In vista della preannunciata revisione dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, il Ministero, nella persona del Capo Dipartimento Mancini, ha chiesto alle società scientifiche delle aree umanistiche e sociali di esprimere il proprio parere.

Nonostante le differenze di orientamento, che hanno caratterizzato in particolare l’area 11 rispetto alle altre aree, si è giunti a redigere un documento comune che segnaliamo all’attenzione dei lettori.

Segue il testo.

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7 Commenti

  1. Credo utile segnalare che il documento sottoscritto dai rappresentanti delle aree 10,11,12 e 14 è stato fatto proprio anche dal macrosettore di Storia Economica dell’area 13.
    Giampiero Nigro Segretario del Consiglio Direttivo della Società Italiana degli Storici Economici (SISE)

  2. Il comunicato suona come “lacrime di coccodrillo”.

    ROARS ha seguito l’audizione di Fantoni alla VII Commissione della Camera dei Deputati. Come è noto la Commissione ha preso una posizione netta nei confronti del meccanismo ASN e del lavoro dei commissari. In 11D2, de facto, i commissari hanno trasformato l’ASN in una procedura concorsuale a carattere comparativo.

    Tra le 56 pubblicazione che ho presentato una delle 12 riguardava una ricerca con un modello di analisi multilevello basato su un dataset di 188.00 studenti quindicenni appartenenti a 29 paesi europei, dati nazionali e sub-nazionali OCSE-PISA. Ebbene i commissari non sono entrati nel merito dei contenuti, dell’impianto interpretativo, delle conclusioni principali.

    Il lavoro non è stato preso in considerazione perché il mio “contributo non era identificabile”, nonostante fossi primo autore e capo progetto. Stesso metro per altri 4 lavori. Insomma i lavori migliori, teorici ed empirici al contempo, derubricati perché il contributo non era identificabile nonostante fossi primo autore e capo progetto. Per contro, in 11D2 abilitata gente con 10 o 22 pubblicazioni.

    In Pedagogia vale una regola che credo non abbia pari altrove e che ho per rispetto dei miei colleghi mai applicato: devi dichiarare cosa hai scritto tu e cosa hanno scritto i tuoi colleghi (pagine, paragrafo, ecc.) con una nota o con dichiarazioni sostitutive. RIDICOLO. Le migliori imprese scientifiche si fanno o no all’interno di collettivi? E’ la scienza con la “carta bollata”? Mi fermo qui per carità di patria!!! A chi fosse interessato posso inviare un dossier molto analitico. I giudizi sono caratterizzati da omissioni dei titoli, aggettivi non spiegati, incongruenze, ripetizioni seriali di valutazione indipendenti dalla natura e dal contesto dell’opera giudicata. Dire “grida vendetta” risulta perfino stucchevole.

    E veniamo a quest’ultimo punto. Con altri due colleghi ho ricorso. Il dispositivo ricorsuale è stato basato sui dossier. Il 5 Agosto p.v. si riunirà la sezione dedicata del TAR del Lazio per valutare o meno le condizioni di una sentenza cautelare.

  3. Si gioca tutto su COME scegliere i commissari, tutto ruota attorno al primo punto elenco.
    Alcune aree cun hanno perso totalmente il controllo di tutto tramite il sorteggio su un numero significativo di candidati.
    Il vero aggiustamento andrebbe fatto in due modi:
    – ogni macro settore deve garantire un minimo di almeno 30 commissari sorteggiabili (competenti sui sotto settori), sotto questo numero vanno accorpati
    – se rimangono le mediane che siano almeno 2 su 3, se si scelgono altri indicatori sintetici che siano sempre almeno 2 su 3.

    Purtroppo si parla solo delle commissioni che hanno lavorato male, che leggendo il post di roars dedicato potrebbero essere il 10%, ma si potrebbe anche ricordare che ci sono commissioni che hanno fatto molto egregiamente il loro lavoro e sono largamente la maggioranza.

    Alcune società accademiche delle aree non bibliometriche ora stanno cercando di usare alcune evidenti lacune dell’asn per buttare via tutto e tornare a controllare il tutto, quando in verità servono alcuni elementi migliorativi indubbi che roars ha già messo in luce.

  4. Caro ci_credevo,
    puoi dirmi di che SSD sei? Perché temo che non abbia presente la situazione di area 10. Ti faccio l’esempio del macrosettore 10A archeologia: comprende diversi ssd: preistoria, archeologia classica, etruscologia, topografia, metodologia, archeologia medievale, nessuno dei quali arriva a 30 ordinari, ed è assolutamente studpido pensare che un medievista possa giodicare uno studioso del paleolitica superiore. Gli orientalisti stano anche peggio: nell’ultima ASN c’era un ebraista, un paio di iranisti, una archeologo del vicino oriente antico e non ricordo il commissario ocse. Nessuno poteva leggere e quindi valutare il geroglifico, l’ittita, l’assiro, il babilonese (uso termini semplificati, gli specialisti inorridirebbero, ma mi pare che sia chiaro). Dunque se hai presente questa situazione forse capisci alcune delle preoccupazione dell’area 10. Semplicemente 30 commissari competenti per i sottosettori non esistono e non possono esistere. Ma nemmeno 1 a dirla tutta!

  5. non entro nel dibattito sui ssd che hanno sotto ssd così specifici… insomma, è difficile esprimere un giudizio generale. per quanto riguarda il mio ssd, ICAR 21 (urbanistica), segnalo che 1) uno dei commissari è un agronomo che ha cambiato ssd nel 2011 (e le pubblicazioni sul cv riguardano soprattutto argomenti agronomici a me, ICAR 21, risultano del tutto sconosciuti); 2) che questo commissario è quello che commette più errori che si prestano a ricorsi; 3) che, pur se molto criticabile in quanto criterio omogeneo per tutti gli ssd, che invece presentano specificità che andrebbero più attentamente valutate, nel mio ssd l’asn ha fatto giustizia in merito a soggetti imbarazzanti (tecnici laureati alla fine degli anni 70, poi divenuti ricercatori con commissioni comprendenti proprio i titolari di cattedra che li avevano già promossi senza concorso come tecnici laureati), che, pur godendo del finanziamento pubblico da più di 20 anni, sono riusciti a produrre non più di una ventina di “pubblicazioni” (prevalentemente sul bollettino del dipartimento), di impatto “limitato” e di “interesse limitato. Pongo inoltre un problema: dal punto di vista di un giovane che si iscrive ad un corso di dottorato, non varrebbe la pena che valutazioni del tipo richiamato in precedenza abbiano una qualche influenza sulla composizione del collegio docenti dei dottorati? in altre parole: non sarebbe corretto avvertire il povero ignaro che si sta iscrivendo in un corso di dottorato in cui 1) il direttore non ha nemmeno potuto partecipare alla selezione dei commissari perchè ha pubblicato in tutto 5 lavori (così si legge sul sito dell’anagrafe della ricerca del suo ateneo, che è la sapienza alla voce “recenti pubblicazioni”, dove per “recenti” si intende anche un lavoro del 1987), un altro docente (un associato che è stato direttore in precedenza) idem, 1 ricercatore ed un associato hanno ricevuto la penosa valutazione di cui sopra (uno con nessuna citazione google scholar, figuriamoci altrove), una ricercatrice (concorso 2010) non ha potuto partecipare all’asn 2012 perchè non aveva un numero adeguato di pubblicazioni (e ci si domanda come ha fatto a vincere il concorso, visto che molti dei candidati del 2010, tra cui la sottoscritta, invece sono risultati idonei)e partecipa a quella 2013 con lavori a 50 mani, presentati sia nella versione italiana che inglese (sempre lo stesso lavoro) nel “journal” che il suo dipartimento si è affrettato a mettere in qualche modo in piedi dopo aver capito che con il vecchio bollettino (distribuito in n. 30 copie ai membri del dipartimento) non si andava da nessuna parte … ecco, forse un povero ragazzo che si iscrive a un corso di dottorato, magari anche senza borsa (cioè pagando le tasse) andrebbe avvertito, non credete? il dipartimento della Sapienza in questione si chiama DATA (Dipartimento Ambiente Territorio Paesaggio). Ma anche: che senso ha che soggetti di questo livello facciano parte di commissioni per l’attribuzione di assegni di ricerca (e invece ci stanno sempre, ovviamente) o docenze a contratto (che infatti vengono assegnati da anni ai figli di chi a suo tempo li ha collocati dove si trovano adesso)?

  6. piuttosto può interessare agli amici dei ssd umanistici il fatto che ho presentato una denuncia penale su alcuni falsi in atto pubblico contenuti nei cv della asn, cioè riguardanti articoli su rivista inesistenti. potrà interessare il fatto che la rivista in cui si sostiene che i lavori siano stati pubblicati (ah ah) è una rivista di storia che nè i gev nè le società scientifiche avevano classificato come “rivista di fascia a” e che poi viene inserita proprio in quell’elenco dal gruppo di lavoro che comprende 2 docenti dell’ateneo presso cui presta servizio la ricercatrice falsaria ed uno dell’ateneo dove prestava servizio il padre. la cosa può essere interessante perchè la mia denuncia è precedente all’asn e riguarda un concorso dove la signorina, oltre ad una serie di pubblicazioni inesistenti, copia la prova scritta e sostiene di aver svolto ricerche che invece sono attribuibili alla sottoscritta. la cosa è interessante per chi voglia presentare ricorso perchè si tratta di una reiterazione di reato ed io sono molto determinata nella mia richiesta di risarcimento danni che è rivolta proprio nei confronti dell’ateneo di due dei docenti del gruppo di lavoro 08F1 (uno svolge anche attività professionale con il papà della signorina). oltretutto la pubblicazione fantasma (dichiarata del 2012) è proprio quella copiata nel tema (del 2008) e già oggetto di denuncia (e non ho ricevuto alcun avviso di conclusione indagini). in modo ancora più chiaro: le regole dell’asn sono state predisposte per favorire SOLTANTO UNA CANDIDATA dalle parentele “eccellenti” (si fa per dire). la rivista in questione è una rivista di storia, sulla quale scrivono solo studiosi che si occupano di storia della città di roma. chi vuole la documentazione? fatevi vivi!

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