Dopo le cifre relative alle abilitazioni e alla designazione dei commissari per i settori c.d. “bibliometrici”, la ruota di ANVUR ha finalmente prodotto i numeri rilevanti per i settori non bibliometrici, ossia le scienze umane e sociali. Avrebbero dovuto essere rese note anche le classifiche di riviste costruite per identificare gli autori di eccellenza: coloro che, pur trovandosi eventualmente sotto le prime due mediane di produttività, hanno collocato un numero congruo di prodotti in contenitori ritenuti di fascia A e debbono comunque essere ritenuti meritevoli.

Le mediane possono essere consultate a questo link: http://www.anvur.org/?q=asn-documenti

Dato che le mediane sono riferite ai settori concorsuali, riportiamo anche la tabella di corrispondenza tra settori concorsuali e settori scientifico disciplinari:

Tabella SSD-settori concorsuali

Di seguito le primissime osservazioni e commenti:

1. Le mediane sono tre:

  1. libri dotati di ISBN;
  2. articoli su rivista e capitoli di libro dotati di ISBN”;
  3. articoli su riviste appartenenti alla classe A.

2. Sul sito dell’ANVUR non sono al momento disponibili gli elenchi di riviste appartenenti alla classe A.

3. Da notare, inoltre, che nelle conclusioni del Documento di accompagnamento si specifica che non è ancora disponibile la classificazione delle riviste in fascia A per l’Area 12 (Scienze Giuridiche):

Nelle tabelle manca il valore della mediana del terzo indicatore, relativo al numero di articoli pubblicati nelle riviste di fascia A, per tutti settori concorsuali dell’area 12. Ciò è dovuto alla mancata formulazione di una proposta di classificazione da parte dei componenti dell’area 12 del Gruppo di lavoro Libri e riviste scientifiche, che fosse condivisa dagli esperti della Valutazione della Ricerca (GEV), dalle società scientifiche del settore e dal Gruppo stesso . La mancata pubblicazione della mediana del terzo indicatore ha avuto il supporto esplicito del MIUR.
L’ANVUR sta ancora lavorando alla classificazione utilizzando altre fonti di informazione previste dal RM, nella prospettiva che le commissioni di concorso dell’area 12 possano farne uso.

 

4. La classificazione delle riviste in fascia B e C è stata rinviata:

Il RM impone all’ANVUR di produrre una classificazione in tre fasce di merito. Allo scopo di consentire l’avvio delle procedure di abilitazione scientifica nazionale, l’ANVUR ha convenuto di concentrare gli sforzi nella classificazione in fascia A, necessaria alla costruzione del terzo indicatore, rinviando al futuro la classificazione ulteriore in fascia B e C.

 

 

 

 

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141 Commenti

  1. Scusate se posto in questo topic, ma non so se l’argomento è stato trattato in altri topics. I files delle pubblicazioni da caricare ai fini della domanda di candidatura devono essere in PDF, ok. Ma nei vari decreti e direttive non si capisce bene. Da qualche parte mi pare che si dica che devono essere i files forniti dall’editore. Che significa, che devono essere “certificati” in qualche modo dall’editore stesso oppure possono essere dei semplici PDF in formato testo seppur conformi agli originali ? (tipo se ho un file bozze, gli do’ un’aggiustatina e via )In mancanza di questi si possono caricare PDF in formato immagine, ottenuti cioè da scansioni ? Io credo che questi ultimi siano molto più “conformi all’originale” di qualsiasi PDF testo seppur fornito dall’editore.

    • Teoricamente dovresti pubblicare il paper così come stampato dall’editore (non hai accesso alla rivista? Non è online? Non hai reprints?). Credo che si possa scannerizzare reprint. Direi di no, il paper pubblicato è quello che fa fede. Non vedo perché dovrebbe essere diversamente.

  2. Per il mio settore (13D1) l’85% dei ricercatori strutturati ha i requisiti per la domanda di abilitazione da associato e l’80% per quella da ordinario. Restano fuori giusto gli appena assunti. Per i settori affini (13D2 e 13D3) le cose vanno ancora meglio. Alla faccia della meritocrazia. Ci vorrebbe un tetto, magari calcolato come fascia percentuale dell’organico di ogni settore. E’ evidente che passeranno tutti perchè ogni commissione è “in competizione” con quella dei settori affini e non ha nessuna convenienza a limitare gli idonei. Bisognerebbe che dall’alto fossero consapevoli di questi meccanismi.

    Tutta la riforma è uno schifo. E mi sorprende trovare ancora qualcuno che difende l’operato della Gelmini.

    • Accidenti! Però le mediane non sono tutto.
      Paradossalmente il tuo post smentisce molti dei post by Roars dove si ‘certifica’ il fatto che molte persone verranno ingiustamente escluse. Nel tuo caso troppo persone verranno (forse ingiustamente) incluse.

      L’unica certezza (forse) è che non si può generalizzare. Pare che le cose siano molto diverse tra SSD. Escludendo trucchi sarebbe un esecizio interessante capire perché. Ma dovremmo avere i dati ANVUR…ahimé

  3. Mi permetto un post qui, dove il punto del discutere sono i settori bibliometrici, per commentare vari post apparsi altrove (https://www.roars.it/online/?p=11286#comment-2193,https://www.roars.it/online/?p=11286#comment-2216, ecc..)

    “… uno dei principali indizi dell’inaffidabilità dei dati su cui sono state calcolate le mediane. Se si confrontano le tabelle Candidati-commissari e le tabelle Candidati-abilitazione-PO, non tornano i conti sull’età accademica (per molti settori concorsuali sono troppo basse).”

    Ora oggi mi son preso la briga di controllare. Ho preso PDF tab1 e tab2 (commissari e PO), convertiti in XLS e fatto due conti.
    Thor sostiene che l’età (accademica) mediana dei PO debba essere circa 30 anni (anno più anno meno). Ebbene ho incrociato i dati, calcolato # citazioni nom ATTESO nel caso età accademica fosse 33 (grossolanamente dividendo # citaz mediano/ 33) e calcolato (obs – exp)^2/exp (chi mastica un pelo di statistica base questo nel caso Obs ~ Exp è un chi quadrato). Ebbene il valore di atteso di tale rapporto non è zero, ma 1 (uso 1 df). La probabilità che sia superiore a 3.85 è del 5%. Ora la cosa è mooolto brutale ma in pratica solo 7 SSD (raggruppati o meno) sono sospetti e solo 3 fortemente tali. Ragazzi SETTE(TRE) su 127 che ho considerato!!!

    Vediamoli (# citaz, # citaz norm, # citaz/33)
    09/A1 = 6, 5.6, 0.18
    MED/49 = 1774, 78.68, 56.76
    06/D2 = 2457, 103.78, 74.45
    ING-IND/02 = 171, 0.16, 5.18
    ING-IND/12 = 54, 4.69, 1.64
    07/H3 = 341, 18.5, 10.33
    06/D1 =2207, 87.24,66.88

    Ora il gioco è bizzarro, dato che solo ING-IND/02 riporta un indice normalizzato PIU’ BASSO dell’atteso.

    Ovviamente il calcolo è per l’appunto un gioco quasi. Stiamo in effetti semplificando un po’ tanto la cosa, ma ho seguito gli argomenti apportati da altri.

    Se ho sbagliato, cosa possibilissima (dormito poco oggi…tornato in Italia e fa caaaaldoooo), chiedo venia.
    Se invece no…allora ci sono N post (N piuttosto grande) costruiti su sospetti infondati.

    • Ma cosa stai dicendo? Cosa è obs e che cosa è exp? e cosa rappresenta 3.85? L’età accademica che si può dedurre da tab1 e 2 dei bibliometrici è non superiore a 29-30. Questo vuole dire che gli articoli più vecchi caricati da questi PO non vanno oltre il 1983 (2012-1983+1=30). Questo potrebbe anche volere dire che le citazioni mettendoci gli articoli più vecchi possano salire e anche fare levitare verso l’alto la seconda mediana. Non sto cercando di abbassare le mediane dividendo forzatamente per un numero più grande. Nel 1983 ero studente e molti di questi signori, allora giovani scienziati, erano già in attività da diversi anni. Ci stiamo chiedendo se è giusto che le mediane siano calcolate su sottoinsiemi di lavori quando al candidato si impone di metterli tutti. Vogliamo vedere i dati dell’anvur non truccare alcunchè. Se un PO è entrato di ruolo nel 1983-4 (ricercatore) e non ha ritenuto opportuno inserire i lavori di quando era borsista, assistente o altro, possiamo pensare che vada bene altrettanto sugli aspiranti PA e PO? Se NO ricalcoliamo le mediane facendo firmare un atto a chi si registra i lavori in cui dichiara sotto la propria resonsabilità ai sensi delle leggi vigenti che ciò che ha fatto corrisponde al vero. Bastava che il MIUR predisponesse un apposito bottone al cineca. Bastava un clic.

    • Thor, ma sbaglio ho TU hai ipotizzato una mediana di età accademica pari a 33? Nel post c’è il link al TUO post.
      E bada che è mediana, quindi 50% sopra e 50% sotto. Quindi ci saranno quelli con età accademica > 33 e quelli minori. Oltretutto Di Nicolao
      ‘È bene ricordare che nel 2010 l’età media dei PO ordinari era 59,2 anni..’
      Quindi potrebbe essere 26 anni età primo paper (59-33)? Non così assurdo. Non tutti pubblicano la propria tesi (24-25 anni)?

      Obs = # citaz normalizzate OSSERVATE (cioè riportate sulfile)
      Exp = # citaz/33 => l’atteso secondo l’età accademica mediana da TE suggerita.

      1983 entra in ruolo da RU? Quindi circa 30 anni…di MEDIA!? Magari nel 1983 era così…

      Comunque l’età accademica ‘desunta’ (#citaz norm/# citaz) è 45 e la mediana è 28. Ma non dice nulla sulla concordanza dei dati con un ipotetico atteso. Mettiamo età accademica ‘mediana’ = 35 (primo paper a 24 circa), le deviazioni sospette diventano 9!

      Ora dire che i dati DIMOSTRINO in modo LAMPANTE che ci sono delle storture nei dati inseriti usando gli argomenti del #citaz normalizzato o no mi pare un po’ azzardato
      (3.85 => nel Chi2 con 1 g.d.l. è il valore superato dal 5%.)

      Tutto il resto sono solo parole, parole, parole.

    • Se stimiamo

      età accademica = citazioni_tot / citazioni_per_anno

      I numeri sono questi (su 125 casi)

      – 109 età accademiche < 33 anni di cui - 79 età accademiche < 30 anni di cui - 28 età accademiche < 25 anni @Stef: ho qualche dubbio sul suo test statistico per due motivi: - la statistica è veramente un chi quadro standard a un grado di libertà? Che ipotesi stiamo facendo sulle distribuzioni in gioco? Possibile che le numerosità dei settori concorsuali non entrino in gioco? - i trabocchetti dei test univariati ripetuti sono noti; in questo caso l'ipotesi nulla H0 va confrontata con l'ipotesi H1 che una popolazione incompleta dei siti abbia introdotto un bias nell'età accademica dei docenti: il test andrebbe fatto in un colpo solo usando tutti i dati insieme. Comunque, anche senza statistica, trovare 79 età accademiche sotto i 30 anni di cui 28 sono persino sotto i 25 anni desta pesanti perplessità.

    • Qui non possiamo così banalmente stimare l’età dai dati. Il dato # citaz norm è un mixture tra la distribuzioni delle citazioni e dell’età accademica. E se il maggior numero di citazioni provenisse dai PO più giovani? Mi pare che le tue assunzioni sulla relazione # citazioni vs età siano assai più discutibili delle mie. E comunque quale errore ha quella stima?

      Qui il punto è confrontare 2 distribuzioni non stimare l’età. Allora abbiamo una distribuzione osservata, le # citaz normalizzate. Ne abbiamo una attesa, quella in cui banalmente facciamo # citaz/33. Sono simili. Bene, io NON ho fatto alcun test (e avevo anche sbagliato l’appaiamento di 1 settore). La cosa equivale a fare un quantile-quantile plot di chi2 calcolato come detto e quallo atteso. Ci sono in effetti alcuni valori molto strani. Togliamo 06/D2 e MED/49 (i 2 casi più estremi) e il test del chi2 su tutti i dati è NON SIGNIFICATIVO.

      H_0 = la distribuzione di #citaz norm = #citaz/35
      H_1 = non sono simili.

      La stessa cosa se fai un Kolmogorov Smirnov (più robusto). In tal caso è non significativo (p=0.3) semplicemente fra tutti. E morta lì.

      L’ipotesi che metti tu è assai più complessa da valutare con i dati disponibili, e soprattutto NON LA DIMOSTRI CON I TUOI CALCOLI.

      L’H_0 è come l’innocenza in tribunale: vera fino a prova contraria. Quali prove adduci tu? Su quali assunzioni si basano?

      “a statistica è veramente un chi quadro standard a un grado di libertà?”

      beh, ci va molto vicino non trovi? In cosa non ti piace, 1 df?

      ‘Possibile che le numerosità dei settori concorsuali non entrino in gioco?’

      Perché ti poni tale problema solo con i MIEI di calcolie non con i tuoi? Eppoi che c’entra? I dati sono tutti a livello di SSD, sia per età che per # citaz ecc. Lo scarto è funzione dell’atteso che è # citaz/35. Ciò che conta è # citaz non quante persone l’hanno generato (soprattutto perché tendenzialmente non poche)

      “Comunque, anche senza statistica, trovare 79 età accademiche sotto i 30 anni di cui 28 sono persino sotto i 25 anni desta pesanti perplessità”

      Ma ROARS non era posto dove si discuteva solo di dati ben circostanziati? Delle sensazioni di pelle non corrispondono a questo. Soprattutto perché si insinuano dubbi. Orbene ci vogliono prove non perplessità per insinuare che è tutto unn baraccone. Sennò discutiamo sul niente

    • @Giuseppe De Nicolao: Dimenticavo

      “@Stef: ho qualche dubbio sul suo test statistico per due motivi:”

      Nessun problema per me: mostramene uno migliore e ne discutiamo. Non basta criticare bisogna mostrare numeri alla mano, circostanziando, come richiedi giustamente a me, assunzioni di partenza.

    • @Stef: Ripeto la domanda: quale ipotesi nulla stiamo testando? Un test ha senso solo se viene specificato quali sono le distribuzioni sotto l’ipotesi nulla.

    • @Di Nicolao: Ripeto citandomi

      “Qui il punto è confrontare 2 distribuzioni non stimare l’età. Allora abbiamo una distribuzione osservata, le # citaz normalizzate. Ne abbiamo una attesa, quella in cui banalmente facciamo # citaz/33. ” (in realtà 35, refuso)

      Non mi interessa definire una distribuzione PARAMETRICA di # citaz & #citaz/35, voglio solo valutare quanto se sono simili.

      H_0 = le distribuzioni sono simili
      H_1 = le distribuzioni non sono simili

      Un libro di Statistica non parametrica potrebbe bastare come riferimento.

      Detto ciò…va benissimo…i miei calcoli non valgono nulla. Accettabilissimo. Ma i tuoi? Rispondi TU ora alle tue domande. E soprattutto ricorda che dato che sei TU a voler sostenere la falsità dell’ipotesi nulla (che i PO abbiano fornito informazioni confacenti la verità sia per tab1 che tab2) sei TU a dover spiegare in modo RIGOROSO come fai a DIMOSTRARE che ciò NON E’ VERO.

      Aspetto un bel post, con assunzioni, ipotesi, test condotti, distribuzioni, p-values e quant’altro. NON sensazioni.

      Ora mi sono spiegato?

    • Ti vengo incontro.

      Calcoliamo le età come avete fatto. La media è 28 l’intervallo di confidenza al 95% è 27-29.
      Quindi CON TUTTE LE APPROSSIMAZIONI DEL CASO le età complessimante potrebbero essere in questo range. Scandaloso? Boh, vorrebbe dire 30-31 primo paper circa. Forse un po’ tardi, chissà. Ma alla luce dell’effetto sull’indice che vogliamo considerare # citaz norm l’effetto, come già evidenziato, è statisticamente marginale, assai più di tutte le assunzioni fatte per arrivare a queste conclusioni.

    • In qusto momento non ho molti mezzi a disposizione e quindi ho solo fatto dei copia incolla e fatto qualche conto suscettibile di errore per le condizioni in cui sto operando. Comunque queste sono le strisciate delle presunte eta ottenute dal rapporto in questione per i settori da 1 a 5 (SMFN). Ognuno faccia le considerazioni che vuole.
      I fisici sembrano essere i più ligi ai loro doveri. Non commento le eta superiori a 40 figuriamoci cosa mi si dovrebbe dire se aggiungessi che questi numeri le sottostimano.
      1:
      25.7353 28.6164 27.7428 31.1703 23.0032 24.4076 24.6905
      2:
      32.4900 31.8464 34.8754 34.0549 27.8845 43.1138 33.2058 34.0033 45.0075
      3:
      29.6501 29.8622 30.2265 25.4836 30.2751 38.3764 27.6941 28.1373
      4:
      27.9078 20.5663 28.8436 27.8146 23.8165
      5:
      25.0786 25.0786 26.8120 28.8451 28.8451 33.2125 30.6637 28.4790
      30.9266 31.3496 32.5453 31.3113 35.2332 29.3469 31.5919

    • Quindi? Non dimostra nulla quell’età cos’ calcolata.

      Come detto a De Nicolao per insinuare FONDATI DUBBI si deve dare qualche prova circostanziata. Questi numeri su cosa si basano? Che assunzioni fai sulla distribuzione di # citaz ed età? Come le disgiungi da # citaz norm. Ad esempio se i PO più giovani fossero i più citati (più attivi ad esempio)?

    • A costo di ripetermi: per i PO (la cui età anagrafica media e mediana viaggia in intorno ai 60 anni con trend in crescita) si trova che

      In 28 casi su 125 l’età accademica stimata viene minore di 25 anni
      In 78 casi su 125 risulta minore di 30 anni
      Solo in 16 casi su 125 viene maggiore di 33 anni che sarebbe un valore plausibile.

      Se aggiungiamo che il popolamento dei siti docente non era obbligatorio ma era un *invito* e che i lavori già caricati erano quelli degli ultimi anni (essenzialmente per partecipare ai PRIN), ci sono fin troppi indizi che le età accademiche dei PO sono state sottostimate.

    • Se perpetrata da un ingegnere trovo irritante cotanta approssimazione nel trattare i numeri (60 la media ma quanto è la varianza? Quanti sopra 50? Ecc… Insistere nel riportare dati senza arrivare a dimostrare nulla). Mi fa pensare alla volontà di sostenere le proprie tesi ‘anti-sistema’ a qualunque costo. Si vuole spargere dubbi anche più dei molti (leciti). Bel servizio. E sinceramente ne ho abbastanza.

      Un sincero in bocca al lupo a tutti

    • Dal sito del miur è possibile vedere la numerosità delle eta dei PO. Se non mi sono sbagliato il 61.4% è nato prima del 1953. Per questo motivo mi sono spinto oltre. Inoltre si tratta di docenti che hanno avuto l’opportunità di sfruttare la 382 del 1980 (giudizi di idoneità per l’ammissione nei ruoli).

    • C’è un errore nei dati riportati a causa dell’import da PDF (maledette celle fuse).

      Quelli decisamente sospetti sono 06/D2, MED/49, 06/D1, 07/H3, ING-IND/12, 03/B2 dove le #citaz differiscono decisamente da #citaz norm/35

      Tuttavia ciò non basta per urlare al ladro

  4. Alcune domande ai gentili redattori/lettori:
    ho pubblicato un articolo considerato di fascia A in un’area diversa dalla mia; sarà considerato ai fini della mia valutazione per PO?
    gli articoli accettati su rivista scientifica ma in corso di stampa, possono essere considerati nel calcolo della propria produzione scientifica?
    Grazie per il tempo che dedicate a rispondere alle mie domande!

  5. Buongiorno, io appartengo al settore FIL-LET/09 (Filologia e Linguistica Romanza) ma non vedo ancora pubblicata la mediana nei settori non bibliometrici. Devo aspettarmi che escano poco a poco oppure ho capito male? Grazie mille.

    • Tranne eccezioni, le mediane fanno riferimento ai settori concorsuali. Nel post c’è il link alla tabella di corrispondenza tra settori concorsuali e settori scientifico disciplinari.

  6. La classificazione delle riviste in “fasce” è, come è stato detto più volte, il punto (più) dolente anche per il calcolo delle mediane. Con l’eccezione dell’area 12, i valori delle mediane per questa voce compaiono (e spesso, incredibilmente, corrispondono a 0), ma le classifiche delle riviste non sono state rese note. Cosa vuol dire? Un’ipotesi, che spero venga smentita: sono state usate le clasificazioni già predisposte per la VQR, nonostante fosse stata esplicitamente disposta la creazione di nuove e – si sperava – più sensate graduatorie.

    • “Cosa vuol dire? Un’ipotesi, che spero venga smentita: sono state usate le clasificazioni già predisposte per la VQR”

      Lo sapremo presto, si spera.

  7. Mah, da un lato eviterei ci si buttasse tutti come cani (tanti) sull’osso (piccolino e con minuscoli brandelli di carne attaccata), tanto soldi non ce ne sono (e non ce ne saranno per qualche anno, salvo rivolgimenti allo stato imprevedibili), ragion per cui l’abilitazione rischia di essere, se non per tutti per la quasi totalità degli abilitati, pari ad un’onorificienza tipo cavaliere al merito della Repubblica, dall’altro ipotizzerei, per esempio, che la fissazione a 0 del numero minimo di articoli in riviste di fascia “A” sia una preventiva azione di disinnesco dei già annunciati ricorsi basati sul principio del “nulla poena sine lege”, posto che 8 anni fa nessuno sapeva che publicando un saggio sulla rivista X invece che sulla rivista Y sarebbe stato ex post premiato o punito. Che poi la differenza tra mediane per PA e mediane per PO sia scarsa è, a mio parere, conseguenza inevitabile del fatto che si sia scelto di limitare agli ultimi 10 anni l’arco temporale di valutazione: per quale motivo un PO dovrebbe, nello stesso arco di tempo, scrivere più di un PA? E come? Facendosi di coca? Fottendo lavori ad allievi e pubblicandoseli a suo nome? Pubblicando saggi di livello qualitativo più basso? Solo un’analisi qualitativa potrebbe (almeno in teoria) distinguere tra lavori di un PO (più maturo) e lavori di un PA (meno maturo, sempre in teoria), posto che le discipline umanistiche e sociali sono scienze di accumulazione e non di mera intuizione. Per usare una scherzosa metafora, i Geistwissenschaftler sono come il vino, i Naturwissenschaftler come il latte. Ed è noto che sul latte e sul vino il tempo ha trascorso ha effetti assai diversi, per non dire opposti. Di nuovo, si torna al manico del difetto: la bibliometria. Anche nel mio settore (M-STO/04 = A11/03) la mediana per le riviste in fascia A è sia per PO, sia per PA = a 0, e poco differenti quelle delle monografie: 2 per PO, 1,42 (what means?) per i PA, e dei saggi/capitoli di libro, 17 per i PO, 12 per i PA. Ma non poteva essere altrimenti. Il mio modesto consiglio a tutti i RI ed i precari è di far domanda sia per PA che per PO se appena hanno un articolo in una rivista di fascia A; non mi si opponga che così invito alla paralisi del sistema perché è esattamente l’obiettivo che è ragionevole porsi: oportet ut scandala eveniant. Un ltimo appunto: nel delizioso schemino ANVUR le curatele NON sono nominate nemmeno di striscio, quando chiunque operi nei settori umanistici e sociali sa che una curatela seria richiede un mucchio di lavoro: omogeneizzare, verificare gli apparati, riscrivere (spesso) parti dei saggi pervenuti, ecc. ecc. Non si è delle mere caselle postali. Tra l’altro questo è un modo per scoraggiare quello che Lucien Fevre riteneva il futuro della ricerca nei settori umanistici: il lavoro di équipe, a favore del modello dello studioso solitario chiuso nel suo stambugio.

    • @Brunello Mantelli: ‘ragion per cui l’abilitazione rischia di essere, se non per tutti per la quasi totalità degli abilitati, pari ad un’onorificienza tipo cavaliere al merito della Repubblica’

      Una triste ma sacrosanta verità :-(

  8. il punto, per molti, resta il problema riviste. se, come qualcuno ventila, alla fine saranno quelle già utilizzate per la VQR, nel mio settore 11/C5 diventano discriminanti. tra fascia A e fascia B erano state indicate 22 riviste, la maggioranza delle quali in ambito tedesco ( e quelle rimanenti sono 3/4 francesi e 3/4 anglosassoni) e assolutamente “chiuse”. quelle riviste, non meno importante, sono la fotografia di una situazione d superata dagli eventi, visto che solo alcune di essi contemplano e non sempre ambiti di ricerca recenti (o anche meno recenti). se da un lato è vero che per molti settori umanistici le pubblicazioni “importanti” sono le monografie, le curatele (non contemplate) e le edizioni critiche e la consuetudine alla pubblicazione di articoli è meno diffusa c’è da sottolineare che solo una persona “strutturata” può, a fatica, arrivare a pubblicare sulla rivista dedicata agli studi kantiani (sempre che si occupi di kant :-D ). un docente a contratto, quale sono io, non si prende nemmeno la briga di informarsi sull’indirizzo mail. ora, le mediane mi paiono basse, in generale e non solo nel mio settore di riferimento. se una persona come me – docente a contratto – e quindi che di necessità scrive e pubblica come secondo lavoro ha i requisiti quantitativi sia per PA che per PO è facile presumere che li abbia ben più significativi un ricercatore o un professore associato. a questo punto sono – come dovrebbero essere nel migliore dei mondi possibili – cruciali e fondamentali i requisiti scientifici stabiliti dalle commissioni. sarebbe da rallegrarsi, se non fosse che, almeno per tradizione accademica – sappiamo tutti bene come lavorano le commissioni di concorso…

  9. Vedo con dis-piacere che si sta diffondendo la chiara visione che l’Artefice ci ha fottuti tutti … allora …. cosa facciamo? “oportet ut scandala eveniant” oppure “chatterbroth” (???).
    Facendoci “Todos Caballeros” nei concorsi locali i soliti potentati continueranno a fare i loro porci comodi. Ma questa volta in modo “legale” … è una capra, ma è abilitato, non potevamo non promuoverlo.

    • Troppo aulico il commento per me, ma nel mio (piccolo) Ateneo i settori MED & BIO & ING non avranno affatto una bassa selezione (in base alle sole mediane x ora). Magari siam tutti capre…

      Gli altri non saprei (hanno criteri con cui mi guardo bene di aver a che fare)

    • È abbastanza chiaro che se il numero degli abilitati sarà molto superiore ai posti effettivamente disponibilli, i regolamenti dei concorsi locali saranno decisivi. Ogni ateneo in ordine sparso? Oppure un bel vincolo ministeriale di quattro commissari su cinque sorteggiati?

  10. La cosa più scandalosa è probabilmente la mediana delle pubblicazioni in classe A. Molti settori hanno 0 come valore, il che vuol dire che la selezione è stata fatta con criteri assurdi (lotte di potere, ma questo si sa) che hanno prodotto un numero molto risicato di riviste in classe A (presumibile, ma non credo molto diverso da quelle della VQR). Sono stati pochi (aspiranti commissari) ad aver avuto la fortuna di “azzeccare” la rivista.
    La mediana delle rivista in classe A, per i settori non bibliometrici, oscillando tra 0 e 3, sballa tutto. Ovvero, visto che basta superare una sola mediana, per alcuni settori basta aver pubblicato 1 articolo sulla rivista giusta per passare questo primo scoglio “quantitativo”. Un solo articolo in 10 anni!
    Ora, io non sono uno statistico, ma non ci vuole un genio a capire che con numeri più grandi l’effetto è diverso. Così invece alcune riviste acquisiscono il potere di decidere da sole, con la pubblicazione di un semplice articolo, di far passare un candidato.

    • Nei casi di mediane nulle, gli articoli su riviste in classe A assumono il valore di Jolly. Basta un solo articolo “pregiato” per staccare il biglietto per il sorteggio (commissari) oppure per passsare il primo filtro delle abilitazioni. Rimane il secondo filtro della commissione, che però potrebbe avere al suo interno chi a sua volta ha giocato il jolly.

  11. non posso credere che queste mediane senza senso saranno effettivamente un criterio discretivo…..
    forse l’unica via di uscita per l’anvur e’ affermare che sono solo criteri indicativi.
    un prof. mi ha detto che in buona fede ha spacchettato la monografia in capitoli e li ha inseriti cosi’ ed e’ convinto che sia corretto in quanto non vi sono indicazioni contrarie. altra perplessita’, le monografie possono essere scritte da piu’ autori? perche’ se la risposta e’ si, che differenza ci sarebbe tra libri e capitoli. cioe’ in 4 scriviamo ognuno un capitolo di libro e lo inseriamo come monografia invece di capitolo di libro…..

  12. è vero, basta un solo articolo in classe A per avere i requisiti quantitativi. considerato che le riviste di classe A per la VQR, se venissero confermate anche per l’abilitazione, sono 20 per il mio settore – 11/C5 – mi chiedo quanti dei 141 ricercatori strutturati siano riusciti a pubblicare un articolo su una di esse e quanti tra i “non strutturati” (tanto per la cronaca, io no :-D ). però il superamento di una mediana è il requisito _MINIMO_ per poter accedere al bando di concorso. la valutazione della commissione è tutto un altro discorso. a volte non appare evidente che il superamento del primo – e quantitativo – requisito è necessario ma niente affatto sufficiente. certo, al momento, ci iscriveremo tutti. fatto salvo poi avere 15 giorni per ritirare la domanda, considerato che una bocciatura fa saltare due turni, monopoli mode on/, ma mi chiedo, visti i tempi di formazione delle commissione, e la lentezza nella pubblicazione già dei criteri quantitativi, se avremo il tempo, nel caso, per il ritiro. l’iscrizione scade il 20 novembre, pare che le commissioni, nel migliore dei casi, non possano essere pronte prima della fine di ottobre. riusciranno a farci sapere i criteri prima del 5 dicembre?

  13. Due domande:
    1) Le monografie in collaborazione valgono o no come monografie?
    2) Gli articoli su riviste di Classe A sono da considerare come un sottoinsieme di quelli su rivista? Es. negli ultimi 10 anni ho pubblicato 15 articoli di cui 4 su riviste di Classe A oppure 11 articoli + 4 articoli su ruviste di Classe A? A seconda del metodo di calcolo sto sopra o sotto le mediane. In ogni caso 4 va normalizzato sulla mia età acacdemica. Giusto? Suppongo che i valori molto bassi della mediana degli articoli su riviste di Classe A dipendano dalla normalizzazione. O no?

    • 1) L’ANVUR non ha fino ad ora normalizzato per il numero degli autori
      2) Sottoinsieme, direi.
      3) Le mediane basse in classe A dipendono dal numero basso di articoli di classe A presenti sui siti docente del CINECA.

  14. Buongiorno, avrei qualche dubbio che vi sottoongo:

    1 – Nel caso che un volume sia opera di più autori, come viene calcolato ai fini della mediana? Che caratteristiche deve avere il volume perché possa essere considerato fra i “libri dotati di ISBN”.o fra i “capitoli di libro dotati di ISBN”? Nel caso sul volume sia riportato che “Alla luce della considerevole interdisplinarietà della ricerca, il contributo al volume è da considerarsi equamente distribuito tra i singoli autori” come viene calcolato ai fini della mediana? Quale deve essere la corretta dicitura perché sia considerato “libro dotato di ISBN”(monografia)?

    2 – Le pubblicazioni per il superamento delle mediane devono essere comprese solo nel periodo 2002-2012?

    3 – Le mediane devono esser superate dell’intero o anche di 1/2?
    4 – La scelta delle pubblicazioni da presentare in PDF è libera o deve fare NECESSARIAMENTE “particolare riferimento ai cinque anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del decreto”?
    5- Quante delle tre mediane non bibliometriche è necessario superere per ottenere l’abilitazione?
    6- I contributi in atti di convegno pubblicati in volume o CD-ROM provvisto di ISBN sono da considerarsi “capitoli di libro” ai fini della mediana?
    7- I brevetti come possono essere considerati ai fini della mediana?
    8- La traduzione in lingua straniera di un volume (o di parte di esso) precedentemente pubblicato in italiano è da considerarsi “libro dotato di ISBN” ai fini della mediana?
    9- Ai fini della mediana c’è differenza tra un “libro dotato di ISBN” in lingua straniera pubblicato da un editore italiano e un “libro dotato di ISBN” pubblicato da un editore straniero?
    10- Nel caso il candidato non sia strutturato l’età accademica si calcola a partire dalla prima pubblicazione presente nel curriculum scientifico?

    Grazie.

    • 1. Un libro è dotato di isbn se ce l’ha. Basta vedere nellle prime pagine, è un codice imternazionale.
      Che io sappia anvur non normalizza per autori.
      2. Sì
      3. Ragionevolmente anche per valori inferiori a 1
      4. Non mi pare, occorrerà vedere i criteri delle commissioni
      5. 1
      6. Direi proprio di sì
      7. Nei settori non bibliometrici?! 0
      8. Purtroppo direi di sì
      9. No
      10. Bella,domanda: è ragionevole che sia così (per i non bibliometrici)

  15. Ho un quesito: come trattare una monografia pubblicata come numero monografico di una rivista, come tale priva di ISBN, ma dotata di ISSN? Può essere considerata come prodotto ‘libro’
    o semplicemente come ‘articolo su rivista’?
    Grazie.

  16. 1- forse sono stato un po’ criptico: sto per pubblicare un volume (con ISBN) scritto con altri due colleghi. Ai fini della mediana viene considerato monografia? Nel caso sul volume sia riportato che “Alla luce della considerevole interdisplinarietà della ricerca, il contributo al volume è da considerarsi equamente distribuito tra i singoli autori” viene calcolato come monografia? Altrimenti quale deve essere la corretta dicitura perché sia considerato monografia?

    7- i brevetti quindi non vengono considerati nei settori non bibliometrici?

    8- quindi se si pubblica con ISBN una traduzione in lingua straniera di un volume (o di parte di esso) in precedenza pubblicato in italiano vale come monografia… diventeremo un popolo di traduttori…

  17. Scusate, spero di non essere “off topic”…….un professore (Ord. o Ass.) che è risultato idoneo nei vecchi concorsi (anno 2008 per intenderci), ma che non ha ancora avuto la “presa di servizio” da parte dell’Università che ha bandito, può partecipare all'”Abilitazione nazionale”?

  18. Come giustamente riporta il post di Corrado Del Bò, l’allegato B del Regolamento, per i settori non bibliometrici, parla di *almeno* uno degli indicatori di cui al punto 3, lettere a) e b). Libri e articoli (le prime due mediane)sono considerati uniti nella lettera a), riviste in classe A sono alla lettera b).
    Da tali parole evinco che non sia sufficiente avere, p.es., solo 2 monografie (se la prima mediana è = a 1) per passare il primo step dell’abilitazione; è necessario superare anche la mediana relativa ai contributi in volume. Di contro, è invece sufficiente avere un solo articolo su rivista in classe A (se la mediana è = a 0).
    Il Prof. De Nicolao risponde che la delibera ANVUR riferisce come sufficiente il superamento di una mediana su tre. Ma dove? io non trovo nessun riferimento chiaro.
    Grazie per l’aiuto.

    • “Nei settori non bibliometrici è sufficiente che la mediana sia superata in uno dei tre indicatori.”

      Fonte: ANVUR – Documento di accompagnamento: mediane dei settori non bibliometrici

  19. forse la domanda che ho fatto prima è banale…..o forse non ha una risposta….. Ripeto:
    un professore (Ord. o Ass.) che è risultato idoneo nei vecchi concorsi (anno 2008 per intenderci), ma che non ha ancora avuto la “presa di servizio” da parte dell’Università che ha bandito (e forse non l’avrà mai), può partecipare all’”Abilitazione nazionale”?

    Purtroppo l’idoneità ha una scadenza. Bisogna aspettare che scada per partecipare a questi “nuovi listoni” oppure è possibile partecipare anche se non è passato tutto il tempo (mi pare 3 anni per gli Associati e 5 anni per gli Ordinari).

  20. Ho un quesito: come trattare una monografia pubblicata come numero monografico di una rivista, come tale priva di ISBN, ma dotata di ISSN? Può essere considerata come prodotto ‘libro’
    o semplicemente come ‘articolo su rivista’?
    Grazie.

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