Segnaliamo ai lettori le osservazioni rese dalla Commissione Ricerca dell’ANL riguardo la costituenda ANR, un organismo costoso, superfluo e mal disegnato ma  – a quanto pare – fortissimamente voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lanciato forse all’inseguimento di simili trovate del trascorso governo Renzi.

La commissione osserva, fra l’altro, l’opportunità che l’ANR non si configuri come un Organismo di emanazione prevalentemente politica; al contrario, come è il caso per prestigiose e consolidate analoghe agenzie operanti nei paesi scientificamente più maturi, dovrà avere un Comitato Direttivo composto da scienziati di caratura internazionale selezionato da un autorevole search committee e dovrà attenersi alle migliori prassi riconosciute internazionalmente nella selezione dei progetti da finanziare.

Commento sull’Agenzia per la Ricerca

 

Parere della Commissione Lincea sui problemi della Ricerca

 

 

La Commissione Ricerca dell’Accademia Nazionale dei Lincei ha esaminato con attenzione l’art. 28 del DDL AS 1586 relativo alla Legge di Bilancio per l’esercizio 2020.

Con riferimento all’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca (ANR), la Commissione Lincea:

  1. concorda sulla necessità di creare un Organismo agile che coordini bandi e progetti rivolti all’ampia platea delle Istituzioni di ricerca, garantendone efficacia ed efficienza, senza inutili e dannose sovrapposizioni e senza svolgere attività di ricerca in proprio; sottolinea inoltre che l’istituzione di un’Agenzia per la ricerca è da lungo tempo auspicata dalla comunità scientifica nazionale;
  • apprezza lo sforzo finanziario che dovrebbe garantire, a regime, un flusso incrementale di ca. 300 mln di euro alle attività dell’ANR; ritiene però necessario che vi sia un simultaneo e cospicuo incremento delle risorse destinate a finanziare i progetti presentati dai ricercatori degli Enti e delle Istituzioni pubbliche come, ad esempio, i PRIN annuali a valere sul FIRST;
  1. ritiene fondamentale che, nel pieno rispetto delle autonomie delle Università e degli Enti e Istituti di Ricerca pubblici, l’ANR non si configuri come un Organismo di emanazione prevalentemente politica; al contrario, come è il caso per prestigiose e consolidate analoghe agenzie operanti nei paesi scientificamente più maturi, dovrà avere un Comitato Direttivo composto da scienziati di caratura internazionale selezionato da un autorevole search committee e dovrà attenersi alle migliori prassi riconosciute internazionalmente nella selezione dei progetti da finanziare;
  2. raccomanda che l’ANR collabori in primo luogo con il MIUR per la definizione del Programma Nazionale della Ricerca (PNR), per valorizzare e potenziare l’efficacia delle strategie competitive in campo europeo e internazionale, per favorire, ove necessario e utile, una bilanciata e sinergica collaborazione tra pubblico e privato, senza però che questo comporti sovrapposizioni con le attività già di competenza dell’ANVUR ingenerando inutili appesantimenti dei già complessi meccanismi della valutazione.

Roma, 15 novembre 2019

I pareri espressi dalle Commissioni Lincee rientrano nella loro autonoma responsabilità

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12 Commenti

  1. Ringrazio sinceramente la redazione di Roars per averci fatto conoscere l’autorevole opinione della Commissione Ricerca dell’Accademia Nazionale dei Lincei relativa all’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca (ANR) prevista dall’art. 28 del DDL AS 1586 (Legge di Bilancio 2020). Parere che nel suo complesso non può che essere
    assolutamente condivisibile.
    Mi permetto di far notare, tuttavia, da medico e non da commentatore, che il riferimento a “simili trovate del trascorso governo Renzi” andrebbe inquadrato, a mio modestissimo parere, tra i sintomi distintivi di una nota sindrome psichiatra chiamata Disturbo Ossessivo Compulsivo (consiglio come riferimento il DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali redatto dalla prestigiosa American Psychiatric Association). Non può che essere così interpretato il riferimento ad un politico che da tre anni non ha incarichi governativi, nemmeno di secondo piano, e ora è un capo politico di una formazione che, secondo tutte le agenzie di sondaggio, è valutata tra il 4 ed il 6% ed è rientrato nel gioco della maggioranza da tre mesi. Tuttavia voglio dare una buona notizia alla redazione di Roars: il Disturbo Ossessivo Compulsivo si cura.
    Nicola Ferrara

    • Va detto che ci sono anche i disturbi della memoria, non sempre curabili, purtroppo. A chi non ne soffre, le nomine dei vertici dell’ANR da parte della Presidenza del Consiglio e di altri ministri richiamano il precedente progetto delle Cattedre Natta volute proprio da Renzi. In tal caso, infatti, la nomina dei presidenti delle commissioni spettava al Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro del MIUR: https://www.roars.it/online/ecco-il-decreto-cattedre-natta-il-governo-vuole-nominarsi-i-prof-come-mussolini/)

    • Mi permetto di correggere il gentile signor Ferrara (indipendentemente da qualunque considerazione sul contesto in cui si sta discutendo): si sta parlando di un politico a cui viene dedicato amplissimo spazio nei TG: sempre fra i primi 10 (con due eccezioni), e in molti casi terzo o quarto per tempo dedicatogli. Senza contare i programmi giornalistici extra-TG in cui, ad esempio, è il secondo per tempo dedicatogli dalla RAI. Non lo dico io, lo dice l’AGCOM

      https://www.agcom.it/documents/10179/16953990/Dati+monitoraggio+13-11-2019/4c92eb1b-898d-4d13-a67f-72b8f0bed28b?version=1.1

      Poi chi ha voglia controlli i mesi precedenti, non credo i risultati si discostino di molto. Direi che i casi sono due: o questo “politico che da tre anni non ha incarichi governativi, nemmeno di secondo piano” invece qualche influenza politica ancora ce l’ha, oppure sarebbero i direttori dei tg a soffrire di un disturbo ossessivo. Io opterei per la prima eventualità… e magari, sì, c’è qualcosa da recriminare sul comportamento dei giornalisti, ma di natura completamente diversa.

  2. @GiuseppeDeNicolao “A chi non ne soffre, le nomine dei vertici dell’ANR da parte della Presidenza del Consiglio e di altri ministri richiamano il precedente progetto delle Cattedre Natta volute proprio da Renzi”. Forse non sono stato chiaro, trovo personalmente irricevibile qualsiasi progetto nell’ambito della Accademia e della Ricerca che tenti di portare sotto il controllo politico questa aerea, anzi ritengo che molti attacchi relativi ai concorsi, reclutamento, uso di risorse, etc siano strumentali nel tentativo di ridurne l’autonomia e di riportarne la gestione nell’alveo della politica, quella con la p minuscola. Non dubiti posso citare molti episodi relativi a questi tentativi (ho memoria lunga). Questo non toglie che trovo un pò patetico (e stancante) in questo dibattito, nel momento in cui si vuole criticare un provvedimento della finanziaria 2020 targata Conte II, parlare ossessivamente (penso che questo sia il termine giusto) di Renzi e di un provvedimento (le cosiddette cattedre Natte) che peraltro abortì totalmente. Per tali motivi, atteso il ricorrente far riferimento a Renzi ed alle sue politiche (non solo da parte Roars a dire il vero), trovo tutto ciò un chiaro segno della presenza del Disturbo Ossessivo Compulsivo che, a differenze del deficit cognitivo, si cura.
    Con simpatia
    Nicola Ferrara

    • Per quanto riguarda un assoggettamento così diretto all’esecutivo, per trovare un precedente al progetto di Renzi bisognava tornare all’epoca in cui c’era il Duce. Era stato il nostro collega Mauro Moretti (la cui autorevolezza non credo possa essere messa in discussione) a rimproverarci di aver sottovalutato la portata storica del progetto renziano. Mi sembra giusto che nel momento in cui l’ANR ripropone lo stesso schema, si dia credito a chi per primo ha riesumato progetti dirigistici che credavamo archiviati nei libri di storia. Da studiosi sappiamo che è doveroso riconoscere le priorità e sarebbe ingeneroso negare a Renzi il suo ruolo di apripista (anche se sfortunato). Talmente sfortunato che di quel tentativo i suoi seguaci preferirebbero far perdere la memoria.


      https://www.roars.it/online/sulle-cattedre-natta-cantonata-di-roars-il-duce-ci-aveva-pensato-eccome/

  3. @GiuseppeDeNicolao Gentilissimo, il suo post non fa che confermare l’ipotesi che il Disturbo Ossessivo verso la figura di Renzi esista ed è diffuso. Le devo dare, purtroppo, anche una cattiva notizia, Il disturbo si cura, ma, come tutte i disturbi psichiatrici, necessita di un forte consapevolezza da parte di chi ne è affetto.

    @Franco “Poi chi ha voglia controlli i mesi precedenti, non credo i risultati si discostino di molto. Direi che i casi sono due: o questo “politico che da tre anni non ha incarichi governativi, nemmeno di secondo piano” invece qualche influenza politica ancora ce l’ha, oppure sarebbero i direttori dei tg a soffrire di un disturbo ossessivo.” Naturalmente, poiché non sono affetto dal disturbo ossessivo compulsivo, non ho alcuna intenzione di consultare i dati AGCOM relativi alla presenza di Renzi nei programmi televisi. Le faccio presente che il disturbo ossessivo compulsivo è, secondo la classificazione del DSM 5, un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni verso qualcosa o qualcuno, ma queste ossessioni e compulsioni possono riguardare persino aspetti di grande ammirazione e non necessariamente critici e negativi. Una delle caratteristiche centrali del disturbo ossessivo compulsivo è la ripetitività, la frequenza e la persistenza della attività ossessiva. Mi sembra che i suoi dati sulla presenza “ossessiva” di Renzi sui media non fa che confermare la presenza e la diffusione del disturbo nella nostra comunità. Di fatto si rafforza l’ipotesi di alcuni autorevoli Autori, da me non condivisa fino a qualche tempo fa, che il disturbo possa essere inquadrato, sul piano epidemiologico, nell’ambito delle malattie trasmissibili (per capirci le malattie di origine virale o batteriche) piuttosto che nell’ambito di quelle non trasmissibili, come sono le malattie croniche, in cui attualmente sono inserite le malattie psichiatriche (naturalmente scherzo, spero che si capisca).
    Con simpatia
    Nicola Ferrara

    • Peraltro, pare dimostrato che anche accusare ossessivamente e compulsivamente i propri interlocutori di essere affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, senza minimamente prenderne in considerazione le pur fondate argomentazioni, si denoti quale comportamento rientrante nel disturbo medesimo.

  4. Le sensibilità politiche di qualcuno possono esser toccate, ma noi abbiamo il dovere di considerare con quanta più obiettività tutto e non difendere leggi o posizioni perché di governi che sentiamo a noi affini per idee.
    Vi è un progetto di controllo delle università che ha una lunga storia: molti di noi hanno visto l’erosione continua della possibilità di avere un dibattito sereno, la esclusione da molti incarichi, perché persone non use a nascondere difetti e punti critici, persino la penalizzazione nella carriera se non proni al volere di capetti o capette (la donna di potere non è da meno del suo omologo maschile). Negli ultimi tempi il progetto sembra inarrestabile, per colpevole silenzio di chi spera in un guadagno futuro ed è avvantaggiato dalla caduta degli altri. La verità ineludibile è che nella sua interezza, con pochi luminosi esempi, tutti si sono compromessi e piegati ad un ordine che si è infiltrato nella ricerca e sta portando all’uniformità delle risposte. Perciò la ricerca è così … noiosa e sterile. Si deve solo ripetere e sapere bene cosa ripetere, chi citare, ecc.

  5. Certamente, le precisazioni e le raccomandazioni dell’Accademia dei Lincei sono opportune. Tuttavia non si menziona la “libertà della ricerca” o della scienza (che è un principio costituzionale, art. 33) né per gli enti tantomeno per i singoli, anzi implicitamente la non menzionata “libertà” troverebbe le sue limitazioni sistemiche (tematiche e finanziarie) nella “definizione del Programma Nazionale della Ricerca”. Non vi è alcun riferimento ai rapporti da istituire tra Ministero-ANR e ANVUR. Lo spezzettamento della realtà in monadi non comunicanti, la quale realtà ha invece la sua sistemicità o organicità, basta cercarla studiarla ed evidenziarla, forse risponde ad esigenze di praticità, operatività; ma forse è la conseguenza della tanto decantata globalizzazione e della altrettanto osannata ‘dematerializzazione, virtualizzazione’ di certi rapporti sociali, che tuttavia esistono e agiscono, eccome. Papa Francesco, a Nagasaki, ha detto che è in atto una “tercera guerra mundial a pedazos” (spezzetata), ma tutto sembra essere “a pedazos” (altroché “società liquida”), dappertutto (in basso in basso si intravede anche la scuola e l’università), la cui coerenza sarà però ben evidente a certe élites e ai loro leaders. Ma qua interverrebbe un altro neofenomeno social-politico (a proposito di quanto dice Franco di Renzi), il ‘buffonismo, giullarismo’ populistico di certi politici (analizzato in un articolo dal catalano Joan Burdeus; https://www.nuvol.com/llibres/assaig/catalunya-terra-bufona-68949; Google traduttore lo traduce in maniera soddisfacente). Dietro la maschera ridente con parvenze antiautoritarie (indossata da personaggi come Berlusconi, guarda caso dopo il 1989) e il relativo spettacolo popolare e populista, tutto battute e ‘spiritosaggini’ ma anche insulti, specchietti per le allodole, la realtà è poco divertente, forse addirittura ostile, ed è anche ben compatta. Tutti quanti ne facciamo i conti giorno dopo giorno e non saranno nuovi enti su enti a facilitare le cose e a rimediare.

  6. @faustoproietti “Peraltro, pare dimostrato che anche accusare ossessivamente e compulsivamente i propri interlocutori di essere affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, senza minimamente prenderne in considerazione le pur fondate argomentazioni, si denoti quale comportamento rientrante nel disturbo medesimo”. Penso che si sbagli, le mie considerazioni sono delle semplici considerazioni professionali. Essendo medico me le posso permettere. Porre delle ipotesi (sottolineo ipotesi) diagnostiche relativamente ad una patologia, come il disturbo ossessivo compulsavo, non significa che il medico deve prendere in considerazione l’ipotesi che anche lui possa esserne portatore, anche se in linea teorica ne potrebbe anche egli essere affetto.
    Spero di essere stato chiaro
    Nicola Ferrara

    • Certo, la diagnosi di un medico potrebbe risultare corretta anche qualora il medico soffrisse di una qualche patologia, seppur di ambito psichiatrico. Allo stesso modo, però, gli argomenti del redattore di ROARS che ha scritto il cappello al documento dei Lincei potrebbero risultare calzanti e corretti anche qualora (ammesso e non concesso) il detto redattore soffrisse di qualche disturbo.

      Proporrei quindi di discutere dei detti argomenti, senza entrare in osservazioni personali fuori tema (anche perchè, se proprio si volesse andare fuori tema, oserei sostenere che il DSM, almeno quando applicato in un certo modo, è più o meno l’equivalente psichiatrico della bibliometria di stampo anvuriano :PPP e non per nulla la mania della misurazione numerica e degli indici per tutto è nata proprio negli USA, si veda il delirante e ormai quasi secolare dibattito su IQ e razza)

  7. La cosa peggiore che si possa fare è offendersi l’un l’altro. Tutti abbiamo diritto ad un’opinione. Anche se ad altri pare insulsa.
    I docenti si dovrebbero unire, ma come possono fare se ognuno di essi ha passato tempo a porre in bella mostra il proprio piccolo io e soddisfatto la sua invidia e pochezza umiliando il collega o mettendolo in cattiva luce?
    Ci vuole un deciso (morale) cambiamento nel mondo di intendere tutto.
    Allora, forse, potrà cambiare qualcosa. La colpa è dei docenti, mi dispiace.

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