La settimana ROARS:

17 – 23 ottobre 2016.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

«Legge Natta: spiegazioni necessarie, appelli da ascoltare» è il titolo del corsivo firmato da Gianna Fregonara sul Corriere della Sera di martedì scorso. Il corsivo prende le mosse dalla lettera aperta di Carlo Ferraro: «Cinquemila docenti universitari [5.600 il dato finale, NdR] hanno firmato una lettera a Raffaele Cantone che aveva collegato la fuga di cervelli alla corruzione: lo invitano a riflettere sulla cronica mancanza di fondi e di prospettive per i ricercatori come più plausibile causa di scarsa attrattività» (Fuga dei cervelli, corruzione e nepotismo: come la politica nasconde le sue responsabilità). Prosegue il Corriere: «Ieri sera erano oltre 2.500 [4.300 il dato aggiornato, NdR; si firma qui] i firmatari di un appello a Renzi per chiedergli di ripensare alle cattedre Natta … una procedura che … crea un «legame tra maggioranza politica e scelta dei professori» (Corriere della Sera: «Legge Natta: spiegazioni necessarie, appelli da ascoltare»). Il Decreto Cattedre Natta, oltre a collezionare diversi articoli di critica sulla stampa nazionale, è stato severamente criticato dalla CASAG, la Conferenza delle Associazioni Scientifiche di area giuridica (L’area 12 e le cattedre Natta: recedere da un’iniziativa tanto improvvida quanto illegittima). Ugualmente duro il giudizio del CUN: «Le norme proposte per la formazione delle Commissioni giudicatrici non appaiono allineate alle migliori pratiche internazionali ed avrebbero gravi ricadute sull’autonomia costituzionalmente riconosciuta al sistema universitario» (CUN: le Cattedre Natta, «non allineate alle migliori pratiche internazionali», ledono l’autonomia costituzionalmente riconosciuta). Per chi vuole capire meglio cosa bolle in pentola, la Rete 29 Aprile ha pubblicato una versione commentata del DPCM “Cattedre Natta”, la cui lettura risulta alquanto istruttiva (Commento al “Decreto Natta” per cura di R29A). Nel frattempo è trapelata una seconda versione del Decreto con alcune significative differenze relativamente alla nomina delle commissioni, ma soprattutto con l’aggiunta di due allegati: la tabella della ripartizione per aree ERC dei posti in mobilità e dei posti “ex novo”; le liste di corrispondenza tra le aree ERC e i settori concorsuali di riferimento (E tu quante “fiches Natta” hai? La tabella delle cattedre divise per area ERC). Informazioni importanti, tanto che Umberto Izzo commenta: «Qualcuno, dotato di buona volontà e pazienza, conoscendo il proprio ERC di appartenenza e le proprie dinamiche di “scuola”, potrebbe cominciare a identificare i possibili nomi delle persone che saranno chiamate a svolgere il loro ruolo nelle 25 commissioni ITALO-straniere» (Cattedre Natta: eccellenza accademica in salsa catalana? Esercizi comparativi e prime analisi). Un intervento emergenziale e di dubbia costituzionalità come le Cattedre Natta viene giustificato nel nome del “rientro dei cervelli”. La stessa finalità per cui era stato varato il celeberrimo programma della Regione Sardegna “Rientro dei cervelli” (L.R. 3/2008). Ebbene, sette ricercatori tornati in Patria ed entrati in servizio nel Novembre 2013, non sanno se trascorreranno le vacanze da Ricercatori o da Disoccupati, perché i fondi per la loro proroga di due anni sono scomparsi dai bilanci (Che fine faranno i cervelli rientrati in Sardegna?).

«Rimane una puntiforme domanda … che riguarda l’Istituto italiano di tecnologia, il presunto – da fonti di stampa, ma a noi non risulta – tesoretto, così come è stato definito». A coltivare dubbi sull’esistenza del “tesoretto IIT” è niente meno che il Ministro Stefania Giannini. Per levarseli, le sarebbe bastato sfogliare la relazione della Corte dei Conti oppure accendere la TV e ascoltare cosa dice il Direttore scientifico dell’IIT, che è il primo ad ammettere che il tesoretto esiste ed è a disposizione del Governo (Il tesoretto dell’IIT non ti risulta? Cara Giannini, ce l’hai sotto il naso ).

«Pare che tra due anni, a causa dei pensionamenti, il numero dei docenti del nostro ateneo sarà addirittura dimezzato. Perciò cominceranno a estinguersi i corsi di laurea, poi chiuderanno anche i dipartimenti». Pur essendo indirizzata ai colleghi del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, la lettera di Antonio Di Grado esprime un disagio largamente diffuso in ogni dipartimento di tutte le università (Caro collega, ti scrivo… Una lettera ai docenti di Unict, e agli altri).

«All’indomani della crisi del ‘29 si diffuse un profondo cambio di paradigma che non a caso prese il nome di rivoluzione keynesiana. Nulla di paragonabile è avvenuto dopo il 2008. Una delle ragioni è il conformismo. Per questo il libro di Sergio Cesaratto – Sei lezioni di economia. Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne) – può essere accolto come una sana boccata di aria fresca» (Lezioni di economia non ortodossa).

Il 27 e 28 ottobre 2016 si terrà presso l’Università di Trieste, il secondo convegno annuale dell’AISA, l’Associazione Italiana per la Promozione della Scienza Aperta. Al centro della riflessione due aspetti della dimensione istituzionale della scienza aperta: l’editoria e la valutazione (Open Access tra legislazione, oligopoli e valutazione. II Convegno AISA (27-28 ottobre)). Il prossimo 26 ottobre si terrà a Roma, presso il MIUR, un incontro promosso dal CUN, intitolato: “La rappresentanza istituzionale del sistema universitario. Tradizione, attualità, problemi e prospettive”(locandina).

 

 

 

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Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

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