Segnaliamo ai lettori il parere reso dal CUN a proposito dei progetti di ricerca di alta qualificazione che danno titolo alla chiamata diretta su posizioni di professore ordinario, associato o ricercatore a tempo determinato.

Segue il testo.

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19 Commenti

  1. Peccato non avere il testo del MIUr, cmq, proviamo ad immaginare, se lo schema è quello del Decreto Ministeriale 1 luglio 2011 n. 276 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 novembre 2011 n. 256, è possibile fare diversi tipi di chiamata diretta per programmi finanziati dal MIUR o dalla UE.
    Osservazioni al parere CUN e proposte al MIUR/CUN/comunità Roars:

    – per quanto ai programmi finanziati dal MIUR: mi sembra abnorme accettare i SIR per un RTDB, il SIR è pur sempre un progetto di ricerca triennale di livello nazionale, potrebbero bastare gli RTDA;
    – per quanto ai programmi finanziati dalla UE: oltre ai programmi MSCA/ex MArie Curie, e IOF, vi sono un incredibile elenco di programmi UE che dovrebbero essere ammessi per chiamate dirette almeno RTDB se non per seconde fasce, e ne cito alcuni solo per esemplificare: includerei tutti gli Horizon2020, con il requisito di essere almeno coordinatore di un WP; se non per tutto l’Horizon2020, almeno per i programmi fondamentali di innovazione (Key Enabling Technologies), da cui le industrie per esempio creano legami importanti con le università europee.
    Quindi, nel DM in fase di emanazione, occorrerebbe aggiungere nell’apposita sezione inerente i programmi finanziati dalla UE:

    “X) i programmi “Key Enabling Technologies” (inclusi tutti i settori “Nanotechnologies, Advanced Materials, Advanced Manufacturing, Public Private Partnerships, Biotechnologies, Coal and Steel”) nell’ambito del quale:
    -il ruolo di “WP-leader” possa essere inquadrato per chiamata diretta nella posizione di professore associato;

    – il “Coordinator” di uno o più “work package” possa essere inquadrato per chiamata diretta nella posizione di ricercatore a tempo determinato di cui al citato art.24, comma 3 lett. b) qualora già in possesso dei titoli previsti dalla l. 30 dicembre 2010 n. 240, art. 24, comma 3 lett. b).

    Se la redazione ritiene, lo evidenzierei sia al MIUR che al CUN.

  2. Correggetemi se sbaglio ma da quello che ho capito le azioni Marie Sklodowska Curie Individual Fellowship Standard, verrebbero escluse dai programmi di ricerca di alta qualificazione a dispetto delle azioni Global. Questo credo per il limite minimo di tre anni imposto dalla Legge 240/2010. Tale distinzione è però del tutto arbitraria poiché Standard e Global non sono che due varianti del medesimo programma Individual Fellowship nell’ambito del pillar Excelent Science di Horizon 2020. La distinzione sta soltanto nell’obbligatorio anno aggiuntivo di rientro in Europa per i ricercatori che fanno domanda per un paese extraeuropeo, ma il bando è unico e la valutazione avviene attraverso i medesimi criteri. Fra l’altro le Global potrebbero durare anche meno di 36 mesi, che rappresentano appunto solo una durata massima (qual’è la posizione di un MSC Global Fellow che ha fatto richiesta per soli due anni?). Per rientrare nei ranghi della legge Gelmini il terzo anno mancante alle Standard Fellowship potrebbe essere integrato in altro modo, anche attraverso i curricula personali dei ricercatori, come mi pare fosse già previsto da un precedente parere del CUN.
    Qualcuno sa se è possibile fare presente tutto ciò nelle sedi opportune, CUN o MIUR, prima che emanino il decreto?

  3. a parte la nota che è semplice lettera di trasmissione, il decreto ministeriale oggetto del parere Cun è, proprio perché sottoposto ancora ai pareri Cun e anvur, allo stato di “schema”, ossia e’ provvedimento non definitivo che compete al miur decidere quando rendere pubblico, una volta consolidato nel suo iter e sarà, a quel punto, reso pubblico sul sito http://www.miur.it, sezione atti ministeriali

  4. Nel decreto del 2011 (http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/luglio/dm-01072011.aspx ) non vi era riferimento alle azioni MC, né Iof né di altro tipo. A mio modo di vedere o le si esclude completamente dal discorso, oppure si integrano nel decreto tutti i tipi di MC sia sotto Horizon sia sotto Fp7. Io sarei personalmente per espungerle dal discorso delle chiamate dirette (e parlo da ex-vincitore di una MC), perché la cosa scatenerebbe veramente una guerra interna tra ex-Mc (che sono parecchi) e non-Mc, favorendo indebitamente i primi (non è detto che siano migliori).

  5. Il parere del CUN del 28.04.2011 proponeva per le azioni del programma People del VII programma quadro UE i ruoli di RTDa o b a seconda dell’anzianità scientifica e del curriculum. Tale proposta è stata poi ignorata nel successivo decreto MIUR. Da varie altre dichiarazioni, come da quest’ultimo parere CUN, si comprende invece adesso l’intenzione di inserire le MSC limitatamente alle Global e le vecchie IOF per il limite minimo dei tre anni. Si aprono però diverse questioni: un Global Fellow che fa un progetto di 24 mesi come viene inquadrato? D’altro canto escludendo a priori tutte le MSC si taglierebbe fuori di fatto una parte importante di H2020 proprio nell’ambito di Excelent Science (escludendo dall’alta qualificazione un programma europeo di eccellenza!), disincentivando inoltre i ricercatori a fare richiesta per una Host insitution italiana. Il problema sta, di fatto, nell’esistenza stessa del RTDa che non trova posizioni analoghe in Europa. Io, ripeto, sarei per includere tutte la MSC prevedendo una qualche forma integrativa obbligatoria per raggiungere i tre anni necessari.

    • E’ vero, mi ricordo del passaggio dal parere Cun al decreto Miur con eliminazione delle MC, con mio scorno.
      Fermo restando che quello che dici credo che sia giusto, però aprirebbe di fatto un canale di reclutamento parallelo, privilegiato, all’interno di un sistema di risorse scarse. Di fatto i pochi che riuscirebbero a scucire un RTD tipo B sarebbero ex-MC. Di fatto consegneremmo il reclutamento di base alla vittoria di progetti europei individuali, e questo (contro il mio interesse) non mi pare che sia giusto.
      Non credo poi che un ricercatore straniero scelga di venire in Italia per essere inquadrato da noi. Peraltro, anche qui, chiamare studiosi stranieri per strutturarli attraverso vie privilegiate non mi pare una grande idea (se vogliono venire e restare, che facciano come noi, voglio dire: abilitazione, e via dicendo).

  6. Personalmente trovo insensato legare l’attribuzione di progetti di alta qualificazione, qualsiasi cosa si intenda per qualificazione, a una promozione in campo scientifico. I meriti scientifici si guadagnano con i risultati, non con i soldi erogati per raggiungere ipotetici risultati.

    • effettivamente è una posizione che si può condividere. Dal punto di vista teorico, mi sembra difficile da non tenere in conto: la vittoria di un progetto di alta qualificazione non comporta il fatto di aver poi ottenuto dei risultati, ma solo dei soldi. Una valutazione seria dovrebbe per forza tenerne conto

  7. Ma il canale di reclutamento parallelo esiste già con la norma delle chiamate dirette (che ha un limite del 10%) si tratta di stabilire quale siano i programmi di altra qualificazione che danno eccesso a questa forma. No la chiamerei una strada privilegiata ma se poi si preferisce il baronato è un altro discorso. Inoltre le politiche del MIUR, che non ha più un euro da spendere per la ricerca, mirano proprio ad attrarre il più possibile i fondi europei incitando la partecipazione ai bandi e valorizzando i beneficiari. Se poi un ricercatore straniero non sceglie di venire in Italia non è certo un bene. In ogni caso il reclutamento e la valutazione della ricerca diverranno inevitabilmente sempre più internazionali. C’è poi la notizia di un recente vincitore ERC starting che è stato intercettato da Ca’ Foscari per portare il suo progetto da loro con un inquadramento da professore associato http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=193424
    Personalemnte non vedo in tutto ciò nessun privilegio ma soltanto meritocrazia.

    • La meritocrazia va fatta sui risultati scientifici e non sui soldi. Quando uno fa una proposta di progetto vincente, sta solo promettendo del lavoro, niente di più (magari l’ha anche scritta sua zia). Invece son d’accordo per la chiamata di docenti per chiara fama, che non significa aver vinto dei soldi, magari alla lotteria. Siccome i soldi sono fatalmente pubblici, semmai bisognerebbe verificare che vengano sfruttati bene e poi eventualmente premiare con una promozione. Altrimenti facciamo le promozioni alle belle intenzioni.

  8. La chiara fama chi sarebbe a giudicarla, l’ordinario a cui si è fatto da portaborse, o da professore a contratto per alleggerirne gli oneri didattici, per decenni?
    I programmi di alta qualificazione, italiani come europei, selezionano beneficiari sulla base dei curricula e dei progetti presentati, pertanto i risultati scientifici pregressi sono più che valutati da commissioni internazionali ed eterogenee, in cui difficilmente compare il proprio barone di turno. Bisogna dimostrare di aver già fatto qualcosa per poter giungere a quello che si promette. Poi se si vuole paragonare tali programmi alle lotterie a premi è inutile discutere. Fra l’altro il requisito principale che accomuna questi programmi è proprio l’indipendenza del ricercatore, che è un valore ormai riconosciuto come imprescindibile. Penso e auspico che la metodologia di reclutamento fondata su un iter tutto italiano, dove la carriera di un docente – dalla laurea alla prima fascia – avviene interamente nello stesso ateneo, viaggi ormai su un binario morto. Fra i tanti disastri provocati dal taglio drammatico dei fondi nonché dalla riforma Gelmini ci sarebbe almeno un aspetto positivo. Faccio infine presente che la capacità di un ricercatore di attrarre fondi compare fra i requisiti valutabili anche nei normali bandi per professori e nell’Abilitazione Scientifica Nazionale.

    • Conosco bene i programmi di cui parli e il CV presentato è una form di due pagine scritte larghe. Se, come dici tu, la selezione riguarda la persona più che il programma (non credo) allora stiamo freschi. Dico di più, è incredibile che si possa divenire professori senza aver mai presentato e discusso le proprie ricerche davanti a una commissione. Risulta per caso che nel decantato mondo anglosassone funzioni così?

  9. Angel forse hai ragione, questi programmi a livello di serietà lasciano molto a desiderare. Una commissione di tre docenti che sa già, da prima che arrivino le domande, chi sarà il vincitore del posto bandito e che non leggerà mai le pubblicazioni di tutti i candidati (se non forse per una qualche forma di curiosità) è una strada decisamente più accettabile. Meglio che il corpo docente venga selezionato per via ereditaria anziché tramite vere procedure comparative.

    P.S. Un curriculum di due-tre pagine scritte bene, più l’elenco delle pubblicazioni, dice molto di più di uno di dieci annacquato delle cose più inutili.

    • Che i progetti lasciano a desiderare veramente lo stai dicendo tu. Io sostengo, per rendere meglio l’idea, che non basta dire che uno schiaccianoci non funziona per giustificare l’uso di un cavatappi per aprire le noci. Cerchiamo di far funzionare le selezioni vere, considerando che, ad esempio, un professore, oltre a produrre elenchi di pubblicazioni, deve esser bravo a fare didattica e deve saper presentare e discutere la propria attività. Infine, non facciamo passare l’idea che un sistema nazionale della ricerca si possa reggere su qualche idea brillante o fortunata, il cui esito è incerto per definizione, mentre tutto il resto viene lasciato a se stesso.

  10. cari aleale e angel,
    mi pare che ci siano degli equivochi. la chiamata diretta può essere uno strumento serio di reclutamento, qui nessuno lo sta negando, credo; il problema è che questo decreto sembra aprire delle vie privilegiate che saranno inevitabilmente fonte di problemi e di conflitti interni.

  11. Ci sarebbero tanti interventi da leggere, ma nessuno negava l’opportunità di fare chiamate dirette giustificandole in modo opportuno. Io ho solo osservato che esser risultati vincitori di un progetto importante non dovrebbe da solo giustificare una chiamata diretta, almeno finché non si dimostra di aver usato bene i finanziamenti pubblici.

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