Bestiario fantastico

Ludi dipartimentali e “Questione meridionale”

I Ludi dipartimentali e la conseguente, drammatica penalizzazione che la distribuzione di risorse “eccellenti” riserva alle Università pubbliche nel Mezzogiorno riportano amaramente in auge la Questione meridionale. I numeri, del resto, parlano chiaro. Dopo averli distribuiti territorialmente sul nostro sempre più diseguale Stivale, abbiamo raccolto alcune opinioni a caldo fra gli addetti ai lavori.


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10 Comments

  1. Francesco1 says:

    La cosa più perversa qui non è tanto la disparità fra Nord e Sud, che probabilmente si manifesterebbe qualunque fosse il criterio di valutazione usato (e in particolare se fosse usato quello giusto) quanto le implicazioni che sono sottese da questo risultato. Che le prestazioni del Sud rispetto al Nord siano sempre inferiori è un fatto strutturale. Se aggregassimo il Nord Italia alla Francia, otterremmo un risultato ”nord batte sud’ molto più penalizzante per il ‘sud’, dove però questa volta il sud sarebbe il nord-Italia.
    Ma non serve l’Anvur. Basta rispondere a questa semplice domanda:
    negli ultimi due secoli quanti scienziati famosi (indiscutibilmente famosi) ha dato la Francia e quanti l’Italia? Basta avere una cultura media per rispondere, oppure una veloce consultazione di Wikipedia.
    Il vero problema è: questi dati servono ad alimentare discorsi da leghisti
    vecchio stampo, a fare sentire i ‘nordici’ più intelligenti dei ‘sudici’, i francesi più intelligenti degli italiani, oppure sono la premessa di un qualche intervento di correzione? Certo è che la correzione che ha in mente il MIUR è l’esatto opposto di una correzione (meno fondi: cioè li affossiamo ancora di più).

    • “La cosa più perversa qui non è tanto la disparità fra Nord e Sud, che probabilmente si manifesterebbe qualunque fosse il criterio di valutazione usato (e in particolare se fosse usato quello giusto) quanto le implicazioni che sono sottese da questo risultato. Che le prestazioni del Sud rispetto al Nord siano sempre inferiori è un fatto strutturale.”
      Non solo questo, ma anche altro (” ‘nordici’ vs ‘sudici’ “) mi lasciano di stucco, per essere educati. Continuo a constatare che rispetto agli anni 70-80 il clima universitario ha subito uno schifoso degrado anche etico allora impensabile. Constato ancora un grande silenzio dinanzi a tali esternazioni, anche perché molti non hanno il tempo nemmeno di respirare per ‘salvare’ se stessi all’interno del ‘salvataggio’ di istituzioni che il MIUR vuole soltanto, lo sostiene anche il ‘collega’, affossare al massimo.
      Avrei da commentare anche quell’accenno sprezzante al sistema educativo della Romania, di cui chi scriveva evidentemente non conosce nulla, se non forse gli sforzi (per me idioti) di omologarsi negli ultimi lustri a uno standard comunitario in vista dell’ingresso nell’UE.

  2. “Certo è che la correzione che ha in mente il MIUR è l’esatto opposto di una correzione (meno fondi: cioè li affossiamo ancora di più).”
    Proprio questo è il problema!

  3. indrani maitravaruni says:

    La mia cultura media (che non attinge a Wikipedia) mi dice che negli ultimi due secoli l’Italia (che in parte ancora Italia non era) ha prodotto ottimi scienziati e anche letterati, giuristi, filosofi, filologi.
    La cultura della prestazione e dei premi elargiti dal potere dovremmo invece lasciarla in qualche arena gladiatoria.
    Personalmente ho colleghi a Palermo e a Cagliari che stimo enormemente per la loro competenza in alcune discipline e so essere esperti internazionali nel loro campo.
    Certo non compaiono sui giornali e non circolano su internet. Scrivono, insegnano e fanno il loro dovere.
    Ma da dove vi viene quest’ansia di fustigare, punire e mettere in graduatoria?

  4. se conosco i miei polli, le proiezioni di ROARS non saranno rispettate. Secondo me i magnifici 7 faranno del loro meglio per un riequilibrio geografico. Prevedo anche una forte tenuta dei dipartimenti Toscani. per cui potremmo avere una cosa del tipo 20-25% sud, 30-35% centro e 40-50% nord.

  5. Carissima Redazione di ROARS,
    a quando una bella disamina radiografica (o, direi, “scientifica”) dei magnifici 7 ? Io ho trovato un certo numero di elementi che fanno sospettare conflitti di interesse nelle valutazioni dei dipartimenti in lizza. In particolare:

    – Maria ANDALORO: legami con Dip. Lettere, Filosofia, Comunicazione, Bergamo, in lizza in Area 10;
    – Elisa BERTINO: legami con Dip. Scienze Teoriche e Applicate, Insubria, in lizza in Area 1;
    – Luigi GUISO: legami con Dip. di Scienze Economiche e Aziendali, Sassari, in lizza in Area 13 (ma e’ “local champ” di ateneo) ed il Dip. di Ecomomia e Finanza, Roma Tor Vergata, sempre in Area 13.

    Mi sono sbagliata ? Fatemi sapere, posso fornire maggiori elementi.

  6. indrani maitravaruni says:

    ML,il clima di degrado rappresenta il loro risultato migliore. Questo sistema tira fuori il peggio da tutti, compreso elevare i discorsi da bar e il conflitto terroni polentoni a misura di giudizi e politiche universitarie.

  7. Francesco1 says:

    Mi stupisce la lettura (scorretta) del mio messaggio da parte di Marinella e Indruni. Mi scusino, ma mi ripugna troppo scusarmi per qualcosa che non ho mai commesso. Trovo più utile aggiungere qualcosa al precedente messaggio per renderlo più preciso. Innanzitutto sono anch’io un ‘sudicio’ anche se non vivo più al sud. Nemmeno voglio fare l’elenco delle persone rispettabili, eroiche, geniali, superiori alla media che sono ‘sudici’, che conosco direttamente o perché li conoscono tutti (perché famosi). Che ESISTANO queste persone in un determinato territorio è IRRILEVANTE rispetto all’affermazione: ‘quel territorio è strutturalmente inferiore’, che è l’affermazione del mio precedente messaggio. Più rilevante (ai sensi della struttura) è il FATTO che quasi tutti questi personaggi hanno lasciato il sud. Qualcuno rimane (l’eccezione che conferma la regola) perché è più fortunato degli altri, o per scelta personale. C’è anche chi resta e viene ammazzato (Falcone e Borsellino), e forse un segno che qualcosa cambia (nella struttura) potrebbe essere sostenere queste persone IN VITA, e meglio ancora quando hanno potere, e non adorarli come martiri. In ogni caso per quanto la singola individualità eccezionale sia importante essa, senza struttura, cioè se non è circondata dall’ambiente adatto, o se non agisce nel momento storico adatto, è solo un Don Chisciotte (questa considerazione non è mia, ma non vi dico di chi è, cercatevelo).
    Tutto questo tuttavia è ormai superato da eventi che hanno persino peggiorato la situazione, visto che TUTTA l’Italia è diventata ‘sud’ (della Germania). Comunque se uno ‘fustiga’ non è mica detto che lo faccia per offendere, spesso lo si fa per suscitare una reazione. Certo, se la reazione è deprimersi o offendersi.. e vabbè allora ritiro quello che ho detto… Anzi sono il primo a dire che è assolutamente falso!

    Per tornare al nostro discorso, e anche per chiarire la mia ammirazione (che esiste davvero) per la cultura francese, la questione può essere sintetizzata e spiegata in modo semplice: i ricercatori mangiano.
    Cioè: se volete che escano fuori scoperte scientifiche, dovete lasciare un certo numero di individui LIBERI DI PENSARE senza ricattarli economicamente. Anzi, più alto è il numero di queste persone, tanto più alta sarà la probabilità che escano fuori delle scoperte scientifiche.
    La Francia è la prima nazione che lo ha capito. Parlo per il mio settore, scientifico (ma cose del tutto analoghe valgono anche per gli altri) un notevole numero di grandi matematici del XIX secolo uscì fuori, e/o insegnò, dall’ecole politecnique.
    Allora, tanto per far toccare per mano la struttura: in Francia nessuno pensa di ridurre i finanziamenti per l’Università e la Ricerca. In Italia
    queste riduzioni avvengono in un modo SCANDALOSO, e purtroppo persino molti dei diretti interessati preferiscono più l’ossequio al potere che non continuare a fare il proprio mestiere, cioè pensare liberamente.
    La questione del sud-italia è, vista in questa ottica, un sotto-problema nel problema principale, ma non un problema diverso. E’ lo stesso problema in una scala più ristretta.

    • Ha fatto bene a chiarire cosa voleva dire. Molti pensano che solo quel che è detto è ‘messaggio’ o ‘comunicazione’ (parole che del resto odio, da quando tutta l’Europa, accademica e non, si sciacqua la bocca con ‘comunicazione’, ‘grande comunicatore’ e si vedono i risultati di tanti esperti in ‘comunicazione’, attuali e in erba). Invece anche il non detto è messaggio, proprio nell’essere un’entità X alla quale ognuno può attribuire un significato che magari non era nelle intenzioni del cd emittente. Un’altra cosa: dai luoghi comuni bisogna subito ed esplicitamente prendere le distanze, altrimenti sembra che vengano condivisi.

  8. ecolombo says:

    L’idea dei ludi dipartimentali è purtroppo sfruttata da molti colleghi per “vincere” sugli altri. Mors tua, vita mea; affama la bestia, ed amenità di questo genere a cui ci ha abituato la retorica post Gelmini.
    A mio modo di vedere servirebbe abolire qualsiasi forma di valutazione ex-post su scala nazionale. Comunque ripeto, il tema non mi pare molto sentito tra i colleghi, che cercano perlopiù di approfittarsene se possono.

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