Il 27 e 28 ottobre 2016 si tiene presso l’Università di Trieste, il secondo convegno annuale dell’associazione.  Relatori italiani e stranieri provenienti dalla ricerca scientifica, dall’editoria universitaria e dalle istituzioni (CRUI ed ANVUR) e da ROARS animeranno una riflessione puntata a delineare quale possa essere l’evoluzione della Scienza Aperta in Italia e all’estero. Al centro della riflessione due aspetti della dimensione istituzionale della scienza aperta: l’editoria e la valutazione. Il convegno triestino offre inoltre la possibilità di discutere la proposta di modifica alla legge italiana sul diritto d’autore elaborata dall’AISA, che è volta a conferire agli autori di pubblicazioni scientifiche il diritto di ripubblicare e comunicare al pubblico, ad accesso aperto, le proprie opere. Ispirandosi alle più avanzate normative tedesche, olandesi e francesi.

Il 3 marzo 2015 è stata costituita l’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA) con la finalità di diffondere la cultura dell’Open Science e dell’Open Access nelle università, negli enti di ricerca, nell’editoria e nella società civile. Inoltre, l’associazione si propone di stimolare iniziative che possano condurre alla concreta attuazione dei principi della Scienza Aperta.

A distanza di un anno e mezzo dalla sua costituzione l’associazione conta una sessantina di soci, tra i soci istituzionali figurano sette università (Bergamo, Cagliari, Parma, Torino, Trento, Trieste, Udine). Nel suo anno e mezzo di vita l’associazione ha patrocinato molteplici iniziative tra le quali spiccano il primo convegno annualeNostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale” tenutosi presso l’Università di Pisa e una serie di seminari in collaborazione con altre istituzioni che lavorano nel campo della Scienza Aperta.

Il sito web dell’associazione registra lo stato dell’arte per ciò che concerne le politiche istituzionali in materia di Open Access e pubblica regolarmente notizie riguardanti l’apertura della scienza. L’associazione ha anche attivato una mailing list dove si svolge un dibattito pubblico sui temi della scienza aperta.

Il 27 e 28 ottobre 2016 si tiene presso l’Università di Trieste, il secondo convegno annuale dell’associazione. Il convegno coincide con i festeggiamenti per il decennale dell’EUT (Edizioni Università di Trieste), casa editrice universitaria impegnata nell’attuazione dei principi dell’Open Access, rappresentando un’importante occasione per sviluppare il dialogo pubblico su come la scienza aperta interagisce con l’editoria scientifico-accademica e con i sistemi di valutazione della ricerca. Relatori italiani e stranieri provenienti dalla ricerca scientifica, dall’editoria universitaria e dalle istituzioni (CRUI ed ANVUR) animeranno una riflessione puntata a delineare quale possa essere l’evoluzione della Scienza Aperta in Italia e all’estero.

Nella presentazione del convegno disponibile sul sito dell’Università di Trieste e su quello dell’AISA si anticipano alcuni temi di discussione.

Nell’incontro triestino “si riprende idealmente il filo della conversazione avviata a Pisa, nel primo convegno annuale del 2015, mettendo al centro della riflessione due aspetti della dimensione istituzionale della scienza aperta: l’editoria e la valutazione. Anche in questo caso, occorre avviare il confronto concentrando l’attenzione su alcuni rischi che possono distorcere il processo di apertura. Sul piano dell’editoria, almeno due: in primo luogo, l’incapacità di cogliere appieno le potenzialità della rivoluzione digitale, finendo per intendere l’Open Access solo come un rinnovamento di facciata dei vecchi meccanismi editoriali, in secondo luogo, la possibilità che nella vagheggiata riconversione – tanto di moda nelle discussioni attuali sul tema –  del modello tradizionale basato sul pagamento da parte del lettore, in altri modelli commerciali (innanzitutto, il pagamento da parte dell’autore o della sua istituzione di appartenenza)  si ricreino sotto mentite spoglie gli oligopoli della scienza che l’accesso aperto avrebbe voluto distruggere.

Anche sul piano della valutazione, i rischi sono almeno due: da una parte, i processi di valutazione istituzionale potrebbero semplicemente ignorare la scienza aperta; dall’altra, la valutazione – per i lineamenti che assunto in Italia – minaccia di fagocitare la scienza aperta rendendo attuale il pericolo che era stato denunciato nel primo convegno annuale dell’AISA.

Il convegno triestino offre inoltre la possibilità di discutere la proposta di modifica alla legge italiana sul diritto d’autore elaborata dall’AISA, che è volta a conferire agli autori di pubblicazioni scientifiche il diritto di ripubblicare e comunicare al pubblico, ad accesso aperto, le proprie opere. Ispirandosi alle più avanzate normative tedesche, olandesi e francesi, l’AISA intende sollecitare i decisori istituzionali a muovere verso un reale ripensamento del quadro giuridico della proprietà intellettuale e del diritto d’autore che estenda la libertà scientifica e accademica e ponga le basi per un contesto normativo favorevole alla scienza aperta. In questo modo, l’AISA vuole offrire testimonianza di un impegno che non si arresta alla riflessione teorica, ma si avvale dell’uso pubblico della ragione per promuovere azioni concrete.

Come lo scorso anno, il convegno è uno degli eventi della Settimana internazionale dell’Open access”.

 

Roberto Caso

Presidente dell’AISA

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