La settimana ROARS:

18 – 24 maggio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • «Nerd con la testa fra le nuvole» a cui «le aziende guardano con una certa preoccupazione» al punto che trovano lavoro «meno dei laureati in qualsiasi altra materia di qualsiasi università d’Italia»: questi soggetti socialmente e psicologicamente marginali sarebbero i laureati in fisica dell’Università di Padova, che Abravanel e D’Agnese additano come pecore nere nel loro libro “La ricreazione è finita”. Peccato che i tuttologi “made in McKinsey” abbiano letto male le tabelle di Almalaurea: il 58,8% dei fisici di Padova è impegnato a proseguire gli studi (dottorato, master, etc) e solo il 3,9% non lavora, ma cerca. Per chi non ha la testa tra le nuvole, c’è persino scritto nero su bianco che il tasso di occupazione (def. ISTAT) di questi “nerd” è un “modesto” 96,1% (Abravanel e D’Agnese: troppi errori nel loro libro “La ricreazione è finita”). Per chi è abituato a consultare fonti più attendibili, segnaliamo l’uscita del Rapporto Nazionale 2015 dell’ISTAT, secondo il quale tra i laureati il tasso di occupazione si attesta nel 2014 al 75 per cento, a fronte del 63 per cento tra i diplomati e al 42 per cento tra i meno istruiti (Quando la ricerca fa bene al paese. Il “Rapporto Annuale 2015” dell’ISTAT).
  • Sull’università, le idee di Matteo Renzi sono, a dir poco, schematiche: «Sono 20 anni che dicono che le università fanno schifo, smettiamo di dare poteri ai baroni che hanno i figli dei figli dei figli e iniziamo a premiare anche una volta la qualità e il merito all’università». I dottorandi dell’ADI e gli studenti universitari di LINK hanno colto l’occasione per scrivere al premier, chiedendo di lasciare da parte “facili slogan” per entrare, invece, nel merito dei problemi (Studenti e dottorandi a Renzi: basta facili slogan sull’università. Entriamo nel merito dei problemi). Per esempio, la nuova indennità di disoccupazione per cococo e cocopro rischia di escludere assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti, nonostante anche loro siano soggetti alla stessa contribuzione previdenziale, come segnalato da una petizione al Ministro del Lavoro (Spremuti, sprecati e discriminati. Assegnisti di ricerca e dottorandi fuori dall’indennità di disoccupazione). A proposito di “baroni”, come mai la concentrazione di potere, così temuta per l’università, è una colonna portante della “Buona Scuola”? Questa la risposta di Giorgio Israel: «Il preside-manager viene istituito per una ragione di controllo politico-ideologico e per creare un ceto di dirigenti che faccia da cinghia di trasmissione con i precetti del Miur» (Giorgio Israel: «L’errore di Renzi sulla scuola: non ha capito la trasversalità dell’opposizione»).
  • I tre membri dell’ANVUR non ancora decaduti, anziché attendere i nuovi membri del consiglio direttivo che saranno nominati a breve dal Ministro, stanno affrettando i tempi per il rinnovo dei Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV). Perché tanta fretta? Per far trovare ai nuovi entranti i giochi sulla VQR 2011-2014 già fatti (Nuovi GEV: l’avviso di Bibì e Bibò e Cocoricò è ben strano, ohibò …). Sempre a proposito di valutazione, pubblichiamo una “riflessione multimediale” di Paolo Biondi, sotto forma di slide e commenti, su cosa non va nel sistema AVA (Prolegomeni ad ogni metafisica valutativa: ANVUR-AVA).
  • «La burocrazia sugli approvvigionamenti si complica ogni giorno ed è diventata surreale. Non è cosa per niente semplice chiedere agli Americani di compilare il modulo per la “traceability of financial flows” e di indicare un “dedicated bank account” per adempiere agli obblighi dello “Special Plan against the Mafia”». Anche questa settimane, Nicola Casagli prosegue la sua impietosa e brillante esplorazione dei labirinti della burocrazia universitaria (Consigli per gli acquisti). Segnaliamo ai lettori il testo del DM relativo all’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario 2015, che è stato da poco inviato agli organi competenti per il parere dovuto (Decreto FFO 2015).
  • Il libro di Roars, “Università 3.0 – Quattro anni vissuti pericolosamente,” è sbarcato alla Fiera del Libro di Torino, dove l’editore ci ha comunicato di aver venduto numerose copie. In arrivo, tre presentazioni pubbliche il 22 e 26 maggio e il 3 giugno – rispettivamente a Roma, Pisa e Pavia (Università 3.0 “on the road”: prime tre presentazioni).
  • Anche grazie ai contributi spontanei dei lettori, è stato possibile organizzare il terzo convegno di Roars, che si terrà a Roma il prossimo 19 giugno presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati. Nel segnalare il programma del convegno, invitiamo tutti gli interessati a registrarsi all’indirizzo: convegnoroars@gmail.com (Terzo Convegno Roars: Roma 19 giugno). La registrazione è necessaria per potere accedere.

 

Se lo desiderate, potete sostenerci, basta una carta di credito.
Renderemo noti alla fine di ogni anno il numero dei donatori, l’ammontare delle donazioni e l’uso dei fondi ricevuti.

GRAZIE


Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

Send to Kindle

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.