Pubblichiamo la nota firmata dal ministro Manfredi del 5 marzo 2020, che in 10 punti chiave indica alcune specificazioni relative al comparto dell’Università rispetto alle misure individuate dal d.P.C.M 4 marzo 2020, con l’intento di promuovere e valorizzare gli interventi che ciascun ateneo ed istituto di alta formazione e ricerca è chiamato ad adottare, valendosi della propria autonomia e sulla base dei distinti contesti territoriali in cui ciascun ente opera.

Nota MIUR 050320

 

 

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7 Commenti

    • Caro Franco,

      a me l’ANVUR fa tanto pensare agli HR delle multinazionali ed ai funzionari degli enti pubblici…
      Indovina tu!

  1. Questo controllo di stato su ricerca e didattica, ammantato di documenti incomprensibili (pieni zeppi di termini ‘scientifico-tecnici’ vacui o criptici o enantiosemici), mutanti e alienanti, in cui però alcuni/molti sguazza(va)no dandosi un sacco di importanza (sentendosi anche tecnicamente al top delle grandi manovre epocali) mi ha fatto ricordare un caso che avevo presentato agli studenti (e studentesse). In Romania, nel 1966, avevano emanato un decreto (non legge, questo non osavano farlo) di limitazione degli aborti, per alterare e ridisegnare le proporzioni demografiche e per incrementare la popolazione. Insomma, ingegneria demografica dai costi umani gravi. V. ad es. il documentario https://www.youtube.com/watch?v=ZgZJ-IV8Et0&has_verified=1, 2004. Dopo il 1989 si sono aperti certi archivi per gli studiosi, che ne hanno scritto. Ebbene, si è constatato che a livello ministeriale disponevano di persone e mezzi capillari, al fine di raccogliere i dati e di monitorare giorno dopo giorno la situazione nazionale, scoprendo ad es. che guarda caso gli aborti dichiarati leciti o necessari avvenivano, negli ospedali, tra sabato e domenica, quando il personale era ridotto. Questo per dire che, come nei servizi segreti, il controllo di stato sviluppa un apparato gigantesco, forse anche efficiente (rispetto agli obiettivi politici, s’intende) e ovviamente costoso. Il costo è proporzionale a ciò che si ritiene necessario fare, con efficacia. Dunque, non importa quanto costa.

  2. Abbiate pazienza: se scuole e università sono chiuse non si potrebbe chiamare qualche idraulico per ripristinare i servizi igienici del tutto carenti? Rammento che sia la normativa europea del 2006 sia il D.legislativo 81 fissa 1 WC ogni 10 dipendenti (gli studenti sono assimilati a dipendenti). Fate un po’ il conto nelle vostre strutture. Almeno questo facciamolo. Ah le norme citate prevedono l’esistenza del sapone (nel testo è chiamato detergente). Trovo davvero incredibile che dirigenti scolastici, direttori di dipartimento, rettori etc. non considerino questo dovere inderogabile (si rischiano 2 mesi di carcere)

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