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«Non puoi difendere la dignità degli altri se non difendi nemmeno la tua»

«Ci si è decisi a fare questo sciopero perché è chiaro che è in gioco la dignità  Una categoria che non reagisce a un provvedimento incredibile, come questo del “mutuo perpetuo“, è una categoria che ha perso la propria dignità, cioè che non ha neanche più il coraggio di rivendicare un trattamento uguale alle altre categorie. Vuol dire che ha introiettato quella retorica della colpa su cui si è basata gran parte della demolizione dell’università pubblica. Dopo di che, sono il primo a ritenere che non ci si dovrebbe fermare. Anzi, sarebbe grave fermarsi qui, perché questo discorso della dignità deve poi andare avanti su tutti gli altri piani. Non sono stati colpiti solo gli stipendi dei docenti. È stato colpito un asse portante dell’uguaglianza e della promozione sociale di questo paese. E sicuramente questa è una cosa grave, gravissima, più grave ancora dei nostri stipendi. Però, quando c’è un assalto alla dignità, non puoi difendere la dignità degli altri se non difendi neanche la tua». Giuseppe De Nicolao è stato intervistato da Radio Articolo 1 nel corso di una trasmissione intitolata “Università in crisi: il blocco degli esami“, andata in onda il 4 settembre. Oltre a De Nicolao, sono intervenuti M. Ricciardi, docente Diritto del lavoro, E. Marchetti, Udu, A. Arienzo, docente, P. Fanti, docente e segretario Flc Basilicata.

LINK AL PODCAST DELLA TRASMISSIONE

 

De Nicolao (9′ 52″): AUDIO

[…] Non per niente questo movimento coordinato da Carlo Ferraro si chiama Movimento per la dignità della docenza universitaria. Ecco io credo che sia la molla forte per fare questo sciopero, che è uno sciopero rischioso, perché chiaramente c’è chi ti dice che, tutto sommato, siamo già dei privilegiati, c’è chi vede di cattivo occhio che si chiedano più soldi, ma in realtà noi chiediamo che ci venga tolto il “mutuo perpetuo”, non che ci diano più soldi. Ecco, questi equivoci sono possibili e molti colleghi hanno paura di scioperare per questa ragione.

Però, ci si è decisi a fare questo sciopero, perché è chiaro che è in gioco la dignità  Una categoria che non reagisce a un provvedimento incredibile, come questo del “mutuo perpetuo“, è una categoria che ha perso la propria dignità, cioè che non ha neanche più il coraggio di rivendicare un trattamento uguale alle altre categorie. Vuol dire che ha introiettato quella retorica della colpa su cui si è basata gran parte della demolizione dell’università pubblica.

Dopo di che, sono il primo a ritenere che non ci si dovrebbe fermare. Anzi, sarebbe grave fermarsi qui, perché questo discorso della dignità deve poi andare avanti su tutti gli altri piani. Qui non sono stati colpiti solo gli stipendi dei docenti. È stato colpito un asse portante dell’uguaglianza e della promozione sociale di questo paese. E sicuramente questa è una cosa grave, gravissima, più grave ancora dei nostri stipendi. Però, quando c’è un assalto alla dignità, non puoi difendere la dignità degli altri se non difendi neanche la tua. Ecco, questo è il mio parere.

De Nicolao (49’46”): AUDIO

 

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18 Comments

  1. Johnny mnemonico says:

    In 5 minuti e mezzo De Nicolao nei fatti parla solo del problema degli scatti stipendiali, con un piccolo accenno (criptico), negli ultimi 15 secondi, al problema più generale della perdita di credibilità della docenza universitaria. De Nicolao, picchiatore sì, ma con i deboli.

    • Alberto Baccini says:

      Anche io come Jhonny Mnemonico sono scandalizzato dal comportamento di De Nicolao. Nei 5’30” a sua disposizione avrebbe dovuto parlare anche della questione dei migranti e doveva fare un cenno al campionato di calcio. Aggiungo che di recente ho assistito personalmente ad una scena disgustosa in cui il suddetto De Nicolao prendeva a male parole un bambino ai giardinetti. De Nicolao, picchiatore sì, ma con i deboli.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Nemmeno il minutaggio giusto riescono a riportare i nostri commentatori anonimi: sono due i miei interventi, il primo da 5’49 e il secondo da 4’08:
      _____________
      https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2017/09/DeNicolao1.mov
      https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2017/09/DeNicolao2.mov
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      Io ci metto il nome e cognome e la faccia. Come tutta la redazione, non mi tiro indietro se c’è da criticare il Ministro, la CRUI, l’ANVUR, la Presidenza del consiglio, le maggiori testate nazionali. Tutti soggetti deboli contro i quali la maggior parte dei docenti universitari non esitano a prendere posizione quotidianamente, esponendosi in prima persona. Questo nostro cantare nel coro, in effetti, è da conformisti e da vigliacchi. Che merito c’è a criticare Anvur quando l’agenzia è già nel mirino di tutte le principali società scientifiche disciplinari (che si rifiutano persino di parlare con Graziosi, il quale deve anche far fronte ad obiezioni di massa che lasciano vacanti i posti nei GEV e nei gruppi di lavoro)? Per non dire della CRUI che non perde occasione per marchiare con parole di fuoco i regolamenti e la bibliometria fai-da-te di VQR e ASN. Questi attacchi corali e incessanti verso chi -è palese a tutti- non ha nessun mezzo per far valere le proprie ragioni sono talmente concentrici che stanno per intervenire autorevoli ONG internazionali per esigere una maggior tutela di questi soggetti -istituzionali e non- sottoposti all’offensiva del potente blog Roars che, come peso politico, ha da tempo preso il posto di quello di Beppe Grillo.
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      @Sylos Labini: questa volta astieniti dal rivelare che Johnny mnemonico (come altri) sono dei falsi account che usiamo per mettere la palla sul dischetto per i calci di rigore a porta vuota. Gran parte dei nostri lettori se la sono bevuta e li credono commentatori veri. Acqua in bocca, mi raccomando!

    • Ugo Bruschi says:

      Il piano di De Nicolao è evidente, e solo una categoria ingenua come quella degli universitari (beh, in effetti, se pensiamo a quanto si sono bevuti ultimamente…) non lo ha capito. Prima escogita un metodo per salire le vette degli indici citazioniali. Poi offre sul piatto d’argento la possibilità per il suo ateneo (che già non è messo proprio malaccio) di scalare rapidamente le classifiche – magari riesce a fare un grande balzo in avanti (siete sempre i soliti comunisti) e piombare nella Top 100, così finalmente la stampa italiana è contenta (e se non riesce, ribattezzandosi Almo Ateneo Papiense almeno sale nella sezione “alfabetica”). A questo punto, sarà il Top Scholar di una Top University. Animando un blog molto attivo può fregiarsi da solo del titolo di Top (ça va sans dire) Influencer. Con queste credenziali gli si aprirà davanti, se non sceglie un futuro nel vorticoso mondo dei social media, l’accesso ai piani alti dell’ANVUR.
      Ripendandoci, spero con tutto il cuore che questo sia davvero il piano di De Nicolao. Ahimè, i regimi si rovesciano molto più di frequente dall’interno che con un’insurrezione. Senza contare che per quest’ultima opzione il mondo accademico italiano mi sembra assai poco portato, a giudicare dai fatti di questi ultimi anni.
      Sino a qualche anno fa, ero il classico studioso da archivio e biblioteca. Grazie al lavoro di Roars ho avuto modo di conoscere e capire meglio diverse dinamiche in atto. Credo che quello che Roars ha fatto e sta facendo sia non solo preziosissimo, ma, considerate le dinamiche che spesso caratterizzano il nostro ambiente, una vera fatica di Sisifo. Grazie di cuore!

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Grazie a Bruschi, anche se poteva risparmiarsi di svelare il mio diabolico piano …

  2. ahahah … l’ho visto anche io aggirarsi con uno strano impermeabile tra i cespugli dei giardinetti pubblici 🙂 🙂 🙂

  3. gli anonimi se non offendono nessuno possono esprimere liberamente il loro pensiero. Su Roars mi sembra che sia stato sempre così. Se si offende qualcuno con nome e cognome bisogna metterci anche il proprio di nome.
    A me sembra che l’intervento di De Nicolao è più che apprpriato.
    VIVA ROARS

  4. mi piacerbbe che Ferraro cominciasse a dare qualche numero sull’adesione … in modo che si capisca come sta andando …

  5. Johnny mnemonico says:

    Quando ho letto era stato caricato solo il primo video, vedrò il secondo tempo allora. E comunque non offendo mai nessuno, semmai è accaduto il contrario. Qualche giorno quasi quasi gli faccio una telefonata a Denicolao 😉 (ma prima mi metto il casco).

  6. Johnny mnemonico says:

    Ho potuto ascoltare il secondo audio di De Nicolao, e finalmente ho appreso qualche interesse verso altre rivendicazioni, come ad esempio le barbe maltrattate dei talebani, i nanetti da giardino abbandonati e i babbi natale rampanti rapiti. Buona domenica a tutti!

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Vedo con piacere che Johnny sta assimilando se non le tesi almeno lo stile di Roars. Bisogna stare attenti ad assumere dosi quotidiane di Roars. È come un virus che un poco alla volta ti cambia. Prima impari a fare battute, poi cominci a ragionare sui numeri e poi … poi non si sa dove si va a finire.

  7. … Roars …luogo di perdizione 🙂

  8. Non possiamo difendere la nostra dignità… finchè non cominceremo a chiedere le dimissioni di un ministro simile.
    http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/scoop-o-quasi-la-ministra-fedeli-mi-ritiro-intervista-in-esclusiva.flc
    “Sono sicura che certe matasse solo S. Gennaro potrebbe sbrigliarle.”

  9. Siamo già centinaia dice Ferraro

  10. Fabio Argiolas says:

    Non per vantarmi ma io, a differenza di altri commentatori, ci metto la faccia e il nome e cognome anagrafici.
    Sappiamo tutti quanto stia a cuore, a noi operatori dell’Università (io sono uno studente universitario iscritto in Scienze dei Servizi Giuridici, nell’Ateneo Cagliaritano) e penso che la nostra Costituzione preveda il diritto sacrosanto allo sciopero.
    Io sono uno tra quelli che non riesce a capacitarsi di quanto malessere si è creato, negli anni, a scapito della categoria dei Professori Universitari. Non si deve giocare sulla dignità di una professione bellissima ma, a mio parere, molto svalutata.
    Ha ragione, egregio professore, quando dice che la categoria “che non reagisce a un provvedimento incredibile…..è una categoria che ha perso la propria dignità”.
    Lei, prof. De Nicolao, ha detto bene anche quando riporta, letteralmente, “Non sono stati colpiti solo gli stipendi dei docenti. È stato colpito un asse portante dell’uguaglianza e della promozione sociale di questo paese. E sicuramente questa è una cosa grave”
    La dignità non deve essere mai toccata.
    Fabio Argiolas
    studente universitario – Università di Cagliari

  11. Pingback: «Non puoi difendere la dignità degli altri se non difendi nemmeno la tua» – ROARS.it | Fabio Argiolas

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