Presidente Lenzi,  il CUN ha elaborato  un elenco di parole chiave per tutte le aree scientifiche. Per quali fini e con quali metodi le avete identificate?

 

 

Il CUN ha elaborato la sua prima idea relativa all’importanza di un “elenco codificato e ufficiale di Parole Chiave”, cui debba fare riferimento l’intera comunità accademica e scientifica, sin dal 2008 quando proprio io, neo eletto alla  presidenza dell’Organo, in una relazione al Convegno che organizzammo al CNR il 18 e il 19 giugno di quell’anno prefigurai, dopo un’ampia discussione avvenuta nell’ambito del CUN, la revisione dei Settori Scientifico Disciplinari allora vigenti, poi confluita nel DM 4 ottobre 2000.

 

Da quella data il CUN s’impegnò, come tutti ricorderanno, in un ampio confronto con le comunità che condusse al parere generale del 4 novembre 2009, n.7. In quel parere si delineò l’impianto generale, comprensivo delle Macro-Aree ERC, Aree CUN, Macro Settori (MS), Settori Concorsuali (SC) e Settori Scientifico Disciplinari (SSD) con le relative declaratorie.

 

Questa struttura è del tutto simile a quella accolta nel DM del 29 luglio 2011 (e successive modificazioni) sull’articolazione in MS/SC/SSD ed è stata utilizzata anche per la messa a punto delle attuali Abilitazioni Scientifiche Nazionali, devo dire purtroppo con numerose modifiche rispetto al parere CUN. 

Come preannunciato nel parere generale del novembre 2009, il CUN elaborò il 22 giugno 2010 un primo elenco di Parole Chiave che non è stato, in alcun modo, preso in considerazione fino ad ora, essendo considerato, apparentemente, non utile per i fini che il CUN aveva immaginato: e cioè, fare delle  Parole Chiave gli indicatori dello specifico campo d’interesse scientifico dello studioso.

 

Il CUN aveva previsto che il gruppo di Parole Chiave, atto a identificare gli interessi del singolo, fosse scelto dallo stesso Docente e certificato dal suo Curriculum. Nel disegno del CUN, il Curriculum avrebbe dovuto essere pubblicato nell’Anagrafe nazionale nominativa dei Professori e dei  Ricercatori e dellePubblicazioni Scientifiche (ANPReRS), di cui la l. n.1/2009 contemplava l’istituzione. Come si ricorderà, le Parole Chiave, in quell’elenco, non erano distinte per Aree o Settori, ma erano rigorosamente in ordine alfabetico, proprio a rappresentare la continuità di una scienza senza barriere e senza confini in cui ogni scienziato potesse, almeno a livello teorico, inserire qualsiasi sua specificità, senza essere costretto in ambiti culturali o concorsuali etero delimitati. Nella nostra idea le Parole Chiave e ANPReRS avrebbero potuto, in futuro, superare il sistema concorsuale basato su rigidi steccati.

 

Tutta questa premessa è stata necessaria in quanto le Parole Chiave, che il CUN ha deliberato nella prima seduta di maggio, e pubblicate nel nostro sito (http://www.cun.it/documenti/cun-keywords.aspx), sono la rivisitazione di quel precedente elenco. Anche in questa occasione, sono state tratte dalle più utilizzate banche dati internazionali e dalle Parole Chiave più frequentemente utilizzate dai proponenti dei progetti PRIN (messe a disposizione dal Cineca). Anche ora, e per le stesse ragioni che ricordavo prima, l’elenco è stato proposto in ordine alfabetico.

 

Si tratta di un elenco chiuso o  aperto a integrazioni e segnalazioni?

 

Tutt’altro che chiuso. E’ evidente a chiunque operi in ambito scientifico che un elenco esaustivo, in cui siidentifichino in modo stabile tutte le espressioni della ricerca, è impossibile. In teoria l’elenco dovrebbe essere, per sua stessa natura, infinito nei numeri di parole e, comunque, un elenco siffatto  deve essere pensato come  suscettibile di continue evoluzioni, con aggiunte, cancellazioni e modifiche che rendano conto dei naturali e ricorrenti mutamenti del sapere. L’elenco attuale comprende circa 2000 keywords e sicuramente vi sono delle mancanze. L’idea però è  di utilizzare la lista in modo dinamico,  con la possibilità di integrare le mancanze e di aggiornarne i contenuti.

Il principio su cui ci siamo basati, per ora, è stato quello di utilizzare per la sua stesura fonti note, come ho detto prima, e di limitarlo nelle dimensioni, in quanto lo stimolo a riaprire il tema, dopo tre anni dal primo elenco, ci è stato offerto da un’audizione in CUN del Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca (CNGR), con cui esiste una proficua collaborazione e vi è scambio di idee e informazioni. Da lì, e anche per le esigenze operative del CNGR, abbiamo effettuato questo aggiornamento. Abbiamo condiviso con il CNGR una prima ipotesi di utilizzo: si potrebbe sperimentare questo elenco chiedendo a tutti i Docenti di inserire sul proprio sito Cineca un numero limitato (ad esempio cinque) di  Parole Chiave, che si considerano capaci di descrivere il proprio profilo scientifico. Di queste Parole Chiave, indicative delle caratteristiche del Docente, almeno tre potrebbero essere tratte obbligatoriamente dal nostro elenco e due potrebbero essere a disposizione del Docente per un inserimento libero. Questo consentirebbe, nel caso in cui una determinata Keyword  sia ripetuta un numero sufficiente di volte, di identificare una mancanza e aggiungerla alla lista ufficiale. 

 

Se questo stesso sistema fosse poi adottato dai ricercatori che propongono i progetti di ricerca, così che su tutte le proposte (PRIN , FIRB, e altri) fosse obbligatorio fare lo stesso (inserire almeno tre Parole chiave tratte dalla lista  e due libere) avremno un doppio controllo e la possibilità, finalmente, di appaiare senza difficoltà i referee ai progetti. 

Questo, é un esempio di prima applicazione pratica.

 

Le parole chiave potranno sostituire, in futuro, il settore scientifico-disciplinare (SSD) per identificare il profilo dei docenti e dei ricercatori e comunque i SSD  rispondono ancora alle necessità della didattica?

 

Personalmente non amo l’attuale sistema rigido di identificazione del profilo dei Docenti. I problemi che si pongono, in questi tempi, nell’attività delle Commissioni per le Abilitazioni Scientifiche Nazionali,  di là dal noto dissenso del CUN sui criteri (e relativi parametri ed indicatori), è anche in parte legata alla rigidità del sistema. D’altra parte, una stratificazione normativa pluridecennale e il desiderio di non stressare le comunità accademica e scientifica con nuove regole, impone di mantenere Aree CUN e SSD per la didattica (e ora anche per il reclutamento locale) e Macrosettori e Settori Concorsuali (per l’Abilitazione Nazionale). Un’idea potrebbe semmai essere quella di ridurre progressivamente l’impatto di queste classificazioni, contenendo sempre più la loro incidenza, a fronte di un graduale e costante aumento del peso da assegnare alla classificazione in Macro Aree CUN (al limite affiancato da Macrosettori), del tutto simili alle Aree ERC (come appunto previsto in quel parere generale CUN del 4 novembre 2009) e alle Parole Chiave.

 

In pratica, immagino un futuro in cui gli Atenei possano reclutare sulla base del “codice genetico accademico” di ogni Candidato (Macro Area, Area, Macro Settore, Settore Concorsuale, SSD e Parole Chiave), visibile direttamente sul sito ANPRePS, assieme al Curriculum con tutte le sue caratteristiche. La valutazione ex post dell’attività del Collega reclutato dovrebbe essere l’unico sistema per verificare se la scelta è stata buona o no e la premialità o la sanzione per l’Ateneo dovrebbe esserne l’unico indicatore. Se, per un periodo, si vuole mantenere la situazione attuale, al fine di consentire al Sistema di abituarsi a una valutazione “di prodotto e non di processo” – mi si consentano queste sintesi espressive – si potrebbe immaginare un sistema di Abilitazione Nazionale che preveda un Board  molto ampio per ogni Macro Area (o eventualmente con una fase transitoria per Macro Settore). In questo Board dovrebbero essere rappresentate tutte le componenti scientifiche della valutazione e, ancora una volta, le Parole Chiave potrebbero essere indispensabili per abbinare i valutatori al candidato.

 

Quanto alle necessità della didattica, la riforma in atto sta proponendo necessità urgenti e imponendo modifiche. La tendenza al calo del numero dei Professori, a fronte di un incremento,  previsto dalle norme ed anche auspicabile, dei Ricercatori a TD,  l’aumento di peso dei Dipartimenti nel reclutamento e la riduzione della Facoltà a una vera Faculty di Docenti, penso dovranno portarci verso un uso più flessibile del docente stesso. Il concetto di incardinamento didattico andrà sostituito con quello di un Docente appartenente a un dato Dipartimento, che lo avrà reclutato per la sua attività scientifica e per le sue capacità e qualità culturali, che svolge nei vari corsi dell’Ateneo le attività didattiche (in base alle sue competenze e quindi ancora una volta Curriculum e Parole Chiave) con moduli didattici più generalisti nelle Lauree triennali e più specialistici nelle Lauree Magistrali. Quest’attività, per un numero di ore (o CFU) obbligatorie, dovrà essere molto flessibile e basata sulle competenze curriculari del Docente e non su rigidi criteri di appartenenza aSSD che saranno sempre più carenti numericamente di personale a tempo indeterminato, e questo dovrà rappresentare un ulteriore e chiaro parametro di valutazione dell’utilità e del rilievo di quel Docente, per la valutazione sua, del Dipartimento che lo ha reclutato e dell’Ateneo che usufruisce delle sue competenze didattiche o scientifiche.

 

Nei giorni scorsi il CUN ha lanciato la consultazione pubblica sulla scientificità dei prodotti di ricerca. Come sta procedendo?

 

La ringrazio per questa domanda che mi consente di invitare tutti i Docenti e Ricercatori, universitari e non, a partecipare a questa importantissima operazione voluta dal CUN. Il CUN, ricordo, è chiamato dalla legge (in particolare dall’art.3-ter, co.2, legge 9 gennaio 2009, n.1) a formulare la proposta sulla cui base il MIUR, sentita l’ANVUR, adotterà il decreto volto a stabilire i “criteri identificanti il carattere scientifico delle pubblicazioni” che per ciascun professore e ricercatore saranno inserite nell’ANPRePS.  

Il CUN ha avviato questa consultazione pubblica allo scopo di acquisire le indicazioni e le osservazioni di quanti, in ragione delle loro competenze professionali e delle loro esperienze scientifiche, intendano contribuire all’assunzione delle migliori determinazioni in proposito, rendendo così partecipato e trasparente il processo decisionale che condurrà alla formulazione della proposta di sua competenza. Il CUN esaminerà le indicazioni e le osservazioni ricevute e valuterà quali accogliere ai fini della proposta che, in merito ai criteri identificanti il carattere scientifico delle pubblicazioni, presenterà al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la conseguente acquisizione del parere dell’ANVUR.

Il CUN, nel presentare la proposta, darà conto, in apposito documento, tanto delle indicazioni accolte quanto del quadro complessivo delle osservazioni pervenute. I risultati della consultazione saranno utilizzati e diffusi, sempre sul sito del CUN solo in forma aggregata e perciò nel rispetto dell’anonimato.

 

Premesso tutto ciò, è evidente che il CUN con questa operazione consente a tutte le comunità scientifiche, di cui è il rappresentante elettivo, e a tutti i coloro che le compongono di essere protagonisti su un tema fondamentale e ampiamente dibattuto: stabilire i criteri identificanti il carattere scientifico dei prodotti scientifici e delle loro principali tipologie. La Consultazione è aperta da circa un mese e resterà aperta fino al 23 luglio 2013. A oggi sono già migliaia le schede completate e ancor più quelle aperte. Chiedo davvero a tutti gli interessati di accedere al sito www.cun.it e da lì al questionario http://consultazionepubblica.miur.it/index.php/survey/index/sid/297393/lang/it.

 Come si direbbe nel linguaggio dei media, il messaggio è: “sii protagonista del tuo futuro” !

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