MIUR e CRUI si tengono stretti i numeri delle astensioni nazionali, dando ragione di credere che le voci di un 30% o più di renitenti alla VQR non siano lontane dal vero. E fa pure notizia il rettore del Politecnico che convoca di urgenza da un giorno all’altro i suoi direttori di dipartimento. Secondo il dato trasmesso venerdì scorso dal coordinamento locale a Carlo Ferraro, i docenti del Politecnico che avevano esplicitamente dichiarato di non aderire alla VQR, erano 149 su 1335 pari all’11,2%. Un’astensione, che si concentra in alcuni dipartimenti e che in almeno un caso supererebbe il 50%. Un po’ come in tutti gli atenei, le comunicazioni ufficiali ignorano o minimizzano la protesta. Vuoi vedere che la convocazione di urgenza per domani alle 12 è dovuta all’impellente bisogno di congratularsi con i direttori per l’alta percentuale di docenti che hanno già conferito i loro prodotti alla VQR?

 

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7 Commenti

  1. Mi dispiace, ma io continuo a pensare che l’impact ISI e Scopus siano cagate pazzesche. Per non parlare di medline, anche perché non prevedono riviste in russo e cinese. Per assurdo un collega che pubblica in una primaria rivista russa e cinese letta da 1 milione di persone non risulta avere lavori. Tutto va nella direzione della 4 industria per fatturato in us: le università.

  2. Comunque anche qui a Parma il rettore si sta preoccupando assai.
    Alla chiusura del termine per la presentazione dei “prodotti”, la percentuale di “inadempienti” era di 281 su 884, una percentuale del 31,8% ….
    Ha convocato una Assemblea di Ateneo per venerdi’ 4 marzo alle ore 9.00 specificatamente sul tema VQR, quindi immagino li’ si saprà come intende procedere.
    Non sarebbe male se venisse anche qualcuno della redazione di ROARS ad assistere all’assemblea!

  3. Per maggior precisione, preciso che dei 281 “inadempienti” dell’Università di Parma, 208 avevano comunicato formalmente con una lettera al rettore la partecipazione all’azione di protesta.
    Quindi, contando solo gli aderenti “espliciti”, siamo comunque al 23.5%.
    Una percentuale di astensione cosi’ elevata, che peraltro comprende quasi tutti i nostri “top researchers”, come Broggi e Mingione, porterebbe certamente UNIPR a scendere in fondo alla classifica.

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