L’ANVUR ha cambiato idea e rinuncia al calcolo delle mediane per i singoli SSD.

22 gennaio: fermi tutti! Invece delle mediane dei settori concorsuali, le commissioni devono tener conto delle mediane dei singoli settori scientifico-disciplinari che verranno pubblicate a breve dall’ANVUR.

21 marzo: contrordine compagni! Successivi approfondimenti hanno mostrato che il calcolo era impraticabile perché non spettava all’ANVUR.

_________________________________

Come noto, le mediane che devono essere superate dagli aspiranti commissari e dai candidati all’abilitazione sono di norma riferite al settore concorsuale che in diversi casi può comprendere due o più SSD (Settori Scientifico-Disciplinari). Dato che le pratiche di pubblicazione scientifica e i relativi indicatori (per esempio, il numero di citazioni) possono variare notevolmente da SSD a SSD, può essere del tutto ingiusto usare la stessa mediana per SSD diversi, pur accomunati dall’appartenza al medesimo settore concorsuale. Per tener conto di tutto ciò, il D.M. 76 prevede la possibilità che vengano calcolate le mediane per i professori

di ogni settore concorsuale, o, nel caso di distribuzioni multimodali, di ogni settore scientifico-disciplinare o sottoinsieme omogeneo dello stesso;

Dato che il D.M. 76 non dà alcuna definizione formale della nozione di “multimodalità”, le regole operative per accertarla sono contenute nella Delibera ANVUR n. 50. Tali regole sono di natura essenzialmente empirica e, per tale ragione, possono dar luogo a incongruenze paradossali che danneggiano interi SSD e ne privilegiano altri. Un analisi dettagliata, corredata di grafici ed esempi, era stata tempestivamente pubblicata da ROARS nel luglio 2012  (Le mediane di Mr Bean – Le mediane fai-da-te dell’ANVUR tra comicità ed etologia accademica). Sei mesi dopo, il 22 gennaio 2013, l’ANVUR ammetteva finalmente l’esistenza del problema, annunciando che avrebbe adottato il rimedio proposto da ROARS:

 

Nonostante l’intento fosse lodevole, l’azione correttiva giungeva troppo tardi. Come puntualmente segnalato da ROARS (ANVUR annuncia: stiamo ricalcolando mediane specifiche per ogni SSD), vi erano almeno tre problemi che rendevano velleitario il progetto:

  • Gli aspiranti commissari esclusi sulla base di mediane di settore concorsuale che, per ammissione dell’ANVUR potevano non aver “tenuto adeguatamente in conto delle differenze interne ai settori concorsuali circa le pratiche di pubblicazione scientifica“.
  • I candidati che avevano rinunciato a presentare domanda senza sapere che sarebbero stati giudicati con mediane meno stringenti.
  • Le commissioni che avevano già pubblicato i loro criteri senza sapere che sarebbero arrivate nuove mediane di cui tener conto.

Per due mesi commissioni e candidati hanno atteso invano la pubblicazione delle nuove mediane relative ai singoli SSD. Il 21 marzo, il seguente avviso ha posto fine all’attesa:

A distanza di due mesi dagli interrogativi sollevati dal nostro blog, l’ANVUR è costretta ad ammettere l’impraticabilità del suo progetto.

La motivazione formale lascia però perplessi. Secondo la versione ufficiale, all’ANVUR sarebbero occorsi due mesi per rendersi conto che, stando a leggi e regolamenti, le proprie competenze si limitano alle mediane dei settori concorsuali e alla selezione dei commissari sorteggiabili. È lecito domandarsi se occorrano veramente due mesi per leggere ed interpretare regole note dall’estate scorsa. Inoltre, l’ANVUR si era già cimentata nel calcolo di mediane di singoli SSD, in tutti i casi in cui le distribuzioni degli indicatori erano classificate come “multimodali”.

Sarebbe interessante sapere se le vere motivazioni della rinuncia sono altre. Ci si è resi conto che le potenziali ragioni di ricorso segnalate da ROARS sono un pericolo concreto? Oppure ci sono difficoltà tecniche nel calcolo vero e proprio degli indicatori?

Di sicuro la mancata pubblicazione delle mediane dei singoli SSD solleva un nuovo problema: cosa devono dire i candidati che, pur non superando la mediana del loro settore concorsuale, non si sono ritirati solo perché confidavano di superare la mediana del proprio SSD? A buona ragione potrebbero recriminare di essere stati ingannati e che avrebbero potuto decidere di ritirarsi, se solo avessero saputo che la mediana del loro SSD non era destinata a vedere la luce.

A proposito di difficoltà tecniche, alle commissioni non sono ancora stati forniti i valori degli indicatori bibliometrici dei singoli candidati. Infatti, un commissario che cercasse di accedere agli indicatori, vedrebbe una schermata del seguente tipo:

Vengono fornite solo le “mediane di riferimento” pubblicate a suo tempo dall’ANVUR. Il “punteggio del candidato” è assente. Viene spiegato che

I dati relativi agli indicatori saranno disponibili al termine del periodo previsto per le verifiche e le eventuali integrazioni da parte dei candidati

Tuttavia, come specificato nella Nota MIUR n. 3209, il periodo previsto per le verifiche e le integrazioni scadeva il 4 marzo 2013 e, dopo più di due settimane, non sono ancora stati resi disponibili gli indicatori.

Alla luce del D.M. 76, la valutazione dei candidati non può prescindere dall’esame degli indicatori bibliometrici, quanto meno nei settori bibliometrici in cui un calcolo manuale da parte dei commissari è impraticabile. Ciò vale anche per le commissioni che nei criteri si sono riservate la possibilità di attribuire l’abilitazione a candidati che, “pur non avendo superato le mediane prescritte, siano valutati dalla commissione con un giudizio di merito estremamente positivo“. Infatti, nei limiti dell’autonomia concessa ai criteri delle commissioni non appare possibile eliminare gli indicatori bibliometrici dal novero dei parametri  che devono essere presi in considerazione.

Se è veramente così difficile calcolare gli indicatori bibliometrici dei candidati, sorge spontanea un’altra domanda:

Come ha fatto l’ANVUR  a calcolare gli indicatori bibliometrici dei professori ordinari e associati su cui dovrebbero basarsi le mediane per i commissari e quelle per le abilitazioni di I e II fascia pubblicate il 27 agosto 2012?

All’epoca non erano nemmeno stati richiesti i codici identificativi e pertanto le difficoltà odierne finiscono per gettare un’ombra anche sull’affidabilità dei “calcoli medianici” dello scorso agosto. L’ANVUR, nell’avviso che giustificava la ritrattazione delle mediane del 14 agosto aveva fatto riferimento all’uso di “approssimazioni”:

I valori delle mediane pubblicati in precedenza erano stati ottenuti utilizzando un’approssimazione che, ad un più attento esame, non risulta pienamente in linea con la definizione formale di mediana contenuta nel DM 76.

Bisogna forse pensare che le approssimazioni non fossero dovute solo alle formule matematiche, ma anche ad un alta percentuale di pubblicazioni con problemi di “aggancio” alle voci presenti nei database bibliometrici? Se le cose sono andate così, che valore hanno e come sono state calcolate le mediane ANVUR?

Send to Kindle

32 Commenti

    • Troppo tardi. Nei settori bibliometrici già fatti i criteri. E tutti medianici. Fra l’altro, essendo a lavoro da più o meno un mese, le commissioni hanno già valutato centinaia di candidati

  1. Scusate, mi permetto di fare un paio di domande per la rete, che oggi va tanto di moda (tranne poi non consultarla per prendere la decisione più importante degli ultimi 50 anni): nella casella PC (Punteggio candidato) apparirà il valore più alto fra ISI o Scopus riferito a quale giorno? Sembra più o meno ad oggi.
    E poi, che significa Valore della commissione?

    • Il valore più alto tra WoS e Scopus va calcolato per le citazioni di ogni singolo paper. Attribuendo a ciascun paper il massimo delle citazioni rilevate sui due database si procede poi agli altri calcoli (citazioni per anno e h-index contemporaneo). A quale data si riferiranno le citazioni? Difficile dirlo. In occasione del calcolo delle mediane, l’ANVUR ha ammesso che non era stata in grado di tener conto dei mesi all’interno della stessa annata:
      ________________
      “Con riferimento al periodo, è stato effettuato un campionamento per verificare la possibilità di includere solo gli articoli pubblicati dopo il giugno 2002, allo scopo di ottenere un insieme riferito ai dieci anni consecutivi precedenti il Decreto abilitazione. L’esame ha dato esito negativo, in quanto per la maggioranza delle riviste l’indicazione del numero progressivo o dell’uscita (ad esempio Spring, Fall) non consente di identificare in modo univoco il mese di pubblicazione. Sulla base della delibera n. 50 dell’ANVUR si è quindi proceduto includendo tutti gli articoli del 2002. Con riferimento all’anno 2012, sono stati inseriti tutti gli articoli presenti sulle versioni online di Web of Science e Scopus.”
      Documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici, http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/documento_accompagnamento_mediane.pdf
      _________________
      Per analogia, è plausibile che vengano contate le citazioni fino a tutto il 2012 registrate sulla “fotografia” dei database usata per i calcoli. Quando è stata scattata questa fotografia? È auspicabile che sia scattata il più tardi possibile (sperabilmente marzo 2013) perché molte citazioni apparse in riviste 2012 vengono riportate nei database con parecchi mesi di ritardo. Per farsi un’idea dei ritardi di registrazione, basta leggere quanto scritto a pagina 5-30 del rapporto Science and Engineering Indicators 2010 del National Science Board relativamente all’uso dei dati WoS:
      ________________
      “Previous editions reported data based on the year an article entered the database (tape year), not on the year it was published (publication year). NSF analysis has shown that, for the U.S. data, each new tape year file fails to capture from 10% to 11% of articles that will eventually be reported for the most current publication year; for some countries, the discrepancy is much larger. Here, data in the first section only (“S&E Article Output”) are reported by publication year through 2007, which contains virtually complete data for this and prior publication years.”
      http://www.nsf.gov/statistics/seind10/
      ________________
      Pertanto:
      ___
      1. C’è un ritardo di registrazione per cui l’ultimo anno disponibile nel database non comprende almeno il 10% degli articoli che a regime risulteranno pubblicati in quell’anno.
      ___
      2. Il National Science Board nel suo report del 2010, non usa i dati 2008 e 2009 perché ritiene assestati solo i dati fino al 2007.
      ___
      Basterebbe la consapevolezza dell’esistenza di questi ritardi per evidenziare il dilettantismo bibliometrico di chi fa dipendere le carriere di decine di migliaia di persone da dati in continuo movimento e, non contento di ciò, adotta un criterio come il “contemporary h-index” (https://www.roars.it/online/abilitazioni-il-ritorno-di-katsaros-e-la-neolingua-dellanvur/) che attribuisce alle citazioni di una articolo apparso nel 2012 (quelle soggette ai maggiori errori) un peso quattro volte maggiore di quelle di un articolo apparso nel 2008.

    • up: “E poi, che significa Valore della commissione?”
      ______________
      Sarebbe bello saperlo. Nella consapevolezza che i conteggi ufficiali conterranno degli errori, si contempla la possibilità che la commissione possa ripudiare il dato ufficiale a fronte di errori documentabili? Oppure si tratta dell’ennesima disposizione “a cucù” che verrà fatta sparire da un giorno all’altro?

  2. Il problema è sempre “chi certifica e cosa certifica”. Le mie citazioni su WoS in questi mesi sembravano un listino di borsa, salivano e scendevano e risalivano. Quando abbiamo controllato l’aggancio, qualche settimana fa, non abbiamo certificato un bel nulla. Non abbiamo firmato come era stato all’atto della sottomissione della stessa domanda o come hanno dovuto fare coloro che si sono ritirati. E poi non abbiamo mai avuto il piacere di vedere che numeri ci sono stati attribuiti dall’estate scorsa (calcolo delle mediane di settore) ad oggi. Molti candidati hanno autocertificato i propri indicatori all’atto della domanda. Forse questi ultimi numeri sono gli unici autorizzati, fino a prova contraria.

  3. Valore della commissione potrebbe un valore più alto delle mediane che la commissione può richiedere come requisito necessario? Questo ai sensi dell’articolo che dice che le commissioni possono richiedere requisiti più stringenti rispetto a quelli delle mediane.
    D’altra parte non si capisce perché non siano calcolati gli indicatori dei candidati. Il database ce l’hanno, i codici di agganciamento anche. Devono solo eseguire un software che, spero, abbiano già preparato.

    • Marc: “potrebbe un valore più alto delle mediane che la commissione può richiedere come requisito necessario?”
      _______________
      È una possibile interpretazione, ma non ricordo che tale valore potesse essere inserito nella fase di compilazione dei criteri. Il “Manuale operativo portale Commissioni” si limita a dare la seguente spiegazione:
      _______________
      “In “Indicatori” è possibile visualizzare i valori di riferimento delle mediane (MR) e il valore calcolato dal sistema per il candidato (PC). E’ anche possibile, da parte della Commissione, prevedere un ulteriore indicatore con cui valutare il candidato (VC).”
      ===================
      Marc: “Devono solo eseguire un software che, spero, abbiano già preparato.”
      _______________
      Speriamo.

  4. Mi sembra di capire che possa essere la stessa Anvur a fornire i valori di riferimento per ciascun candidato alle singole Commissioni. A tal riguardo, un’altra possibile interpretazione del dato “Valore della Commissione”, a mio parere, potrebbe essere una sorta di riscontro che la Commissione potrebbe fare di quel dato fornito dal software di sistema dopo un’attenta lettura del CV del candidato il quale (come si diceva) potrebbe, in effetti, anche avere certificato i propri “punteggi” all’atto di presentazione della domanda. Chi meglio di lui potrebbe farlo? Per esempio, un parametro cruciale per la normalizzazione delle citazioni è l’età accademica. A questo riguardo, il DM 76 fa esplicito riferimento al periodo di tempo successivo alla data (e non all’anno) della prima pubblicazione. Non so come il software effettuerà questo tipo di normalizzazione (se lo farà). A rigori si dovrebbe tenere conto dell’anno e del mese della prima pubblicazione. Questa informazione, in molti casi, viene espressamente riportata on-line, per esempio, nelle banche dati WoS. Inoltre, a livello nazionale, per i vari raggruppamenti disciplinari, questo aspetto è stato sottolineato più volte. Chi ha prodotto il suo primo lavoro, per esempio, a dicembre di un certo anno, non può vedersi attribuita un’intera annualità! E ciò è particolarmente cruciale per quei candidati che in termini citazionali sono in una situazione “border-line”. Spero vivamente che le Commissioni tengano ragionevolmente conto di ciò, soprattutto a fronte di un’autorcertificazione che il candidato potrebbe avere prodotto al riguardo.

  5. Visto che si parla del calcolo di indicatori e mediane mi è venuto il seguente dubbio. Le mediane per la tornata 2013 saranno le stesse della tornata 2012 (pubblicate ad agosto 2012) oppure saranno ricalcolate?

  6. @ Gianluca Dini

    Se per una volta venissero rispettate le regole (per la precisione, mi pare, il decreto criteri e parametri), le regole parlano chiaro: per due tornate consecutive le mediane rimangono esattamente le stesse, vengono riviste/ricalcolate ogni due anni (in questo caso, dunque, nel 14, dopo la conclusione dei lavori delle commissioni prevista per il 31 marzo del 14)

    • @Ciro
      Grazie della risposta tempestiva. Potresti essere più preciso sul riferimento normativo?

    • Confermo quanto detto da Ciro, le mediane durano due anni. Ma visto che in una sola tornata hanno cambiato le mediane due volte (o più?), senza contare le nuove mediane per SSD (ma arriveranno davvero?) non mi stupirei se le cambiassero anche di anno in anno…

    • @Ciro,
      grazie della risposta. Hai un riferimento normativo?

      Per quanto riguarda le mediane per SSD, non credo arriveranno (dai un’occhiata alle News del sito dell’ANVUR).

    • Si veda l’art. 18 (intitolato “Aggiornamento del calcolo delle mediane”) della Delibera ANVUR n. 50 del 21 giugno 2012 (“Modalità di calcolo degli indicatori da utilizzare ai fini della selezione degli aspiranti commissari e della valutazione dei candidati per l’abilitazione scientifica nazionale”).
      L’art. 18 stabilisce quanto segue:
      “Il calcolo delle mediane di cui agli allegati A e B del decreto abilitazione verrà AGGIORNATO con cadenza BIENNALE in occasione dell’emanazione del bando per la selezione dei commissari”.
      *****
      Credo, invece, che il riferimento all’art. 9, comma 2, del D.M. 76/2012 abbia un altro significato.
      L’art. 9 del D.M. 76/2012 non si riferisce ad un “AGGIORNAMENTO” (nel quantum) DEL CALCOLO delle mediane. Si riferisce invece alla (ben più radicale e, per questo, solo eventuale) “REVISIONE” (nell’an) delle mediane.
      “Aggiornamento” e “Revisione” sono concetti differenti nella neolingua ASN.
      La “Revisione”, infatti, in base all’art. 9 del D.M. 76/2012, riguarda “l’ADEGUATEZZA e CONGRUITA'” delle mediane: si tratta di un compito che, proprio per questo, non spetta all’ANVUR bensì al MINISTERO (“al termine della seconda tornata delle procedure di abilitazione, e a regime OGNI TRE ANNI, IL MINISTRO, sentiti l’ANVUR, il CUN e il CEPR, verifica l’adeguatezza e congruità degli indicatori di cui agli allegati A e B del presente regolamento, e ne dispone con proprio decreto l’EVENTUALE revisione”).
      Detto in altri termini: il Ministro, a regime ogni tre anni, dovrebbe chiedersi se il sistema basato sulle mediane (in toto e/o per singolo tipo di mediana) si sia rivelato ex post efficace o inefficace, funzionale o disfunzionale: fatta questa verifica di risultato, il Ministro dovrebbe decidere se MANTENERE il sistema-mediane o invece MODIFICARLO in tutto o in parte (ad es., eliminando un tipo di mediana; introducendo soglie statiche anzichè mediane mobili, etc.).
      Diverso è il semplice “Aggiornamento” del calcolo quantitativo delle varie mediane: esso spetta (non al Ministro ma) all’ANVUR e, almeno stando alla Delibera ANVUR 50/2012, avverrà (non eventualmente, ma sempre) ogni due tornate, ossia “con cadenza biennale in occasione dell’emanazione del bando per la selezione dei commissari”.

  7. Eccolo (si tratta del secondo e ultimo comma dell’articolo 9, intitolato “Revisione dei criteri e parametri”, del decreto criteri e parametri del 7/6/12):

    “2. Al termine della seconda tornata delle procedure di abilitazione, e a regime ogni tre anni, il Ministro, sentiti l’ANVUR, il CUN e il CEPR, verifica l’adeguatezza e congruità degli indicatori di cui agli allegati A e B del presente regolamento, e ne dispone con proprio decreto l’eventuale revisione.”

    Come vedi, si parla addirittura di revisione “eventuale”, e solo la prima avverrebbe dopo 2 anni, poi (se mai ci sarà un poi) ogni 3; quindi la seconda revisione sarebbe nel 17

    • Grazie!

      In questi casì c’è il rischio di essere più realisti del re. Tendevo a pensare che la revisione biennale/triennale fosse da intendere degli indicatori (ad esempio, h_c invece di h-index normalizzato) piuttosto che del loro valore.

  8. altro dubbio per il bando 2013, nei settori non biblometrici, il calcolo della media sarà fatto per il candidato dovrebbe essere fatto con riferimento al periodo 2003-2013, quindi contando anche gli articoli del 2003?
    è corretto? grazie

    • a parte i refusi per la fretta intendevo:
      altro dubbio per il bando 2013, nei settori non bibliometrici, il calcolo della mediana per il candidato dovrebbe essere fatto con riferimento al periodo 2003-2013, quindi contando anche gli articoli del 2003?
      è corretto? grazie

  9. Credo che VC sia il valore della mediana di riferimento che ha deciso di adottore la commissione. In alcuni settori, infatti, le commissioni hanno abbassato le mediane (vedi Elettronica) per sanare le incertezze e gli errori del sistema di calcolo bibliometrico nei casi borderline.

    Mi pare nessuna commissione possa/debba entrare nel merito del valore degli indici bibliometrici dei candidati che saranno resi disponibili dal Miur/Anvur/Cineca. Non ne ha ovviemente gli strumenti, e credo che non ne abbia neanche titolo. Le autocertificazioni dei candidati in questo senso non possono avere valore perchè non può essere autocertificato un dato di per sè certamente affetto da qualche tipo di errore. Gli stessi errori che lamentano coloro che fanno l’autocertificazione,

    Credo invece che chi vorrà contestare i propri indicatori bibliometrici potrà farlo dopo la chiusura dei lavori della commissione, ricorrendo non contro la commissione ma contro chi ha effettuato (e validato) tali indicatori. Ovviamente se il ricorso/negoziazione avrà esito positivo per il ricorrente, la Commissione dovrà riesaminare quella posizione. Del resto la Commissione è pienamente legittimata a fare questo, essendo in carica per 2 anni consecutivi.

    Quello che ritengo sacrosanto, è che (almeno) per questa prima tornata venga tolto il vincolo di saltare due anni in caso di mancata abilitazione. La scelta di ritirarsi o meno senza la conoscenza degli indicatori non è una scelta consapevole. Credo un ricorso in tal senso non avrebbe difficoltà a passare.

    • gab: Il problema è proprio questo: in che modo il MIUR/ANVUR/CINECA dovrebbero calcolare gli indici bibliometrici? Valutare, per esempio, l’età accademica di ogni singolo candidato (in base alla quale poi normalizzare le citazioni), significherebbe in primis tenere in giusta considerazione il periodo successivo alla data della prima pubblicazione (DM 76) ed entrare anche nel merito del CV del candidato. Qualora la Commissione, sulla base del CV presentato, ravvisasse e/o confermasse delle inesattezze rispetto ai dati comunicati, dovrebbe poter entrare nel merito della questione ed esprimere una sua opinione. Il punto è che molte commissioni hanno già comiciato la valutazione dei curricula dei candidati pur in assenza di questi indicatori ufficiali che non si sa quando e se verranno forniti. Sono pienamente daccordo con te sul fatto che debba (almeno per questa prima tornata) essere tolto il vincolo di saltare il biennio successivo. Questo perchè ciascuno, in buona fede e a seguito di una personale autovalutazione, ha deciso di concorrere per l’abilitazione senza conoscere i valori ufficiali dei suoi indicatori, come accaduto invece per i commissari con i famosi semafori. Stando così le cose, come minimo, a mio avviso, in questa prima tornata sperimentale dove ogni giorno ci sono novità, ad evitare ricorsi, dovrebbe essere data la possibilità a ciascuno di poter ritirare la domanda a seguito di comunicazione ufficiale dei propri indicatori bibliometrici. In questo clima di incertezze, non si può giocare con le carriere di centinaia di candidati basandosi su differenze di decimali, soprattutto nei casi border-line!

    • I ricorsi si potranno fare solo contro la commissione di fronte ad un giudizio di esclusione basato sugli indicatori. La commissione è responsabile nel momento in cui ne tiene conto, sono affari suoi se prende per buoni quelli del giorno, quelli del cineca, quelli dell’anvur o quelli del candidato. La cosa assurda è che i dati con cui si calcolano gli indicatori bibliometrici provengono da database commerciali non italiani. Alcune commissioni hanno adottato dei sistemi di recupero dei casi borderline riguardo all’accessibilità alla valutazione che poi sarà nel merito dei lavori presentati.
      Sulla sospensione per due anni stendiamo un velo pietoso, è una vergogna che un governo al minimo della decenza dovrebbe cancellare senza tanto pensarci. E’ chiaro che i candidati quando avranno visto come funzioneranno le cose si presenteranno quando si sentiranno all’altezza come in tutti i paesi un po’ sviluppati.
      Tra l’altro se cambieranno i criteri non vedo come si possa mantenere l’esclusione di uno su criteri diversi.

  10. Non credo la commissione possa “inventarsi” gli indicatori bibliometrici dei candidati, modificando quelli che saranno forniti (ed in qualche modo certificati) da Cineca/Miur/Anvur. Oppure, potrebbe farlo se viene esplicitamente dichiarado come/dove/quando nei criteri, ma non credo nessuna commissione l’abbia fatto o intenda farlo. Le mediane di riferimento ed i parametri individuali che ad esse vanno raffrontati devono essere calcolati e validati dal medesimo Ente per evidenti ragioni di omogeneità.
    Con questa impostazione, a tale Ente dovranno essere indirizzati i ricorsi. Chiaramente si tratta di una mia interpretazione, se pur condivisa da diversi commissari.

    • I dati CINECA(cioè MIUR/ANVUR) possono essere mancanti a seguito del ben noto mancato aggancio. Infatti non sono certificati. Il CINECA è sollevato da ogni responsabilità di natura giuridica. D’altra parte un ente come fa ad affidarsi (in senso legale) ad un database commerciale che può cambiare le cose in modo del tutto autonomo? I candidati commissari hanno avuto la possibilità di verificare i loro indicatori. I candidati all’abilitazione no. Un candidato escluso per il mancato aggancio deve, secondo me, fare ricorso contro la commissione. Il torto glielo fa la commissione e al TAR può dimostrare con i numeri le proprie ragioni. Ci vorrebbe il parere di JUS.

  11. Mi collego all’evocazione di JUS che ha fatto Thor: ma secondo il decreto 76, non dovrebbero essere messi online i curricula dei candidati (visto fra l’altro che il tempo per la rinuncia è passato) come è stato fatto per i commissari?

    • Il regolamento prescrive che vengano messi in rete “gli atti relativi alla procedura di abilitazione” dopo la conclusione dei lavori. Se gli atti includono anche i CV, vuol dire che verranno messi in rete insieme ai giudizi.
      _______________________________
      “Gli atti relativi alla procedura di abilitazione, i giudizi individuali espressi dal commissario e i pareri pro veritate sono pubblicati sul sito del Ministero per un periodo di 120 giorni.” (DPR 222/2011)

    • @Up: concordo con Giuseppe De Nicolao.
      @Thor: l’ultimo articolo apparso su Roars, “Incerti, incompleti e modificabili: ecco gli indicatori dei candidati all’abilitazione”, mette in luce molto bene i problemi che sono implicati dal Tuo quesito.
      Provo ad aggiungere qualche mia considerazione, premettendo che si tratta comunque di un gran guazzabuglio, come al solito per questa ASN.
      *****
      Il problema giuridico nasce dal fatto che nessun atto normativo o amministrativo (legge Gelmini, D.P.R. 222/2011, D.M. 76/2012, bando ASN, delibere ANVUR) stabilisce in maniera specifica quale organo sia attributario della competenza amministrativa a calcolare e ad attestare i valori individuali degli indicatori PER CIASCUN CANDIDATO che partecipi alla ASN.
      A chi spetta questa competenza?
      Il problema è drammatico soprattutto per quei candidati “sfortunati” che si collochino in SC per i quali le Commissioni, nel definire i criteri ex ante, abbiano deciso di NON DEROGARE agli indicatori (ossia di assumere gli indicatori – mediane & co. – come condizioni NECESSARIE, anche se non sufficienti, per ottenere l’abilitazione).
      Il candidato “submediano”, di fronte a queste Commissioni rigide che abbiano optato per l’inderogabilità degli indicatori, è sostanzialmente “spacciato”, perché l’inderogabilità ex ante degli indicatori comporterà la sua inevitabile bocciatura.
      Da qui il dramma, se la “submedianità” deriva da un eventuale ERRORE DI CALCOLO dell’organo (quale?) che dovrebbe attestare i valori individuali degli indicatori per ciascun candidato.
      L’errore qui costa la bocciatura. Perciò un errore di calcolo è intollerabile per il candidato che lo subisca.
      *****
      Quid iuris?
      Tutto, come di consueto per questa ASN, è andato avanti nel segno dell’informalità del “dice mio cuggino”. Pare che … corre voce che …
      Cito testualmente dall’interessante Resoconto della seduta del CUN del 23-24 ottobre 2012, in cui era intervenuto il Presidente dell’ANVUR Fantoni (il resoconto è scaricabile all’indirizzo URL http://www.area09cun.it/files/95-resoconto%20n8%202012.pdf ):
      <>.
      *****
      A me sembrava (e sembra) improponibile, sul piano giuridico, quest’ultima soluzione ipotizzata a braccio nel resoconto CUN (“i candidati calcolino autonomamente i propri valori e li indichino nella domanda. In questo modo i commissari potranno avere evidenza di eventuali discrepanze fra i valori forniti dal CINECA e quelli calcolati dai candidati”).
      Il Bando ASN non contemplava questo onere di “autocalcolo” a carico dei candidati; la domanda, da predisporre a pena di esclusione secondo un modello elettronico prestabilito, a quanto ricordo non conteneva un campo o un’indicazione in questo senso.
      Va bene che questa ASN si caratterizza per una fantasia sfrenata, ma arrivare ad immaginare oneri partecipativi dei candidati non stabiliti in alcun atto normativo e amministrativo …. beh, questo no.
      *****
      Se si leggono gli atti normativi e amministrativi che regolano questa ASN, ci si avvede del fatto che la responsabilità della gestione della procedura di valutazione, con riferimento all’utilizzo e all’applicazione degli indicatori, è distribuita tra due figure: l’ANVUR e le singole Commissioni.
      In particolare, ad ANVUR spettano in linea generale tutte le competenze relative al “CALCOLO” degli indicatori (cfr. Delibera ANVUR 50/2012, art. 2, comma 1, artt. 4, 5, 6, etc.); alle Commissioni spetta l’APPLICAZIONE degli indicatori (calcolati da ANVUR) ai fini dell’espressione del giudizio finale (cfr. D.M. 76/2012, art. 2, comma 1, lett. a], art. 4, comma 4, lett. a], art. 5, comma 4, lett. a], art. 6, etc.; Bando ASN di cui al D.D. 222/2012, art. 4, comma 4).
      Ne dedurrei che, a rigore, dovrebbe essere l’ANVUR, pur in mancanza di specifiche previsioni normative sul punto, a CALCOLARE GLI INDICATORI ANCHE PER CIASCUN CANDIDATO ed a comunicare il valore degli indicatori alle Commissioni, affinché queste ultime esprimano il giudizio SULLA BASE di quegli indicatori.
      Le Commissioni, cioè, sono state configurate in questa ASN come organi GIUDICANTI (promosso/bocciato), non come organi CALCOLANTI (il valore degli indicatori individuali, in altri termini, è un dato da cui le Commissioni dovrebbero partire, non un dato che esse dovrebbero calcolare o ri-calcolare).
      Tuttavia, pare che informalmente e volontariamente l’ANVUR abbia deciso di “delegare” al CINECA il calcolo degli indicatori per ciascun candidato e la relativa comunicazione alle Commissioni.
      Sul piano giuridico, secondo me, la responsabilità per eventuali errori di calcolo degli indicatori individuali continua però a rimanere imputabile anche all’ANVUR (quanto meno a titolo di culpa in vigilando rispetto al “delegato” CINECA), in quanto ANVUR è l’unico soggetto pubblico fornito ufficialmente di competenza sulle problematiche del “calcolo” degli indicatori.
      Le Commissioni, per parte loro, una volta ricevuti i valori degli indicatori individuali da ANVUR per il tramite di CINECA, dovrebbero utilizzarli come dato di partenza, costruendo su di essi il proprio giudizio finale di idoneità/inidoneità.
      *****
      Che cosa ne consegue?
      Immaginiamo il caso di una Commissione che abbia prestabilito, nei propri criteri ex ante, di non derogare agli indicatori.
      Un candidato “submediano” verrà inesorabilmente bocciato dalla Commissione.
      Che accade, però, qualora il CINECA, nel comunicare alla Commissione gli indicatori individuali di quel candidato, sia incorso a monte in un errore di calcolo (o in un errore di altro tipo)?
      Il ricorso al TAR, sul piano formale, dovrà essere proposto contro il verbale della Commissione che ha pronunciato il giudizio finale di inidoneità per mancato superamento degli indicatori: si tratta, infatti, dell’unico ATTO AMMINISTRATIVO impugnabile e, quindi, annullabile dal TAR.
      Tuttavia, la responsabilità giuridica dell’errore di calcolo compiuto a monte (con tutte le conseguenze che si legano al piano della responsabilità, non esclusi eventuali profili risarcitori) resterà imputata non solo al CINECA ma anche alla stessa ANVUR, perché sono questi soggetti ad aver fornito il dato “sbagliato” alla Commissione, la quale incolpevolmente non avrà fatto altro che APPLICARE tale dato.

    • Scusate, nel post è saltata la citazione del Resoconto della seduta del CUN del 23-24 ottobre 2012 ().
      La riporto qui:
      “Il presidente Fantoni ci ha chiarito un aspetto NON PRESENTE NELLE NORME sul calcolo degli indicatori bibliometrici per i candidati alle abilitazioni.
      Gli indicatori NON verranno calcolati dall’ANVUR, MA DAL CINECA che dovrà POI trasmetterli alle Commissioni.
      I candidati NON riceveranno un “semaforo” come è invece accaduto per i commissari.
      Questa impostazione appare coerente con il fatto che la partecipazione alle abilitazioni non è preclusa a chi non raggiunga i prescritti valori degli indicatori, dato che il superamento delle mediane può non essere prescrittivo qualora le commissioni decidessero in tal senso.
      Non possiamo tuttavia non osservare che anche la procedura ipotizzata desta perplessità e presenta alcune criticità. INNANZITUTTO UN NUOVO SOGGETTO NON PREVISTO DALLA LEGGE (IL CINECA) VIENE COINVOLTO NEL CALCOLO DEGLI INDICATORI, ASSUME UNA RESPONSABILITÀ DIRETTA NEL PROCESSO DI VALUTAZIONE E IL SUO OPERATO DIVIENE POSSIBILE OGGETTO DI RICORSI.
      Un ulteriore elemento critico è costituito dal fatto che con questa procedura i candidati non conoscono i valori degli indicatori calcolati dal CINECA e trasmessi alle commissioni e neppure i dati in base ai quali essi sono calcolati.
      In tale prospettiva appare perciò opportuno che i candidati calcolino autonomamente i propri valori e li indichino nella domanda. In questo modo i commissari potranno avere evidenza di eventuali discrepanze fra i valori forniti dal CINECA e quelli calcolati dai candidati”.

  12. Che l’Anvur rispetto alla responsabilità del calcolo dei parametri dei candidati voglia chiamarsene fuori mi pare evidente. Ma non credo sia legittimo.
    Mi piacerebbe allora vedere la delibera o l’atto formale con in quale Anvur “delega” al Cineca questo calcolo, in quali termini, con quali modalità, con quali controlli. Il Cineca avrà anche materialmente eseguito calcoli ed estrazioni dai database, ma su linee guida e sotto la supervisione Anvur.
    Anvur si è presa la responsabilità del calcolo delle mediane, Anvur si è presa la responsabilità del calcolo dei parametri dei commissari, ed ora che fa, scappa…? Secondo me le commissioni dovrebbero scrivere nero su bianco sul verbale che ritengono i parametri dei candidati un “input” dei loro lavori, rigettando questo tentativo di Anvur di fare ricadere la responsabilità della verifica e dell’eventuale correzione dei parametri sulle commissioni stesse.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.