Le nuove frontiere della scientificità nelle scienze umane e sociali secondo l’ANVUR: da Yacht Capital a Suinicoltura
passando attraverso Airone e Leadership Medica

Il 20 settembre, l’ANVUR ha pubblicato la lista delle riviste scientifiche per i settori non bibliometrici. La lista è stata inspiegabilmente tenuta nel cassetto per più di tre settimane dopo il 27 agosto, data di pubblicazione delle mediane “definitive”, per il cui calcolo era indispensabile che la lista fosse già pronta. I maligni pensavano che il ritardo fosse dovuto a tentativi di aggiustare la lista ex-post. In tal caso, le mediane pubblicate perderebbero validità e, per non basare le abilitazioni su dati falsi, se ne dovrebbe pubblicare una terza edizione.

Stentiamo a credere che l’ANVUR, dopo aver dovuto correggere le mediane, la cui prima versione era errata, ne abbia nuovamente compromesso la validità manipolando le liste su cui tali mediane si basano. E tuttavia rimane il mistero di oltre tre settimane di ritardo per pubblicare un elenco che doveva già esistere in formato elettronico dal 24 agosto, data di pubblicazione della prima versione delle mediane per i settori non bibliometrici.

Qualunque sia la spiegazione, dopo una prima lettura, preferiamo credere che se l’ANVUR avesse avuto piena coscienza di cosa contiene la sua lista delle riviste scientifiche, non l’avrebbe mai pubblicata nella forma in cui è apparsa. Infatti, se avrete la pazienza di addentrarvi in queste tabelle, solo apparentemente aride, verrete ripagati dei vostri sforzi. Tra le righe, si celano sorprese inattese, degne del miglior dadaismo, quasi una caccia al tesoro architettata a bella posta da un Artefice malizioso, che voglia ridicolizzare l’inane sforzo di classificare l’universo della scientificità.

Commentare analiticamente le liste per le diverse aree è un compito che richiederà tempo e per il quale ci affidiamo anche alle competenze e alle osservazioni dei lettori.

Ci limitiamo qui a un piccolo florilegio, che suscita un’inevitabile domanda: che fine ha fatto la definizione di “rivista scientifica”? L’osservatore disorientato teme che si sia persa insieme al tanto sbandierato concetto di “merito” in un farsesco carosello dell’assurdo le cui dimensioni crescono ormai di giorno in giorno.

Prima di partire per la caccia al tesoro, vi ricordiamo che, secondo il “documento di accompagnamento alle mediane non bibliometriche“, una rivista è scientifica se:

la descrizione della rivista o la politica editoriale prevedono esplicitamente il riferimento alla natura scientifica e alla pubblicazione di risultati originali / esiste un comitato scientifico della rivista / il comitato editoriale ha una composizione in cui la componente accademica è rilevante e/o il direttore della rivista ha affiliazione accademica […]

[e in ogni caso]

sono stati in linea di massima esclusi:
– quotidiani
– settimanali
– periodici di cultura, politica, attualità, costume
– periodici di recensioni
– riviste di divulgazione scientifica
– riviste di taglio esclusivamente professionale e di aggiornamento
– riviste di associazioni di categoria, ordini e associazioni professionali, enti pubblici nazionali e locali, istituzioni pubbliche non scientifiche di varia natura
– riviste espressione di formazioni politiche, sindacali, religiose
– “house organ” aziendali
– bollettini, newsletter
– riviste promozionali

Buon divertimento, se così si può dire.

 

1. La nobile arte della politica: ma siamo bipartisan.

LIBERTIAMO.IT (direttore: Benedetto Dalla Vedova [errata corrige: Carmelo Palma])
Rivista scientifica per area 12– Scienze Giuridiche

LE NUOVE RAGIONI DEL SOCIALISMO (cessata, direttore E. Macaluso)
Rivista scientifica per area 12 – Scienze Giuridiche

ALTERNATIVE PER IL SOCIALISMO (direttore Fausto Bertinotti)
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

FFWEBMAGAZINE Periodico online diretto da Filippo Rossi (Fare Futuro Web Magazine), legato a Futuro e libertà, non più online dal 2011.
Rivista scientifica per area 12 – Scienze Giuridiche

2. Scherza coi fanti …

ARTE E FEDEsupplemento del mensile Evangelizzare, rivista per “animatori di catechesi”, già Informazioni UCAI, Unione cattolica artisti italiani (Direttore ignoto).
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

 

LA VITA CATTOLICA
Rivista scientifica di area 12 – Scienze giuridiche

 

INSEGNARE RELIGIONE “Strumento di lavoro per l’insegnamento della Religione Cattolica nella Secondaria di primo e secondo grado”
Rivista scientifica per area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche

3. La solidarietà innanzi tutto

CITTADINI DAPPERTUTTO (Direttore ignoto)
Rivista scientifica per area 10 (Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche) e 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche)

4. “sono in linea di massima esclusi i periodici di cultura, politica, attualità, costume”

 

DIARIO DELLA SETTIMANA (periodico cessato diretto da ultimo da Massimo Rebotti)
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche


LA RIVISTA DEI LIBRI(Direttore Pietro Corsi. Ha cessato le pubblicazioni nel 2010. Edizione italiana della NY Review of Books)
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

5. Dacci oggi il nostro quotidiano (“sono in linea di massima esclusi i quotidiani”)

IL MATTINO DI PADOVA
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

IL SOLE 24 ORE
Rivista scientifica per area 13 – Scienze economiche e statistiche

6. Ci piace lo sport. E anche i misteri di Leonardo.


ETRURIA OGGI
, rivista di Banca Etruria.
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

7. Misteri della natura.

AIRONE
Rivista scientifica per area 10 – Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche

8. Il lusso è un diritto

YACHT CAPITAL (“Più che una testata specializzata, Yacht Capital si propone come magazine di costume e life-style […] ospita anche interviste esclusive e incontri con i più illustri esponenti di questo prestigioso ambiente, personalità di spicco della finanza e dell’industria con la passione per il mare. E’ un aspetto che assicura a Yacht Capital il gradimento del pubblico femminile, solitamente assente negli specializzati.”)
Rivista scientifica per area 8 – Ingegneria civile e architettura

NAUTICA
Rivista scientifica per area 8 – Ingegneria civile e architettura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BARCHE
Rivista scientifica per area 8 – Ingegneria civile e architettura

 

9. Ci piace il salame

RIVISTA DI SUINICOLTURA, “il punto di riferimento imprescindibile per gli allevatori di suini, per i tecnici e per le imprese impegnate nell’indotto della filiera suinicola nazionale
Rivista scientifica per area 13 – Scienze economiche e statistiche

10. Riviste?

ENCICLOPEDIA DEL DIRITTO
Rivista scientifica per area 12 – Scienze giuridiche

 

11. Approfondimenti interdisciplinari

LEADERSHIP MEDICA
Rivista scientifica per area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche

 

11. Adesso tocca a voi

Siamo certi che la caccia al tesoro non è terminata. Lasciamo ai nostri lettori il compito di scoprire tutte le perle che il malizioso Artefice ha seminato nelle liste ANVUR delle riviste scientifiche.

Piuttosto, c’è da domandarsi perché le liste siano state infarcite di riviste a carattere divulgativo che assai difficilmente rispettano i requisiti di scientificità  che la stessa ANVUR ha formulato. Da un lato, potrebbe essere solo una conseguenza dell’inadeguatezza della base dati del CINECA, la cui classificazione delle riviste lascia molto a desiderare. Si tratta di un fatto noto, segnalato a più riprese su ROARS (“Ancora una volta un problema di dati. Ovvero perché non si riesce a partire dall’inizio“ e “Mediane di argilla”), che avrebbe dovuto essere preso in considerazione prima di compromettere la credibilità dell’ANVUR impegnandola in una “missione impossibile” dagli esiti non solo catastrofici ma persino ridicoli.

In alternativa, si può immaginare la pressione esercitata da professori ordinari che correvano il rischio di subire l’onta di un semaforo rosso. Mantenere nella lista anche pubblicazioni poco o per nulla scientifiche era l’unico modo per evitare clamorose eliminazioni di personaggi talmente influenti da mettere i GEV e l’ANVUR in un angolo?

Da ultimo, non va dimenticato che queste liste così allargate rendono abilitabili anche pubblicisti che hanno pubblicato poco o nulla su riviste scientifiche di qualità. Basta essere un collaboratore fisso di una di queste riviste e – voilà – la seconda mediana (quella del numero di articoli scientifici e di capitoli di libro) è superata di slancio. Forse è il momento di gettare un occhio ai regolamenti di ateneo che governeranno i successivi concorsi locali, decisivi per assumere gli abilitati. Queste liste di riviste sono un regalo a chi è scientificamente debole ma politicamente forte a livello locale.

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174 Commenti

  1. Dalla homepage degli IgNobel:

    “The Ig Nobel Prizes honor achievements that first make people laugh, and then make them think. The prizes are intended to celebrate the unusual, honor the imaginative — and spur people’s interest in science, medicine, and technology. Every year, in a gala ceremony in Harvard’s Sanders Theatre, 1200 splendidly eccentric spectators watch the winners step forward to accept their Prizes. These are physically handed out by genuinely bemused genuine Nobel laureates.

    Are you ridiculing science?

    No. We are honoring achievements that make people laugh, then think. Good achievements can also be odd, funny, and even absurd; So can bad achievements. A lot of good science gets attacked because of its absurdity. A lot of bad science gets revered despite its absurdity.”

    l’IgNobel 2012 per la fisica:

    “Shape of a Ponytail and the Statistical Physics of Hair Fiber Bundles Phys. Rev. Lett. 108, 078101 (2012)
    Raymond E. Goldstein1, Patrick B. Warren2, and Robin C. Ball3
    Department of Applied Mathematics and Theoretical Physics, University of Cambridge, Wilberforce Road, Cambridge CB3 0WA, United Kingdom; Unilever R&D Port Sunlight, Quarry Road East, Bebington, Wirral, CH63 3JW, United Kingdom; Department of Physics, University of Warwick, Coventry, CV4 7AL, United Kingdom

    Il fatto che sia inusuale non togli alcunchè all’articolo. D’altra parte come diceva Galileo con la matematica tutto può essere descritto.

  2. Propongo l’ANVUR per l’IGNOBEL:
    Per i suoi contributi all’avanzamento della scienza attraverso una univoca (se pur ambigua) classificazione di tutti gli scienziati e gli umanisti italiani in due categorie seguendo i criteri della logica fuzzy.
    Ma sono aperto anche ad altre motivazioni.

    • In realtà l’Artefice sembra interessato alla teoria di tre IgNobel italiani Rapisarda, Pluchino e Garofalo sulla verifica del principio di Peter. Infatti vuole sperimentare due modi di promozione, quella ultrafiltrata e ipermeritocratica dei bibliometrici e quella casuale dei non bibliometrici.

  3. Grazie ad Alberto Baccini per aver evocato l’autoreferenzialità delle comunità disciplinari italiane. Si ha l’impressione che si siano battute solo per l’inserimento di riviste nazionali in fascia A.
    Ma vogliamo parlare anche dell’area 10? Con “La Radiologia medica”, da me già ricordata,con “Metro Gastro” (avrei un paio di soluzioni, ma mi dichiaro battuta)e “La Cartellina”, Rivista di Coralità in Italia. A questo punto, non restano che le dimissioni e un totale cambiamento di rotta. E ci sono ancora da validare i CV dei candidati commissari…

  4. Sottoscrivo parola per parola il commento di Luca Illetterati. I risultati dell’Area 11, di cui Graziosi mena vanto, sono tra i più indifendibili di tutta questa operazione indifendibile. Per l’indifendibile lista di fascia A (cui sono, pare, costretti ad affiancare la foglia di fico di una lista aggiuntiva in funzione di istruzioni alle commissioni, le quali evidentemente non sono capaci di giudicare ma devono prendere istruzioni da chi finora ha dimostrato solo insipienza) Graziosi ha, in una lettera resa pubblica, attribuito responsabilità alla non collaborazione dei filosofi teoretici [www.phenomenologylab.eu/index.php/2012/09/abilitazione-nazionale]. Ora scarica la responsabilità delle liste, che a loro spettava per legge certificare come scientifiche, sui singoli docenti. Questo non è serio. Le responsabilità hanno nomi e cognomi. Sono i membri dell’Anvur, i suoi Alti esperti di valutazione, i membri del Gruppo riviste e libri (e, a margine, i vertici delle società scientifiche, ma questo è un altro discorso), che devono rispondere di questa assurdità. E invece si candidano a commissari dopo avere determinato l’esclusione o la possibile esclusione di altri candidati.

    Area 11. Di titoli come quelli che seguono ne ho un lungo elenco e ne scopro di  nuovi ogni ora. Metto qui solo pochi esempi, perché non ho voglia di fare ancora il lavoro per l’Anvur. L’elenco dettagliato potrà servire in altra sede, magari per mostrare come le mediane in base alle quali saranno selezionati i commissari – e altri aspiranti commissari sono stati indotti a ritirare la domanda – alla fine possano essere considerate false e la composizione delle stesse commissioni illegittima. Le presenze ingiustificate non sono meno rilevanti delle assenze ingiustificabili.

    Mi limito ai settori di filosofia e provo a fare anch’io una classificazione, due esempi per classe in base alle diverse combinazioni possibili

    A) riviste non scientifiche ritenute scientifiche nella lista di area 11:
    – LA GAZZADA
    – L’ALDILÀ (rivista dedicata a santa Zita)

    B) riviste scientifiche ritenute tali anche per filosofia (che gli elenchi dovessero essere per area CUN lo ha stabilito l’Anvur) ma che difficilmente possono ospitare articoli filosofici (fermo restando che si può scrivere di filosofia dovunque)
    – ACTA HERPETOLOGICA
    – INGEGNERIA SISMICA

    C) riviste scientifiche di filosofia escluse dalla classificazione in area 11 – un paio di esempi solo con la A:
    – ABENTEUER PHILOSOPHIE. DAS FACHMAGAZIN FÜR LEBENDIGE PHILOSOPHIE UND MEHR;
    – A PARTE REI. REVISTA DE FILOSOFIA;

    D) riviste scientifiche di filosofia escluse dalla classificazione di area 11 e però registrate sul sito cineca dai candidati commissari di filosofia:
    – L’ESPRESSIONE
    – KLESIS

    E) riviste scientifiche di filosofia presenti in altre aree ma ritenute non scientifiche per filosofia, un paio per area:

    in area 10 ma non in area 11:
    – FILOSOFIA E SOCIETÀ
    – ANNALES DE PHILOSOPHIE ET SCIENCES HUMAINES

    in area 12 ma non in area 11:
    – JOURNAL OF MORAL PHILOSOPHY
    – LAW AND PHILOSOPHY

    in area 13 ma non in area 11:
    – ERASMUS JOURNAL FOR PHILOSOPHY AND ECONOMICS
    – QUODLIBET ONLINE JOURNAL OF CHRISTIAN THEOLOGY AND PHILOSOPHY

    in area 14 ma non in area 11:
    – JAHRBUCH FÜR RELIGIONSPHILOSOPHIE
    – POLITICS, PHILOSOPHY AND ECONOMICS

    F) riviste scientifiche di carattere non prevalentemente filosofico ma contenenti articoli di filosofia, registrate sul sito cineca da docenti della disciplina e ritenute non scientifiche per l’area 11:
    – PALOMAR
    – RIVISTA CRITICA DI DIRITTO PRIVATO [disclaimer: ci ho scritto anch’io, ma ci hanno scritto anche filosofi importanti]

    G) riviste scientifiche di altre aree non ritenute scientifiche per filosofia ma che ospitano articoli di filosofia:
    – CARL SCHMITT STUDIEN
    – WIELAND STUDIEN

    Mi faccio forza e fermo qui, continuo ad accumulare titoli. Rispetto al quadro dada della lista di area 11 – o non sarà piuttosto cubista, un Picassò? – una citazione celebre che finora è mancata:

    – Ma no! […] Veramòn l’ha fatto lei?
    – Oui. […]
    – Ahah! Bravo! La scienza va premiata! […] Or tutti a me! Una sedia 
    e un tovagliuolo!

  5. scusate se ripeto un quesito già posto, ma anche ad altri è capitato che nell’elenco delle riviste non compaiano riviste inserite in cineca (su cui ho pubblicato io ma anche altri, per cui ne sono certa) con ISSN, comitato scientifico internazionale, dichiarazione di scientificità e chiara (fin dal titolo) attinenza al settore disciplinare?

  6. Salve a tutti. Una sola curiosità. Rispetto alla famigerata area 11 (ormai più famigerata dell’Area 51) risulta anche a voi che delle signore riviste che rispondono al nome di “Mind” e “Philosophy and Phenomenological Research” non siano state inserite in quell’elenco? Considerando il fatto che hanno ospitato famosi paper di Russell, Peirce, Chisholm e altri nomi della filosofia analitica che non voglio neppure aggiungere per non mancare di riguardo ai serissimi autori della fondamentale e ineludibile “Acta Herpetologica” penso che sarebbe cosa abbastanza clamorosa se questa cosa risultasse corrispondere al vero. Risulta anche a voi. Grazie, e mi raccomando abbonatevi tutti a Suinicoltura!

    • Ovviamente la risposta che l’Anvur ritiene di dover dare è che hanno preso in considerazione soltanto riviste su cui al 15 luglio apparivano aver scritto autori contemplati dal Cineca.

      Altrettanto ovviamente sappiamo che questo in alcuni casi comprovati è risultato falso. Non so se ciò accada per le due riviste da te citate, ma lo so per certo in numerosi altri casi.

      In ogni caso questa motivazione, quand’anche fosse stata effettivamente seguita, è spiegabile solo per motivi pragmatici, ma non sta né in cielo né in terra quanto a ragioni moralmente accettabili. Con questa scelta dell’insieme di riviste su cui operare la selezione iniziale si escludono pubblicazioni da parte di autori al momento non presenti su Cineca (giovani, stranieri, italiani operanti all’estero, ecc.). Alla faccia di apertura e meritocrazia.

  7. A proposito di “sacro e profano”.
    La divisione delle liste di riviste per area CUN e per settori concorsuali si è rivelata a mio avviso catastrofica, e mostra quanto siano inadeguate sia la seconda che la terza mediana non solo a fotografare l’esistente, ma anche a stimolare la ricerca futura. Tra la storia antica, recensita in area 10, e le altre storie recensite in area 11, sarebbe stato obbligatorio prevedere meccanismi di riconoscimento. Esempio a me vicino: nel settore 11/A4, di cui fanno parte anche gli storici delle religioni, chi tra questi si fosse mai occupato di religioni antiche o di orientalistica, e si fosse dannato per pubblicare su prestigiose riviste internazionali, si vede oggi penalizzato perché i redattori finali delle liste di riviste di fascia A per l’area 11 (credo abbiano pesato in questo più gli esperti dei GEV che non i componenti delle varie consulte) hanno pensato bene di escludere dal novero delle religioni tutto quello che non è cristianesimo e (quasi) tutto quello che non è italiano. Saranno stati obbligati a fare una lista più stringata possibile per questo specifico settore? Non mi sembra, visto le altre, più inclusive. Avranno pensato che tutto il resto ricadeva nell’area 10? Bene, allora si sarebbero dovuti attivare riconoscimenti. Che bisogna dire adesso a un dottorando del settore che volesse pubblicare un articolo su les “Archives des sciences sociales des religions” (che non è di fascia A per nessun settore di nessuna area) o su “Archiv für religionsgeschichte” (che è in fascia A nell’area 10, ma non in 11). Manda il tuo saggio a “Insegnare religione” che tanto è lo stesso, sempre riviste “scientifiche” sono?
    Sarà un caso, ma questo modo ottusamente burocratico di procedere rischia di far tornare indietro la ricerca di secoli, oltre ad assestare un colpo durissimo proprio ai settori per vocazione più interdisciplinari. Quoi qu’il en soit, sono quisquilie. Queste liste e le mediane che su di esse si fondano (a meno che non sia l’inverso), non funzionano, punto e basta. Anzi, sono dannose.

  8. Ma come è possibile che da ministro e ministero non arrivi un singolo commento? un chiarimento, una giustificazione, uno straccio di replica? ma che cos’è questa politica delle bocche cucite? che modo è di fare finta di niente? Anvur alla fine ha preso carta e penna, ha detto quello che ha detto, ma non si sono voltati dall’altra parte facendo spallucce. Alla fine la responsabilità ultima di tutto ciò è di chi licenzia DM: dopo un DM può venire solo un DM. Con una maggiore dose di umiltà, si spera.

  9. Dite che ci sarà qualche qualche cervellone in grado di spiegarmi/ci come mai una rivista che pubblica studi storici concernenti discipline contigue e a cavallo del settore 10/11, sia considerata scientifica per l’uno (il 10) e non l’altro (l’11)? L’arcano è reale anche perché dovendo optare per uno dei due, ed utilizzando un parametro bibliometrico che qui va per la maggiore (‘quantum’), senz’altro avrebbe dovuto essere l’11, considerata la netta prevalenza degli articoli ascrivibili a questultimo settore. Volete dire che in questo caso il parametro impiegato sia stato di tipo qualitativo?
    Trattengo il sorriso/smorfia … soprattutto dopo aver scorso l’amena lista così ben sovraesposta
    Dimenticavo la rivista a cui mi riferisco è il Quaderno annuale di Studi Storici “Intemelion”, fondato nel 1995 e giunto puntualmente quest’anno al 18° numero. La rivista è dotata di un Comitato Scientifico a forte prevalenza accademica (su 12 elementi 9 sono professori universitari, due membri sono francesi ed uno è tedesco; cfr. http://www.intemelion.it) e il direttore ha affiliazione scientifica (http://lamm.mmsh.univ-aix.fr/)
    …Giudicate voi

    • Il Fatto Quotidiano on-line riprende come primo articolo in prima pagina il caso delle riviste “scientifiche” dell’ANVUR denunciato da ROARS


  10. Non commento, in questa sede, il contenuto della nuova esternazione del Prof. Graziosi ( apparsa su Roars, 22 settembre 2012 alle 11:57) che contiene nuovamente un ruvido (sto usando un eufemismo) giudizio sui “tantissimi professori e ricercatori italiani delle scienze umane e sociali”.
    Credo che però convenga chiedere al Ministro Profumo e al Presidente dell’Anvur, Fantoni, se questo giudizio debba considerarsi attribuibile al solo Prof. Graziosi o sia in parte o in toto condiviso dal Miur e dall’Anvur.
    Se Miur e Anvur, risponderanno che tale dichiarazione è stata espressa a solo titolo personale dal Prof. Graziosi, mi sembrerebbe opportuno che queste due istituzioni censurino l’esternazione del detto Prof. Graziosi e lo richiamino all’ordine per evitare che nel futuro egli continui a emettere tali giudizi indiscriminati sui suoi colleghi “professori e ricercatori italiani delle scienze umane e sociali”. Se si muovono delle critiche, queste devono essere circostanziante e puntuali. E’ inutile oltre che dannoso sparare nel mucchio e voler condannare tutti (colpevoli e innocenti. Questo tipo di comportamento sarebbe persino “perdonabile” perché attribuibile a uno stato di evidente nervosismo. Il rischio è però che esso possa essere utilizzato per favorire la politica di tagli indiscriminati che ha penalizzato fino ad ora e che penalizzerà nel futuro le Facoltà umanistiche. Politica che molti di noi, e specie i vincitori di concorsi in attesa di chiamata e i non strutturati, stiamo scontando sulla nostra pelle.
    Un atteggiamento più moderato e rispettoso sarebbe il modo migliore per favorire una SERIA cultura della valutazione.

  11. Scusate oltre a quello che c’è nella lista delle riviste scientifiche, jl problema e’ anche quello che non c’è, ad esempio nela lista dell’area11. Alcune ottime, peraltro accademicissime, riviste europee n o n ci sono. Ma in questo caso l’articolo non puo ‘ essere considerato per superare la mediana e ugualmente non puo’ essere inserito nelle 12 pubblicazioni da sottoporre????? Sarebbe un nonsense totale!

  12. Caro Aleg il problema è che l’Anvur dovrebbe ammettere di non essere riuscita a fare il lavoro per cui era nata e anzi di aver creato tante storture….
    ma in questo Paese chi è che ammette di essere inadeguato???

  13. Il collega Graziosi ha scritto: “non credo che le riviste scientifiche dell’area 11 siano scandalose. A quanto mi risulta c’è stata una profonda pulizia, in due stadi. Quindi sono in ogni caso un enorme passo avanti rispetto a quel che c’era. Mi è ovvio che la pulizia dovrebbe continuare.”

    Questo andrebbe benissimo se non fosse che qua e ora (e non in un futuro luminoso e ripulito, di data incerta) si stanno giocando le carriere e le vite delle persone e non ci saranno passi avanti, ma promozioni o bocciature. E poi credo per una bel po’ di anni non si possono ripresentare, i bocciati. Ma di cosa ci meravigliamo quando sentiamo le notizie sui concorsi per la scuola?

    La collega Michela Morello ha scritto: “Ma come è possibile che da ministro e ministero non arrivi un singolo commento? un chiarimento, una giustificazione, uno straccio di replica?”

    Cara collega, il potere si gestisce anche così. Con alcuni nostri ex-presidi di ex-facoltà era prassi normale che se uno poneva una domanda incomoda, si facesse finta di niente, come se né la persona esistesse né la sua domanda. Nessuno protestava fuorché l’interessato che non era ovviamente ascoltato. Ed alcuni erano persino ammirati davanti ad una tale capacità. D’altra parte si dava spazio e si riconosceva merito agli interventi che andavano nella direzione giusta, del preside cioè.

    Credo ci sia da qualche parte una scuola dove si insegnano queste cose. Da questa scuola proviene certamente anche l’incitatore alla mobbizzazione sistematica e all’emarginazione, di cui non ricordo il nome né mi interessa ricordarlo.

    L’unica cosa che si deve chiedere coralmente sono le dimissioni di chi è responsabile di questo indegno spettacolo di cui all’estero rideranno a crepapelle. Dopo il bunga-bunga e il cucù, i volteggi bibliometrici postgelminiani.

  14. E’ chiaro che l’ANVUR ormai non è più difendibile, e che dovrebbe trarne le relative conseguenze. Ma la cosa più sconcertante è che alle due precise mozioni del CUN del 12 settembre rivolte al Ministro su 1) la trasparenza dei procedimenti di calcolo delle mediane; 2)il carattere dirimente o meno delle mediane rispetto all’abilitazione scientifica, il Ministro non abbia ancora risposto (ha risposto invece indirettamente l’ANVUR, balbettando patetiche scuse). Se il Ministro non risponde al CUN emanando un DM o DD correttivo, a me la cosa sembra di una straordinaria gravità. Il tempo stringe, perché il 7 ottobre dovrebbero essere pubblicate le liste dei commissari sorteggiandi, e il 20 novembre scade il termine per le domande degli aspiranti all’abilitazione (o vogliamo ridurci come al solito a 24 prima della scadenza? per la verità è già successo che dati e informazioni arrivassero dopo). Penso che candidati commissari o abilitandi che si ritengano danneggiati da questo comportamente possano rivolgere le stesse richieste di chiarimento al MIUR uti singuli, magari attraverso un legale.

  15. Chiedo scusa se intervengo ancora in materia di riviste scientifiche e non. Mi sollecita il fatto di constatare – come è forse inevitabile che avvenga – che l’esasperazione (per certi versi giustificata) induce non poca confusione e porta facilmente a fare di tutta l’erba un fascio oppure a alzare un polverone che impedisce di guardare alla realtà delle cose. Direi in primo luogo che sicuramente ci sono stati errori nella predisposzione delle liste di riviste scientifiche. Questo ha riguardato alcune aree non bibliometriche: attenzione, non solo l’area 11 (che sembra divenuta assurdamente il concentrato dell’abuso e del male); e soprattutto non tutti gli SSD. Forse una delle ragioni degli errori sta proprio qui: le prime selezioni sono state fatte perlopiù a livello di società più o meno identificate con SSD o gruppi di SSD (e per quel che posso testimoniare sono state fatte in modo egregio); poi, a livello centrale, nel lavoro di sintesi finale, questa prossimità agli SSD temo che sia andanta perduta e che questo abbia facilitato sviste e anche – diciamolo tranquillamente – errori che vanno sanati. E’ certamente responsabilità dell’ANVUR il fatto di aver licenziato liste con quegli errori. Ma questo non significa affatto che sia da buttare a mare lo sforzo compiuto per fare ordine nei dati distinguendo riviste scientifiche da non scientifiche. Come ho detto altrove, questa distinzione deve appartenere al nostro DNA: se non è così, allora lasciamo pure perdere, ci meritiamo veramente un Minculpop. Secondo: la natura dei dati del Cineca. Non ho sentito alcuno ricordare che i dati Cineca provengono dagli U-GOV locali. Gli U-GOV locali – da dove i dati migrano a Cineca – sono alimentati dai singoli docenti, che hanno a disposizione certe categorie descrittive dei propri lavori. Infine, quei dati devono essere validati dai direttori di dipartimento prima di essere chiusi e di migrare. Di chi è dunque la responsabilità se noticine passano per articoli ? Se abstract passano per contibuti a convegni ? Se interventi – diciamo così, a esser benevolenti – d’opinione passano per contributi scientifici ? Se, insomma, le riviste inserite non sono affatto riviste scientifiche ? Qualcuno ha detto che in quell’archivio istituzionale si inserisce di tutto perché è giuto tenere traccia: se è così, per cortesia, non è forse noto a cosa servono quei dati ? Per esempio per l’inserimento nei progetti Prin e Firb, oppure per i collegi docenti dei dottorati ? E a questi scopi, mi chiedo, servono seri articoli su riviste scientifiche oppure noticine e consulenze rese nelle rubriche della corripondenza a settimanali (peraltro cose degnissime e utilissime, ma con la ricerca non “ci azzeccano” unl be niente). Aggiungiamo che, se proprio si vuole tenere traccia dell’attività – tutta l’attività – di un docente, ci sono apposite sezioni (“Altro”) in cui può mettere di tutto senza creare ambiguità. Tra l’altro, la recente re-ingenerizzazione del database Cineca per quanto rigudarda le pubblicaizoni consente attribuzioni tipologiche e descrizioni molto più precise, che dovrebbero rendere impossibile qualsiasi trucco. Allora chiedo: chi è che ha imbrogliato le carte ? Niente può assolvere l’ANVUR, che aveva il compito di validare quei dati: ha cercato di farlo, lo ha fatto con errori e soprattutto con fretta. Ma i dati sporchi chi li ha messi ? Qualcuno ha detto che si sa che sono dati sporchi e che i Nuclei di Valutazione vi si confrontano quotidianamente. Ora, i NV raramente analizzano quei dati in modo ravvicinato, cosa che semmai – per fortuna – fanno gli Osservatori o Commissioni per la valuazione della ricerca, là dove esistono. Ma a quel genere di considerazione vien da dire: per il fatto che ci sono dati sporchi non cercheremo di usare quel database, che è il più ampio e completo disponibile ? Sarebbe come dire che tutte le valutazioni dei Prin, dei Firb, dei Cooperlink, delle azioni integrate, dei dottorati sono falsate per lo stesso motivo. Pensiamo piuttosto a far sì che i dati di partenza siano corretti e non incolpiamo l’ANVUR di averli usati. Anche le valutazioni lcali della ricerca si servono di quei dati: trovano sicuramente del torbido, ma nei grossi numeri le cosneuenze sono minime, senza contare che la procedura aiuta proprio a pulire i dati. Esattamente come si è cercato di fare con le riviste scientifiche e non scientifiche: era giusto farlo, lo si è fatto in molti casi bene – e sfido chiunque a dimostrae il contrario – sono stati fatti errori, l’ANVUR, ultima responsabile, non li ha evitati: che ponga rimedio.
    Preciso che non faccio parte di alcun GEV o gruppo di esperti libri e riviste, anche se mi occupo a vario titolo di valutazione e con un obiettivo ben preciso: contribuire a mettere a punto sistemi di valuazione di area socio-umanistica che siano migliori di quelli bibliometrici che i nostri colleghi tecnico-sperimentali (alcuni, forse la maggioranza) accettano senza troppe discussioni e probabilmente sopravvalutandoli un po’ acriticamente.
    Termino ripetendo anche qui il mio sommesso e rispettoso invito a usare login con nomi completi: un invito, un appello, niente più.

    • Resta il fatto, ripetutamente segnalato su Roars, che all’ANVUR e a nessun altro è stato affidato il compito di selezionare dall’elencone le riviste scientifiche. Altrimenti potevamo procedere col fai da te, con gran risparmio di denaro, e l’ANVUR a cosa servirebbe?
      Approfitto per precisare che il mio nick è in sigla per ragioni di semplice rapidità in fase di login; il nome completo e anche il mio sito web personale sono visibili cliccando sul nick stesso.

    • L’Anvur ha introdotto dei criteri mai usati in nessun altro paese al mondo. Ha fatto una lista delle riviste in due mesi, quando in altri paesi ci sono voluti anni e poi sono state abbandonate perche’ riconosciute inutili e dannose. Ha usato un database ovviamente incompleto ed inadatto, criteri arbitrari e oscuri. Questi sono i fatti: a chi vogliamo dare “la colpa” di questo pasticcio colossale?

    • Sì, ma.

      1) Il sito Cineca ha certe voci predisposte e non dà istruzioni di dettaglio relative a come vuole che siano classificati i vari prodotti. Perciò, anche concedendo l’approssimazione di alcuni colleghi nel popolare il sito, i dati sono destinati ad essere comunque sporchi perché le classificazioni non sono né chiare né articolate a sufficienza.

      2) Se si desidera che i dati vengano introdotti in modo responsabile bisogna che vi sia una specifica policy, ad esempio assimilando l’immissione dati nel Cineca alle autocertificazioni di valore legale (dove la menzogna è sanzionabile).

      3) Per quanto tali dati siano stati prevalentemente utilizzati per Prin e simili non sta scritto da nessuna parte che sia questa e solo questa la loro destinazione (come l’attuale procedura di abilitazione dimostra), dunque non è neppure a priori chiaro quali prodotti siano certamente pertinenti e quali no. In assenza di precisazioni è sensato che uno introduca anche prodotti di valore pubblicistico e divulgativo, ma privi dei crismi della scientificità.

    • Un anagrafe nazionale della ricerca non si improvvisa. Non ha molto senso appellarsi alla diligenza e scrupolosità di chi inserisce i dati. Si sa già quale sarà il risultato. Paola Galimberti nei suoi interventi ha spiegato molto bene che non ci sono scorciatoie. Il grado di affidabilità delle classificazioni CINECA è noto. Se il compito di scremare le riviste scientifiche assegnato ai gruppi di lavoro era una “mission impossible”, bisognava accorgersene prima e trarne le conseguenze. Produrre un risultato inadeguato e scaricare la responsabilità sui docenti come fa Graziosi è squalificante per l’ANVUR, soprattutto quando si tiene conto che la stessa ANVUR in un altro documento ha ammesso che il CINECA è stato usato come surrogato. Pertanto, erano consapevoli dei problemi e sono andati avant lo stesso, dando la colpa a Profumo che avrebbe messo fretta.

      Vorrei anche notare che i redattori di Roars hanno impiegato meno di 24 ore a individuare un certo numero di “intrusi” nelle liste. Alcuni erano veramente facili da trovare: come si fa a non riconoscere il Sole 24 Ore, per fare un esempio? Queste liste dovevano essere già congelate dal 24 agosto. Da chi, come e quando sono state controllate? Sono state fatte delle aggiunte/sottrazioni dopo il 24 agosto?

    • C’è poi il problema delle esclusioni irragionevoli. Molti di noi hanno segnalato casi di riviste indiscutibilmente scientifiche registrate sul sito cineca ma che non sono presenti nella lista. Si tratta di errori materiali? Di scelte dei gruppi di lavoro o dell’Anvur? In assenza di trasparenza sul modo in cui è avvenuta la selezione nessuno sembra in grado di dare un risposta.

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