Segnaliamo la mozione CUN in tema di accreditamento dei dottorati.

Il Consiglio Universitario Nazionale

VISTO il D.M.  8 Febbraio 2013, n. 45 “Regolamento recante modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per l’istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati”;

vista la Relazione conclusiva della commissione di studio, istituita con D.M. 3 luglio 2013, n. 596, “per elaborare proposte operative in materia di dottorato di ricerca”;

richiamati i propri documenti sul dottorato di ricerca approvati nelle sedute del 5 ottobre 2011 e del 19 dicembre 2012;

presa visione del documento “L’accreditamento dei corsi di dottorato” approvato dal Consiglio Direttivo dell’ANVUR il 18 Dicembre 2013,

pur esprimendo apprezzamento per il dichiarato intendimento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca di sottoporre il documento al vaglio della comunità scientifica, sollecitandone pareri, riflessioni e critiche e  pur riconoscendo che il documento proposto dall’ANVUR è una diretta conseguenza del  D.M. n. 45/2013, osserva che esso contribuisce ad accrescere il già pesante apparato normativo, aggiungendo vincoli e traducendo i criteri in una serie di indicatori numerici e di soglie da superare.

Il Consiglio Universitario Nazionale ribadisce le critiche più volte espresse al D.M. n. 45/2013, rilevandone il carattere eccessivamente prescrittivo, e soprattutto l’enfasi posta sull’ autorizzazione ex ante a scapito di un processo di valutazione ex post, di certo più condivisibile e più efficace.

Pur senza entrare in un’analisi di dettaglio del documento ANVUR, questo Consesso non può fare a meno di esprimere la sua forte preoccupazione e contrarietà su due punti cruciali che, pur non esaurendo l’insieme delle criticità rilevabili, meritano una peculiare considerazione:

  1. la riduzione delle tematiche di ogni corso di dottorato entro i limiti di un macrosettore concorsuale; questa scelta sarebbe in molti casi impraticabile, oltre che contraria alle consuetudini internazionali e la sua effettiva applicazione al sistema universitario italiano comporterebbe il concreto rischio di una caduta dell’offerta nazionale di formazione superiore di terzo livello;
  2. l’uso improprio dei risultati della VQR nella valutazione del possesso di documentati risultati di ricerca da parte dei membri del collegio.

Il Consiglio Universitario Nazionale ha quindi preso atto con soddisfazione dell’intenzione ripetutamente espressa dal Sig. Ministro di dedicare al dottorato di ricerca una disciplina rigorosa ma snella, rispettosa dell’autonomia universitaria e in linea con le migliori tradizioni internazionali.

Questa intenzione si è concretizzata nell’istituzione di un’apposita commissione di studio  incaricata di elaborare proposte operative in materia di dottorato di ricerca. Gli intendimenti più volte dichiarati dal Sig. Ministro e i risultati dei lavori della commissione, nelle cui linee generali il CUN si riconosce, sembrano in effetti andare in direzione diversa rispetto a quella delineata dal D.M. n.45/2013 e dal documento ANVUR.

Il Consiglio Universitario Nazionale pertanto, nell’imminenza dell’avvio delle procedure per l’accreditamento dei corsi di dottorato del XXX ciclo, sottolinea l’inopportunità di formulare oggi indicazioni che rischiano di condizionare da subito le proposte degli Atenei, orientandole verso soluzioni in realtà spesso non condivisibili, e di creare quindi una sorta di “fatto compiuto” difficilmente reversibile in seguito.

Ritiene invece importante che lo schema valutativo, soprattutto se finalizzato a una procedura autorizzativa, sia quanto prima allineato alle future linee guida che il Ministero, unica sede  di indirizzo  politico per il sistema universitario, sicuramente non mancherà di emanare nel momento in cui si darà seguito all’auspicata revisione del D.M. n.45/2013.

 

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