Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

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3311 Commenti

  1. La lettura dei titoli e pubblicazioni non si effettua solo tramite rete, i pdf possono essere stampati. In effetti non c’è l’obbligo di seguire una qualche procedura. Ad esempio i file pdf potrebbero essere stati scaricati da un solo commissario che poi li ha “passati” agli altri o stampati. Posto che le regole dei lavori delle commissioni sono stabile nel dm 76 che nulla dice al riguardo, non credo che si possa pretendere un formalismo non previsto da alcuna norma e regolamento. D’altro canto, il fatto che si sia scaricato un pdf non implica che esso sia stato letto nè che venga valutato attentamente o che la pubblicazione sia addirittura capita… Solo nel giudizio collegiale occorreva invece procedere ad una valutazione analitica dei titoli e pubblicazioni. Non c’è nessuno standard per i giudizi individuali. Mi sembra cmq un problema limitato rispetto ad altre lacune della procedura già evidenziate anche in fase giurisprudenziale e nel dibattito.

    • @ dragmetoanvur
      L’invio cartaceo dei titoli e delle pubblicazioni alle commissioni non è proprio contemplato dal bando. Mi immagino le Università sedi delle procedure ASN sommerse da migliaia di plichi ciascuno contenente decine di pubblicazioni. Semplicemente ridicolo :)))
      Circa l’accesso ai CV e alle pubblicazioni in PDF da parte di un solo membro della commissione che poi avrebbe inviato copia a tutti gli altri, supposto che sia ammissibile per legge (chi mi garantisce che i documenti siano arrivati tutti e tutti integri dal commissario volenteroso agli altri della commissione?), deve risultare nel tracciamento eseguito dal sistema, perchè la procedura è telematica.

      Se è vero che “il fatto che si sia scaricato un pdf non implica che esso sia stato letto nè che venga valutato attentamente o che la pubblicazione sia addirittura capita”, è altrettanto vero che se un pdf non è stato scaricato allora non poteva essere nè letto nè tantomeno capito e valutato, a meno di poteri magici posseduti dai commissari.

    • Che qualcosa non sia contemplato dal bando non significa che sia vietata. Mi limito a osservare che ad esempio nel mio settore molti hanno inviato le pubblicazioni per carta, come si faceva un tempo, oltre ovviamente a compilare la domanda online. Non mi pare che ci sia nulla di strano. Anche nei vecchi concorsi non era previsto inviare copia a tutti i commissari, ma di solito si faceva.

    • Giustissimo potrebbero aver fatto quello che volevano e anche scambiarsi di tutto pareri compresi.
      Il tutto però deve essere riportato nei verbali.
      Io non ho mai letto di nessun commissario che si è preso la briga di scaricare tutti i DOC concorsuali e di averli consegnati agli altri membri della commissione.
      La mancata verbalizzazione delle procedure eseguite e di per se un errore.
      Meditate gente meditate

  2. @dragmetoanvur
    Non posso credere a quanto scrivi “Mi risulta poi che alcuni candidati hanno inviato pubblicazioni e titoli alle Commissioni per posta, per agevolare la lettura, dicono”
    … la procedura è esclusivamente telematica, pena l’esclusione (art.2 DD 222/2012) …

    • la procedura è telematica, ma i candidati sono liberi di inviare ai commissari copia cartacea delle pubblicazioni, cosa che effettivamente molti hanno fatto.

    • @Antonio Banfi
      Molti non significa niente, nè in termini quantitativi (quanti? in quali SC? lei ne ha contezza per caso?) nè in termini di valenza giuridica.
      Dove sarebbero stati recapitati i “molti” plichi? A casa dei commissari? Nel loro ufficio personale? Nelle sedi delle procedure? E in quali scaffali sarebbero stati riposti i plichi? Pensiamo ai SC con centinaia di candidati, centinaia di plichi, ciascuno con decine di pubblicazioni, ciascuna con decine se non centinaia di pagine. Io lo trovo surreale.

    • Non intendo contestare la legittimità della procedura “cartacea” (non ho elementi concreti per farlo), però capisco coloro che, a tal riguardo, hanno avanzato dei dubbi.

      La possibilità di inviare i plichi delle pubblicazioni ai singoli Commissari, ai tempi dei vecchi concorsi, era una “facoltà” espressamente assegnata ai candidati da un apposito articolo del bando. Ciò non è avvenuto, invece, per l’ASN, che prevedeva una procedura esclusivamente telematica.

      D’altra parte, nel decreto di nomina, non sono stati pubblicati gli indirizzi postali completi dei Commissari, e quindi, chi ha deciso di avvalersi di quella “facoltà” ha dovuto procurarseli da sé. Ha dunque intrapreso un’iniziativa di carattere strettamente personale, che in quanto tale, pur se lecita, non avrebbe dovuto interferire con le procedure ufficiali, né, tanto meno, sostituirsi ad esse.

      Comunque, credo che qualora un’intera Commissione fosse chiamata a rispondere del fatto di non aver nemmeno aperto i file delle pubblicazioni presenti sulla piattaforma predisposta dal MIUR, non potrebbe semplicemente giustificarsi dichiarando di aver consultato i plichi ricevuti per posta. Infatti, in tal caso, avrebbe dovuto perlomeno accertare la conformità tra le pubblicazioni cartacee e quelle digitali caricate in rete dai candidati al momento della presentazione della domanda.

      Sto parlando di cavilli, lo so. Ma certe volte la forma, nella pratica, conta (purtroppo) molto più che la sostanza.

    • Volevo solo dire che se i commissari hanno letto le pubblicazioni su carta perchè le avevano a disposizione e non hanno scaricato i pdf ciò non significa di per sè che non le abbiano valutate adeguatamente. Nelle comunità accademiche i libri e gli articoli circolano, anche da prima delle procedure ASN, e non è improbabile che alcuni testi fossero a disposizione dei commissari, già da tempo. Inoltre molti studi scientifici dimostrano che si comprende di più se si legge su carta invece che da computer o tablet, si veda ad esempio “Le scienze dicembre 2013”
      http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2013/12/31/news/carta_contro_pixel-1940937/
      Dunque, a rigor di logica, per garantire il massimo dell’attenzione dei commissari la “scienza” suggerisce che sarebbe auspicabile che i commissari abbiano almeno stampato i volumi o gli articoli, ma temo che questo sia stato molto difficile.
      Si potrebbe finanche aprire un nuovo punto di discussione: oltre al numero elevato di pubblicazioni, non è che anche il fatto di renderle disponibili solo on line potrebbe generare il rischio di una meno profonda attività di lettura e valutazione delle stesse?

    • Ma ovviamente, ripeto, è quello che si è sempre fatto con i vecchi concorsi che prevedevano solo 1 plico consegnato alla sede, poi i candidati mandavano loro sponte copia dello stesso anche ai commissari, facendo pacchi di fotocopie e spendendo un bel po’ di soldini in posta. C’è chi lo fa ancora almeno nei settori umanistici.

    • E’ chiaro che la documentazione ufficiale è solo quella online e dunque va sempre verificata la corrispondenza. Immagino (spero) che ogni commissario minimamente esperto l’abbia fatto.

  3. Nell’area 12 e’ “tradizione” che si mandino i plichi con la copia delle pubblicazioni. Quelli che conosco lo hanno fatto. Non credo proprio che i commissari, avendo copia cartacea, abbiano scaricato o stampato i PDF.

  4. Penso che se si vogliono far valere i propri diritti, che si ritiene non siano stati rispettati, bisogna dimostrare che la Commissione non ha rispettato le leggi e le regole definite da DPR 222, dal DM 76 e dal bando. Non mi sembra vantaggioso “immaginare” procedure di verbalizzazione che non sono disciplinate da atti formali. Una commissione che ha operato bene lo ha fatto se ha operato innanzitutto in legittimità, vale a dire in conformità alle norme. Nessuna norma impone che ogni commissario scarichi o apra dal sito i pdf. La norma impone che i commissari nel giudizio collegiale facciano una valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni. Possiamo ritenere superficiale tale disposizione e possiamo anche immaginare che sarebbe stato meglio se le sedute dei commissari fossero state videoregistrate o trasmesse in diretta streaming… ma la legge non lo richiede e dunque inutile ricriminare.

    • “Nessuna norma impone che ogni commissario scarichi o apra dal sito i pdf.”

      Certo, però bisogna che almeno UN membro della Commissione lo faccia. Altrimenti è chiaro che la prevista valutazione dei titoli e delle pubblicazioni (che, per la legge, sono solo quelli caricati sulla piattaforma informatica) non è avvenuta, almeno non sulla base dei dati contenuti nella domanda. Teniamo presente che, in alcuni casi, i giudizi espressi dai Commissari sono così concisi e generici (e privi di riferimenti precisi a pubblicazioni e CV) da non poter essere usati per dimostrare il contrario.

      Il discorso, è vero, si fa sempre più contorto ed astratto. Viene da dubitare che ci sia effettivamente una Commissione a cui si possa applicare quanto ho ipotizzato sopra. Però, chissà …

    • non facciamo filosofia…
      la domanda che è stata posta al MIUR è: avete registrato i dati di accesso dei commissari ai titoli e alle pubblicazioni dei candidati, se si chiedo di vedere i miei dati di accesso telematico dei commissari???
      la risposta che ho ricevuto è molto evasiva: il ministero non è tenuto a elaborare dati per inviarli come accesso… ma la risposta se sono stati registrarti questi dati di accesso non è mai sta data…
      verremo nei ricorsi…
      paziente gente pazientate…..

    • testo dal miur…
      omissis..
      Per quanto riguarda la richiesta di accesso avente oggetto i tabulati degli accessi telematici alle pubblicazioni e le informazioni sulla connessione telematica delle riunioni, si fa presente che, ai senti dell’art. 2 , comma 2, del DPR n.184/2006, “il diritto di accesso si esercita con riferimento ai documenti amministrativi materialmente esistenti al momento della richiesta e detenuti alla stessa data da una pubblica amministrazione, di cui all’art. 22, comma 1, lett. e), della legge 241/90, nei confrontai dell’autorità competetente a formare l’atto conclusivo o a detenerlo stabilmente. La pubblica amministrazione non è tenuta ad elaborare dati in suo possesso al fine di soddisfarei le richieste di accesso.”.
      omissis…

    • @dragmetoanvur
      A me il Ministero non si è degnato nemmeno di dare la risposta che ha dato a te. Semplicemente un silenzio tombale.

      @hikikomori
      Nom mi sembra affatto un cavillo il fatto che non vi sia certezza che le commissioni abbiano scaricato e visionato le pubblicazioni e i titoli dei candidati. Era ciò che dovevano valutare, e non i nomi e cognomi dei candidati, e il loro albero genealogico.

      @irnerio e @antonio banfi
      Quello che era l’uso e la facoltà prevista da bando per i “vecchi concorsi” (a parte che l’ASN non è una procedura che può ad essi essere paragonata) oltre a non essere prevista dal bando, è, come ho già avuto modo di scrivere, semplicemente impraticabile nel caso dell’ASN. Ma immaginate le centinaia di plichi (I e II fascia) che ogni commissario avrebbe ricevuto e gestito? Sarebbero serviti dei locali appositi solo per ospitarli…

    • @dragmetoanvur
      “Nessuna norma impone che ogni commissario scarichi o apra dal sito i pdf.”

      Art. 8 comma 2 del DPR 14 settembre 2011 , n. 222: “Lavori delle Commissioni: … le commissioni accedono per via telematica alla lista delle domande, all’elenco dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche, nonche’ alla relativa documentazione, presentati ai sensi dell’articolo 3, comma 5. Per garantire la riservatezza dei dati l’accesso avviene tramite codici di accesso attribuiti e comunicati dal Ministero a ciascuno dei commissari.”

      Quindi la norma che prescrive che l’accesso alle domande e alla documentazione associata deve avvenire per via telematica e con username e password assegnate a ciascun commissario c’è e come. E se le commissioni non lo hanno fatto, non potendo valutare altra documentazione che quella in piattaforma Cineca, hanno contravenuto alla legge, oltre ad aver commesso un falso avendo espresso giudizi sulla base di non si sa quali documenti.

  5. @hoffman
    Secondo me le conclusioni che si esplicitano nel post sono troppo deduttive. Seguendo questo ragionamento la norma allora avrebbe dovuto indicare quanto tempo ci DEVE mettere un commissario per leggere una pagina. Nei fatti la norma non obbliga neanche a leggere… definisce solo come le commissioni entrino nella disponibilità dei titoli e pubblicazioni, ovviamente differenziando la procedura rispetto a quella dei concorsi tradizionali. Ripeto, una interpretazione così rigida mi sembra non porti da nessuna parte. Meglio capire se la commissione ha espresso una valutazione analitica. Il “come” sia arrivata a tale valutazione secondo me non è oggetto di regolazione e rientra nella sfera discrezionale che il TAR continua a riconoscere alla commissione. Cmq, vedremo dalle prossime ordinanze e sentenze Tar e Consiglio di Stato.

    • @dragmetoanvur
      Il problema è che mentre il fatto che una valutazione sia analitica o meno è soggettivo o comunque soggetto a interpretazione (a mio avviso molte commissioni non hanno formulato giudizi analitici come richiedeva la legge, e il TAR e il Consiglio di Stato in alcune ordinanze mi sembra si sia già espresso in tal senso), l’aver acceduto ai titoli e alle pubblicazioni di ciascun candidato, condizione necessaria (benchè non suffuciente) alla valutazione degli stessi, è un fatto oggettivo, che risulta appunto dai dati di tracciamento del sistema informatico.

  6. Che l’accesso alle pubblicazioni dei candidati possa avvenire solo per via telematica è un principio ricavabile da molteplici disposizioni del bando e del dpr 222/2011.
    Ho letto a proposito di “tradizioni” secondo le quali i candidati nei concorsi dell’area 12 avrebbero inviato le pubblicazioni in via cartacea ai commissari.
    Tale prassi credo sia illegittima ai sensi dell’art. 2 del bando che prevede come “La domanda di partecipazione alla procedura di cui all’articolo 1, A PENA DI ESCLUSIONE, è presentata, a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, entro e non oltre le ore 17.00 (ora italiana) del 20 novembre 2012, mediante la procedura
    telematica validata dal comitato tecnico ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del DPR n. 222 del
    2011, accessibile dal sito del Ministero – sezione “Università” (http://www.istruzione.it/web/universita/home) – o direttamente all’indirizzo http://abilitazione.miur.it.”
    L’impianto normativo prevede una piattaforma telematica anche al fine di evitare contatti personali tra commissari e candidati e comunque quella di inviare in via personale le pubblicazioni ai commissari di concorso non è certamente una prassi esemplare per correttezza ed equità. Ma tant’è…siamo in Italia!
    Chi ha inviato pubblicazioni cartacee ai commissari al di fuori dalla chiara procedura prevista dalle norme dovrebbe essere escluso dal concorso.

    • @ sed
      Concordo che l’invio cartaceo delle pubblicazioni possa configurarsi come un eccesso di zelo, ma da qui ad affermare che chi lo ha fatto andrebbe addirittura escluso ce ne corre…
      L’art 2 citato non dice assolutamente nulla in proposito, limitandosi ad affermare che la domanda, pena esclusione, andava registrata tramite il form telematico: ed è quello che tutti i candidati hanno fatto, inclusi ovviamente gli zelanti di cui sopra.
      Più in generale, la polemica circa la registrazione del download dei titoli da parte dei commissari mi pare, come già ha scritto dragmetoanvur, abbastanza tirata per i capelli; e mi pare irrealistico che un qualsiasi tribunale possa accettare questo come motivo plausibile di un ricorso. Ma come hai già scritto, siamo in Italia: dunque non mi stupirò più di tanto se dovesse accadere.

    • Non c’è niente di peggio del giurista amatoriale. La domanda è ovviamente presentata in modo telematico così come anche i titoli. Detto questo nulla, ma proprio nulla vieta di inviarli anche (ANCHE) in cartaceo. Quanto ai contatti personali, la prossima volta abiliteremo i marziani. Oppure abiliteremo in biologia i giuristi e i biologi in diritto così siamo sicuri che non si conoscano.
      Oppure faremo l’abilitazione a sorteggio. Oppure, meglio ancora, chiuderemo le università italiane, così non si porrà proprio il problema.

    • No, semplicemente occorre verificare quali commissioni hanno (almeno) acceduto e visionato tutte le pubblicazioni di tutti i loro candidati e far decadere le altre (oltre a perseguirle secondo legge) e con esse invalidare tutti i giudizi che queste hanno emesso.

    • Magari la documentazione relativa agli accessi ai cv e pubblicazioni non servono per i ricorsi al TAR, ma potrebbero essere utili per i procedimenti penali che spero affiancheranno i ricorsi amministrativi. Mi auguro ci sia qualche giovane magistrato, che non frequenta i salotti buoni della società e che legge roars, che abbia voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe!

  7. @alessandro bellavista
    queste risposte “secche” lasciano perplessi. Non mi pareva che lo spirito di questo post fosse quello di trovare delle maestrine dalla penna rossa pronte a bacchettare, con sarcasmo,le manine incerte di chi chiede aiuto e, che magari occupandosi di ambiti disciplinari lontani da quello legislativo prova a riportare un discorso logico e razionale laddove ci pare di capire non esista. Roars è nato attorno a fondamentali problemi legati alla ricerca, all’università e alle problematiche ad essi connessi, ma credo sia innegabile l’enorme diffusione in relazione al fatto che si sia posto come l’unico luogo di discussione e trasparenza entro la procedura dell’asn.
    Trovo un peccato, adesso; stoppare, ridicolizzare e “guardare” dall’alto” (o darne tanto l’impressione) il commento di chi trova, fra le conoscenze di cui dispone, una soluzione a dei problemi, che spesso neanche riesce a focalizzare appieno.
    Roars per molti aveva significato anche questo, un luogo di “comprensione” e “condivisione” e non è poco.
    E mentre Antonio Banfi articola un discorso dopo la sua affermazione sul “giurista amatoriale”, peraltro probabilmente tirata per i capelli da una serie di commenti, lei non sente il bisogno di spiegare, ma coglie solo l’attimo per l’inciso. Peccato.

    • Il mio commento non voleva essere offensivo. Vorrei però spiegare il tono un po’ secco. Diciamo che lascia perplessi vedere come, dopo un lungo periodo in cui da queste pagine si è criticata la procedura ASN per le sue fragilità strutturali, nel silenzio se non nell’ostilità generale (perché tutti o quasi erano convinti di aver qualcosa da guadagnare dall’ASN), ora metà dell’accademia sia diventata esperta di diritto amministrativo (se non penale). Purtroppo, e qui cerco di andare oltre, il corpo accademico italiano sconta la sua frammentazione e il suo ripiegamento su se stesso, riscoprendo spiriti battaglieri solo quando la regola incide sul privato. Credo che bisognerebbe imparare a difendere le proprie discipline, i propri atenei e centri di ricerca e il proprio mestiere senza aspettare di essere direttamente toccati.

    • vado oltre anch’io,
      premettendo, che Io credo che definire “proprio” un ateneo sia completamente sbagliato mentre credo che sia corretto definire “proprie” le “discipline” e i “mestieri”.
      Quindi, vi chiedo come sarà possibile difendere i propri interessi scientifici se gli atenei e i centri di ricerca sono i primi che guardano principalmente ai loro interessi privatistici locali che spesso non sono proprio interessi finalizzati al miglioramento scientifico dell’ateneo ?

      In primo luogo, credo che il primo grosso errore fatto dal punto di vista della abilitazione scientifica nazionale sia stato fatto proprio stuprando le “discipline scientifiche” riconosciute a livello internazionale, inserendo al loro posto nell’ASN la “coerenza scientifica” esclusiva con fantomatici “Settori Concorsuali” nazionali, oltretutto differenti anche dagli altri italianissimi Settori Scientifici Disciplinari di insegnamento.
      Non era più semplice fare solo una verifica della scientificità dei titoli e delle pubblicazioni e dare una pura e semplice Abilitazione Scientifica Nazionale alla persona, il.

      Mentre dal punto di vista del “Mestiere Scientifico” credo che la professione di scienziato si esercita in almeno due modi Insegnamento e/o lavorando professionalmente nelle discipline scientifiche riferite ai propri titoli accademici.
      Non mi pare che nell’Abilitazione scientifica nazionale siano stati valutati entrambi questi titoli.

    • “Io credo che definire “proprio” un ateneo sia completamente sbagliato mentre credo che sia corretto definire “proprie” le “discipline” e i “mestieri”.”

      Dipende se prevale il localismo o il corporativismo (anch’io, lo ammetto, ho una leggera preferenza per il secondo rispetto al primo). Ma a me sembrano due atteggiamenti entrambi piuttosto distanti da quelli legati ai concetti universalistici di Scienza e di Cultura, che dovrebbero stare a cuore di chi lavora nell’Università.

  8. Decorso il termine di pubblicazione degli atti, nel sito abilitazione del MIUR non sono più disponibili gli indicatori dei singoli candidati, ma soltanto l’elenco degli abilitati. Ricordo che erano state fatte delle analisi molto dettagliate considerando la percentuale di abilitati ( e di non abilitati) che superavano le mediane in ogni settore concorsuale. Questo significa che qualcuno ha scaricato tutti i dati degli indicatori per settore concorsuale? Sono accessibili in qualche modo?
    Grazie per l’informazione

  9. @antonio banfi
    sono pienamente d’accordo con quanto esprimi nel tuo “andare oltre”; ma attenzione quella “frammentazione” e quel “ripiegamento” del corpo accademico italiano sono, spesso, il risultato di quanto si è raccolto esprimendo lo “spirito battagliero” anche nel pubblico. Non credo si sia così ingenui da non comprendere come molte, fra le non idoneità,sia la “giusta” e plateale “punizione” per chi aveva pensato “altrimenti” ed ognuno nel proprio settore disciplinare ne è pienamente conscio.
    Questo, tu puoi capire, da giurista, mi pare, è peggio di una non idoneità per mancanza di titoli. L’impunità, che probabilmente si profilerà non può che condurre ad un ulteriore ripiegamento e frammentazione per almeno due motivi: 1) chi aveva pensato “altrimenti” è fermo a leccarsi le ferite e chi potrebbe pensare “altrimenti” (o, perlomeno a voce alta)resta fermo e allineato. Del resto le voci di chi si lamenta non sono molte, se paragonate al numero in gioco, ma resta fondamentale domandarsi il perchè siano così poche. Perchè tutto è andato bene ed ognuno ha recepito la non abilitazione come fondamentale momento di riflessione sul proprio operato o, ancora perchè gli mancavano i danari per pagare l’avvocato? Non credo, la verità è che nulla o poco è cambiato in questi anni, la carriera delle persone, così come la ricerca e, ancora, spesso le pubblicazioni sono legate a delle logiche che questa nuova normativa non ha ( o non ha voluto) eliminare. Dunque, mi sento di appoggiare chiunque desideri andare avanti, pur anche trovando dei fragili cavilli. Certo, spero anch’io che ci si possa rincontrare numerosi e compatti su altre e ben più strutturate “battaglie”, ma è bene partire con chi oggi sta, comunque mettendo a rischio il proprio presente, oltre al proprio futuro. Perchè, come mi ha ricordato il mio Direttore di Dipartimento ultimamente “il ricorso al Tar non è una pratica apprezzata nel mondo accademico”.

  10. @SED: Caro Sed, mi dispiace aver scatenato la tua ira, ma i candidati che nella mia area (12), che hanno inviato le pubblicazioni cartacee non lo hanno fatto certo per ingraziarsi la commissione o per altri loschi motivi.
    E’ solo una prassi (forse tradizione è troppo forte?). Non ho scritto che ovviamente i candidati si erano iscritti e avevano caricato le loro pubblicazioni come tutti, ma mi sembrava scontato. Forse sono di un’altra generazione, ma se credi che un commissario possa favorire qualcuno perché gli ha mandato una copia del libro mi lasci senza parole. Nella mia area giuridica, quando si pubblica un libro lo si manda a tutti gli ordinari della materia (e c’è chi lo manda anche agli associati). E molti ricambiano con altre pubblicazioni. Aggiungo che nella mia materia ci si conosce quasi tutti e questo non è né un bene né un male, è un dato di fatto. Fatte queste premesse aggiungo solo che bene fanno tutti coloro che sono stati vittima di ingiustizie ad impugnare, ma dire che chi ha inviato il cartaceo deve essere escluso, ti mette dalla parte del torto.
    @ Banfi. Caro Banfi, a volte mi sembra davvero che lo scopo dei politi, dei nostri amministratori nonché ovviamente di quella parte dell’accademia sia quello di chiudere le università italiane pubbliche.

  11. A differenza di quanto da affermato dal Dott. Banfi con tale presunzione di sicurezza, sono un avvocato e accademico, quindi, giurista professionista.
    A differenza da quanto posso dire del Dott. Banfi per averlo percepito leggendo il suo intervento a commento del mio, ho attentamente studiato tutta la normativa, sia prima che dopo avere presentato la domanda e posso garantire che la mia tesi non è affatto campata in aria, sia in base all’art. 2 del bando che ho già citato, sia in base all’art. 7.3 del Regolamento sui criteri (Decreto 76/2012) dove si prevede che” 3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, il candidato presenta le pubblicazioni, A PENA DI ESCLUSIONE, in formato elettronico e nel limite massimo prescritto”.
    Ma poi, in disparte quanto sopra, non è che la parità di trattamento e l’imparzialità nei concorsi siano delle quisquilie. Sono principi fondamentali che non possono essere violati.

    Ma tutto ciò – e riprendo l’intervento di Proietti, di ben altro spessore – è opinabile… certo. Da giuristi non ce lo nascondiamo. Ci mancherebbe.
    Tuttavia è evidente che il Dott. Banfi non è un giurista, neanche amatoriale se mi è consentito, altrimenti avrebbe utilizzato ben altre modalità di dissenso ed avrebbe evitato di affibbiarmi un tale epiteto (“giurista amatoriale”) che, a tacer d’altro, tradisce anche una certa tendenza a ragionare e parlare per partito preso, il che è quanto meno “poco scientifico”. Facendo, peraltro, una brutta figura, rispetto alla quale il suo intervento successivo mi pare un toppa scucita.

    Certo, il dileggio è purtroppo diffuso nel web, con il risultato deprecabile di deteriorare le normali discussioni (e quello meno deprecabile di dare notevole lavoro alla categoria alla quale appartengo), ma è spiacevole rilevare come tale atteggiamento abbia potuto albergare in una sede che, per quanto mi riguarda, essendo animata da una comunità scientifica, dovrebbe esserne immune.

    Mi chiedo, quindi, se non sia necessario, a questo punto, un intervento dei moderatori del sito per riportare il dibattito ad un livello accettabile.

    • Veramente io sono uno dei fondatori e moderatore del sito: come vede le uso la cortesia di pubblicare i suoi commenti anonimi, per quanto l’anonimato non consenta neppure di verificare la veridicità delle sue asserzioni circa la sua vita professionale. Prendo anche atto che per lei ciò che non è esplicitamente consentito è vietato. E che pertanto le modalità obbligatorie (ovviamente, come è sempre stato, a pena di esclusione) di presentazione dei titoli e delle pubblicazioni si traducono in un implicito divieto di trasmissione dei medesimi anche (non invece, anche) per via postale. Mi permetto di dissentire da questa singolare visione del diritto.

    • @Antonio Banfi
      Con rispetto parlando e apprezzando il lavoro di fondatore e di moderatore del sito, ribadisco, a pena di essere ripetitivo, che l’invio del cartaceo, ancorchè inutile (a. perchè i materiali che i commissari dovevano per legge utilizzare per formare i loro giudizi dovevano essere quelli in piattaforma Cineca; b. perchè sarebbe stato decisamente oneroso verificare che le centinaia di pagine di scritti inviate da ciascun candidato corrispondevano alla lettera con le versioi elettroniche) è a mio avviso semplicemente impraticabile. Riesce a immaginare quali spazi e logistiche richiedano centinaia di plichi con dieci e più pubblicazioni ciascuno all’interno? Se è stato commissario in qualche concorso a ricercatore o professore dovrebbe.

  12. @ hoffman, guardi che, con tutto il rispetto, funziona proprio così. Se accetti di fare il commissario sai benissimo che sarai sommerso di plichi contenenti la copia cartacea delle pubblicazioni. Questo vale per lo meno nell’area giuridica. Poi con le pubblicazioni cartacee i commissari fanno quello che credono. Non c’e’ nessun astio nelle mie parole, e’ solo una prassi che ha il fine di agevolare la lettura dei lavori. Immagino che in altre aree sia assurdo, ma non nella mia. Concludo solo dicendo che mi dispiace vedere critiche velenose su qualcosa di banale come questa. Critichiamo l’asn, le mediane ridicole, i punti organico, i giudizi errati, l’abolizione dei rti, la situazione dei precari, gli stipendi, il blocco, le abilitazioni inutili, i burocrati, ma non perdiamo di vista quello di cui discutiamo.

    • Cestinare i plichi ricevuti (cosa che io avrei fatto perchè costretto da ragioni di necessità e opportunità) è come non averli ricevuti.
      Il mio post iniziale tuttavia riguardava il diritto a ricevere dal MIUR informazioni certe su se, quando, e per quanto tempo i commissari, come previsto per legge, hanno avuto accesso ai miei titoli e le mie pubblicazioni che pazientemente mi sono prodigato di caricare online nel sistema insieme alla mia domanda di abilitazione.
      Il possibile invio di copie cartacee delle pubblicazioni da parte dei candidati (cosa che io non ho fatto) non può essere usato dal MIUR come scusa per non fornire i dati richiesti.

  13. @hoffman
    Secondo me, molto semplicemente, il MIUR e il CINECA NON hanno i dati che lei richiede. Inoltre, se anche risultasse che un commissario ha scaricato i suoi titoli in 15 secondi il giorno x del mese Y che garanzie ci sono che li abbia letti?

    • E se risultasse invece che nessuno dei commissari ha scaricato le mie pubblicazioni? o che le ha scaricate solo uno della commissione? o che sono scaricate solo alcune delle pubblicazioni?

    • Da commissario posso riportare l’esperienza del mio ssc.
      Innanzitutto la piattaforma dava la possibilità di scaricare in un unico file zip tutte le pubblicazioni, il curriculum e la domanda.
      Il download era però molto difficoltoso, molte domande erano costituite da pdf da scansione non compressa, quindi svariate decine (se non centinaia) di Mbyte per ogni candidato, il tutto moltiplicato per qualche migliaio di candidati. Il materiale occupava in definitiva svariati Gigabyte. A questo si aggiunge che la piattaforma informatica era spesso sovraccarica, lenta o furori linea.
      Per questo motivo ci siamo divisi il download fra commissari e ci siamo passati il materiale (domande + pubblicazioni) tramite memoria usb alla prima riunione frontale.

    • @drag…
      Ottimo, quindi lei da commissario ci conferma che vi siete divisi i compiti tra i commissari.
      O avete preferito usate la suddivisione per lettere dell’alfabeto o per numeri ??
      La prima riunione utile dovrebbe essere se non sbaglio la seconda verbalizzata la prima aveva solo funzione di stabilire i criteri, conferma ??
      Immagino che di questa riorganizzazione tecnico procedurale sia descritta nel verbale della riunione e che ovviamente la responsabile amministrativa abbia verificato che fossero stati scaricati tutti i file zip di tutti i candidati??
      Ultima richiesta di chiarimento, in quale modo avete presentato il vostro giudizio individuale agli altri commissari, con lettura in sede di riunione o anticipando il giudizio per email o nello scambio della pennetta usb sopra menzionata ??
      La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità .

    • errata corrige: al posto di “qualche migliaio di candidati” leggasi “qualche centinaio di candidati”

    • Nell’ordine:
      Sì.
      Stessa cosa, i candidati erano ordinati alfabeticamente.
      Sì.
      La procedura è stata brevemente descritta sul verbale ed è anche documentata da mail del presidente al Cineca ove si lamentava la lentezza della piattaforma. Non abbiamo avuto molto supporto dal personale tecnico amministrativo.
      La piattaforma permetteva di condividere/visualizzare il giudizio individuale “in diretta”.

    • @mdpirro
      Precisazione:
      La seconda riunione collegiale frontale è avvenuta pochi giorni dopo che nella piattaforma sono state rese accessibili le domande (circa 20 gg dopo la pubblicazione dei criteri).
      Durante la riuniuone ci siamo scambiati il metriale scaricato (fle zip dei diversi candidati) in modo che ogni commissario avesse la documentazione completa di tuuti i candidati in formato elettronico. In altre parole la divisione dei compiti ha riguardato solo la fase di download.
      Dopodiché abbiamo discusso uno schema comune di giudizio individuale, sulla base di facsimili forniti dalla piattaforma.
      Successivamente i commissari hanno esaminato pubblicazioni e titoli individualmente nelle rispettive sedi. Sono state tenute brevi riunioni telematiche per risolvere problemi di interpretazione dell’applicazione dei criteri (soprattutto per l’ammissibilità di alcuni titoli alla valutazione individuale). I giudizi individuali sono stati condivisi in piattaforma.
      Solo quando tutti i commissari hanno completato la stesura dei giudizi individuali sono riprese le riunioni “in presenza” per la stesura dei giudizi collegiali.

    • @dragm….,
      grazie mille, complimenti per l’ottimo lavoro svolto,
      le chiedo la cortesia di indicarmi se nella vostra commissione il commissario Ocse capiva l’italiano parlato e scritto, e se
      durante le riunioni parlavate in inglese con il commissario OCSE??
      grazie

    • @mdpirro. Il nostro commisario OSCE vent’anni fa circa ha vissuto per 2 anni in Italia anche se lavorava in un ente di ricerca internazionale (parlavano inglese). Il suo italiano era molto difficoltoso ma comprensibile. Sicuramente era in grado di comprenedere e valutare lavori scientifici in italiano. Durante le riunioni parlavamo italiano a sua richiesta (voleva rispolverarlo) In cao di difficoltà si passava all’inglese. E’ da sottolineare che le maggiori incomprensioni riguardavano i “bizzantinismi” della procedura italiana, difficili da rendere in inglese.
      In definitiva sono convinto che abbia ben compreso tutti i titli e le pubblicazioni, ma ho molti dubbi che abbia capito il senso di ciò che stava facendo. Sicuramente non si spiegava perché 4 colleghi sorteggiati dovessero segnalare alle diversi sedi i ricercatori da assumere!

    • Grazie ancora per la disponibilità nel rispondere,
      Una ultima domanda??
      Al commissario OCSE, che le risulta e stata richiesta una dichiarazione o altro documento dove si dichiarava la conoscenza della lingua italiana??
      Grazie

  14. a supporto di quanto sostenuto da @Antonio Banfi devo dire che nel mio settore concorsuale tutti, e sottolineo tutti, i candidati con esperienza accademica hanno inviato il plico ai singoli commissari. e vi dirò di più nel mio ateneo vi è un commissario appartenente al mio ssd che appunto perchè in attesa di ricevere le pubblicazioni cartacee si è fatto assegnare appositamente una stanza per mettere i plichi dei candidati che gli stavano arrivando. A ciò aggiungo che molti commissari si sono aspettati l’invio del cartaceo…appunto perché per tradizione nei concorsi (almeno nelle materie giuridiche) è sempre stato così.
    Da giurista e professionista reputo che la questione dello scaricare le pubblicazioni da parte dei commissari sia un mero falso problema che nelle aule di giustizia, specie amministrative, non troverà alcun riscontro, d’altronde i seri professionisti che hanno presentato i ricorsi al tar e consiglio di stato hanno puntato su ben altri motivi di ricorso….senz’altro rilevanti.

    • Immagino anche che il commissario del suo ateneo si sarà preso la briga di confrontare e verificare la corrispondenza fra il cartaceo e i pdf caricati online da ciascun candidato, giusto?
      A me sembra una barzelletta, con rispetto parlando per lei e il commissario.
      O forse parliamo di un settore concorsuale con giusto qualche decina di candidati?
      In ogni caso, l’invio e l’uso da parte dei commissari del cartaceo, nelle regole della procedura ASN, non era proprio contemplato.

  15. sono contento di averla fatta divertire…
    ad ogni buon conto il ssd in oggetto è uno dei più numerosi dell’area giuridica (ca. 500 candidati valutati alla prima tornata), nessuno ha detto che il commissario abbia controllato la corrispondenza tra cartaceo e pdf (cosa peraltro a cui non era tenuto) e nessuno ha detto che l’invio del cartaceo era previsto dal bando….le ho solo fatto un quadro di come nella realtà si è svolta l’asn 2012…quadro evidentemente diverso rispetto a quello delineato nella normativa ma non per questo viziato da illegittimità.
    ribadisco…non sono questi i motivi di ricorso su cui puntare….l’importante è che i titoli siano valutati, come non importa.

    • L’importante è che i commissari abbiano avuto accesso e scaricato tutte le mie pubblicazioni. Di questo, dal momento che si può, vorrei avere riscontro. Di tutto il resto, e in particolare del fatto che i commissari abbiano effettivamente letto le pubblicazioni dei candidati, non ci può essere certezza (e io sinceramente ho molti dubbi, non fosse altro per il tempo a disposizione dei commissari, come altresì dichiarato anche apertamente da qualche presidente ASN).

  16. @ TUTTI
    Carissimi la Commissione 12 A1 non ha aperto tutti i file dei Candidati.
    E’ fin troppo evidente. Ci sono Candidati non abilitati i cui giudizi sono talmente “scarni”, succinti e superficiali da rendere oltremodo evidente che la loro esclusione sia stata a prescindere….
    La discussione su chi abilitare e chi non abilitare e’ avvenuta non in base ad una valutazione di merito “oggettivo”. Si e’ fatta una prima “scorsa” su chi interessava davvero ciascun singolo Commissario (e dunque si e’ aperto il file), poi si e ‘ discusso un po’ su qualche altro nome (e si e’ aperto il file). Per tutti gli altri il file e’ rimasto “chiuso”. Ci si e’ limitati a riportare il solo curriculum che il Candidato ha autorizzato a pubblicare “in chiaro” e talvolta neanche quello.
    Altro che ricorsi in sede amministrativa e penale…. non si e’ salvata nemmeno la faccia.
    Nei soliti concorsi … passava certo chi doveva passare ma almeno la Commissione faceva finta di aver letto le pubblicazioni degli altri candidati ricordandone le tematiche trattate e criticando nel merito. Quello che e’ stato fatto ora e’ formalmente scorretto, oltre che sostanzialmente (come in parecchi concorsi del passato). Non puo’ dunque parlarsi, in relazione a molti candidati, di giudizi insindacabili, perche’ giudizi non ci sono stati…….
    Mi spiego per chi non vuol capire.
    Se e’ provato(e lo e’) che non si sono aperti i file di alcuni Candidati su quali basi e’ fondato il giudizio ?
    Giudici dove siete ?

    • Personalmente sono convinto che le cose siano andate più o meno come descrivi per molte commissioni (pubblicazioni non scaricate o scaricate solo in parte, figuriamoci se lette e valutate nel merito). Ma dal momento che ciò non può essere desunto senza ombra di dubbio dal carattere sintetico e “asettico” dei giudizi (sicuramente un punto su cui si poteva far vertere un ricorso, specialmente nel caso di candidati che pur superavano due o tre delle mediane) ecco la necessità e il diritto di ciascun candidato a sapere se, quando e per quanto tempo quali commissari hanno avuto accesso a quali delle pubblicazioni presentate.
      Io proporrei un ricorso collettivo fra tutti coloro che come me si sono visti negare dal MIUR (mediante silenzio diniego) il diritto di accesso agli atti.

    • concordo sul ricorso collettivo per la problematica specifica della disponibilità delle informazioni di accesso agli atti negata per i dati relativi alle informazioni degli accessi telematici.
      TAR o consiglio di stato??
      Possiamo usare un indirizzo email dove spostare la discussione in merito?

  17. @ TUTTI

    ……Ministro dove sei ?
    Una soluzione c’era. Ma vedo che la Commissione 12A1 ha pubblicato i criteri per la seconda tornata. Forse nel frattempo il Commissario Ocse ha imparato l’italiano ? O forse si fara’ coadiuvare da un interprete “conoscitore” del diritto ? Ottimo finalmente si allarga il numero dei Commissari…… Come e’ possibile che si attivi la seconda tornata con un Concorso/Commissione sub judice ? Gli stessi problemi si riproporranno per la seconda tornata……La Commissione ha forse avuto assicurazioni che tutto sara’ sistemato ? E da chi ha avuto assicurazioni ? Forse si tratta solo si sicurezza/presunzione della Commisione e nient’altro ?
    Come al solito in Italia si scegli sempre una soluzione che aggrava i problemi…..
    Bastavano le dimissioni del membro Ocse o di tutti o solo alcuni dei Commissari. Gli Idonei restavano tali. Per tutti gli altri non Idonei e per i Candidati seconda tornata una nuova Commissione.
    Le dimissioni, spontanee o suggerite, non sarebbero state un segno di debolezza, tutt’altro. Avrebbero salvato l’ASN, salvato gli abilitati e dunque avrebbero dato la possibilita’ al Ministro di porre rimedio a tutto.
    Ovvero, prima tornata regolare, seconda tornata, poiche’ la Commissione e’ cambiata si decide ovviamente (per il principio di uguaglianza) di ammettere anche tutti quelli che hanno fatto domanda per la prima. Altrimenti si creerebbe discriminazione tra chi ha deciso di presentarsi nella prima piuttosto che nella seconda. E cio’ ovviamente sul presupposto che l’ASN consiste, diciamo cosi’, in un’ abilitazione unica prevista in due tornate con unica Commissione . Non sono esperto di diritto amministrativo ma mi pare molto semplice e si porrebbe la parola fine sui ricorsi e su tutte le polemiche.
    Dimenticavo, le dimissioni sono un gesto nobile……. Ma talvolta anche scaltro e opportuno per rimediare alla brutta figura. Possibile che nessuno ci abbia pensato o lo abbia suggerito.
    Si sarebbero evitati i futuri e sicuri ricorsi conseguenti alla seconda tornata (che fortuna i candidati che hanno aspettato) e risolti i casi di quei candidati non idonei nuovamente dichiarati non idonei, ma da altra Commissione…..
    Siamo in Italia……. quando ci sara’ qualcuno con un po’ di coraggio o almeno con un po’ di competenza ? Oppure sara’ sempre e comunque inciucio e pressappochismo ?
    Non voglio sembrare “presuntuoso” con queste considerazioni, ma solo riflettere sul fatto che mai nessuno, in nessun settore della vita pubblica, prova a risolvere i problemi. Si aspettano gli eventi…… Oppure si delega ad altri quello che invece spetta ai soggetti preposti.
    Ci dobbiamo rassegnare ? Mi pare che la soluzione prospettata possa soddisfare tutti. E allora ?

    • La cosa più semplice sarebbe modificare la norma che impone il blocco e riaprire i termini (sperando che nel mentre le commissioni abbiano compreso come operare). Forse servirebbe una petizione, invece si va in ordine sparso… una guerra fra poveri.
      L’unico insegnamento dell’ASN è che l’università non è un posto dove lavorare seriamente paga.

    • Le dimissioni del commissario OCSE avrebbero certificato il problema con la lingua, e magari influenzato i ricorsi pendenti al TAR…
      Resistere contro ogni evidenza e ignorare ogni critica, anche le più oggettive e fondate.

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