Il regime di confinamento introdotto per via del COVID-19 non fa bene  all’umore. Di certo, rende più difficile sopportare il progressivo scivolamento del Paese verso un analfabetismo che dopo la lingua, con una pletora di barbarismi usati a sproposito e talvolta incomprensibili anche a un madrelingua inglese, sta rapidamente infettando e distruggendo la capacità di ragionamento. O forse è solo la spinta che mancava per giungere all’epifania di quel che siamo diventati. Comunque sia, in questo quotidiano delirio politico-giornalistico-istituzionale, fra una task force e l’altra (senza però ammiragli o commodori), non poteva mancare un cronoprogramma per l’università, intitolato “Il post lockdown e le nuove fasi 2 e 3”. Segnaliamo ai pazienti lettori il documento che segue, augurandoci vivamente che sia solo un falso umoristico, o una bozza composta svogliatamente da qualche funzionario mentre era ancora avvolto dai fumi dell’ultimo cicchetto solitario. Il Sole24Ore gli attribuisce credito: speriamo abbia torto.

Non vale la pena di commentare questo triste documento nel dettaglio: basta segnalare un solo capolavoro: gli esami di profitto e di laurea “in telepresenza con possibile modalità mista”. Mentre ci interroghiamo sul concetto di esami “con possibile modalità mista a luglio; in modalità mista nella fase 3”,  ci sovviene un vecchio motto di spirito, in certo modo tranquillizzante (si fa per dire): la situazione è grave ma non seria.

post lockdown (003)

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4 Commenti

  1. L’attuale situazione è complicata e il MUR sta riflettendo su che cosa fare; la richiesta di parere alla CRUI, al CUN e al CNSU ne è la dimostrazione. Intanto vanno avanti le attività di Dad e di verifica esami e lauree con modalità a distanza per non ingolfare la ripresa. Poiché il quadro attuale è indefinito e non è dato conoscere la prospettiva per i limiti della conoscenza epidemiologica e del relativo impatto sulle realtà accademiche, potrebbe essere utile comprendere quali modifiche apportare al quadro attuale di regole .
    Il “distanziamento sociale” è la principale misura di sicurezza pertanto una misura adeguata è la verifica del mantenimento dell’attuale numerosità dei corsi di studio. Il corso di studio L 22 Scienze delle attività motorie e sportive prevede una numerosità di 180 studenti che qualora sforata, come nel caso dell’Università degli studi di Salerno con 330 studenti per coorte, consente il partizionamento (divisione degli studenti in 2 gruppi ognuno dei quali con propri docenti) solo se viene raggiunto il doppio della numerosità massima (360 studenti .. sic!). La classe di studio prevede anche l’obbligatorietà della presenza nei tirocini e nelle attività pratiche per un minimo di 25 cfu (da moltiplicare per il numero di ore a cfu).
    Chiedo al MUR se non è il caso di abbattere tale numerosità e/o obbligare gli atenei a provvedere al partizionamento senza arrivare alla cifra di 360 studenti per corso. La misura consentirebbe di avere meno studenti in aula virtuale o in presenza (attualmente ho quasi 600 studenti in aula virtuale/in presenza perché parecchi studenti di altri corsi di laurea hanno scelto il mio insegnamento) e consentire anche il regolare svolgimento delle attività pratiche e di tirocinio.
    Prima dell’emergenza Covid-19 ho ufficialmente avanzato la richiesta alle strutture preposte e all’ateneo senza avere alcuna risposta. Ora la chiedo al MUR con maggiore convinzione per garantire oltre la la sicurezza e la salute degli studenti anche per ribadire il diritto ad avere un’adeguata formazione.

    Grazie Gaetano Raiola
    UNISA-DISUFF graiola@unisa.it

  2. Per tutte le attività didattiche che si possono ragionevolmente tenere a distanza, si potrebbe pensare sin da ora a una proroga a tutto il prossimo anno accademico, specialmente per i corsi solitamente molto affollati. In questo modo:
    (a) i docenti possono cominciare sin da ora a far tesoro dell’esperienza accumulata in questi due mesi e apportarvi dei miglioramenti e preparare meglio i loro corsi,
    (b) i centri informatici di ateneo possono organizzarsi adeguatamente,
    (c) si possono programmare acquisti di hardware e software (tenendo conto anche del risparmio di gestione dei locali ecc.) per docenti e per studenti con redditi bassi.
    Per gli esami ci si dovrebbe pensare un po’ meglio: con qualche accorgimento tecnico in più di quelli messi in campo in questi due mesi, qualche accorpamento degli appelli (che in alcuni casi è ridicolmente elevato) e una ragionevole disciplina degli studenti nell’accesso agli esami (non consentire che lo stesso esame venga ripetuto nell’appello successivo, se collocato nella stessa sessione)
    Le lauree si potrebbero fare (da ottobre in poi?) in presenza, ma senza pubblico di amici e parenti. Qualche in presenza potrebbe essere consentita anche a piccoli gruppi. I laboratori e i tirocini andrebbero fatti con molte accortezze.
    Insomma, l’idea di una continua metamorfosi tra fase 1 e fase N, mi sembra che crei la tipica incertezza italiana e non fornisce né certezze, né chiari benefici. Converrebbe programmare tutto sin da ora privilegiando la precauzione rispetto alla frenesia di “ripartire”

  3. Diciamo basta! A tutta questa giostra…
    Io capisco la situazione, ho comprensione per tutti…ma basta, riceviamo una quantità incredibile di regole e regolette, facciamo del nostro meglio, ma ora basta.
    Si parli chiaro, senza nascondere dietro tecnicismi (o falsi tecnicismi) la paura di chi dovrebbe guidare in una situazione mai vista, ingarbugliata dal pregresso e da un’opposizione debole a ciò che va male, e andava male.
    Ho terrore che questa occasione di fermarsi a riflettere vada persa.

  4. Nessun falso umoristico, niente cicchetti, ahimè: il 18 lo stesso documento è stato inviato pure a Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica, Presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie di Belle Arti e Accademia d’Arte Drammatica, Presidente della Conferenza dei Presidenti e Direttori degli Isia, Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Conservatori (ovviamente non all’organo tecnico e di rappresentanza, il CNAM, poiché non lo abbiamo più dal 2013…) E allegando peraltro lo stesso “schema” destinato all’Università. https://www.docenticonservatorio.org/e-adesso/

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