossa col mouse che può fare anche un bibliotecario. Questa VQR è perversa e vuole cambiata ma ci vuole l’aiuto di tutti. Speriamo di vederci a Teano.

  3. A Pisa, una delle sedi con il maggior numero di aderenti alla protesta, il “magnifico” rettore ha dato incarico agli uffici di procedere al prelievo forzoso chiedendo la collaborazione dei direttori per quanto riguarda la risoluzione di conflitti sulla base, pare, di un parere dell’Avvocatura di Stato per cui è l’istituzione ad avere il potere/dovere di inserire i prodotti. Ricordiamocene alla prossima VQR, se mai ci sarà: visto che è l’istituzione che deve inserire i prodotti, ci potremo risparmiare il tempo perso per selezionare ed inserire i nostri prodotti.

  4. Sembra che ci siano atenei che hanno inserito o stanno inserendo alla chetichella senza nemmeno avvisare gli interessati o avvisandoli a posteriori. Una lettera di diffida costa pochi minuti e può sempre tornare utile.

  5. Almeno il rettore di Pavia ha avvisato che intendeva procedere. io sto per spedire la diffida, sia al rettore sia al direttore di dipartimento, in cui faccio i dovuti riferimenti a documenti vari, allegando pure una ‘listarella’ della mia pubblicazioni nel quadriennio, che non dovranno entrare nel calderone. Ma che faranno gli altri colleghi? recederanno?

  6. Con tutto quel che succede nell’entourage di Renzi, figurarsi se lui e Giannini cedono sul fronte dell’università (pubblica). Che si voglia esigere la sottomissione totale, è del tutto evidente anche per chi volesse tapparsi orecchie e occhi. La vqr oramai è quasi soltanto arma e simbolo. Il guaio è che c’è anche la Crui di mezzo e cosa significava per essa la famosa primavera si è visto dal comportamento del suo massimo rappresentante che anziché rimanere nella propria sede e sostenerla (come diceva di poter fare, v. benevolenza …), va a Porta a Porta, sull’onda delle emozioni provate (ed era più che normale) da tutte le famiglie degli studenti universitari. Invece le nostre emozioni e sentimenti e disagi che ci trasciniamo da anni e che si stanno trasformando in disastri strutturali non contano un fico secco, tanto per essere educati.

    • “la sottomissione totale”: parole esattissime. E’ lo stile del pupazzo; che – è sempre bene non dimenticarsene – agl’italiani, di ogni categoria e settore, garba.
      Ho già scritto che, contro la deriva al tempo stesso dittatoriale e farsesca (siamo pur sempre in italia) attivata da pupazzo & schiavi/e, occorre cogliere OGNI occasione (fin quando se ne daranno) per votare all’inverso del suo piacimento: già domenica, e soprattutto in ottobre. Per alto senso del dovere e rispetto della propria dignità personale, motivazioni che sono indubbiamente fra le principali all’origine dell’impegno dei roarsiani; ma senza illusioni. Come sta vincendo (con un po’ di fatica, ma va a vincere) in università, così gl’italiani – popolo mediamente disonesto, ignorante, tra menefreghista e vile, avido di dittatura, profondamente di destra – gli daranno ragione anche negli snodi solo apparentemente rischiosi del 2016

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