Segnaliamo ai lettori il parere reso dalla CRUI circa il provvedimento in oggetto. Il parere ha un tono del tutto diverso rispetto a quello reso dal CUN. E’ evidente come i rettori, professori che nel momento in cui ascendono alla loro dimensione istituzionale di uomini soli al comando, vedano di buon occhio la possibilità di avere le mani libere nel formulare l’offerta didattica dei singoli atenei, mettendo da canto le preoccupazioni espresse dai professori che li hanno eletti per rappresentarli alla guida degli atenei.

 

Oggetto: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 4, Componente 1, riforma 1.5. “Riforma delle classi di laurea”. Parere della Conferenza dei rettori delle Università Italiane.

 

La proposta di modifica al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con d.m. 22 ottobre 2004, n. 270 è stata analizzata in seduta della Giunta Crui riunitasi in data 16/03/2022 e successivamente portata all’attenzione dei rettori nell’assemblea Crui in data 17/03/2022.

La Crui ha accolto favorevolmente lo spirito della riforma che mira a due obiettivi principali, il rafforzamento della interdisciplinarietà e l’inserimento di elementi di maggiore flessibilità nei corsi di studi universitari, cambiamenti che si rendono necessari al fine di fronteggiare il disallineamento emergente tra offerta formativa e domanda occupazionale.

La Crui, consapevole che flessibilità e interdisciplinarità devono intercettare le caratterizzazioni dei singoli percorsi formativi dei corsi di laurea e laurea magistrale, esprime parere favorevole: alla definizione degli ambiti disciplinari mediante cui sono strutturate le classi di laurea sostituendo i settori scientifico disciplinari con i settori concorsuali di cui all’art. 15 della legge n. 240/2010;  all’adeguamento del regolamento alle nuove categorie di lauree e lauree magistrali professionalizzanti o abilitanti all’esercizio delle professioni.

La Crui condivide la necessità dell’introduzione di singoli interventi puntuali che dotino gli Atenei di una maggiore flessibilità nell’ideazione e nella progettazione dei corsi che eliminino gli attuali vincoli (in parte già superati con il DM 1154) al fine di meglio delineare specifici profili professionali potenziali ed emergenti, anche in ragione del necessario ancoraggio al quadro europeo di riconoscibilità delle competenze e dei profili professionali.

La Crui condivide la maggior flessibilità che la riforma porterà dal lato studente, consentendo al singolo studente non solo di poter costruire il proprio percorso con un maggiore grado di libertà -ferma restante l’acquisizione della soglia caratterizzante- associando più opzioni formative proposte e attive nell’ateneo di iscrizione, oppure disponibili sul territorio nazionale (Erasmus Italiano) e internazionale.

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