La bufala del giorno

L’università immaginaria di Gaetano Manfredi

Il 2 settembre, Repubblica ha dedicato un lungo articolo al cosiddetto 3+2. Uno degli argomenti principali è il confronto numerico tra i laureati del vecchio ordinamento e i laureati magistrali di oggi, facendo finta che i laureati triennali non contino. A dar manforte a questa lettura arriva il Presidente della CRUI, Gaetano Manfredi, secondo il quale

Oggi, il 79/80 per cento dei triennalisti prosegue e consegue la laurea magistrale

A partire da questo numero, il Presidente della CRUI promuove la sua ricetta a base di corsi professionalizzanti.

Efficace o meno che sia la ricetta, i conti però non tornano. Basta sfogliare il Rapporto biennale Anvur (pag. 144) per vedere che la percentuale di passaggio dai corsi triennali a quelli di secondo livello è del 57,9%, se non si considerano le Scienze Mediche. Includendole, la percentuale scende al 51,1%.

Sempre secondo il Rapporto Anvur (pag. 130), nei corsi di laurea di secondo livello i tassi di abbandono più recenti si aggirano intorno al 15%. Basta una moltiplicazione per concludere che tra i laureati triennali quelli che proseguono e conseguono una laurea magistrale sono meno del 50%, contro il 79/80% citato da Manfredi.

Si può discutere con mille argomenti sul successo/insuccesso del 3+2 e delle prospettive dei corsi professionalizzanti. Ma, per favore, facciamolo con dei dati veri. Organi di informazione e opinionisti continuano a sfornare diagnosi e ricette basate su fake numbers che restituiscono un’università immaginaria che poco ha a che fare con quella reale.

Quando poi a dare i numeri è un Rettore, che è anche Presidente della CRUI, si capisce quanto sia dilagante l’abitudine di parlare a ruota libera, plasmando i numeri sui propri pregiudizi. E se sono inaffidabili le informazioni fornite non solo dai grandi organi di stampa ma anche – duole dirlo – dai vertici accademici, la prima vittima di questo inquinamento informativo è la possibilità stessa di un dibattito democratico sul futuro dell’istruzione.

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6 Comments

  1. Pingback: L’università immaginaria di Gaetano Manfredi | Docenti Preoccupati

  2. Giuseppe De Nicolao says:



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    Oltre allo scivolone di Manfredi, c’è un altro aspetto divertente di questo articolo di Repubblica. Salvo Intravaia, che qui scrive “La riforma universitaria Berlinguer/Zecchino, meglio conosciuta come quella del “3+2″, ha mancato due dei suoi obiettivi principali” è lo stesso autore di quell’articolo che nel 2014 celebrava il “sorpasso” (più laureati che immatricolati) attribuendone il merito proprio al 3+2:
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    “se è vero che in cinque anni le immatricolazioni sono diminuite di 50mila unità è anche vero che i laureati — complice la riforma del 3+2 […] in meno di tre lustri sono quasi raddoppiati”
    http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/sorpresa-piu-laureati-che-matricole-l-universita-celebra-il-sorpasso-e-la-prima-volta-dal-dopoguerra.flc
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    Nell’articolo del 2014, Intravaia intervistava Luigi Berlinguer, ministro dell’Istruzione all’epoca di quella riforma, il quale commentava soddisfatto
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    «Le statistiche stanno sconfiggendo i soldati [sic] di sventura che difendevano il passato».
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    Era stato Roars ad accollarsi il compito di infrangere le illusioni di Intravaia (e di Berlinguer), osservando che il “sorpasso” era una bufala. Intravaia, infatti, aveva sommato i laureati triennali a quelli magistrali, con il risultato di contare due volte quelli triennali (e di ottenere il miracolo di un sistema universitario che laurea più giovani di quanti ne immatricola):
    https://www.roars.it/online/la-repubblica-celebra-il-sorpasso-piu-matricole-che-laureati-ma-e-vero/
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    Adesso, Intravaia è passato all’eccesso opposto: prima contava due volte i laureati triennali, adesso invece si scorda completamente di loro.
    Attendiamo ansiosamente la terza puntata.

  3. Paolo Biondi says:

    «Spesso la mediocrità è una voragine per la quale anche gli spiriti eletti provano una cupa attrazione »
    (Giovanni Ansaldo)
    Mi piace l’articolo e il commento. C’è da domandarsi perché in Italia ci sono sempre degli incompetenti ai posti di responsabilità. Perché? La lista è lunga: da Cialdini e Lamarmora a Custoza, l’onore salvato dalla divisione di Bixio a Custoza e da Garibaldi sulla strada di Trento (non usciti da accademie militari!), Persano a Lissa (con Tegetthoff novello Nelson e equipaggi per lo più veneti), Facta quello dello stato di assedio negato per la marcia su Roma da Emanuele III, quello della fuga a Pescara insieme a Badoglio quello di Caporetto e poi del famoso proclama “la guerra continua”. E lasciamo perdere il cavalier Benito che annuncia la guerra dal balcone di palazzo Venezia ad una folla precettata, ma muta ed allibita, che il documentario Luce fa osannante….
    Ahimé povera (o serva?) Italia di dolore ostello non donna di provincia ma bordello!

  4. indrani maitravaruni says:

    I Rettori sono esecutori di ordini: dovevano attuare la riforma in cambio di punti organico (che non hanno avuto).
    Nei posti chiave ci sono burocrati, tecnocrati o servi.
    La compagnia del miur, da Berlinguer in poi, ha come scopo quello di assimilare il nostro sistema di istruzione a quello nordamericano, abbassandone il livello e poi obbedisce al mef (tagliare e risparmiare a ogni costo). E poi mentono sempre: io non li ho mai sentiti dire la verità. Se la cantano e se la suonano con la complicità di tutti i media, millantando risultati che non esistono oppure dicendo che i risultati non ci sono perché non ci siamo riformati abbastanza. E’ un potere malato, antidemocratico e anche autorazzista (in Italia fa tutto schifo, siamo corrotti, non funziona niente e quindi distruggiamo che va sempre bene).

  5. C’entra e non c’entra. Facendo scorrere la pagine ho cliccato involontariamente sul blog di Stefano Chimici. Guardate questa, a proposito di rettori zelanti:
    http://www.chimichi.eu/wp-content/uploads/2017/09/lettera_FabriziaMealli.pdf

  6. Pingback: Lauree professionalizzanti. CNSU: «Fortemente incompleto e privo degli elementi essenziali» il documento della Cabina di regia | Docenti Preoccupati

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