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«L’arrivo di 500 posizioni permanenti nel sistema universitario nazionale è sicuramente da salutarsi con favore, pur ribadendo che la priorità massima del sistema universitario nazionale è quella di offrire opportunità qualificate di inserimento a tanti giovani talenti che fanno ricerca nelle nostre università. L’idea di un contingente di studiosi di altissimo profilo da inserire nel sistema universitario italiano non può che essere considerata un’iniziativa che va nella giusta direzione di premiare merito ed eccellenza.» Da buona ultima arriva anche la CRUI, secondo la quale il provvedimento va nella giusta direzione, a parte  qualche timido distinguo sulle modalità di selezione di commissari e candidati e sui meccanismi per «evitare possibili eccessive concentrazioni». Venerdì scorso, in un articolo intitolato “Il rettore tace: il fratello è deputato Pd” il Giornale aveva commentato: «in altri tempi, la Conferenza dei Magnifici era assai loquace e battagliera rispetto a qualsivoglia intenzione di intervenire sull’organizzazione e sulla vita degli atenei. Manfredi, che è fratello del deputato Pd Massimiliano, quest’ultimo assai vicino al ministro Maria Elena Boschi e al governatore Vincenzo De Luca, non ha evidentemente questa premura. E sul tema tranquillamente sta sorvolando.» Ebbene, ora non si può più dire che stia sorvolando.

Segue: lettera del Presidente della CRUI al Ministro Stefania Giannini

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Roma, 3 novembre 2016 Prot. 2900/P/gl
Sen. Prof.ssa Stefania Giannini
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Viale Trastevere 76/A
00153 Roma

Egregio Ministro,

nelle ultime settimane sono circolate attraverso gli organi di informazione alcune versioni parziali dello schema di DPCM in attuazione delle norme contenute nella Legge di Stabilità dello scorso anno che istituiscono il Fondo per le Cattedre Natta, determinando un ampio dibattito nella comunità scientifica.
La CRUI, nelle more di esprimere un proprio commento dettagliato allo schema del Decreto non appena esso sarà reso ufficialmente disponibile in forma completa, dopo il parere del Consiglio di Stato che ne valuterà gli aspetti di legittimità, intende sottoporre alla sua attenzione alcune prime considerazioni sul provvedimento.
Nuove posizioni sono indispensabili. Ad oggi risultano attive nel sistema universitario statale 50.279 posizioni (di cui 46.372 con tenure) contro le 51.094 del 31 dicembre 2015 (di cui 47.789 con tenure) e contro le 60.595 (di cui 60.259 con tenure) del 31 dicembre 2008.
L’arrivo di 500 posizioni permanenti nel sistema universitario nazionale è sicuramente da salutarsi con favore, pur ribadendo che la priorità massima del sistema universitario nazionale è quella di offrire opportunità qualificate di inserimento a tanti giovani talenti che fanno ricerca nelle nostre università. L’idea di un contingente di studiosi di altissimo profilo da inserire nel sistema universitario italiano non può che essere considerata un’iniziativa che va nella giusta direzione di premiare merito ed eccellenza.
La CRUI non può, tuttavia, mancare di mettere in evidenza che, il sistema universitario italiano, nella propria autonomia, sta già agendo con grande determinazione per attrarre talenti dall’estero. Utilizzando la norma della “chiamata diretta”, che già prevede la flessibilità stipendiale in ingresso, negli ultimi anni circa 1000 studiosi permanentemente all’estero o vincitori di prestigiosi grant (tra cui 120 vincitori di ERC) sono stati stabilmente inseriti nelle nostre Università. E di questi ben 300 studiosi negli ultimi due anni.

Forti della volontà e dell’esperienza nel perseguire l’obiettivo dell’attrazione di studiosi di prestigio nei nostri Atenei, riteniamo necessario affermare alcuni principi di fondo.

La mancata presenza di predefiniti, chiari e stringenti requisiti d’accesso al concorso che giustifichino poi la selezione di così alti profili appare contraddittoria rispetto all’obiettivo dichiarato: infatti potremmo assistere al paradosso di un numero spropositatamente elevato di domande, incongruo rispetto agli altissimi profili che si desidera premiare. Insomma, selezionare l’eccellenza fra decine di migliaia di domande appare impresa titanica da scoraggiare qualsiasi commissione, anche la più selettiva ed animata da buoni propositi.
Le esperienze condotte negli ultimi anni evidenziano che è possibile il reclutamento del personale universitario, con profili di eccellenza, utilizzando i meccanismi di selezione regolati dalle normative vigenti. In ogni caso, una procedura straordinaria può essere giustificata se mira ad intercettare profili che altrimenti non sarebbero agevolmente selezionabili.
Pertanto, per garantire quest’obiettivo, è indispensabile una soglia elevata per i candidati che esige al contempo ancor più elevati requisiti per i commissari, accademici che vanno individuati attraverso una condivisione responsabile con la comunità scientifica. Un mancato raggiungimento degli obiettivi di assoluta eccellenza nella procedura di selezione determinerebbe un danno sostanziale e di immagine a tutto il sistema universitario. La valutazione tra pari, come nei migliori standard internazionali, rappresenta la via maestra per ottenere una selezione efficace. Al sistema universitario è chiesta trasparenza e responsabilità. Sono queste le premesse per rafforzare l’autonomia nei processi di selezione e di gestione.
Una particolare attenzione, infine, va riservata al previsto meccanismo della chiamata da parte delle Università. Un opportuno sistema di soglie deve essere immaginato non solo per il settore di appartenenza ma anche per il singolo Ateneo con l’obiettivo di evitare possibili eccessive concentrazioni coniugando autonomia ed equilibrio.
L’auspicio della CRUI è che queste prime considerazioni ed ulteriori contributi che ci proponiamo di fornire contribuiscano al miglioramento del provvedimento in modo da raggiungere l’obiettivo condiviso di rafforzare il sistema universitario nella giusta direzione di premiare merito ed eccellenza.
Con i migliori saluti.

 

Gaetano Manfredi

 

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15 Commenti

  1. Questa lettera, ribadisce quanto già si intuiva dall’ articolo su repubblica dell’ex Rettore di Napoli prof. Trombetti, ovvero che una parte dei Rettori italiani è dentro l’accordo politico sulle cosiddette cattedre Natta. Infatti scrive Manfredi
    “Pertanto, per garantire quest’obiettivo, è indispensabile una soglia elevata per i candidati che esige al contempo ancor più elevati requisiti per i commissari, accademici che vanno individuati attraverso una condivisione responsabile con la comunità scientifica.”

    Non una parola contro l’architrave su cui poggia la gestione di questa operazione, ovvero la nomina delle commissioni da parte della Presidenza del Consiglio.
    Il ruolo del sottosegretario Tommaso Nannicini (economista Bocconi) appare in tutta la vicenda non trascurabile, si tratta di un progetto di ripartizione di risorse tra pochi Atenei, che avverrà al di fuori della usuale valutazioni tra pari, ma manipolato all’origine dalla scelta di valutatori non neutrali fatta dal governo. Potranno anche essere persone di alta qualificazione, ma saranno sicuramente orientati a priori verso scelte direzionate a favore di chi ha pilotato la loro scelta. Si tratterà di un simulacro di competizione, con un risultato predeterminato a tavolino, prodotto solo degli equilibri politici tra i pochi gruppi che sono dentro la regia occulta del progetto.
    Tra l’altro faccio notare che atenei privati (come la Bocconi del sottosegretario Nannicini) potranno accedere senza limitazioni all’ arruolamento dei vincitori Natta. Di fatto avremo un finanziamento pubblico di natura permanente (sostanzialmente una quota di FFO)
    agli atenei privati.
    Se a questo si combina la possibilità di concentrare molte chiamate
    nello stesso Ateneo, possiamo pensare che una Ateneo privato come la Bocconi (che avrà una ovvia influenza sul sottosegretario che nomina le commissioni) possa prendere anche fondi per diciamo 10 PO, quindi avere un finanziamento statale permanente di un milione duecentomila euro.

  2. Per evitare “l’impresa titanica”, la Grande Opera accademica (a proposito, sembra che il Mose sia messo in difficoltà da cozze e fanghiglia, alle quali non avevano pensato, chissà perché), propongo di reclutare direttamente i commissari (compreso il presidente di commissione). Con lo stipendio che si ritroverebbero non credo si tirino indietro, almeno per qualche anno, così lasciano la loro impronta. E si fa più in fretta. Dunque eccellenza ed efficienza insieme.
    NB: “soglia elevata per i candidati che esige al contempo ancor più elevati requisiti [cioè soglia, ma ripetere non è elegante, variatio delectat] per i commissari”, per non parlare delle ancor più alte soglie dei presidenti di commissione, nominati attraverso Palazzo Chigi e Miur, che avranno anche essi le loro soglie di eccellenza superate in tutte le branche del sapere, oppure dei loro consiglieri che hanno già superato certe altre soglie, ancor più alte (sennò da quale pulpito predicano) e allora possono diventare direttamente parte dei 500. Ma non è che qualcuno inciamperà in tutte queste soglie sempre più elevate, che a questo punto vanno scalate e non semplicemente superate?

  3. Le eccellenze, se sono eccellenze, dovrebbero emergere dalle procedure concorsuali ordinarie. Troppo facile emergere da procedure ad personas.

    Della lettera non è condivisibile neanche la punteggiatura: “mettere in evidenza che, il sistema universitario italiano, nella propria autonomia,in proposito?

  4. la pozione magica:
    100 gr di soglia,
    200 gr di eccellenza
    300 gr di merito.
    Mescolate tutto per benino infornate a 120 h-index e avrete un’università di una morbidezza deliziosa e un gusto di vino.
    Degustare insieme a 12 CC di scheda SUA ghiacciata!

  5. “La CRUI non può, tuttavia, mancare di mettere in evidenza che, il sistema universitario italiano, nella propria autonomia, sta già agendo con grande determinazione per attrarre talenti dall’estero. Utilizzando la norma della “chiamata diretta”, che già prevede la flessibilità stipendiale in ingresso, negli ultimi anni circa 1000 studiosi permanentemente all’estero o vincitori di prestigiosi grant (tra cui 120 vincitori di ERC) sono stati stabilmente inseriti nelle nostre Università. E di questi ben 300 studiosi negli ultimi due anni.”
    E allora che bisogno c’era di mettere su questo carrozzone ???? A pensare male si fa peccato, ma …

  6. “1000 studiosi permanentemente all’estero …. sono stati stabilmente inseriti nelle nostre Università.” Di questi 990 se ne stanno stabilmente all’estero e le nostre università si accontentano di mettere le prestigiose pubblicazioni nella VQR come prodotti propri e tutti se ne stanno zitti!

  7. Il prof. Manfredi francamente al limite del ridicolo: Un opportuno sistema di soglie deve essere immaginato non solo per il settore di appartenenza ma anche per il singolo Ateneo con l’obiettivo di evitare possibili eccessive concentrazioni coniugando autonomia ed equilibrio.

    Per la serie vogliamo autonomia ma non troppo. Schiena dritta senz’altro no.

    • Provo a tradurre: alla Federico II abbiamo già individuato qualche Natta-professore in pectore, ma se si usano soglie fatte su misura di qualche ateneo del Nord, va a finire che ce lo bruciano. Con un po’ di lottizzazione si vive tutti più felici.

    • “Schiena dritta”?
      E’ un italiano, ha una carica (che i cosiddetti governanti non lasciano di certo piovere a caso su chi non offra determinate garanzie) e per di più è fratello di parlamentare pd (come ci ha rivelato nientemeno che quel bijou di giornale del “Giornale”): ergo, chiaramente impossibile

  8. “La politica è proporre qualcosa, non odiare qualcuno.” Appena sfornato da chi nominerà i presidenti di commissioni. Proporre per proporre, tanto non costa niente: via “Natta” (che colpa ne ha?), via Anvur (responsabilità ne ha) ecc. Si è in attesa dei sassolini domenicali, sicuramente anche anti-accademici. Ma la domenica non deve essere giornata di riposo e di riflessione o di preghiera?

    • A collezionare e classificare gli slogan da asilo mariuccia (sarebbe già troppo dire da baci perugina) del pupazzo, potrebbe essere interessato un entomologo del niente. Naturalmente, essendo la storia l’alveo dell’assurdo e della stolidità, tantissimi lo prendono sul serio (fra loro capisco solo quelli che, in realtà, fingono di prenderlo sul serio, per loro precisi interessi pecuniari; gli altri ispirano solo pena e/o schifo)

  9. …che poi non è manco vero che si tratta di reclutare eccellenze. Lo dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che si reclutano anche i seconda fascia. Quindi, non solo punto in alto, oltre la vecchia prima fascia, ma anche in basso, cioè oltre i vecchi seconda fascia, ma pur sempre più in basso dei vecchi prima fascia. Non è la coppa dei campioni (lo so, sono antico), è un campionato parallelo: anzi due, uno di serie A e uno di serie B, sul presupposto che le squadre che giocano negli attuali campionati di A e di B (com’è noto, la c è stata soppressa) facciano pena.
    Tom
    P.S.: trovo molto grave la lettera di Manfredi.