Oltre 1.300 firme per la petizione promossa da docenti e ricercatrici universitarie affinché il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio si scusi per aver partecipato come giurato, il 6 maggio al concorso al locale Billions di Roma

Eugenio_Gaudio

di MARIANA MAZZUCATO (La Repubblica) 

CHIARISSIMO Rettore, insieme con le altre firmatarie della petizione su change.org indirizzata ad Eugenio Gaudio, riteniamo che la sua partecipazione come giurato alla selezione di Miss Università, tenutosi a Roma il 6 maggio 2015 al Billions, non sia compatibile con il suo ruolo istituzionale, e rappresenti una scandalosa macchia sull’ateneo che lei è stato eletto a guidare.

In un contesto in cui la reputazione internazionale dell’Italia è più legata al Bunga Bunga che alla sua enorme eredità scientifica e culturale, la sua partecipazione all’evento non fa che sminuire ulteriormente il ruolo fondamentale svolto in Italia dall’Università (con la U maiuscola) e dalle donne. L’Università, caro Rettore, non serve solo a distribuire certificati con titoli di studio, ma anche a fornire modelli culturali, intellettuali e professionali alle nuove generazioni. Noi ci aspettiamo che il Rettore dell’Università più grande d’Europa usi la sua posizione strategica per spingere le sue studentesse a credere in se stesse e non nel modo il cui gli uomini valutano il loro corpo; per convincerle che il futuro è nelle loro mani e nella loro testa e non nel loro bikini; per incoraggiarle a lottare per realizzarsi, per mettere in pratica, nel mondo del lavoro e fuori, tutto ciò che hanno imparato all’Università. Ci aspettiamo anche che il Rettore di un’Università non si presti ad un’operazione commerciale a favore di una clinica specializzata in chirurgia e medicina estetica.

In un contesto in cui, a livello globale, si cerca faticosamente di compensare situazioni di macroscopica disparità di genere, la sua partecipazione all’evento dimostra quanto arretrata sia ancora la nostra società.

Per questi motivi, come professioniste e accademiche italiane, attive in diverse parti del mondo, sosteniamo che lei debba porgere le sue scuse pubblicamente a tutte le donne e gli uomini che si sentono offesi dalla sua partecipazione a questo vergognoso evento. Riteniamo inoltre necessario che lei dichiari pubblicamente che l’Università di Roma, La Sapienza  –  non parteciperà mai più a simili eventi. Ci auguriamo infine che l’Università sostenga iniziative mirate a promuovere il successo e la carriera delle studentesse e a creare modelli culturali femminili di riferimento. Promettiamo, da parte nostra, di rimanere vigili e di monitorare il coinvolgimento suo o di altri rappresentanti della Sapienza in comportamenti che ledono l’immagine della donna”.

Insieme a Mariana Mazzucato (docente dell’University of Sussex), hanno firmato per prime l’appello: Valeria Cirillo (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Maria del Sorbo (ricercatrice), Anusca Ferrari (ricercatrice), Elisa Giuliani (Università di Pisa), Simona Iammarino (London School of Economics), Valentina Meliciani (Università di Teramo), Roberta Rabellotti (Università di Pavia), Antonella Riccio (University College London), Maria Savona (University of Sussex), Lucia Sironi (Banca d’Italia), Antonella Sorace (University of Edinburgh), Gabriella Vigliocco (University College London).

Miss_Sapienza

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7 Commenti

  1. Oltre a trovare inappropriata (understatement) la partecipazione di un rettore ad una iniziativa “culturale” del genere, credo che il problema principale sia un altro. Il rettore è un medico e sembra che l’evento fosse organizzato da una clinica privata. E’ veramente così? Se lo fosse, che rapporti esistono tra il rettore e la clinica?

  2. Secondo me è politicamente più corretto organizzare subito un

    Mr Università

    con il ministro (ed ex Rettore) Stefania Giannini in giuria.

    🙂

    P.S. Essendo anche la Lingua Italiana un valore, prima di assumere la veneto-americana in una università italiana il Partito dovrebbe farle fare un corso di dizione. Anche Dan Peterson andrebbe bene come insegnante.

  3. Ottima l’iniziativa della lettera, a cui dovrebbero accodarsi anche i colleghi maschi.
    C’è un elemento da sottolineare: le portabandiera dell’iniziativa menzionate dal giornale sono in larga parte docenti che sono attualmente attive all’Università del Sussex in Inghilterra, o hanno studiato e insegnato in quella università. Non è forse un caso che si tratti di donne che hanno raggiunto posizioni di tutto rilievo che hanno respirato l’aria di un’università fondata negli anni 60 e ritenuta di “sinistra”.
    La presenza di queste docenti “espatriate” ha prodotto un effetto benefico, ma con un sapore amaro. Non sarebbe stato male se le portabandiera fossero state docenti delle università italiane.

    • A dire il vero la Mazzuccato ha fatto tutte le scuole e gli studi universitari in USA. In USA perchè il padre veneto, un fisico, lavora nel Plasma Physics Laboratory.

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