Secondo il Dipartimento di Ingegneria Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Napoli Federico II, il libro di  Viesti Università in declino, ha messo con chiarezza in evidenza i danni determinati dalle politiche governative al sistema universitario nel suo complesso dal 2007 ad oggi.  Il Dipartimento chiede al Rettore di dare riconoscimento politico alle azioni #stopvqr, evidenziando le modalità e la reale entità con cui si è manifestata nell’Ateneo la protesta, e di unirsi alla richiesta di altre sedi di sospendere il processo della VQR fino a quando non sarà risolto il nodo del riconoscimento giuridico del quinquennio 2011-15.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L’analisi pubblicata nel saggio di G. Viesti (“Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud“ Donzelli Editore, 2016) ha messo con chiarezza in evidenza i danni determinati dalle politiche governative al sistema universitario nel suo complesso dal 2007 ad oggi.

Si segnala, in particolare,

  • la preoccupante riduzione, dal 2007, del 20% dei finanziamenti per le Università a fronte di un incremento del finanziamento in altri Paesi Europei (Francia + 3.9%, Germania +23%);
  • la riduzione degli stanziamenti per diritto allo studio che ha visto nell’anno accademico 2014/15 il 25,1% degli studenti non ricevere la borsa di studio, cui pure avevano diritto, con punte del 47,6% al sud ed, in particolare, del 61,5% nelle isole;
  • la discriminazione operata nei confronti dei soli Docenti Universitari che hanno visto, essi soli, prolungato il blocco degli stipendi nel 2015, ed annullato il riconoscimento giuridico dell’anzianità maturata nel quinquennio 2011-2015.

In questo contesto, il DIETI ha recentemente condiviso all’unanimità (mozione del 26 Ottobre 2015) l’azione “No-VQR” volta alla difesa della dignità della Docenza Universitaria, appoggiando un’iniziativa nazionale, sostenuta da 23500 adesioni, che desse rilievo a questo evidente stato di disagio, senza penalizzare direttamente gli studenti.

A questa protesta, che ha avuto ampia risonanza e partecipazione a livello nazionale, va dato il giusto “riconoscimento politico, per avere evidenziato le criticità del sistema ed aver contribuito a portare i problemi del sistema universitario al centro di un dibattito pubblico finalmente alto e partecipato”, come sottolineato dal Rettore e dal Senato Accademico dell’Università di Salerno.

Si prende atto che il finanziamento ordinario delle Università non include attualmente (ovviamente) quanto necessario alla copertura economica associata al riconoscimento giuridico dell’anzianità maturata dai Docenti nel quinquennio 2011-2015. Esso beneficia pertanto, in parte forse trascurabile nei valori assoluti, ma significativa negli incrementi, di un irrituale co-finanziamento individuale (o prelievo forzoso) richiesto ai soli addetti ai lavori.

Sarebbe opportuno che, finalmente, il Ministro spiegasse:

  • perché si è consolidata una incomprensibile discriminazione nei soli confronti della docenza universitaria, a differenza di tutti gli altri dipendenti pubblici non contrattualizzati, per i quali il blocco o non è mai esistito o è stato applicato per il solo quadriennio 2011-2014 e comunque con il relativo riconoscimento giuridico;
  • perché questa penalizzazione è particolarmente violenta nei confronti dei più giovani tra i docenti, ed è pertanto inversamente proporzionale al reddito percepito;
  • perché anche la sollecitazione al Ministro del Presidente della Repubblica, in considerazione di una esplicita richiesta a lui indirizzata, non abbia ancora avuto pubblica risposta;
  • quali siano le considerazioni che abbiano costretto lo Stato a violare in modo così palese i principi primi di equità e di uguaglianza.

Il Dipartimento, in sintesi, evidenzia

  • la profonda crisi del Sistema Universitario, conseguente al blocco del turnover ed ai rilevanti tagli al finanziamento ordinario, determinati da esplicite scelte politiche degli ultimi dieci anni;
  • la discriminazione operata nei confronti dei soli Docenti Universitari;
  • il merito del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria per aver evidenziato tali criticità, riuscendo a portarle al centro dell’attenzione del dibattito universitario.

Il Dipartimento chiede, pertanto:

  • al Ministro di voler finalmente dare una risposta alle domande precedenti ed al Rettore ed al Senato Accademico di voler dare forza a tale richiesta;
  • al Rettore ed al Senato Accademico di voler dare riconoscimento politico alle azioni intraprese da Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, evidenziando, anche all’esterno dell’Ateneo, con chiarezza, le modalità e la reale entità con cui si è manifestata nell’Ateneo la protesta “No-VQR”;
  • al Rettore ed al Senato Accademico di unirsi alla richiesta, già avanzata da altre sedi e dal Movimento stesso nel documento a firma di circa 500 Docenti consegnatogli in occasione della “primavera dell’Università”, di sospendere il processo della VQR fino a quando non sarà risolto il nodo del riconoscimento giuridico del quinquennio 2011-15.

Qualora dal Governo non venga data risposta seria e concreta alla inaccettabile discriminazione già evidenziata ed alle ormai evidenti criticità del Sistema Universitario, il Dipartimento è pronto a porre in essere altre azioni di protesta a difesa della Dignità della Docenza Universitaria.

Mozione approvata il 5.5.2016.

 

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