«Mi ha molto lusingato l’attenzione che rivolge ai bilanci del mio ateneo»: a sfoderare l’arma dell’ironia è niente meno che il Presidente della CRUI, Gaetano Manfredi. Chiamato in causa da Carlo Ferraro, il Rettore della Federico II di Napoli contesta i conti della lettera aperta intitolata Il “Tesoretto degli Atenei” – Richiesta ai Rettori, che il Movimento per la dignità della docenza universitaria aveva diffuso pochi giorni prima. Scrive Carlo Ferraro: «La lettera è una conseguenza della convocazione della CRUI per lo scorso 5 ottobre. Verso la fine della riunione ho avuto occasione di fare un brevissimo cenno a quello che con dizione sintetica ho chiamato il “tesoretto” degli Atenei, che potrebbe essere messo in campo per risolvere, con un “cofinanziamento” da parte degli Atenei stessi, il problema delle classi e degli scatti. La mia affermazione ha suscitato il disappunto dei Rettori presenti che hanno affermato che non esiste alcun tesoretto». Nella sua replica Manfredi, sostiene che il tesoretto non c’è perché i soldi se li è presi lo Stato, «non coprendo gli scatti bloccati». A stretto giro di posta, arriva la controreplica da Carlo Ferraro: il tesoretto esiste e deriva dal minor costo del personale a tempo indeterminato. A parità di anzianità, il blocco degli scatti ha ridotto le retribuzioni e, di conseguenza, il costo del lavoro.: «In definitiva, le Università non hanno bisogno di incrementi di FFO per sostenere gli aumenti di classi e scatti stipendiali in sé e per sé, perché le risorse necessarie sono già presenti nell’FFO stesso. Negli ultimi anni non si è potuto utilizzarle a tal fine e sono rimaste quindi a disposizione degli Atenei: un risparmio forzato».

Pubblichiamo di seguito l’intero carteggio tra il Movimento per la dignità della docenza universitaria e il Presidente della CRUI.

1. Messaggio di Carlo Ferraro

20/10/2017

Cari Colleghi Professori e Ricercatori,

tratterò due punti:

1) Notizie sulla legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri
2) Lettera al Rettore dell’Università Federico II di Napoli, il Chiar.mo Prof. Gaetano Manfredi

1) Notizie sulla legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri

Al momento non si sa ancora nulla di certo su cosa ci sia nella legge di bilancio approvata lunedì scorso dal Consiglio dei Ministri. Nei primi giorni ci sono state solo dichiarazioni rilasciate alla stampa o notizie vaghe, quali:

a) Il Ministro Pier Carlo Padoan: Ha garantito lo sblocco degli scatti di anzianità dei docenti universitari.
b) La Ministra Valeria Fedeli: Abbiamo confermato l’impegno relativo agli scatti di anzianità dei docenti universitari.

E, sul Sole24ore si è letto dapprima questo:

c) Due i segnali principali per l’università e la ricerca. Innanzitutto l’assunzione di oltre 1.500 ricercatori tra atenei ed enti di ricerca (per questi ultimi si potrebbe trattare anche di stabilizzazioni). Il meccanismo replica quello utilizzato già nella legge di bilancio del 2016. In particolare i ricercatori per le università sono di tipo a e b, quelli che possono accedere alla cattedra. Il secondo segnale riguarda i prof. universitari: dopo lo sciopero degli esami da parte dei docenti che hanno protestato per il blocco degli stipendi del passato, sarà introdotta una frequenza biennale per gli scatti (oggi è triennale) in modo da recuperare il pregresso e premiare allo stesso tempo con aumenti più rapidi i giovani professori. Sul fronte scuola c’è un primo riallineamento delle buste paga dei presidi ai dirigenti statali con 31 milioni nel 2018 e 95 milioni dal 2019.

Fin qui era troppo poco per trarre conclusioni. Qualcosa sembrava esserci, e sembrava essere molto poco; non si parlava comunque del recupero del 2015 e dei termini del riconoscimento degli anni del blocco e dunque, di fatto, sembrava che non si volesse rispondere positivamente alle nostre richieste. Aspettavamo notizie più dettagliate prima di commentare e di valutare il da farsi.

Ma ieri Marzio Bartoloni del Sole24ore (l’articolo è poi comparso oggi, in prima e terza pagina, a firma anche di Claudio Tucci) mi ha prospettato una notizia, classificandola come ciò che potremmo trovare nella legge, secondo la quale:

1) Si passerebbe da scatti triennali a biennali perenni, con mantenimento dei valori delle retribuzioni a quelli degli attuali scatti triennali. Ogni due anni si recupererebbe così uno dei cinque anni persi.
2) Tale passaggio avverrebbe dal 1° gennaio 2016, ma con effetti economici dal 1° gennaio 2018.

Mi ha chiesto un commento al riguardo, domandandomi anche cosa faremmo se questo fosse il provvedimento. Già in passato mi aveva chiesto un commento su una ipotesi simile ma più vaga e avevo rifiutato di commentare notizie troppo vaghe. Questa volta il tutto era più dettagliato e coincideva con altre notizie più o meno dello stesso tipo e ho commentato come segue (oltretutto poteva essere un “ballon d’essai”, facendo filtrare alla stampa decisioni ancora da prendere in via definitiva per sondare le possibili reazioni):

a) Se questo è quello che ci verrà prospettato lo giudicheremo largamente insoddisfacente.
b) Abbiamo classificato come qualificante lo sblocco a partire dal 1° gennaio 2015 e invece tutto partirebbe dal 2016.
c) Abbiamo chiesto la decorrenza economica dal 1° gennaio 2015 e verrebbe data dal 1° gennaio 2018, tre anni dopo.
d) Abbiamo chiesto il riconoscimento giuridico del periodo pregresso dal 1° gennaio 2015 per tornare alla normalità a partire da tale data e invece si tornerebbe alla normalità nel 2026, 10 anni dopo il 2016.
e) Aspetteremo il testo definitivo augurandoci che sia ben diverso.
f) Valuteremo allora le eventuali ulteriori azioni di protesta da portare avanti, fino a un possibile nuovo sciopero dagli esami di profitto nelle prossime sessioni.

Nel commentare sono stato il più possibile cauto, dato che la notizia non aveva l’ufficialità dovuta; se però qualcuno voleva sondare le possibili reazioni, credo che siano state chiare.

Se saranno notizie confermate nella legge è chiaro che saremo molto più duri sia nelle osservazioni sia nelle eventuali azioni da portare avanti.

Ma oggi (do l’informazione in tempo reale) è circolata anche la notizia che i futuri scatti biennali di cui si parlerebbe nella legge di bilancio sarebbero “premiali”. Il termine “premiali”, se usato nel senso usato a partire dagli incentivi “una tantum” del 2011-2013 previsti dalla Legge Gelmini a parziale compenso del blocco, significherebbe scatti non fruibili da tutti, ma solo da una parte del corpo docente, a seconda dei regolamenti fissati dai singoli Atenei, i quali sembrerebbe che potranno (diversamente da quanto prescrive la legge attuale) utilizzare liberamente nei propri bilanci i fondi derivanti dagli scatti non assegnati .
Insomma, non solo non ci sarebbe alcuna garanzia per il recupero degli scatti, ma trionferebbe la solita politica del “Divide et impera” in atto fin dalla legge Gelmini, perseguita da vari dei Governi successivi, che mette i Docenti gli uni contro gli altri, gli Atenei come effettive “controparti” dei Docenti. Insomma un ulteriore grave attacco alla serenità del nostro lavoro ed alla nostra Dignità!
Se poi anche questa ultima notizia fosse un altro “ballon d’essai” per sondare le reazioni, le reazioni possibili credo siano anche qui chiare.

Ma per valutazioni definitive, dobbiamo aspettare.

Infatti, come avrete notato, la legge, approvata nel Consiglio dei Ministri lunedì scorso viene data dai giornali in fase di “limatura”. Significa, detto in estrema sintesi, che verosimilmente il Consiglio l’ha approvata con la classica formulazione “salvo intese”: si sono fissati i principi e le risorse spettanti a ciascun Ministero o tipologia di spesa; al Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato lasciato verosimilmente un margine di risorse per trattative con i vari Ministri e per novità che potranno emergere in sede parlamentare; ogni Ministro si potrà muovere, nell’ambito delle risorse assegnate al suo Ministero, con sufficiente libertà di modifica rispetto a quello che viene detto in prima battuta o lasciato filtrare. Aspettiamo dunque il testo definitivo.

2) Lettera al Rettore dell’Università Federico II di Napoli, il Chiar.mo Prof. Gaetano Manfredi

Martedì mi è pervenuta da parte del Rettore dell’Università Federico II di Napoli, il Chiar.mo Prof. Gaetano Manfredi, una lettera in risposta alla mia precedente lettera del 12/10/2017 avente per oggetto “Tesoretti degli Atenei. Richiesta ai Rettori”. Ve la allego insieme alla mia risposta di oggi.
La lettera che mi è pervenuta mette in discussione alcune delle valutazioni fatte nella mia precedente, dall’esistenza di un “tesoretto” degli Atenei derivante da classi e scatti, alla valutazione numerica del “tesoretto” derivante dal blocco del turnover.
Il tesoretto residuo dell’Ateneo Federico II di Napoli, dopo avere dedotto le risorse destinate ai Ricercatori di tipo A e B, scenderebbe – secondo il Rettore Manfredi – dai 29,2 milioni di euro stimati nel mio precedente documento a soli 0,6 milioni di euro, una differenza di quasi due ordini di grandezza.
Ovviamente la discrepanza richiedeva una risposta che ho inviato oggi e che Vi allego, nella quale, pur accogliendo per ora alcune metodologie di calcolo del Prof. Gaetano Manfredi, l’esistenza del tesoretto viene confermata, con una riduzione, al più, a 19 milioni di euro.
Il perno principale del ragionamento del Rettore è tutto nell’affermazione secondo la quale “anno per anno lo Stato dovrebbe incrementare progressivamente il Fondo di Finanziamento Ordinario in entrata (FFO) per coprire i costi aggiuntivi da classi e scatti ed evitare che gli Atenei vadano in forte passivo, così come fatto prima del 2009”. Quest’affermazione viene contestata categoricamente nella mia risposta. Ma faccio rilevare anche un errore di tipo tecnico.

Potete diffondere questo messaggio e gli allegati agli amici più vicini, ai colleghi di Dipartimento, di Scuola, di Facoltà o di Ateneo.
Potete diffonderlo, se lo ritenete utile, anche ai Parlamentari e ai Giornalisti di Vostra conoscenza.

Cordiali saluti,

Carlo Ferraro
Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria
https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home

2. Lettera aperta: Il “Tesoretto degli Atenei” – Richiesta ai Rettori

 

3. «Mi ha molto lusingato l’attenzione che rivolge ai bilanci del mio ateneo»: la replica del Presidente CRUI

 

 

4. «Non ritengo che il suo presupposto sia corretto»: la controreplica di Carlo Ferraro

 

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