La settimana ROARS:

8 – 14 giugno 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • Grazie a tutti coloro che si sono iscritti al terzo Convegno organizzato da Roars. Informeremo tempestivamente i lettori circa la possibile diretta streaming e pubblicheremo successivamente i video degli interventi. Ricordiamo agli iscritti che il protocollo della Camera dei Deputati prevede obbligatoriamente giacca e cravatta per gli uomini.
  • «Si preoccupino di fare la loro campagna elettorale restando fuori dalla politica», è il nervoso altolà che Francesca Puglisi (Responsabile nazionale Scuola del PD) rivolge ai candidati rettore di Bologna. La loro colpa? Aver detto che il Jobs Act previsto dalla Buona Università «porterebbe a una precarizzazione strutturata in università, per noi sarebbe la fine della libertà di ricerca e di insegnamento». Un Jobs Act che, secondo la Puglisi, “non c’entra nulla»: deve essersi scordata cosa aveva scritto nella bozza della Buona Università (Francesca Puglisi: Jobs Act nelle università? Prima lo scrivo e poi lo nego). Dalla Buona Università passiamo alla Buona Scuola, che si basa sulla errata convinzione che l’elevata disoccupazione giovanile in Italia dipenda dal fatto che il nostro sistema formativo non offre competenze adeguate a quelle richieste dalle imprese. Ma dequalificare la forza-lavoro aiuta davvero l’occupazione e la crescita della produttività? (La scuola che piace a Confindustria)
  • Un altro punto controverso della Buona Università è il progetto di uscita dalla pubblica amministrazione (2015. Fuga dal diritto amministrativo). Su questo tema tecnico, ma ricco di conseguenze, giunge al terzo e ultmo atto la “tragedia” scritta da Nicola Casagli, che dopo aver visto cosa comporterebbe l’uscita dalla PA e aver esaminato l’ipotesi di mantenere l’attuale natura giuridica, considera una terza ipotesi: rimettere mano alla definizione di PA data dalla L. 31 dicembre 2009, n. 196. (PA Exit Strategy Atto III: Le anime morte).
  • Segnaliamo ai lettori la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha affermato che il CINECA non possiede i requisiti per l’affidamento in house (senza gara) da parte dell’Amministrazione, una vicenda che potrebbe coinvolgere anche le procedure relative alla “nuova ASN” e alla prossima VQR (Il Consiglio di Stato sul CINECA e l’in house providing). Chi aveva la decorrenza della classe/scatto l’1/1/2011, ossia in coincidenza con l’entrata in vigore del D.L. 78/2010, si è visto inopinatamente bloccare uno scatto ormai completamente maturato. Possibile che, più delle norme, faccia testo un programma del CINECA? (Gli scatti, la risposta….e la truffa?) La recente stesura del DDL S. 1873 ripropone in sede legislativa alcune criticità della “figura” del ricercatore nella L.240. Proviamo a ricapitolarle e a evidenziare le principali urgenze (Due o tre cose che so degli RTD).
  • Il successo scientifico e tecnologico di una nazione è frutto di strategie di concentrazione delle risorse o trae beneficio da una diversificazione le attività di ricerca e sviluppo?Potete trovare la risposta in un articolo di Francesco Sylos Labini, già apparso anche sul blog Euroscientist (Diversification of nations research systems).

 

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GRAZIE


Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

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