Con questo primo Riesame si intende iniziare un percorso che porti tutti gli atenei, anche quelli che avviano per la prima volta le procedure di Assicurazione di Qualità, a cogliere il senso dell’autovalutazione come processo organizzato, articolato in analisi e rilievo dei problemi, nonché programmazione di attività concrete e finalizzate a risolvere le criticità evidenziate nel corso della gestione corrente della didattica. In questo senso, più che una descrizione esaustiva di tutte le possibili problematiche di un Corso di Studi, il primo Riesame deve privilegiare l’identificazione e le ipotesi di soluzione immediatamente implementabili delle due o tre criticità rilevanti che si ritengono più importanti, ai fini di un reale miglioramento della qualità dell’offerta formativa.

Con queste parole si apre la nota di accompagnamento ANVUR al primo rapporto di riesame. Un adempimento piuttosto oneroso che l’Agenzia richiede alle Università con scadenza il prossimo 28 febbraio. La scheda relativa al rapporto può essere consultata a questo indirizzo. Forse l’Agenzia di valutazione dovrebbe tenere maggiormente in conto la difficile situazione in cui si trovano gli atenei italiani, le cui strutture sono sottoposte da mesi o fortissime tensioni dovute al processo di adeguamento all’attuazione della l. 240/2012, ed evitare perciò di imporre termini irragionevolmente brevi per adempimenti che avranno conseguenze importanti per il futuro degli atenei stessi.

Allo stesso tempo non si può non osservare come il Ministro in carica, i cui compiti dovrebbero limitarsi al disbrigo degli affari correnti, stia in più occasioni disattendendo i limiti posti alla sua azione dalla contingenza nella quale egli si trova. Il Ministro firma infatti provvedimenti di efficacia pluriennale, che per loro natura sono destinati a condizionare l’operato degli esecutivi futuri: non solo il nuovo bando per le abilitazioni, che di fatto rende molto difficile introdurre modifiche al sistema dell’ASN, ma anche il DM relativo a autovalutazione e accreditamento e così pure il preannunciato decreto relativo al diritto allo studio.

Forse sarebbe ora che Francesco Profumo prendesse atto di essere un ministro dimissionario.

 

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6 Commenti

  1. Visto che di solito i politici dimissionari si occupano di fare favori agli amici durante il periodo che precede le nuove elezioni (vedi Polverini), direi che un Ministro che si occupa di avviare (a suo modo, d’accordo) una serie di procedure prescritte dalla legge è un bel passo avanti.

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