Segnaliamo la mozione relativa al reclutamento per “chiamata diretta”, un fenomeno le cui dimensioni sono in costante crescita.

 

 

Oggetto:

MOZIONE SUL RECLUTAMENTO MEDIANTE“CHIAMATA DIRETTA”: DIMENSIONE, CARATTERI E IMPATTO. PER UNA RINNOVATA RICHIESTA DI REVISIONE DELLA NORMATIVA.

Adunanza del 26/9/2012

IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE in ragione della competenza che la legge (art.1, co. 9, l. 4 novembre 2005, n. 230 e succ. mod.) gli attribuisce in merito alla nomina delle Commissioni incaricate di esprimere parere sulle proposte di “chiamata diretta”, vista la propria mozione del 25 gennaio 2012, con la quale sono stati rilevati i principali profili problematici, di natura sia procedimentale sia sostanziale, correlati all’applicazione dell’istituto e in gran parte dipendenti da ambiguità e da laconicità dell’attuale normativa, visti il perdurare, il consolidarsi e a certi effetti l’amplificarsi delle criticità proposte dalla gestione dello stesso, anche a causa dei mancati interventi legislativi e amministrativi, correttivi o integrativi, già richiesti da questo Consesso, vista l’estensione che va conoscendo il ricorso a questo istituto, nelle more dell’avvio delle procedure ordinate alle abilitazioni scientifiche nazionali e ai successivi reclutamenti, nell’intento di favorire una migliore e più completa percezione e valutazione della dimensione e dei caratteri assunti da questa peculiare forma di reclutamento del personale docente e ricercatore:

EVIDENZIA Che nell’anno 2011 sono pervenute a questo Consesso oltre 100 (cento) proposte di chiamata diretta, così articolabili sotto il profilo tipologico e dei titoli posti a fondamento delle stesse: oltre il 50% di proposte di chiamata di studiosi impegnati all’estero; oltre il 20% di proposte di chiamata per vincitori di progetti FIRB; circa il 15% di proposte di chiamata di vincitori di progetti europei; e circa il 15 % di proposte di chiamata per beneficiari dei programmi di rientro dei cervelli. Oltre il 10% delle richieste era relativo a posti di prima fascia, circa il 45% era relativo a posti di seconda fascia, mentre il restante 45% era relativo a posti di ricercatore a tempo determinato di tipologia A e B. Che nell’anno 2012, sino ad ora, sono pervenute a questo Consesso circa 70 (settanta) proposte di chiamata diretta, così articolabili sotto il profilo tipologico e dei titoli posti a fondamento delle stesse: oltre il 50% di proposte di chiamata di studiosi impegnati all’estero; meno del 10% di proposte di chiamata per vincitori di progetti FIRB; circa il 25% di proposte di chiamata di vincitori di progetti europei; circa il 15% di proposte di chiamata per beneficiari dei programmi di rientro dei cervelli. Circa il 25% delle richieste era relativo a posti di prima fascia, oltre il 60% era relativo a posti di seconda fascia, e oltre il 10% era relativo a posti di ricercatore a tempo determinato di tipologia A e B.

SEGNALA a) Le perduranti ambiguità e incertezze connesse all’omessa determinazione di quali siano le competenze spettanti a questo Consesso, con particolare riferimento al suo potere/dovere di effettuare una valutazione istruttoria delle proposte trasmesse dall’Amministrazione ministeriale; b) Le perduranti ambiguità e incertezze connesse alla mancata definizione di quali siano gli organi di Ateneo competenti a intervenire e quali le procedure che essi devono seguire per il perfezionamento, anche in termini di ricevibilità, delle proposte; c) Le perduranti ambiguità e incertezze connesse al mancato chiarimento dei criteri e dei parametri ai quali devono attenersi le Commissioni con particolare riguardo alla valutazione del profilo scientifico dello studioso sottoposto a giudizio, anche in relazione a quanto previsto negli articoli 16, 18 e 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240; d) Le perduranti ambiguità e incertezze interpretative che, in ragione della lettera delle norme, riguardano la stessa identificazione dei presupposti legittimanti. Tra queste si segnala il riconoscimento delle equivalenze fra i ruoli e le posizioni di ricerca e accademiche richieste, molte delle quali non coincidenti, nelle more dei previsti e periodici aggiornamenti, con quelle contemplate dall’attuale normativa (DM 236/2011).Tale problema si pone in modo particolare in relazione all’equipollenza tra posizioni a tempo determinato, a causa dell’eterogeneità che le connota all’interno dei diversi sistemi di formazione superiore; e) Le perduranti e conseguenti criticità nell’applicazione dell’istituto già evidenziate, per casi e a titolo esemplificativo, nella mozione del 25 gennaio 2012 e che qui si riportano in nota.1

SEGNALA INOLTRE Le nuove criticità connesse alla mancata immissione nei ruoli dei “chiamati”, avvalendosi delle risorse previste a tal fine dal decreto di ripartizione del FFO 2011, e la conseguente reiterazione di richieste di nomina delle Commissioni per il rinnovo dei procedimenti di chiamata. La necessità di precisare, tramite comunicazione formale resa agli Atenei, la possibilità dell’immediata immissione nei ruoli, su fondi propri dei singoli Atenei, di coloro che abbiano ricevuto parere favorevole alla chiamata diretta, in assenza o previa rinuncia alla richiesta di cofinanziamento sui fondi previsti dal decreto FFO 2011.

RICORDA Che questo Consesso, a fronte delle incertezze sostanziali e procedimentali che concernono gli stessi presupposti legittimanti l’applicazione dell’istituto della chiamata diretta, e non disponendo, da parte di questo Ministero, di indicazioni interpretative in merito a quali siano le competenze istruttorie di cui dispone, ha con mozione del 25 gennaio 2012 deliberato di uniformarsi alla lettera della legge, procedendo alla nomina delle Commissioni “CON RISERVA” per le fattispecie che presentano elementi di incertezza. Che i rilievi e le perplessità sono stati oggetto di motivazione espressa e rese contestualmente all’atto di nomina delle Commissioni. Che le Commissioni nominate “con riserva” sono state 27 per l’anno 2011 e, al momento, 12 per l’anno 2012.

RILEVA La numerosità delle proposte di chiamata diretta e, a quanto consta, i riscontri positivi ad esse assicurate dalle Commissioni, sulla base dei soli elementi disponibili per una valutazione di merito, senza che sia stata apparentemente effettuata, né da parte delle Commissioni stesse, né da parte di altri soggetti istituzionali, una valutazione dei rilievi sollevati, in termini di ammissibilità, da questo Consesso. La necessità che il legislatore assicuri, con proprio intervento, un coordinamento sostanziale tra la vigente disciplina in materia di chiamata diretta e quanto attualmente disposto dall’art.18, comma 1, lett. a) della l. 30 dicembre 2010, n.240, in cui già si prevede che “gli studiosi stabilmente impegnati all’estero in attività di ricerca o insegnamento a livello universitario in posizioni di livello pari a quello oggetto del bando” siano legittimati a partecipare al procedimento ordinario per l’immissione nei ruoli da parte delle Università.

RINNOVA LA RICHIESTA Affinché la normativa connessa al reclutamento mediante chiamata diretta sia riformulata in termini atti a definire le competenze dei diversi soggetti coinvolti nel procedimento, oltre che a salvaguardare la valenza eccezionale e accessoria che il legislatore ha inteso assicurare all’istituto, sin dal momento della sua prima introduzione, così da non trasformarla in modalità sostitutiva di reclutamento, idonea a concretare una “via di fuga” dalle procedure ordinarie previste dalle leggi.

IL PRESIDENTE (Firmato Lenzi)

[1]-Fattispecie in cui il programma di ricerca indicato non è chiaramente riconducibile a quelli previsti dal decreto 1 luglio 2011;

– fattispecie in cui il programma di ricerca è compreso nel decreto 1 luglio 2011, ma non lo è il ruolo dello studioso in quel particolare programma;

– fattispecie in cui non risulta possibile identificare con certezza a quale programma di ricerca si riferisca la domanda, né verificare se i programmi di ricerca in questione hanno avuto durata almeno triennale, se siano effettivamente conclusi da non più di tre anni o abbiano già superato almeno una prima valutazione intermedia, come richiesto nel decreto 1 luglio 2011 (tranne che per i “programmi di grande rilevanza”);

– fattispecie in cui la chiamata proposta presuppone il giudizio di “programma di grande rilevanza” senza indicazione alcuna, nella domanda, degli elementi su cui potrebbe basarsi tale giudizio;

– fattispecie in cui la chiamata si configura come progressione di carriera di personale docente che è già nei ruoli dell’Università

– fattispecie in cui la chiamata non è volta a modificare il ruolo del docente ma al suo trasferimento ad altro Ateneo (anche modificandone il SSD di inquadramento) presupponendo quindi una sua nuova valutazione in riferimento a un ruolo nel quale è immesso;

– fattispecie delle cd. chiamate dirette di ricercatori a tempo determinato, vincitori dei programmi di ricerca FIRB “Futuro in Ricerca”, coordinatori di progetto o responsabili di unità di ricerca. L’attuale Bando 2012 e il collegato regolamento attuativo prevedono, infatti, che i vincitori di un progetto “Futuro in Ricerca”, coordinatori di progetto o responsabili di unità di ricerca, possano essere immessi con “chiamata diretta” delle Università nel ruolo di ricercatore a tempo determinato, sia pure con fondi esplicitamente previsti a tal fine dal progetto di ricerca, risultando così sottoposti a una duplice valutazione della quale è dubbia la necessità e l’opportunità.

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5 Commenti

    • è spesso stato così in passato! Non sempre, ma spesso. con Cervelli rientrati e non messi in condizione di lavorare, alti Cervelli fintamente rientrati, che vengono a fare 2 lezioni in croce e altre volte rientrati per mettersi in quiescenza pagata da noi.
      Un fallimento!

  1. Leggendo la mozione Cun trovo tra gli altri fiori di questo giardino aulentissimo:
    “chiamate dirette di ricercatori a tempo determinato, vincitori dei programmi di ricerca FIRB “Futuro in Ricerca”, coordinatori di progetto o responsabili di unità di ricerca”
    No amici miei non è un film dell’orrore, è la dura realtà.
    Spero che non legga questo passo un “giovane” collega quarantenne di altro ssd, da me seguito nei suoi studi, che ha vinto da pochi mesi un concorso di ricercatore (senza essere stato ancora chiamato) con 3 monografie e circa 20 articoli, parte di questi pubblicati si riviste Int1 e Int2….
    Che potrei dirgli?
    Aspetta fino a 50 anni. Smaltiti i vincitori dei programmi di ricerca FIRB, verrà sicuramente il tuo turno.

    ps. mi risultà però un’interrogazione parlamentare sul problema sollevato dal Cun

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