L’ANVUR ha usato due pesi e due misure
per i settori bibliometrici e quelli non bibliometrici.
Quali mediane sono giuste e quali truccate?
Oppure sono tutte addomesticate?

Il 27 agosto l’ANVUR ha ritrattato le “vecchie mediane” (biblio_old.zip, nonbiblio_old.zip), rimpiazzandole con “nuove mediane”, che dovrebbero essere “definitive”. La motivazione ufficiale è stata l’adozione di una procedura di calcolo maggiormente “in linea con la definizione formale di mediana contenuta nel DM 76“. Ma il confronto tra le “vecchie” e le “nuove mediane” sembra smentire l’ANVUR. Dal grafico risulta infatti evidente che le mediane dei settori bibliometrici (le “scienze dure”) hanno subito modifiche profondamente diverse da quelle dei settori non bibliometrici (“scienze umane e sociali”). Un semplice ritocco della formula di calcolo non può spiegare il diverso comportamento delle “mediane bibliometriche” (in azzurro), che  salgono tutte, rispetto a quelle “non bibliometriche” (in rosso) che, eccetto tre casi, scendono tutte. La mediana è una nozione matematica, proprio come la media aritmetica: pertanto deve essere calcolata allo stesso modo sempre e comunque. A fronte delle differenze evidenziate nel grafico, possiamo concludere che sono state pubblicate delle mediane “addomesticate” o che l’ANVUR, senza dichiararlo, ha modificato e/o integrato in modo differenziato i dati dei settori bibliometrici e quelli dei settori non bibliometrici.

Ma cosa è successo veramente? Una prima ipotesi è che le “vecchie mediane” fossero giuste: in tal caso esse sarebbero state “ritoccate” usando due pesi e due misure. La seconda ipotesi è che fossero le “vecchie mediane” ad essere state calcolate usando due pesi e due misure. In tal caso le “nuove mediane” sarebbero il frutto di una correzione sul filo di lana giunta appena un giorno prima della scadenza del bando per i commissari. Reggono queste due ipotesi? A chi giova “giocare con i numeri?” Lo scopo di questo articolo è rispondere, fin dove possibile, a queste domande.

1. Calcolare una mediana: niente di più facile

La nozione di mediana è decisamente semplice. L’art. 1, comma 1 del Decreto Ministeriale “Criteri e parametri” (D.M. 7 giugno 2012 n. 76) dà la seguente definizione:

per mediana: il valore di un indicatore o altra modalità prescelta per ordinare una lista di soggetti, che divide la lista medesima in due parti uguali;

Dal punto di vista operativo, basta seguire quanto scritto su Wikipedia:

Per calcolare la mediana di n dati:

  • si ordinano gli n di dati in ordine crescente o decrescente;
  • se il numero di dati è dispari la mediana corrisponde al valore centrale, ovvero al valore che occupa la posizione (n+1)/2.
  • se il numero n di dati è pari, la mediana è stimata utilizzando i due valori che occupano le posizione (n/2) e ((n/2)+1) (generalmente si sceglie la loro media)

http://it.wikipedia.org/wiki/Mediana_%28statistica%29

Facciamo qualche semplice esempio

Esempio 1. I dati di cui si deve calcolare la mediana sono:

{20, 10, 18, 14, 17}

 Il primo passo è ordinarli in ordine crescente:

{10, 14, 17, 18, 20}

Nell’esempio, il numero di dati n = 5 è dispari. Pertanto, il valore centrale occupa la terza posizione. Quindi,

mediana = 17

Questo primo esempio ci insegna che, se abbiamo un numero dispari di numeri interi, allora la mediana sarà sempre intera.

Esempio 2. I dati di cui si deve calcolare la mediana sono:

{10, 14, 18, 20}

Il numero di dati n = 4 è pari. Pertanto, i due valori centrali occupano la seconda e la terza posizione. Quindi,

mediana = (14 + 18)/2 ) = 16.

Esempio 3. I dati di cui si deve calcolare la mediana sono:

{10, 14, 17, 20}

Il numero di dati è di nuovo n = 4. Anche in questo caso, pertanto, i due valori centrali occupano la seconda e la terza posizione. Quindi,

mediana = (14 + 17)/2 ) = 15,5

Questo terzo esempio ci mostra che, lavorando con numeri interi, quando i dati sono pari la mediana può risultare frazionaria (e multipla di 0,5). Per avere mediane frazionarie non basta che il numero dei dati sia pari, ma è anche necessario che la differenza tra i due valori centrali sia dispari (nel nostro caso tale differenza è 17-14 = 3).

Morale della favola. Calcolare la mediana è molto semplice e non richiede approssimazioni sofisticate. Basta ordinare i dati e prendere il dato in posizione centrale, se il numero di dati è dispari; oppure calcolare la media aritmetica dei due dati in posizione centrale, se il numero di dati è pari. Quando i dati sono numeri interi (per esempio il numero di articoli) e la loro numerosità è pari, la mediana può risultare non intera e multipla di 0,5.

La regola per calcolare la mediana, oltre che essere facile, è universalmente nota ed è anche implementata nei più comuni programmi di calcolo, tra cui Microsoft Excel (si veda per esempio l’aiuto on-line della funzione MEDIANA).

Per un numero pari di dati, Wikipedia menziona la possibilità (invero poco diffusa) di non usare la media aritmetica dei due dati centrali. Dato che le “vecchie mediane” ANVUR relative al conteggio di pubblicazioni (monografie, articoli, etc) erano tutti numeri interi, due possibili alternative sarebbero l’uso del minore o del maggiore dei due dati centrali.

2. La pistola fumante

Nel seguito ci concentreremo sui seguenti indicatori relativi agli aspiranti commissari:

Indicatore A: Numero di articoli indicizzati sulle banche dati Web of Science o Scopus (prima mediana dei settori bibliometrici).

Indicatore B:  Numero di capitoli di libro e articoli scientifici (seconda mediana dei settori non bibliometrici).

Entrambi gli indicatori sono riferiti ai lavori scientifici pubblicati nell’ultimo decennio. Abbiamo scelto questi indicatori perché entrambi

  • sono numeri interi
  • non sono soggetti a normalizzazione per l’età accademica.

Per garantire l’omogeneità e la confrontabilità dei dati, oltre ai settori concorsuali, sono stati inclusi nell’analisi solo i SSD che avevano una loro mediana specifica sia nella tabella delle “vecchie mediane” che in quella delle “nuove mediane”. Per intenderci, se un SSD aveva una sua mediana specifica nelle “vecchie mediane”, ma è stato successivamente riassorbito nel settore concorsuale, esso è stato escluso dall’analisi. In modo analogo, sono stati esclusi tutti i SSD che, essendo precedentemente accorpati nel loro settore concorsuale, sono stati scorporati solo nella lista della “nuove mediane”. Si noti che lo scorporo di un SSD non altera la mediana del settore concorsuale “padre”. Infatti, come spiegato in un precedente articolo (Abilitazioni: le mediane di Mr. Bean), le regole sulla multimodalità della Delibera ANVUR n. 50 prevedono che la mediana del settore concorsuale “padre” sia calcolata usando i dati di tutti i docenti afferenti a quel settore, a prescindere dall’esistenza e dal numero di eventuali scorpori di SSD “figli”.

Con tutte queste accortezze, ne segue che il calcolo delle mediane deve avvenire nello stesso identico modo per gli indicatori A e B. Nel seguito, discuteremo alcune anomalie osservabili nelle “vecchie” e “nuove mediane” pubblicate da ANVUR.

2.1 Anomalie nelle “vecchie mediane”

La prima anomalia che salta all’occhio è l’assenza di mediane frazionarie. Infatti, per gli indicatori A e B le “vecchie mediane” erano tutti numeri interi. Questo significa che non era stata applicata la formula standard per il calcolo della mediana. La congettura più sensata (ma non per questo necessariamente vera) sarebbe che le mediane frazionarie fossero state approssimate all’intero inferiore più vicino. D’altronde, se si contano le pubblicazioni di un aspirante commissario superare 15,5 oppure 15 non fa differenza.

Per quanto non riguardi gli indicatori A e B, vale la pena di segnalare una seconda anomalia (segnalataci da un attento lettore), che riguarda la terza mediana dei settori bibliometrici, quella relativa all’indice h_c (indice h contemporaneo). In base alla definizione pubblicata dall’ANVUR, l’indice h_c può essere nullo solo se il soggetto non ha nemmeno un lavoro citato (zero citazioni globali). Una mediana nulla per h_c significa che metà dei professori di quel settore concorsuale hanno zero citazioni ciascuno. Nelle “vecchie mediane”, la terza mediana era nulla nei tre casi riportati nella seguente tabella.

Settore

# articoli norm.

# citaz. norm.

indice h_c

Abilitaz. PA

07/A1

2

0,33

0

Abilitaz. PO

07/A1

1

0,04

0

Abilitaz. PO

ING-IND/02

1

0,16

0

In tutti e tre i casi, la mediana del numero di citazioni normalizzate per l’età accademica (la colonna # citaz. norm), per quanto piccola, è diversa da zero. Questo significa che più della metà dei professori ha almeno una citazione e, di conseguenza, ha un h_c maggiore o uguale a uno. Pertanto, la mediana di h_c non può in nessun modo essere inferiore a uno. Ciò evidenzia una  palese contraddizione con gli zeri della terza mediana. È bene notare che non si tratta di  “0,5” approssimato a  “1”, ma di un “1” che è diventato “0”. Insomma, doveva esserci un errore nel calcolo delle mediane oppure nel calcolo di h_c (o in entrambi)

2.2 Nuove mediane: gli impossibili cambiamenti

Il 27 agosto l’ANVUR ha ripubblicato tutte le mediane, giustificando la rettifica nel seguente modo:

Nuova e definitiva versione delle Tabelle delle mediane per i settori bibliometrici e per quelli non bibliometrici

Pubblichiamo oggi nella sezione Abilitazione Scientifica Nazionale la nuova e definitiva versione delle Tabelle delle mediane per i settori bibliometrici e per quelli non bibliometrici, in base alle quali domani entro le 12,00 saranno fornite a ciascun professore ordinario nel rispettivo sito docente le informazioni relative all’ammissibilità alla candidatura alle commissioni di abilitazione.

I valori delle mediane pubblicati in precedenza erano stati ottenuti utilizzando un’approssimazione che, ad un più attento esame, non risulta pienamente in linea con la definizione formale di mediana contenuta nel DM 76.

Entro la settimana corrente pubblicheremo la lista delle riviste di fascia A per le aree non bibliometriche.

La giustificazione per l’inopinata revisione delle mediane è il precedente uso di un’approssimazione non abbastanza fedele al D.M. “Criteri e parametri”. Non viene però detto quale fosse l’approssimazione e nemmeno quale sia la nuova formula. In base a quanto già visto, risulta sorprendente che si parli di “approssimazione”. La definizione del D.M. “Criteri e parametri” è in linea con la definizione universalmente nota ed esiste una procedura di calcolo  adotttata da tutti (basta usare Excel).

Da notare che non viene fatto cenno a correzioni o integrazioni della base dati. Nelle Frequently Asked Questions è tuttora scritto “Le mediane sono state calcolate con riferimento allo stato di loginmiur al 15 luglio 2012”.

Insomma, secondo l’ANVUR l’unica differenza tra le vecchie e le nuove mediane sarebbe l’abbandono della precedente approssimazione “non pienamente in linea con la definizione formale di mediana”. Ma questa spiegazione regge? Per verificarlo abbiamo analizzato come sono cambiati gli indicatori A e B nel passaggio dalle vecchie alle nuove mediane. Per comodità, riproponiamo la figura già riprodotta in testa all’articolo.

È evidente che tutte le mediane dei settori bibliometrici (in azzurro) sono salite. Viceversa, per le mediane dei settori non bibliometrici (in rosso) si osserva un comportamento radicalmente diverso: solo tre mediane salgono (10/M2, L-OR/10, 11/C1), mentre 32 mediane rimangono uguali e 41 mediane scendono (la tabella con i dati numerici è scaricabile qui).

Come già detto, i dati per i settori bibliometrici e per quelli non bibliometrici sono dello stesso tipo e non si può attribuire al caso il diverso comportamento che si osserva nei due gruppi. Pertanto non è possibile che il cambiamento sia dovuto alla miglioria di una precedente formula approssimata. È evidente, che sono stati usati due pesi e due misure per i settori bibliometrici e per quelli non bibliometrici. E dato che la formula per la mediana è una sola, l’ANVUR ha favorito o penalizzato una parte dell’accademia italiana, modificando formule che dovrebbero essere uguali per tutti oppure introducendo (senza dichiararlo) correzioni e integrazioni nei dati, diversificate per settori bibliometrici e non bibliometrici.

È giunto il momento di capire quando e dove sono stati introdotti gli aggiustamenti. Di seguito, esaminiamo in dettaglio due ipotesi, verificandone la compatibilità con i dati numerici a nostra disposizione.

3. Primo scenario: il “colpo di mano”

Il primo scenario ipotizza che le “vecchie mediane” fossero state calcolate in modo essenzialmente corretto (approssimando per difetto all’intero più vicino le mediane frazionarie, come discusso in precedenza) e che le nuove mediane del 27 agosto siano frutto di un colpo di mano teso a rendere più severi gli sbarramenti per i settori bibliometrici (mediane più alte) e meno severi quelli per i settori non bibliometrici (mediane più basse). Questo scenario si scontra con due obiezioni, una di natura tecnica e l’altra relativa al movente.

L’obiezione tecnica è la necessità di spiegare le tre mediane nulle dell’indice h_c. Come precedentemente discusso, tali valori nulli erano “impossibili” e potrebbero derivare dall’uso di una formula “approssimata” per il calcolo delle mediane. I sostenitori del primo scenario dovranno pertanto assumere che nel calcolo di h_c ci fosse un errore che l’ANVUR non ha rivelato.

La seconda obiezione riguarda il movente. Perché mai l’ANVUR avrebbe voluto accanirsi contro i settori bibliometrici favorendo invece quelli non bibliometrici? A fine luglio, come riportato da ROARS, le preoccupazioni del ministro Profumo sembravano essere di segno opposto:

Dai dati che ha potuto analizzare si sarebbe reso conto che il criterio della mediana sfavorisce le aree 1‐9 rispetto alle aree 10‐14. Ha quindi aggiunto che sta lavorando con le comunità scientifiche per individuare elementi di “ammorbidimento” (non meglio definiti) delle rigidità delle mediane.

L’elevata numerosità degli abilitati preoccupa il Ministro. … verranno date indicazioni preventive ai candidati in merito al superamento della mediana così da poter eventualmente ritirare la domanda nei quindici giorni successivi la chiusura del bando.

Lungi dal voler favorire i settori non bibliometrici, il ministro dava ad intendere di desiderare un innalzamento delle loro mediane per ridurre la numerosità degli abilitati ed un contemporaneo “ammorbidimento” per i settori bibliometrici, che gli apparivano troppo penalizzati. Pertanto, i sostenitori dell’ipotesi del “colpo di mano”, dovranno trovare altri moventi. Proviamoci.

Un possibile movente per i settori non bibliometrici è legato al timore che il ricorso dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti venga accolto, costringendo il ministro ad abolire la “terza mediana” (relativa al numero di articoli su riviste in fascia A). Se ciò accadesse, la richiesta di superare una mediana su due invece che una su tre ridurrebbe i “semafori verdi” sia tra gli aspiranti commissari sia tra i candidati all’abilitazione. Si verrebbe a rovesciare il timore di Profumo: ad essere sfavoriti, adesso sarebbero i settori non bibliometrici o, meglio, le scuole scientifiche che erano particolarmente beneficiate dalla “terza mediana” (Una mediana di qualità).  Il “colpo di mano” potrebbe pertanto essere una mossa preventiva per evitare che, in caso di successo del ricorso, i settori non bibliometrici (o alcune scuole scientifiche al loro interno) abbiano una percentuale troppo inferiore di semafori verdi rispetto ai settori bibliometrici, le cui tre mediane non sarebbero invece toccate dal ricorso.

Per i settori bibliometrici, viceversa, l’ANVUR potrebbe essersi accorta che le “vecchie mediane”, basate sui dati caricati in poche settimane a cavallo di giugno e luglio in modo del tutto volontaristico, erano facilmente superate da un numero elevato di aspiranti commissari. Come mai? Forse perché avevano avuto un mese e mezzo di tempo per alzare i loro indicatori riempendo i loro siti docente con le pubblicazioni che non avevano inserito a tra giugno e luglio. Ecco un possibile motivo per alzare le mediane dei settori bibliometrici: per ridurre il numero eccessivo di semafori verdi, forse anche per evitare eccessive disparità rispetto ai settori non bibliometrici, soprattutto nell’ipotesi di abolizione della loro terza mediana.

Sono plausibili questi moventi o sono tirati per i capelli? Lasciamo il giudizio ai lettori e passiamo alla seconda ipotesi.

4. Secondo scenario: il “ravvedimento operoso”

Nel secondo scenario, la differenza osservata tra i settori bibliometrici e quelli non bibliometrici non viene attribuita all’applicazione di aggiustamenti differenziati, ma ad un diverso trattamento iniziale. In altre parole, dietro le “vecchie mediane” si nascondevano due formule diverse: per i settori bibliometrici le mediane erano state approssimate per difetto mentre era stata usata un’approssimazione per eccesso nei settori non bibliometrici.

In questo scenario, le “nuove mediane” sarebbero il risultato del ritorno ad una formula unica, sperabilmente quella giusta. Come vedremo tra poco, se il punto di forza di questo scenario è il movente, esiste però anche una debolezza tecnica.

Per quanto riguarda il movente, usare delle mediane più morbide per i settori bibliometrici e più rigide per i non bibliometrici andava perfettamente incontro alle preoccupazioni del ministro Profumo. Ecco spiegato il diverso trattamento nel calcolo delle “vecchie mediane”. Ma come si spiegherebbe allora la precipitosa inversione di rotta?

Per qualche ragione che non ci è dato sapere, l’ANVUR avrebbe ritenuto impossibile mantenere due pesi e due misure, forse perché la notizia cominciava a trapelare oppure per timore delle conseguenze in vista dei ricorsi che sembrano diventare sempre più probabili. Ecco allora l’improvviso “ravvedimento operoso”: si buttano via le vecchie mediane, ammorbidite per i settori non bibliometrici e irrigidite per quelli non bibliometrici, e si adotta per tutti la formula universalmente usata. Non a caso, per la prima volta nelle tabelle delle mediane appaiono in gran numero i multipli di 0,5 che ci si sarebbe aspettato di vedere fin dall’inizio. Che dire? Tutto bene quel che finisce bene? Non proprio, perché c’è un dettaglio tecnico che non torna (della cui individuazione ringraziamo Thor, il nomignolo con cui si firma un nostro lettore).

Avendo a che fare con numeri interi, abbiamo già visto che è possibile ottenere una mediana frazionaria solo quando il numero di dati è pari. Consideriamo i settori in cui le mediane degli indicatori A e B sono frazionari e facciamo una verifica, recuperando il numero di professori dal CINECA (http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/cerca.php). I risultati sono riportati nella seguente tabella. Il numero di professori ordinari include anche i professori straordinari e, per completezza, è stato riportato anche il numero di professori straordinari a tempo determinato (nel nostro caso presenti solo nei settori concorsuali 06/A2 e 06/D1).

Per i settori non bibliometrici i conti tornano: negli 8 settori con mediana frazionaria il numero totale di ordinari è pari, come ci si attendeva che fosse. Evviva, forse è stata usata la formula giusta.

Ma è troppo presto per esultare, perché nei settori bibliometrici, troviamo 11 casi su 24, evidenziati in rosso, in cui la numerosità è dispari. In questi 11 casi i conti non tornano, perché sappiamo che con un numero dispari di dati la mediana deve essere intera. Se il numero di eccezioni fosse minore, potremmo pensare a differenze dovute a docenti di cui sono state rilevate le pubblicazioni ma che nel frattempo sono cessati dal servizio. Ma 11 casi su 24 sembrano troppi.

C’è anche un’altra “stranezza”: nei settori bibliometrici, le mediane frazionarie sono circoscritte alle sole aree 10, 11 e 14. Viceversa, tra le 39 mediane delle aree 8 (settori non bibliometrici), 12 e 13 non compare nessuna mediana frazionaria, di nuovo un evento che è difficile attribuire al caso (Tabella mediane candidati commissari settori non bibliometrici).

Siamo punto a capo: torna il dubbio che siano state usate due o più formule diverse per calcolare le “nuove mediane”. Se così fosse, lo scenario del “ravvedimento operoso” non reggerebbe più.

6. Il terzo scenario

Siamo arrivati alla fine, ma senza poter dire l’ultima parola sulle inafferrabili mediane ANVUR. Di sicuro, i numeri non lasciano scampo: rispetto alla normale definizione di mediana, ci sono incongruenze nelle vecchie mediane e ce ne sono anche nelle nuove. Ma l’aspetto più preoccupante sarebbe l’uso di due pesi e due misure per i settori bibliometrici e per quelli non bibliometrici.

Nel tentativo di ricostruire l’accaduto e le sue motivazioni, abbiamo analizzato a fondo due scenari: il “colpo di mano” e il “ravvedimento operoso”, nessuno dei quali però è convincente al 100%. In realtà, potrebbe esserci un terzo scenario, fatto trapelare da un informatore di eccellenza. La nostra “gola profonda” è niente meno che il ministro Profumo in persona.

Rileggiamo con attenzione quanto avevamo già citato:

[Il ministro Profumo] Ha quindi aggiunto che sta lavorando con le comunità scientifiche per individuare elementi di “ammorbidimento” (non meglio definiti) delle rigidità delle mediane.

G. Caputo, A. Fregolent, A. Stella, Resoconto dell’audizione del 24 luglio 2012 del Ministro Profumo al CUN

Vale la pena di notare che i consiglieri CUN Caputo, Fregolent e Stella, avevano afferrato al volo il senso dell’esternazione ministeriale:

Con queste scelte del Ministro si comprende come l’impostazione dell’Abilitazione Nazionale definita dalla legge 240 verrà largamente stravolta. L’abilitazione, da semplice verifica della qualificazione scientifica degli aspiranti professori, potrebbe diventare un meccanismo calibrato ad hoc per programmare il numero degli accessi alla fascia docente. Le “mediane” ancora una volta non sono soglie minime culturalmente giustificate, ma parametri aggiustabili tramite i quali il ministero potrebbe pianificare la numerosità dei futuri docenti.

Questo terzo scenario è il più inquietante. È possibile che, parlando di “elementi di ammorbidimento”, il ministro Profumo abbia ingenuamente svelato i piani dell’ANVUR? Hanno ragione Caputo, Fregolent e Stella a paventare che le mediane, invece di essere un criterio oggettivo, siano solo un meccanismo calibrato ad hoc per programmare il numero degli accessi alla fascia docente? Con quale obiettivo? Per contenere la forbice tra le percentuali di semafori verdi nei settori bibliometrici e non bibliometrici? Si è voluto attenuare preventivamente l’effetto di una possibile eliminazione della “terza mediana” dei non bibliometrici dovuta al ricorso dei costituzionalisti? Se ci sono state queste “calibrazioni”, cosa succederà il giorno in cui le richieste dei candidati o del giudice amministrativo costringeranno l’ANVUR a rivelare dati e formule?

Ci sono anche altri interrogativi che rimangono senza risposta. Su quali elenchi di riviste sono state calcolate le mediane per i settori non bibliometrici? Perché questi elenchi non sono ancora stati pubblicati? Sono ancora oggetto di negoziazione? Verranno pubblicate delle liste diverse da quelle usate per calcolare le mediane del 27 agosto? Oppure, insieme agli elenchi delle riviste, vedremo pubblicare una terza edizione delle mediane per mettere una pezza a una situazione che diventa sempre più indifendibile ogni giorno che passa?

P. S. A fronte dell’opacità delle procedure ANVUR, cosa possono fare gli aspiranti commissari e i candidati all’abilitazione? Possono avvalersi della legge sulla trasparenza e chiedere l’accesso ai dati. Dato che l’ANVUR è tenuta a rispondere entro trenta giorni, conviene muoversi al più presto. ROARS ha già pubblicato tutte le spiegazioni ed anche il facsimile dell’istanza di accesso ai dati:

Mediane opache: come chiedere all’ANVUR di scoprire le carte

 

 

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87 Commenti

    • Per la normalizzazione ho provato a scrivere all’ANVUR che non mi ha risposto.
      Non mi è chiaro perchè per ogni indicatore occorre rifarsi alle banche dati internazionali, mentre per l’età accademica vale quanto dichiarato al cineca.

  1. Ottima analisi. Complimenti e ringraziamenti.

    Rimane il dubbio sul calcolo delle mediane senza tener conto dei candidati a zero pubblicazioni. Credo che questo possibile errore sia stato evidenziato già da diverse persone.

    • Con le poche informazioni a disposizione non è facile rispondere. Infatti, il problema pari/dispari per le mediane frazionarie (che potrebbe essere spiegato dal mancato conteggio dei docenti a zero pubblicazioni) si presenta in modo erratico. Per alcune aree non bibliometriche (aree 10, 11 e 14) i conti tornano e bisognerebbe supporre che i candidati a zero pubblicazioni non esistessero o non fossero stati esclusi dalle statistiche solo in quei settori.

      È sempre più urgente che l’ANVUR renda pubblici i dati e le formule.

    • Credo ci possa essere una spiegazione aggiuntiva del trucco che hanno messo in opera. Anch’io penso, osservando la distribuzione delle variazioni illustrata in figura, che è assai improbabile che l’ANVUR abbia commesso un errore e che questo sia stato corretto in seguito. La mia ipotesi è che le mediane originarie erano quelle corrette, calcolate secondo la definizione classica. Il problema è che le distribuzioni degli indicatori per una qualsiasi popolazione verosimilmente somigliano a sequenze del tipo:

      1,1,1,1,1,1,1,1,1,1,2,2,2,2,2,2,3,3,3,3,4,4,5

      In questo caso la mediana standard è 2 (valore alla posizione centrale) e, come si vede, la cosiddetta “asticella” potrebbe risultare piuttosto bassa. Ora, è singolare che la legge specifichi cosa debba intendersi per mediana, ma quella definizione potrebbe essere funzionale ad una flessibilità (ad uso e consumo del ministero) nell’uso degli indicatori. Si dice infatti:

      “il valore di un indicatore o altra modalità prescelta per ordinare una lista di soggetti, che divide la lista medesima in due parti uguali”.

      Se ora, utilizzando la stessa sequenza di dati grezzi, assumiamo che l’ordinamento e la partizione debba avvenire nell’insieme dei valori degli indicatori e non nella popolazione originaria (coniando così una nuova definizione di mediana “più aderente alla legge”), allora ecco che il set su cui calcolare la mediana diventa magicamente:

      1,2,3,4,5

      la cui mediana è ovviamente 3. Fantasia? Probabilmente, ma il bias nella distribuzione delle variazioni indica chiaramente un metodo di calcolo teso a cambiare le asticelle.

    • Interessante congettura relativa ai settori bibliometrici (per quelli non bibliometrici le mediane non sono quasi mai salite). C’è un modo per convalidarla o escluderla? Una possibile idea sarebbe studiare la frequenza statistica delle mediane frazionarie nei settori bibliometrici. Dovrebbe risultare diversa se la mediana è calcolata sui dati grezzi oppure sull’insieme dei valori. Se fossero calcolate sull’insieme dei valori le mediane frazionarie dovrebbero:

      1. essere più frequenti rispetto a quanto accadrebbe se calcolate sui dati grezzi;
      2. capitare con la stessa frequenza per mediane alte e basse.

      A me sembra che nella nuova tabella ANVUR per mediane basse i valori frazionari siano meno frequenti di quanto accade per mediane alte (e che i valori frazionari per mediane basse siano di norma spiegabili dalla bassa numerosità dei settori in cui si verificano). Però, la mia è un’impressione.

    • Ho sottoposto all’ANVUR (abilitazione@anvur.org), il quesito di seguito riportato, per ora senza risposta. Poichè riguarda una situazione non strettamente personale (conosco qualche collega che si ritrova con lo stesso problema), provo ad inserirlo in questo dibattito, caso mai aveste risposte o suggerimenti.
      Grazie. Stefano

      “Ho un articolo accettato ed in fase di pubblicazione su rivista indicizzata ISI Web of Science e Scopus che uscirà sul prossimo numero della stessa, nel mese di novembre 2012 (la rivista è trimestrale). La rivista esce nei primi giorni del mese di pubblicazione, e quindi in anticipo rispetto alla data ultima di presentazione delle domande per il conseguimento dell’Abilitazione, fissata al 20 novembre. Entro tale data provvederò a registrare l’articolo sul mio sito docente Cineca e sotto U-Gov, e dunque, potrebbe essere utilmente conteggiato per il computo dell’Indicatore n. 1 per i settori bibliometrici (Numero di articoli su riviste presenti nelle banche dati internazionali nel periodo 2002-2012). Inoltre, l’articolo contiene anche alcune citazioni relative a miei precedenti articoli su rivista, utili per il conteggio dell’Indicatore n. 2 – Numero di citazioni ricevute per la produzione scientifica complessiva normalizzato per l’età accademica e dell’Indicatore n. 3 – Indice h contemporaneo.

      Tuttavia, certamente l’articolo non comparirà ancora sui siti Web of Science e Scopus entro il 20 novembre, e conseguentemente anche le citazioni offerte agli articoli citati, visti i tempi tecnici di registrazione mediamente impiegati dalle due banche dati.

      Cosa accade nel caso in cui queste citazioni risultassero decisive ai fini del superamento dei valori delle mediane (e dunque del raggiungimento dei “requisiti minimi”) per uno o più degli Indicatori bibliometrici?

      Nel caso in cui l’ANVUR mi presentasse semaforo rosso proprio a causa della mancata registrazione dell’articolo su Web of Science e Scopus, pur essendo l’articolo già ufficialmente pubblicato e registrato sotto Cineca e U-Gov entro il 20 novembre (e risultando dunque conteggiabili anche le citazioni già “esistenti” in tale pubblicazione che “esiste” alla suddetta data), sarà possibile segnalare tempestivamente ad ANVUR questi dati ed i valori conseguentemente aggiornati degli Indicatori, in modo da ottenere semaforo verde prima dell’invio della domanda?”

  2. Analisi assolutamente condivisibile dei cui risultati, in termini macroscopici, ho pochi dubbi. Personalmente, avrei analizzato, però, la mediana relativa all’hc-index perché credo sia l’unica che debba necessariamente esser calcolata su una popolazione di valori interi. Difatti, anche il numero di articoli negli ultimi 10 anni (mediana A dei settori bibliometrici) potrebbe avere valori frazionari (se l’autore ha un’età accademica inferiore a 10 anni). Questo vuol dire che la mediana può benissimo essere frazionaria anche per popolazioni di docenti dispari (e credo che in molti settori concorsuali ci sia almeno un “giovane” docente). Ovviamente questa considerazione non credo riesca a giustificare i valori numerici delle nuove tabelle: il fatto che la mediana sia sempre semintera (parte decimale 0.5) credo sia statisticamente poco probabile.
    D’altra parte, la stessa analisi effettuata sulle mediane dell’hc-index, non dovrebbe dar luogo a dubbi, ed effettivamente esistono settori con mediana semintera e popolazione docenti dispari.

    Un’ultima considerazione relativa ai valori di hc-index nulli anche se le citazioni normalizzate sono diverse da zero. Pur esistendo almeno un articolo con almeno una citazione, l’h-index sarà sicuramente maggiore o al più pari ad 1, ma l’hc-index non è detto che lo sia. Difatti, per come ho capito che si calcola, sarebbe sufficiente che l’articolo con una sola citazione abbia un’età superiore a 4 anni per far sì che il peso delle citazioni sia inferiore ad uno e, immagino, non riesca ad essere considerato nel conto degli hc articoli con almeno hc citazioni normalizzate (ipotizzando che hc debba essere l’intero inferiore).

    Saluti e grazie per il lavoro svolto.

    • OK. se la mediana A fa riferimento ai candidati commissari, non c’è normalizzazione per cui effettivamente le mediane sono calcolate su popolazioni di valori interi. 😉

    • “l’h-index sarà sicuramente maggiore o al più pari ad 1, ma l’hc-index non è detto che lo sia”

      Gli arrotondamenti sono fatti per eccesso, per come è definito l’indice. Quindi basta una citazione su un qualsiasi lavoro, anche di 20 anni fa, per avere h_c=1.

  3. Eccellente analisi. Tutta l’accademia italiana dovrebbe essere grata a Roars e a De Nicolao, che gettano un po’ di luce sull’opacità delle procedure dell’ANVUR. Non sono in grado di entrare nei dettagli tecnici, ma una cosa risulta ora (ancor più) chiara. L’ANVUR non sembra affatto un’agenzia neutra, “terza”, occupata a valutare la qualità della ricerca, ma un vero e proprio ufficio del Ministero destinato a “regolare il traffico” (i semafori!) concorsuale, con particolare attenzione al numero degli abilitandi e al contenzioso. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, per rispolverare il vecchio aforisma andreottiano. L’unica possibilità di essere smentiti e di diradare i sospetti è che l’ANVUR mostri, come è doveroso, le sue carte. E che smetta di promettere ciò che non mantiene (ultimo caso: la pubblicazione delle riviste di fascia A “entro la settimana corrente”. Oggi è lunedì).

  4. Buona l’idea di analizzare criticamente i dati, ma attenzione ad alcuni refusi: non so se è un problema del mio visualizzatore ma trovo nel testo molti scambi fra ” non bibliometrici” e “bibliometrici”. Inoltre quando si parla di Hc index non è chiaro se invece ci si voglia riferire a H index (per i commissari) in tal caso sarebbe valido il discorso della impossibile nullità in presenza di citazioni…
    Cordiali saluti

    • Mi correggo: è chiaro che si parla di Hc perche si fa riferimento alla tabella per PA. Allora la considerazione dell’articolo sulla impossibilita della nullità a fronte delle citazioni è sbagliata.
      Dipende dal fatto che le citazioni sono su vecchi articoli che contano poco per Hc

    • @paolomal: bisogna considerare che nella formula di h_c c’è un arrotondamento all’intero superiore:

      “Definizione. Un ricercatore ha un indice h contemporaneo pari a hc se hc delle sue pubblicazioni hanno un indicatore citazionale S(i,t) il cui intero superiore é >= hc, e le restanti pubblicazioni hanno un indicatore citazionale S(i,t)< = hc ." Fonte: "La normalizzazione degli indicatori per l’età accademica" http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/normalizzazione_indicatori_0.pdf Come ulteriore spiegazione, riporto un estratto del messaggio dell'attento lettore (a cui va il mio ringraziamento) che ci ha segnalato l'impossibilità di avere h_c = 0 quando c'è almeno una citazione. "nel documento ANVUR si richiede che l'intero superiore dell'indicatore citazione S(i,t) sia >= h_c ….

      A questo punto si pone domanda: quale indicatore ha usato ANVUR per il calcolo delle mediane. Apparentemente non ha usato quello che ha definito nel documento. Infatti nelle mediane PA del settore 07/A! la mediana di h_c è 0 mentre quella del numero di citazioni normalizzato è 0,33. Da una ricerca sul sito CINECA risultano 111 PA in servizio nel settore in questione. Visto che 0,33 > 0 almeno 56 associati hanno almeno una citazione e di conseguenza l’indice h_c
      della definizione ANVUR deve essere >=1. Quindi ,almeno per questo settore l’ANVUR sembra non aver usato la sua definizione. Cosa è accaduto negli altri casi?”

    • Allora non ho capito nulla! Nel documento ANVUR citato si afferma che la normalizzazione avviene per chi ha un’età accademica inferiore ai dieci anni. E gli altri? E come influiscono sul calcolo dell’età accademica i periodi di congedo? E per i non strutturati, come si calcolano?

    • La citazione c’è ma non si vede!
      Fermo restando che l’ANVUR deve pubblicare almeno le procedure di calcolo “effettivamente” utilizzate, azzardo l’ipotesi che il numero di citazioni è stato calcolato su tutta la produzione scientifica (come previsto dalla definizione), invece l’h_c solo sulle pubblicazioni indicizzate e/o degli ultimi 10 anni.

    • Buongiorno e complimenti ai curatori del sito per la qualità delle informazioni e per l’intensità e il livello del dibattito.

      Vorrei tornare sulla questione dell’arrotondamento all’intero superiore di S(i,t) nel calcolo di Hc, dal punto di vista del potenziale candidato.

      Prendendo alla lettera la definizione dell’ANVUR, riportata nei precedenti commenti, si direbbe che Hc=8 per un ricercatore che ha 7 pubblicazioni con S>=8,0 ed una con S=7,1 il cui intero superiore è 8.

      Questo arrotondamento all’intero superiore non è presente nella definizione citata dalla stessa ANVUR (Sidiropulos et al. 2007), secondo cui il ricercatore suddetto avrebbe Hc=7.

      Anche il software “Publish or Perish” calcola in questo caso Hc=7.

      Devo dedurre che l’ANVUR ha dato una definizione diversa di Hc, oppure ho capito male?

      Grazie per le vostre risposte.

    • Deduce bene. È una definizione diversa. Però, se danno quella definizione devono (?) rispettarla sia nel calcolo degli h_c che servono per stabilire le mediane sia nei calcoli degli h_c dei candidati.

    • Grazie della segnalazione dei refusi di cui mi scuso con i lettori. Spero di averli corretti tutti. Le sottigliezze di h_c sono state spiegate negli altri commenti.

    • Ho una perplessità legata all’inserimento dei professori straordinari nel calcolo della “popolazione” di riferimento. I vari decreti e delibere fanno riferimento a prof. ordinari e solo in un paio di casi parlano genericamente di docenti e non si usa mai la formula inclusiva “professori di I fascia” per il calcolo degli indicatori. Ma forse mi sbaglio.

  5. Scusate il cambio di argomento, ma l’ANVUR non aveva dichiarato che in settimana (la scorsa, visto che l’avviso era del 27 agosto) avrebbe pubblicato la lista delle riviste in fascia A? “Entro la settimana corrente pubblicheremo la lista delle riviste di fascia A per le aree non bibliometriche”
    Qualcuno ne sa qualcosa?

  6. Resta di stucco è un barbatrucco!
    Non so se può interessarvi ma ho completato la mediana “#citazioni normalizzate per EA” per gli associati 01/A3. Si tratta di 279 professori.
    Per fare questo ho utilizzato il database MathScinet che indicizza anche pubblicazioni e citazioni non ISI. La mediana quindi dovrebbe risultare più alta di quella ANVUR.
    E invece…
    L’ANVUR sostiene che la mediana sia 4,34 e invece a me risulta 3,29.
    Per avere una mediana confrontabile con 4,34, bisogna eliminare i 30 associati meno produttivi.
    Invio entro oggi la raccomandata per l’accesso agli atti.
    A chiunque sia interessato posso rendere disponibili i dati da me raccolti.

    • Ci potrebbero essere riviste/proceedings su (ISI+proceedings)/Scopus di materie affini alla matematica che su mathscinet non ci sono. Quindi le citazioni potrebbero essere in effetti superiori su (ISI+proc)/scopus che non su Mathscinet. Dico potrebbero, ma non ne sono certo.

    • Possibile, ma al netto di tutte le riviste non isi che invece mathscinet conta (mi riferisco soprattutto ad alcune riviste italiane che non sono isi o che non lo erano fino ad alcuni anni fa) credo che i proceedings non abbiano un peso significativo. Anche perché per esperienza mathscinet è più generosa di ISI/WOS, soprattutto nei confronti di chi ha una carriera medio-lunga.
      Credo che la partita si sia giocata sull’età accademica, sulla cui determinazione ci si è basati sulla buona fede dei docenti. E poi sono curioso di sapere come hanno utilizzato i dati di coloro che il sito Cineca non lo hanno mai utilizzato…

  7. Ma l’Hc può venire mai 0? Se ho una solo pubblicazione, citata una volta, in qualunque caso avrò un S(t) maggiore di 0 (prossimo allo zero, ma maggiore). Pertanto, arrotondando all’intero superiore, avrò Hc=1. E’ corretto?

  8. Come stabilire se escludere o meno le mie prime pubblicazioni? C’è un criterio oggettivo? Nel mio caso le pubblicazioni (risalgono al 2002 e mi penalizzano di 5 anni) sono su argomenti affini al mio settore attuale, come dimostro che non è strettamente il mio settore?

  9. Ringrazio Giuseppe De Nicolao per la citazione ma, soprattutto, per l’ottima analisi. L’ANVUR risponderà con l’ennesima FAQ.

    Una mediana può venire semintera per un gruppo di docenti in numero dispari?

    Si, perchè tanto non cambia nulla per chi la deve superare e/o perchè in qualche caso l’abbiamo calcolata su un campione e/o perchè abbiamo escluso dalla lista chi non aveva lavori sul database del cineca e/o su WoS e/o su Scopus e/o perchè tanto le mediane sono indicative e/o ….

  10. dalle FAQ ANVUR:

    Come è stata effettuata la normalizzazione per età accademica?
    Come da delibera 50, è stato considerato l’anno nel quale compare la prima pubblicazione su loginmiur. Sia esso l’anno T. L’ età accademica (EA) è pari a ((2012 – T) +1).

    …Nei settori non bibliometrici:
    1. per gli aspiranti commissari non è prevista alcuna normalizzazione
    2. per gli aspiranti alla abilitazione la normalizzazione, per tutti e tre gli indicatori, è prevista se la prima pubblicazione scientifica è successiva al 2002 e avviene moltiplicando il numero di pubblicazioni per il fattore (10/EA).”

    Perchè qui si normalizza solo se la prima pubblicazione è successiva al 2002??? Perchè questa dispartà con i bibliometrici?

    • Forse mi è sfuggito qualcosa ma se ho ben capito ai fini dei tre indicatori di produttività entrano, per i non bibliometrici, solo le pubblicazioni successive al 2002 (da rapportare in numero a 10 anni per le abilitazioni qualora i candidati siano sufficientemente giovani). Per i non bibliometrici strutturati prima del 2002 si poteva anche fare altro, per i bibliometrici invece se si faceva ricerca si rischia l’effetto antimateria se gli articoli vecchi non hanno ricevuto un numero molto alto di citazioni. Questa è veramente difficle da mandare giù.

  11. Forse ho capito male, ma leggo nell’articolo che il numero di articoli e capitoli di libri nei settori non bibliometrici non sarebbe soggetto a normalizzazione per età accademica; e che, dunque, i relativi indicatori individuali e la mediana avrebbero dovuto essere necessariamente numeri interi.

    In realtà, il DM 76 (allegato B, punto 3, lettera a) descrive la prima e la seconda mediana nei settori non bibliometrici così: «il numero di libri nonché il numero di articoli su rivista e di capitoli su libro dotati di ISBN pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del decreto di cui all’articolo 3, comma 1, del Regolamento. Per questi indicatori [NB: al plurale – per ciascuno dei due indicatori] la normalizzazione per l’età accademica interviene soltanto nel caso in cui questa sia inferiore a dieci anni».

    Dunque, per quanto ora interessa, la normalizzazione si applica a entrambi gli indicatori di cui alla lettera a). Anche il numero di articoli e capitoli di libri nei settori non bibliometrici è soggetto a normalizzazione per età accademica.

    Circola la voce che, nelle mediane calcolate in applicazione della lettera a), i valori frazionari siano dipesi appunto dall’applicazione della normalizzazione per età accademica anche nell’elaborazione della lista dei valori da dividere in due. Es. se i valori mediani fossero 1 (associato con una monografia) e 1,1 (associato con una monografia normalizzata per età accademica di 9 anni) la media sarebbe 1,05. O no? Forse, inizialmente, si era scelto di non applicare la normalizzazione in questo calcolo.

    Ciò detto, a questo punto, il massimo di trasparenza da parte dell’ANVUR sarebbe non solo doveroso, ma nell’interesse di tutti. Se serve, c’è ancora il tempo per fermarsi, riflettere ed eventualmente correggere. Non sia mai che eventuali errori o incoerenze nel calcolo delle mediane vengano fuori davanti a un TAR, nel corso di un contenzioso che potrebbe bloccare tutta la procedura dopo il suo inizio.

    • Esattamente. L’ho spiegato all’inizio della Sezione 2:

      “Nel seguito ci concentreremo sui seguenti indicatori relativi agli aspiranti commissari:

      […]

      Entrambi gli indicatori sono riferiti ai lavori scientifici pubblicati nell’ultimo decennio. Abbiamo scelto questi indicatori perché entrambi

      – sono numeri interi
      – non sono soggetti a normalizzazione per l’età accademica.”

  12. **********************************************************
    RISPOSTA ANVUR ALLA RICHIESTA DATI

    **********************************************************
    Egregio collega

    In riferimento al suo gentile fax in data odierna, la richiesta di dati individuali, ancorchè anonimizzati, non è consentita dal decreto 76 e dalla delibera 50. Il decreto impone all’ANVUR la pubblicazione di dati statistici (mediane). La messa a disposizione dei semafori sui siti docente è stata una iniziativa dell’ANVUR, non dovuta per legge, volta proprio a comunicare direttamente con i colleghi.

    Confermo infine che i dati individuali degli aspiranti commissari verranno ricalcolati alla luce del CV presentato entro il 28 agosto, consentendo naturalmente possibili modifiche del semaforo.

    Cordiali saluti

  13. Scusate: una domanda sul come normalizzare l’età accademica con le mediane. Nel mio caso (settore non bibliometrico) mi sembra di capire che sia un’operazione da fare tutte le volte in cui la prima pubblicazione sia successiva al 2002.
    Ora se la mediana per gli articoli è 8, chi non normalizza ha disposizione 11 anni (dal 2002 al 2012).
    Se io ho fatto la mia prima pubblicazione nel 2004 penso che la mediana normalizzata del caso dovrebbe essere 6,4 (e quindi superabile con 7 articoli). Ma applicando il criterio di cui sopra ((2012 – T) +1) e in particolare il +1 viene 7,2 (i 7 articoli non bastano più).
    Non vi sembra che il meccanismo finisca con il parificare chi ha iniziato a pubblicare nel 2002 e nel 2003 e, in genere, “rubi” un anno a tutti quelli post 2004?
    Chiedo già scusa, se ho preso un abbaglio

    • No, non hai preso un abbaglio, se leggi i post degli ultimi giorni (da quando l’anvur ha aggiornato le già deliranti FAQ) il tema ricorre.
      Hai centrato il problema: prima l’anvur ha chiamato 2002 2012 decennio e poi a conti fatti lo ha trasformato in un undicennio, equiparando chi ha iniziato la carriera nel 2003 con chi ha iniziato la carriera nel 2002. Sono ridicoli…

    • Più che altro, mi sembra una follia.
      Me ne sono accorto proprio perchè (al di là del fatto che ho due articoli in corso di pubblicazione che dovrebbero uscire prima del 20.11) oggi mi ritrovo a 7. E sono sotto, secondo loro, ma sopra secondo un’operazione che mi sembra logica.
      Grazie del riscontro

    • La sequenza delle operazioni è abbastanza complessa. Cito me stesso (Abilitazioni: arriva il “decreto dissuasivo” per gli aspiranti commissari, https://www.roars.it/online/?p=11091):

      “Quali sono i tempi della procedura secondo gli artt. 4 e 5 del Decreto Direttoriale 27 giugno 2012 n. 181?

      – Entro dieci giorni dal 28 agosto, il Direttore generale della Direzione per l’Università, lo studente e il diritto allo studio universitario, espletate le verifiche formali del caso, accerta la pubblicazione del curriculum vitae degli aspiranti commissari sul sito del MIUR e ne trasmette la lista all’ANVUR
      – Entro ulteriori trenta giorni dalla ricezione della lista l’ANVUR accerta il rispetto dei requisiti di qualificazione scientifica (mediane incluse).
      – Se l’ANVUR reputa l’aspirante commissario non possegga i requisiti, ne informa il Direttore generale, il quale entro dieci giorni ne dà comunicazione all’interessato tramite posta elettronica (o, in subordine, tramite raccomandata A.R.).
      – Entro dieci giorni dal ricevimento della predetta comunicazione, l’interessato può presentare al Direttore generale le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti e memorie.
      – L’ANVUR decide entro dieci giorni dalla presentazione delle osservazioni.

      In totale si tratta di 10+30+10+10+10 = 70 giorni che vanno contati a partire dal 28 agosto, arrivando in tal modo oltre la fine di ottobre, quasi a ridosso con la scadenza del bando per i candidati all’abilitazione scientifica nazionale fissata per il 20 novembre.”

    • Si autocita?! Parafrasando Fantozzi: Tu Mancia!!! Tu ti autociti?!!! In questo modo Tu aumentare h-index!

      Grazie per le informazioni.
      Quindi avevo capito male che si sarebbe saputo qualcosa molto presto sui commissari papabili.

  14. “Le mediane sono puramente indicative” ANVUR

    “Confermo infine che i dati individuali degli aspiranti commissari verranno ricalcolati alla luce del CV presentato entro il 28 agosto, consentendo naturalmente possibili modifiche del semaforo.”
    ANVUR

    Se 2 + 2 fa quattro è facile capire che anche nell’ipotesi che si avranno i dati l’ANVUR potrà sempre dire di aver applicato una formula che permettesse di avere una mediana indicativa, che fosse più possibile vicino al vero, ma non necessaramente precisa. Stbilita questa mediana, ora sta al candidato superarla, “giocando” con le sue pubblicazionipresentando o non presentando quelle che meglio crede.
    Se uno toglie delle vecchie pubblicazioni, magari si accorcia l’età accademica, ma nello stesso tempo rischia di non superare la mediana delle citazioni(?). tutto dipende da fattori casuali: se le sue vecchie pubblicaszioni sono citate tantissimi o pochissimo.
    E’ plausibile tutto questo???

  15. Ottima analisi. Ma per dire che ci stanno prendendo in giro basta considerare l’h_c, palesemente illegale. Comunque in tutto questo voglio solo ricordare che e’ facolta’ delle commissioni di cambiare tutto, basta motivarlo. Se io fossi commissario ci penserei bene, prevedendo i ricorsi e consideando la difficolta’ nel calcolare questi valori per centinaia di candidati verificando che non ci siano falsificazioni, e questo in tempi brevissimi! troverei una scusa qualunque per cambiare tutto e fare qualcosa che sia meno attaccabile in tribunale.
    Vedremo ma quello che inizia cosi’ male non puo’ finire bene.

  16. C’è una cosa che non mi è ancora totalmente chiara.
    Il superamento delle mediane è condicio sine qua non per l’abilitazione? Oppure le commissioni possono essere decidere autonomamente ed abilitare anche qualcuno che non supera le mediane, magari motivandolo prima?
    Prendiamo un caso a caso. Io. Mediana bibliografica 1 (lavori negli ultimi 10 anni), x.5. Lavori miei:x. Mediana 2 (citazioni/EA): y. Valore mio: y-y/10. mediana hc: z. Valore mio: z (quindi non supero). Sono in un settore dove le le mediane sono alte, tutte di due cifre! La EA mi frega alla grande, che ci posso fare se ho pubblicato un lavoro con più di cento citazioni da studente?
    L’ironia è che da anni dico che a questo punto della mia carriera non sarà un lavoro o una citazione in più o in meno a fare la differenza!

    • Dal DM sulle abilitazioni:

      art6 c5. Qualora la commissione intenda discostarsi dai suddetti principi è tenuta a darne motivazione preventivamente, con le modalità di cui all’articolo 3, comma 3, e nel giudizio finale.

      art3 c3. L’individuazione del tipo di pubblicazioni, la ponderazione di ciascun criterio e parametro, di cui agli articoli 4 e 5, da prendere in considerazione e l’eventuale utilizzo di ulteriori criteri e parametri più selettivi ai fini della valutazione delle pubblicazioni e dei titoli sono predeterminati dalla commissione, con atto motivato pubblicato sul sito del Ministero e su quello dell’università sede della procedura di abilitazione. La ponderazione dei criteri e dei parametri deve essere equilibrata e motivata.

      In sostanza l’ANVUR ha lanciato il sasso e nascosto la mano. Sarà solo la commissione responsabile delle sue scelte anche ratificando i criteri ANVUR. Cosa che comunque deve fare all’inizio dei suoi lavori una volta insediata. Se uno si iscrive farà sempre in tempo a ritirarsi secondo le modalità stabilite nel DM.

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