La settimana ROARS:

26 gennaio – 1 febbraio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • “Tenerli sotto controllo non era difficile. Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché privi com’erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi”. Questa frase di Orwell dipinge fin troppo bene le reazioni del mondo universitario all’opera di smantellamento di questi ultimi anni, che si sta concretizzando nella rottamazione di intere generazioni (Il processo di precarizzazione nell’università). Quando un cartello nella sede del MIUR avverte “TORNELLO SOLO USCITA,” diventa impossibile non leggervi una sintesi del punto di approdo a cui ci hanno condotto i “maître à penser de noantri” (Università: TORNELLO SOLO USCITA). Non meno sconclusionata è stata la sconosciuta “manina” che in un decreto legge sulle “Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti“ ha affidato all’Istituto Italiano di Tecnologia la gestione della proprietà intellettuale di università ed enti di ricerca (Il CUN sul ruolo di IIT come gestore unico dei brevetti e della proprietà intellettuale). Ma quando è che abbiamo perso la bussola? Andrea Stella ricostruisce le due fasi attraversate negli ultimi 15 anni dal sistema universitario italiano, evidenziando i segnali che annunciarono la fine dell’illusione e le responsabilità di chi promosse la fase del ridimensionamento, non senza additare i cambiamenti di rotta necessari per scongiurare il naufragio (Per fare dell’università una risorsa che genera risorse).
  • « È una forte censura rivolta al nuovo sistema Ava»: inizia così l’efficace sintesi, curata da Martino Periti, delle conclusioni a cui era giunta la Commissione MIUR che era stata incaricata di fornire un parere sul processo AVA (Valutazione degli atenei, le critiche al sistema Ava). Una sintesi che ci sentiamo di raccomandare a tutti coloro che non avevano avuto il tempo di leggere la relazione per esteso quando, prima di Natale, era stata pubblicata da Roars. Nel frattempo, l’ANVUR prosegue nella sua singolare “strategia del cucù”. Questa volta, l’uccellino a molla spunta fuori dalla casetta della SUA-RD in cui, da un giorno all’altro, è cambiata la definizione degli “eventuali incarichi di insegnamento o ricerca” (Cucù, sono la SUA-RD a turlututù!). Ma è probabilmente ancora più insensato il progetto di ANVUR di valutare i lavori nei cosiddetti “settori non bibliometrici” contando le recensioni ricevute  sulle sole riviste di fascia A e/o in quelle presenti nelle basi di dati Web of Science e Scopus (When a measure becomes a target… (again): sull’uso delle recensioni per la valutazione delle HSS).
  • «La storia della fisica nella prima metà del XX secolo è stata una straordinaria avventura intellettuale: dall’intuizione di Einstein del 1905 sull’equivalenza tra massa e energia alla prima reazione nucleare controllata del 1942. Lo sviluppo della finanza nella seconda metà del Novecento ha caratteristiche simili». Ne siamo sicuri? (Equilibrio e crisi economiche: gli economisti neoclassici sono come i meteorologi?)
  • «Era la metà degli anni ’80, l’Italia del pallone aveva da poco vinto i campionati del mondo spagnoli e si preparava a subire una prematura eliminazione agli ottavi dei mondiali messicani del 1986 ad opera della Francia di Platini, quando …». Proseguono anche questa domenica i viaggi nel tempo di Archeo-Roars, con un contributo in due puntate di Beniamino Cenci Goga (Quando c’erano gli Istituti – parte prima).

 

 

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