La settimana ROARS:

29 marzo – 12 aprile 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso delle settimane appena concluse.

  • Siamo lieti di presentare Università 3.0 – Quattro anni vissuti pericolosamente, un libro che raccoglie e commenta alcuni dei più significativi articoli apparsi su Roars per raccontare l’università post-Gelmini, osservata con l’occhio critico (e ironico) della Redazione di ROARS. L’editore (eCommons) ha messo a disposizione il libro sia in formato cartaceo che in formato elettronico (“Università 3.0″, il libro di ROARS).
  • «Secondo una voce insistente, da parte delle università private ci sarebbe la richiesta di abbassare ulteriormente i parametri della docenza. Telematiche incluse, naturalmente» Questo scriveva Repubblica a suggello di una lunga intervista al Presidente dell ANVUR dedicata alle“lauree facili” degli atenei web. A distanza di un paio di mesi, il Ministro ha abbassato a dismisura i parametri di docenza, venendo incontro alle esigenze delle università telematiche (Non-docenti di riferimento), sancendo una clamorosa sconfitta dell’ANVUR nei confronti degli atenei telematici (Telematiche contro ANVUR: 1-0 e palla al centro). Che gli atenei telematici siano “zona franca” sembra confermato dal ripetersi di concorsi con “commssioni anomale” (Sulle commissioni RTD del settore SPS/04 Scienza Politica). L’agenzia potrà comunque consolarsi dedicandosi alla valutazione degli “Istituti di alta formazione gastronomica e culinaria”di cui propone l’istituzione nell’ambito dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (L’arte culinaria e L’AFAM di classe C). Mentre nelle cucine del MIUR e del PD si stanno preparando gli ingredienti della Buona Università, potrebbe essere il caso di gettare uno sguardo approfondito sulla Buona Scuola, che ci riserva un Preside Manager all’altezza del megadirigente arcangelo dei film di Fantozzi (La Buona Scuola tra apprendisti stregoni, megadirigenti arcangelo e paltò di Napoleone).
  • «E se tutto diventa quantità, valutazione costi-benefici, marketing, format e template, numero di grant procacciati per l’ente di appartenenza – e dunque più che scienziati si diventa impresari e pubblicisti – diventa naturale voler misurare il valore e la credibilità di un ricercatore in base al numero di “pezzi” prodotti» Alessio Di Francesco prosegue il dibattito sulla valutazione della ricerca innescato dalla pubblicazione di “Caro rettore ti scrivo” di Luca Illetterati (La fuffa non è una scienza). E sempre in tema di valutazione, pubblichiamo il documento elaborato dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Filologia Romanza a proposito delle modifiche da apportare all’abilitazione nazionale (Riflessioni sulla nuova ASN). Valutazioni e concorsi nell’occhio del mirino anche per il CNR, tra autonomia negata e confliti di interesse (L’autonomia negata al CNR ed il conflitto di interessi 2.0. “Oste il vino è buono?”).
  • Uno studio basato sulla fisica dei sistemi complessi prevede che le nazioni che cresceranno di più nel prossimo decennio sono quelle che si sono preoccupate di rafforzare il proprio sistema industriale, della ricerca e dell’innovazione (Complessità economica: un contributo dei fisici alle previsioni in economia). E l’Italia? Il 26 febbraio scorso, la Commissione Europea ha pubblicato la Relazione per paese relativa all’Italia 2015. La nostra spesa pubblica per l’istruzione universitaria è la più bassa d’Europa, ma dovremmo consolarci con la maggiore attenzione che viene ultimamente dedicata alla qualità dell’istruzione superiore (La spesa è la più bassa dell’UE … «ma si sta dedicando maggiore attenzione alla qualità dell’istruzione superiore»). Se confrontati con i risultati del 2013, non sono motivo di grande conosolazione nemmeno i risultati dei Consolidator Grants 2014 dello European Research Council (ERC Consolidator Grant 2014 vs. 2013). La competizione non riguarda solo i singoli, ma anche le istituzioni. Nessuna meraviglia che l’Università di Pavia sia orgogliosa di essere “nel top dell’1% delle università migliori”. Ma è vero? (In tutte le classifiche internazionali, «Pavia nel top dell’1% delle università migliori». Davvero?)
  • Tra le pieghe di un DDL sull’autonomia scolastica rispunta il progetto di istituire lauree magistrali abilitanti per le scuole secondarie di primo grado e, con la definizione delle classi di concorso, anche per le secondarie di secondo grado. Un progetto che ha destato preoccupazione in numerose società scientifiche delle aree umanistiche di cui pubblichiamo un documento che chiede un confronto diretto con il ministro (Documento sulla formazione degli insegnanti). Un altro tema sensibile sono i beni culturalii, sempre più assoggettati o governati dall’”efficientismo”, che spesso è il contrario dell’efficienza (I beni culturali in Italia).
  • Pubblichiamo il video della giornata dedicata a Open access e open science, organizzata lo scorso ottobre presso l’Università di Trento. Tra i partecipanti, la rettrice (recentemente nominata giudice costituzionale), Roberto Caso, delegato OA di Trento e organizzatore della giornata, il Responsabile Commissione Biblioteche CRUI, Rettore Marrelli, Carla Barbati, vicepresidente del CUN, Giuseppe De Nicolao (Roars) e altri colleghi ed esperti dei diversi Atenei (Open access e open science).

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