La settimana ROARS:

4 – 10 maggio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • «Cosa hanno in comune Mario Balotelli e l’Agenzia di valutazione del sistema universitario? Il primo costa 100 mila euro a passaggio, la seconda 100 mila a delibera. Il paragone, di beffarda ferocia, è degli «Sherlock Holmes» di roars.it». Così scrive Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera della di oggi, dove un articolo a sei colonne riprende due articoli di Roars, motivati da un recente seminario dedicato all’ANVUR, additata come esempio di «uno start-up di successo nel panorama delle pubbliche amministrazioni italiane». Un successo che è costato 100.000 Euro a delibera, oppure 215.00 ad articolo o anche 359.00 a citazione (Lo start-up di ANVUR è costato come Balotelli: lui 100.000 Euro a passaggio, loro 100.000 a delibera). Ma per non ridurci ad una gretta valutazione di produttività, Roars ha passato in rassegna anche dieci tappe memorabili della scalata al successo di ANVUR: si va dalla scientificità di Suinicultura (sì, proprio “-cultura”, non “-coltura”) all’intervento dell’Autorità anticorruzione richiesto dal TAR Sicilia per costringerla ad esibire alcuni atti della VQR (I dieci gradini della scalata al successo dello start-up di ANVUR). Rientra tra questi dieci “successi” l’aver inserito tra i commissari di Diritto Privato un professore straniero, che i giudici amministrativi hanno giudicato “non dotato di qualificazione adeguata al settore”, portando all’annullamento dell’intera tornata 2013 dell’ASN di Diritto Privato. Ciò nonostante, in un suo recente documento, l’ANVUR sostiene che era tutto regolare. Eppure, sarebbero bastati solo pochi click di mouse per vedere che … (ASN di Diritto Privato: per ANVUR è tutto regolare). Intanto, l’ANVUR vuole a tutti costi aggiungere al suo palmarès un undicesimo successo, nonostante nel direttivo siano rimasti in carica solo tre membri su sette. Ispirandosi forse alle finte consultazioni del Partito Democratico, l’agenzia ha pianificato una consultazione sulla VQR che avrà luogo dopo che sono stati pubblicati il Bando per la VQR e anche quello per le candidature dei membri GEV. Ma perchè tanta fretta? Che gli ultimi tre sopravvissuti stiano cercando di mettere davanti al fatto compiuto i nuovi quattro membri, esautorandoli dalla definizione delle regole della prossima VQR?( Fermate la VQR, ohibò, di Bibì, Bibò e capitan Cocoricò) Infatti, è già stato pubblicato il bando per la selezione dei nuovi membri. Ne approfittiamo per fare il punto e inaugurare un osservatorio sulla procedura di selezione, che vede un ricercatore universitario nell’inedito ruolo di Presidente della Commissione di selezione (L’ANVUR che verrà: osservatorio sulla selezione del nuovo direttivo).
  • In seguito allo sciopero del 5 maggio contro la “Buona Scuola”, Francesca Puglisi, la responsabile del Settore scuola e università del PD, ha annunciato una serie di incontri “per ascoltare le ragioni e le proposte di chi è sceso in piazza”. Nel caso della “Buona Università”, la senatrice Puglisi aveva scritto le conclusioni della giornata di ascolto tenutasi il 26 febbraio più di un mese prima, un copia-e-incolla smascherato a suo tempo dagli “Sherlock Holmes” di Roars. Anche per la scuola le conclusioni saranno già scritte? (Francesca Puglisi ancora tu, ma non dovevamo ascoltarci più? Ci si può fidare del #BuonAscolto per #laBuonaScuola?). Sul tema della riforma scolastica pubblichiamo un intervento di ampio respiro di Giorgio Israel, da anni editorialista del Messaggero sui temi della scuola, ma recentemente rimpiazzato dall’inossidabile Oscar Giannino, il quale ha collegato lo sciopero al rigetto del tema del merito. Sante parole, soprattutto se scritte da chi ha millantato due lauree e un master di economia mai conseguiti (“La Buona Scuola” e il crollo del buonsenso).
  • E’ nelle missioni dei professori e dei ricercatori universitari che la burocrazia genera le assurdità più palesi. «Per favore il conto, con il totale diviso su due scontrini – scandiamo in inglese». « Dōmo arigatōgozaimashita» risponde gentile la cameriera. Dopo un po’ di tempo ci porta una ricevuta sola di 4500 Yen. Se leggendo questa newsletter vi si sta ingrossando il fegato, potete riprendervi leggendo l’ultimo pezzo di bravura di Nicola Casagli. Non garantiamo per il vostro fegato, ma sappiamo che ce ne sarete grati lo stesso (Racconti dell’assurdo: in missione per conto di Dio).
  • Segnaliamo due recenti articoli che mettono in evidenza le conseguenze non volute della valutazione quantitativa sul comportamento dei ricercatori. Il primo illustra una serie di interviste svolte presso un gruppo di ricercatori italiani mentre il dilagare di risultati non riproducibili è il tema del secondo articolo, apparso su Chronicle of Higher Education, intitolato “Amid a Sea of False Findings, the NIH Tries Reform (Le conseguenze (non volute) della valutazione quantitativa). Rimanendo in ambito internazionale, i promotori della lettera aperta “Hanno scelto l’ignoranza”, lanciata a sostegno e rilancio della ricerca europea l’ottobre scorso, intendono farne lettura pubblica in occasione della Bologna Ministerial Conference, che si terrà a Yerevan (Armenia) il 14 e 15 maggio. Una buona occasione per sottoscriverw (e far sottoscrivere) la lettera, se non l’avete già fatto (Time to sign the Open Letter). In un momento come questo ci sarebbe bisogno di scienziati e di politici, ma anche di uomini come José Mariano Gago, di cui Giorgio Sirilli rievoca i giorni trascorsi in Italia in occasione dell’ultimo convegno di Roars (In memory of José Mariano Gago).

 

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GRAZIE


Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

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