«L’ANVUR pubblica oggi, 10 agosto 2017, i soli elenchi di riviste proposte per l’esclusione in quanto, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, sarebbero prive di ISSN.» L’ANVUR, dopo l’infortunio degli elenchi pubblicati e frettolosamente ritirati nel mese di luglio, ha pubblicato un elenco di pubblicazioni precedentemente catalogate come riviste scientifiche, i cui contenuti non potranno essere considerati idonei per l’ASN, a partire dal 31 dicembre 2018. La procedura presenta numerose zone d’ombra, a partire da questa vera e propria inversione dell’onere della prova in base alla quale si chiede ai direttori responsabili di attivarsi, comunicando proprie controdeduzioni. Ci sono cataloghi e repertori a disposizione che permettono a chiunque di verificare la presenza dell’ISSN, senza mettere in moto una complessa macchina di controdeduzioni e contro-controdeduzioni. Ma non solo. Basta un’analisi molto superficiale per evidenziare strane incongruenze nell’elenco di esclusioni prodotto da ANVUR. Siamo evidentemente al cospetto di folti gruppi di lavoro popolati da docenti evidentemente ignari, come i membri del direttivo, delle nozioni di base necessarie per svolgere tale controllo. Ancora una volta l’Agenzia ha operato in modo superficiale e senza alcuna considerazione non solo per le regole deontologiche che dovrebbero guidare l’azione di un ente incaricato di valutare la ricerca scientifica, ma anche in spregio delle più elementari regole del diritto amministrativo.

Per approfondire:

A seguito della segnalazione di uno dei Gruppi di lavoro competenti, il 25 luglio 2017 ANVUR ha ritirato per ulteriori controlli gli elenchi di riviste che i Gruppi di lavoro avevano motivatamente proposto di escludere dalle liste di riviste scientifiche ai fini dell’Abilitazione Scientifica Nazionale

L’ANVUR pubblica oggi, 10 agosto 2017, i soli elenchi di riviste proposte per l’esclusione in quanto, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, sarebbero prive di ISSN. I direttori e gli editori delle riviste interessate possono segnalare il possesso di codice ISSN all’indirizzo riviste@anvur.it e all’indirizzo gestione_riviste@cineca.it entro il 9 ottobre 2017.

Questa è una parte della comunicazione con la quale ANVUR, dopo l’infortunio degli elenchi pubblicati e frettolosamente ritirati nel mese di luglio, ha pubblicato sotto gli auspici delle stelle di San Lorenzo un elenco di pubblicazioni precedentemente catalogate come riviste scientifiche, i cui contenuti non potranno essere considerati idonei per la ASN a partire dal 31 dicembre 2018.

Significa che chi d’ora in poi volesse scegliere come canale di comunicazione dei risultati delle proprie ricerche una delle sedi editoriali contenute in questi elenchi, salvo controdeduzioni del direttore responsabile della pubblicazione, non potrà utilizzare il proprio contributo ai fini del computo delle soglie bibliometriche della ASN (cosa che ovviamente avrà delle ricadute anche su altri esercizi di valutazione a livello locale).

Ai direttori responsabili di queste “riviste” espunte dalla lista di riviste scientifiche, in quanto apparentemente prive di ISSN, si chiede dunque di dar prova che l’ISSN, invece, esiste. Intendiamoci: alcune pubblicazioni sono state correttamente espunte in quanto si tratta di collane, i cui singoli volumi sono dotati di ISBN. Come tali sono dunque  una tipologia di pubblicazione diversa. Ciò non toglie, però, che vi siano numerose anomalie e che la stessa procedura presenti numerose zone d’ombra, a partire da questa vera e propria inversione dell’onere della prova in base alla quale si chiede ai direttori responsabili di attivarsi, comunicando proprie controdeduzioni.

Ma perché? Il dato sull’ISSN non è opinabile, né è depositato nelle cassette di sicurezza delle redazioni e noto solo ai direttori responsabili. Ci sono cataloghi e repertori a disposizione che permettono a chiunque, senza dovere mettere in moto una complessa macchina di controdeduzioni e contro-controdeduzioni, di verificarne la presenza.

Una analisi molto superficiale, (confronto con ANCE*  e con Worldcat**)  di alcuni titoli delle liste mostra strane incongruenze nell’elenco di esclusioni prodotto da ANVUR, ad esempio per l’area 10:

ADUMATU (a semi-annual archeological refereed journal on the Arab world) la rivista è in ANCE (E186697) ma non c’è ISSN, mentre se si cerca in worldcat l’ISSN c’è: 1319-8947;

ARCHEOLOGIES ISSN: 1555-8622 (Print) 1935-3987 (Online) La rivista è in ANCE E190173 (almeno il print) e ha  ISSN anche in ANCE;

BULLETIN DE LA FONDATION MAX VAN BERCHEM La rivista è presente in ANCE  E225081 e ha un ISSN 2296-5556;

BULLETIN OF IICAS (International Institute for Central Asian Studies): la rivista è presente in ANCE E228578 e ha un ISSN 1694-5794;

BULLETIN OF THE BRITISH MUSEUM (NATURAL HISTORY). GEOLOGY SERIES: la rivista è presente in ANCE E027823 e ha un ISSN 0968-0462 ma è chiusa;

CALIFORNIA ITALIAN STUDIES: La rivista è presente in ANCE E203415 e ha un ISSN 2155-7926.

CLOSE-UP, la rivista è presente in ANCE E189354 e ha ISSN 1827-4986 (la rivista ha una versione cartacea e una online e l’ISSN è stato attribuito ad una sola delle versioni)

JOURNAL OF ASSYRIAN ACADEMIC STUDIES presente in ANCE E190247 ha ISSN 1055-6982

Per l’area 12 l’elenco esclude una rivista dal titolo JUS. Ma quale JUS? ANCE riporta 5 riviste dal titolo JUS, tutte con ISSN, tranne una non meglio identificata perché non c’è neppure l’anno di inizio né si sa se sia attiva. Sarà quest’ultima? Come è possibile capirlo? Ogni volta che appare un titolo generico (quaderni, jus, La rivista ecc.) non c’è modo di disambiguarlo, perché non viene data alcuna informazione su luogo di pubblicazione, eventuale sottotitolo o riferimenti temporali. Ne risulta una lista di difficile, se non impossibile, interpretazione.

L’elenco potrebbe continuare, ma riteniamo che una attività di controllo dei codici ISSN sia semplice attività routinaria che potrebbe svolgere personale specializzato con strumenti adeguati. Nel caso di ANVUR siamo evidentemente al cospetto di folti gruppi di lavoro popolati da docenti ignari, come i membri del direttivo, delle nozioni di base necessarie per svolgere tale controllo.

Ancora una volta l’Agenzia ha operato in modo superficiale e senza alcuna considerazione non solo per le regole deontologiche che dovrebbero guidare l’azione di un ente incaricato di valutare la ricerca scientifica, ma anche in spregio delle più elementari regole del diritto amministrativo. Per quale ragione si chiede ai direttori responsabili (il che è diverso, lo si noti, dal comune direttore scientifico) di controdedurre su una questione oggettiva e accessibile a chiunque? Per quale ragione l’Agenzia danneggia (per ora) impunemente chi ha pubblicato su riviste dotate di ISSN? In quale condizione pensa l’Agenzia di porre le commissioni ASN e il Ministero nel momento in cui non disambigua le riviste escluse (è il caso di JUS)?

E quale costo avrà (in termini di tempo, risorse) la macchinosa procedura di controdeduzioni in cui le redazioni hanno l’onere di dimostrare ciò che è palese? L’impressione è che l’Agenzia si eserciti nell’arte di sprecare risorse, incluse le risorse finanziarie che vengono drenate dal continuo contenzioso generato – spesso – per mera sciatteria. A quando una valutazione d’impatto dell’operato dell’Agenzia?

*ANCE è l’authority file delle riviste a cui si appoggia il sito docente (noto anche come loginmiur). Un articolo può essere inserito nel sito docente solo se la rivista è presente nell’authority file, altrimenti ne deve essere richiesto l’inserimento che avviene da parte di Cineca dopo accurato controllo dei repertori di riferimento. Ogni rivista ha un identificativo interno che comincia con E seguito da un numero

**Worldcat è un catalogo bibliografico collettivo che raccoglie le collezioni di 72.000 biblioteche.

 

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5 Commenti

  1. Tutte le commissioni nazionali accademiche di qualunque tipo sono composte da ordinari.
    Tutti gli ordinari hanno una storia personale, propri amici e nemici, propri maestri e allievi.
    Punto. Questo è ciò che conta purtroppo.
    Le scelte di qualunque tipo, fossero anche il menù della cena di un congresso vengono prese sulla base delle convenienze personali, interessi e vendette, il tutto mascherato da scientificità.

  2. Allora, il dolce previsto nel menù della cena del congresso è il tiramisù, dolce per il quale il Prof. Tizio va matto.
    Ora, il prof. Tizio è mio nemico, quindi cambiamo il dolce, mettiamoci la zuppa inglese che sicuramente Il Prof. Tizio non mangerà.
    Diremo che la zuppa inglese è dotata di maggiore scientificità (è inglese, è più cool), così facciamo un dispetto a Tizio che ha bocciato il mio allievo in un concorso e mi ha rubato l’amante durante una 3 giorni di congresso a Dubai……
    NB: la zuppa inglese è italiana, non vi preoccupate, lo so.

    • Quello che è veramente preoccupante è che si possa avere un parere così drasticamente negativo e così poco corrispondente alla realtà in termini statistici (per lo meno me lo auguro) anche se naturalmente casi quasi manicomiali sì possono verificare e ne ho visti anch’io.

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