Segnaliamo ai lettori il documento CRUI del 20.3.2014 contenente le proposte della Conferenza dei Rettori in materia di reclutamento. Le 10 proposte riguardano i giovani ricercatori, l’autonomia degli atenei, il reclutamento degli ordinari, le cattedre finanziate con fondi esterni, gli oneri stipendiali dei docenti con compiti ospedalieri, la circolazione del personale docente e ricercatore, le scadenze dei punti organico relativi al piano straordinario associati. Da ultimo si chiede di ripensare le procedure dell’ASN e di riconsiderare l’uso dei “punti organico”.

Segue il testo.


LE  PROPOSTE CRUI PER IL RECLUTAMENTO

PREMESSA

Gli interventi che, a partire dal 2009, si sono succeduti sul sistema universitario in materia di finanziamento e, di conseguenza, nel processo di reclutamento del personale hanno determinato un profondo ridimensionamento. Non solo, si sono al tempo stesso prodotti squilibri tra le varie categorie di personale che i risultati delle recenti Abilitazioni Scientifiche Nazionali hanno ulteriormente evidenziato. Inoltre, il D. lgs. 49/2012 ha ridotto quasi per intero i margini di autonomia degli Atenei italiani, indipendentemente dallo stato dei singoli bilanci.

I dati delle tabelle 1 e 2 testimoniano il senso di questa premessa. Nello specifico, il numero di professori ordinari si è ridotto di quasi 1/3. Per i professori associati e per i ricercatori gli effetti sono meno clamorosi, ancorché assai rilevanti, per la naturale minore anzianità media che ha determinato minori pensionamenti.

Sorprende, inoltre, la modesta dinamica all’ingresso. Negli ultimi due anni, a fronte di 20.000 giovani che hanno acquisito il titolo di dottore di ricerca, le Università italiane, statali e non statali, hanno reclutato meno di 1.500 ricercatori a tempo determinato, meno del 10%. Un potenziale di ricerca posto al servizio di altri Paesi, anche nei livelli superiori della docenza, che mina la capacità attrattiva e la competitività del sistema paese. Peraltro va posto rimedio al continuo invecchiamento dei professori e dei ricercatori la cui età media è oggi di 51 anni.

A livello di singola Università, in relazione alle dinamiche di pensionamento, si sono determinati dei veri e propri vuoti in alcuni settori scientifici disciplinari, in particolare nell’area medica.

I risultati della prima tornata di abilitazioni scientifiche nazionali hanno determinato contingenti difficilmente assorbibili dagli Atenei nella attuale condizione finanziaria e normativa. Ciò è deleterio tanto per i soggetti interessati quanto per i giovani che vedono autentici colli di bottiglia nel percorso di carriera appena iniziato.

In generale, gli effetti delle politiche degli ultimi anni, così visibili dai dati delle tabelle 1 e 2, impongono un immediato cambio di rotta che, nel rispetto dei principi di sostenibilità finanziaria dei singoli Atenei, regoli l’ingresso nel sistema universitario.

LE PROPOSTE DELLA CRUI PER UN NUOVO RECLUTAMENTO

Gli interventi che la CRUI propone, pur non essendo risolutivi stante le attuali condizioni di sotto- finanziamento delle Università italiane, sono finalizzati a rendere plausibile un percorso di riequilibrio del sistema nei prossimi anni. Nello specifico:

1) Ripristinare una normale dinamica di ingresso al sistema universitario mediante l’adozione di un Piano Giovani Ricercatori capace di inserire almeno 1.500 giovani all’anno per 5 anni. Con ciò verrebbe arrestata l’emorragia iniziata nel 2009 e si offrirebbe un’opportunità ai migliori giovani studiosi formati nei dottorati di ricerca e nei percorsi post-dottorali.

2) Rendere autonomi gli Atenei nella programmazione del personale,nei limiti delle risorse disponibili, per quanto attiene la ripartizione delle varie categorie, preservando solo un equilibrio generazionale in particolare a favore dei giovani (ad esempio, imporre una soglia minima da riservare ai ricercatori).

3) In coerenza con quanto previsto al punto 2), eliminare il vincolo imposto dal D. lgs. 49/2012 fra la chiamata di professori ordinari e la chiamata di ricercatori a tempo determinato di tipo b) che crea un collo di bottiglia per tutti coloro che sono in possesso della abilitazione scientifica nazionale.

4) Rendere più agevole il finanziamento di cattedre con fondi esterni. Il vincolo di una convenzione di durata almeno quindicennale (articolo 18, comma 3, legge 240) ha di fatto bloccato tale forma di supporto alle Università, spesso proveniente dal sistema delle imprese. Occorre ridurre tale durata a 7-8 anni, anche in relazione alle chiamate per semplice up-grading, e prevedere crediti d’imposta o integrale deducibilità in favore degli eroganti.

5) Agevolare la stipula di convenzioni fra Università e servizio sanitario per posizioni di professore universitario, anche a tempo determinato, coperte da personale medico ospedaliero. In particolare, mantenere a carico del servizio sanitario gli oneri stipendiali già in atto del personale medico ospedaliero che risulti vincitore di concorso a professore (articolo 18, legge 240).

6) Incrementare la circolazione dei docenti e dei ricercatori, sia promuovendo/incentivando il ricorso alla procedura di cui all’articolo 18 della legge 240 e alle chiamate dirette di cui all’art. 4 del DM 8 agosto 2013, sia mediante “chiamate temporanee” per un periodo di 3- 5 anni, anche in relazione a progetti ed esigenze specifiche degli Atenei.

7) Annullare le attuali scadenze dei punti organico attribuiti agli Atenei, in particolare,visti i ritardi non imputabili alla responsabilità degli Atenei, quelli relativi al Piano straordinario per la chiamata di professori associati attualmente fissata per il 31 ottobre 2014.

8) In relazione agli incentivi previsti dall’art. 6 del DM 8 agosto 2013, prolungare il termine per le assunzioni di ricercatori di tipo b), attualmente fissato al 30 aprile 2014, per concorsi già banditi e in corso di svolgimento, e comunque in caso di ritardi non imputabili alla responsabilità degli Atenei.

9) Riflettere sulla praticabilità per il futuro delle modalità di svolgimento dei concorsi per le abilitazioni nazionali che hanno generato profonde difformità tra i vari settori, senza che a ciò corrispondano reali esigenze di copertura da parte degli Atenei.

10) Superare il concetto (non previsto da alcuna normativa) di punti organico e le relative “scadenze” attraverso considerazioni di tipo finanziario sulla massa salariale dei singoli Atenei.

 

Roma, 20 marzo 2014

versione pdf: Reclutamento_Proposte CRUI

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21 Commenti

  1. Questo documento contiene alcuni punti importanti come il punto 1) 7) 8) 9) 10) lascia perplesso su altri punti
    Infatti i punti 2) e 3 ) sembrano spingere a chiamate sulla prima fascia senza vincoli e alla fine indebolisce il punto 1) poiché sembra che l’onere di finanziare le assunzioni di giovani venga posto su interventi straordinari lasciando le quote di budget da turnover solo per promozioni interne (insomma il vecchio che avanza….). In particolare 2)+3) riaprono a chiamate senza vincoli sulla prima fascia (che non mi sembra la maggiore priorità’ del sistema). Forse addirittura sarebbe sensato pensare alla messa ad esaurimento della prima fascia, spalmando come in Francia il ruolo unico di professore su due classi. Magari istituendo una “classe exceptionnelle” slegata da funzioni direttive ma data solo per meriti scientifici ad un numero ristretto di persone.
    Non mi convince rimettere a 7/8 anni il finanziamento esterno, infatti questo e’ stato ampiamente abusato dall’ area medica ed e’ stato responsabile dello sfascio finanziario di molti atenei.

  2. Il presente non è frutto del passato. La Crui non ha nessuna responsabilità per come stanno le cose, non esisteva e non era presente quando succedevano. Descrive e classifica un mondo ignoto (“Sorprende, inoltre, la modesta dinamica all’ingresso.”). Il passato è nostalgia (rotta e da rottamare), il futuro è energia, come recita una pubblicità Eni, con rime renziane. Ben vengano le proposte (tardive rispetto ad una situazione degenerate e caotica), ma per realizzarle?

  3. Un vergognoso, l’ennesimo, documento CRUI.
    A parte qualche scontata richiesta (punti 1, 7, 8, 10 ) per la sopravvivenza, la sostanza è che, dimenticando da qual colpevole parte arriva il documento stesso, si vorrebbe tornare indietro: concorsi locali, libertà ed autonomia di gestione (come non ci fosse mai stata negli ultimi 15 anni)
    Comincio a credere che non ci sia davvero speranza per le povere università italiane.
    Non ci sono ad oggi, e temo non ci saranno mai, serie proposte di modifica del sistema universitario

  4. Riguardo le chiamate relative al piano associati conseguente la ASN: da più parti si sente questa richiesta (reiterata come sopra dalla CRUI) di annullare la scadenza del 31.10.2014.
    Si tratta di una porcata.
    Due i motivi:
    a) tentativo di dirottare i fondi su altre voci (nuovi ordinari, nuovi RTD)
    b) tentativo di far rientrare anche gli abilitati della seconda tornata ASN, quando i “ritardatari” sono già stati avvantaggiati dalle regole (vedi indice h contemporaneo). Faccio notare che i giovani bravi non gioverebbero della proroga perché loro hanno già ottenuto l’abilitazione grazie ad un’altra regola (peraltro discutibile), quella del calcolo dell’età accademica.
    Quindi la proroga servirebbe solo a chi ha fatto poco negli anni passati e ora si è messo a recuperare (sappiamo come, in molti casi).
    In definitiva, si tratta dell’ennesima richiesta contro la classe più martoriata dell’università, quella dei ricercatori a tempo indeterminato e soprattutto contro i ricercatori (nel senso più generale del termine) BRAVI.

    • Queste certezze al punto b) sono così monolitiche da sembrare dogmatiche. Io conosco molte persone che hanno ritirato la domanda per la tornata 2012 per ripresentarla nella tornata 2013 per le più disparate ragioni, fra cui non il fatto che non fossero o si sentissero all’altezza. E’ curioso ora vedere che alcuni “abilitati 2012” ritengano di avere diritto a corsie preferenziali rispetto ai futuri “abilitati 2013”. Se costoro si ritengono tanto più bravi, non dovrebbero temere la competizione.

    • marc… e quali sarebbero queste ragioni per cui hanno ritirato la domanda?
      Corsie preferenziali?? Ma di cosa sta parlando… aspettiamo anche gli abilitati della terza tornata allora…

    • La proroga del piano associati e’ necessaria perché una quota dei posti va a concorso e servono i tempi tecnici per espletarli con agosto dove gli uffici amministrativi hanno il personale in ferie. Poi se un concorso e’ vinto da candidati interni ritornano indietro punti organico su cui possono essere fatte chiamate dirette, se scade tutto non si fa in tempo e si perde il finanziamento. Se la proroga sarà di 3/4 mesi non vedo problemi, se sarà di 10 allora sarà lecito pensare male.

  5. La nuova università italiana “disegnata” da questo documento CRUI sarà una università acefala, fatta solo di ricercatori. Ma per un associato che ha conseguito (legittimamente) una abilitazione da ordinario, le possibilità di chiamata mi sembra che non esistano. Invece di chiacchierare di queste amenità, perché la congrega dei rettori non pensa di ridare dignità alla prima fascia della docenza? Perché non pensa a regole certe e oggettive che premino una reale e riscontrabile qualità (verificabile, in primis, dal carattere internazionale del cv)? Il fatto è che nessuno ha il coraggio di proporre qualcosa del genere. Si pensa solo a reclutamenti populisti, come fu l’infornata dei ricercatori dei primi anni ’80, molti dei quali sono andati (o stanno andando) in pensione con la stessa qualifica di ricercatore. Ammazza, un bel risultato per il nostro sistema universitario!

    • …. e che dire della nuova ministra MIUR? Appena la ministra della PA ha detto fuori i vecchi (nullafacenti aggiungo io) e spazio ai giovani (brillanti e bravi dico io) ecco che l’unica a lamentarsi è stata la nostra Ministra. Quasi a dire: non mettiamo le mani sui baroni.
      Ma ci si rende conto che nell’università italiana ci sono circa il 40% di PO che non contano più un c…. e che almeno l’80% di questi ha più di 65 anni? Questi sono i PO e PA che non superano le 2 mediane richieste e che non possono fare parte delle commissioni … ma perchè questi non vengono invitati a lasciare lo spazio a qualche giovane che porti nuova linfa nelle università? Il fatto che le regole permettino di stare fino a 70 anni non vuol dire che si deve stare fino a 70 anni, se non conti più una beata m…., fai spazio ai giovani.

    • “Il fatto che le regole permettino di stare fino a 70 anni non vuol dire che si deve stare fino a 70 anni, se non conti più una beata m…., fai spazio ai giovani.”
      ________________
      Sì, è giusto. È ora che i vecchi baroni faccino spazio ai giovani che superano le mediane. Questi vecchiardi rimbambiti sono inutili, proprio come il congiuntivo.

    • Certo l’intervento dell’ amico Paolo non e’ dei più raffinati, ma nella sostanza chi ha una produzione scientifica livello internazionale non ha motivo di preoccuparsi, mi preoccupa di più l’ idea che i giovani bravi si pensi di selezionarli con le mediane (Francia, Germania, UK usano metodi un pochino più robusti). Poi alla peggio per noi vecchietti rimangono gli Emirati o Singapore, non pagano affatto male.

    • se non si cogli… l’ironia dell’intervento non è colpa mia …. e poi nessuno ha tirato in gioco le mediane … sempre stato contrario. ho sempre sostenuto la prevalenza del CV accompagnato a dei “parametri nemerici” minimi, ma FISSI e incontestabili, ma che non siano variabili da candidato a candidato. Per fare il PO bastano due articoli su topolino?, Allora nessuno con un articolo solo su topolino passa (passi?), anche se ha il premio Nobel. I signori candidati pubblicano prima su Topolino e poi partecipano alla selezione.
      Comunque rimane il fatto che le regole attuali hanno “zombizzato” il 50% dei PO. … sorry

    • “A volte le immagini spiegano molto di più delle parole.”
      _______________________
      Ebbene sì, lo confesso, sono un barone incartapecorito. Questo è il mio vero aspetto:


  6. ho parlato di anziani nullafacenti e giovani brillanti … le mediane “zombizzano” allora se sei nullafacente, solo se sei nullafacente e meglio se fai spazio … puoi non avere le mediane, ma essere utile, puoi avere le mediane ede essere inutile, ma purtroppo le mediane “zombizzano” soryy

  7. bella polemica sulle figure e sulle figuracce 🙂 … ci facciamo proprio un figurone … non hai le mediane sei “zombizzato”, ma non necessariamente inutile. Io non so se DeNicolao non ha le mediane e quanti anni abbia. Francamente non mi interessa, mi sembra una persona attiva nell’accademia. se non ha le mediane, con le regole attuali è “zombizzato”, ma non lo definirei inutile… anzi per quel poco che lo conosco lo definirei brillante. Il punto è: se ti hanno zombizzato e sei inutile che cavolo ci fai nell’accademia? Non pubblichi, fai delle lezioni obsolete, non punti alla qualità, cerchi di sistemare i tuoi allievi meno brillanti e più servili … allora vai ai giardinetti … a spaventare i bambini 6 uno “Zombi” :-). Per chiarezza il termine “zombi” non è mio e nemmeno mi piace … è stato introdotto da qualcuno dell’ANVUR … se non sbaglio … Giuro: non lo userò più!

    • Anche se sono mummificato e dormo da secoli in un sarcofago, supero le famigerate mediane 😉

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