La settimana ROARS: 30 giugno – 6 luglio 2014

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • L’Impact Factor? Una valutazione basata “sulle citazioni che un autore ottiene, tenendo conto dell’importanza delle riviste e delle case editrici”: questa affermazione, contenuta in una lettera aperta pubblicata su lavoce.info, è uno svarione che, se commesso in un ipotetico esame di bibliometria, sancirebbe l’immediata bocciatura dell’esaminando. Uno svarione sottoscritto, tra gli altri, dal prof. Jappelli, presidente del Gruppo di Esperti della Valutazione dell’Area 13, e da altri sei membri del GEV 13 dell’ANVUR. Molti giovani studiosi penseranno che, se questi sono i valutatori, è meglio approfittare delle occasioni che si presentano per andarsene o per non tornare. Va però detto che non tutti hanno gradito la riproposizione in salsa bibliometrica del “metodo Boffo” nei confronti del neo-presidente dell’ISTAT (Sulla scelta del Presidente dell’ISTAT). Nonostante la sua naïveté bibliometrica, è comunque istruttivo analizzare in dettaglio questa “intimidation with numbers”, con tutto il suo contorno di fraintendimenti e omissioni ben studiate (Calzini azzurri: lavoce.info inaugura il “metodo Alleva”).
  • Nel Regno Unito, dove sono un po’ meno naïve, si è da poco conclusa una consultazione sugli indicatori quantitativi per la valutazione della ricerca, sulla loro robustezza e sulla loro influenza sui comportamenti dei ricercatori (UK: consultazione pubblica sugli indicatori quantitativi per la valutazione della ricerca). E qualche risposta merita di essere letta con attenzione (Why Metrics Cannot Measure Research Quality: A Response to the HEFCE Consultation). In effetti, vi è una consapevolezza crescente dei pericoli connessi all’uso automatico di indicatori quantitativi, sia nel caso di istituzioni che di singoli articoli o ricercatori (The Good, the Bad and the Ugly: rankings, bibliometry and higher education in the 21st century).
  • Nei diversi paesi del sud-Europa – Spagna, Portogallo e Grecia – i sistemi universitari hanno subìto tagli consistenti per effetto delle misure di austerità. In Italia i tagli erano già stati effettuati, ma la situazione si è ora aggravata. I ricercatori, consapevoli della gravità della situazione, stanno cercando un coordinamento internazionale (News from Science in Europe). E anche in Francia si registra l’allarme che viene dal Comitato Nazionale per la Ricerca Scientifica (CoNRS) che sottolinea l’urgenza di un piano di investimenti per posizioni permamenti di ricercatore (The National Committee for Scientific Research’s proposals for academic and scientific employment in France).
  • Wellcome Trust e NIH hanno cominciato ad usare il bastone, ritirando i grant laddove la policy di open access non veniva rispettata. In Italia abbiamo da qualche mese la legge, ma non si parla di sanzioni. Sarà sufficiente la carota? (Carote e Bastoni )
  • Ancora riflessioni e critiche sulle regole e lo svolgimento dell’abilitazione scientifica nazionale. Questa settimana, due interventi relativi alla Sociologia e al Diritto dell’Unione Europea (Cahiers de doleASN: documentazione ASN e VQR), ma anche una riflessione sulle difficili prospettive dell’etnomusicologia (Quando i settori disciplinari strozzano la ricerca).
  • Quanta importanza attribuiamo alla formazione storica dei futuri maestri e maestre? Non molta, si direbbe guardando la situazione attuale nei corsi universitari di Scienze della formazione primaria (Scuola primaria, formazione degli insegnanti e saperi storici: la qualità dipende da tutti).

E’ stata aggiornata la sezione collaboratori.

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