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La barzelletta dell’università: ci sono un tedesco, un francese e un italiano che …

«Ma come? Non vi ha fatto ridere?» La barzelletta dell’università inzia con il classico “uno studente tedesco, uno francese e uno italiano si iscrivono all’università …“. Però la storiella non fa ridere. Oltre che lasciare l’amaro in bocca, è anche “vecchia”, perché fotografa un ritardo storico che invece di ridursi si è allargato, grazie ai disinvestimenti “bipartisan” degli ultimi anni. Un quadro efficacemente riassunto in un video di quattro minuti, realizzato da docenti, ricercatori, personale tecnico, studenti e laureati dell’Università degli Studi di Roma Tre a sostegno dell’Università Pubblica.

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3 Comments

  1. C’entra fino ad un certo punto. Ma mentre si guarda il telegiornale nazionale e sommando quello che si sente con quello che si sa già, si rafforza il senso di certezza che ci sia una gara per come demolire le istituzioni. Rottamazione totale e senza eccezioni. Privatizzazione di tutto. Per fortuna sorgerà il Ministero della terza età. Scusate il pessimismo.

  2. e poi c’è L’INPS,
    per sintetizzare metto questo sito
    https://www.simoneconcorsi.it/concorsi/374/a/365-analisti-processo-inps.htm

    Guardate il numero di materie nelle prove scritte e orali,
    praticamente uno si dovrebbe prendere o RIPRENDERE in 2-4 mesi 2 lauree, cioè dovrebbe RISTUDIARE o STUDIARE EX NOVO l’equivalente degli esami di quelle 15-20 materie:
    Fate caso all’inganno: alcune delle materie vengono accorpate ad una sola lettera, per sembrare 1 ma in realtà sono 2 e uno si deve preparare su entrambe di quella lettera.
    Come reagisce l’Università di fronte a questa presa in giro?
    Come reagisce Roars di fronte a questa presa in giro?
    Vale la pena prendere la laurea se, successivamente, viene richiesto di RI-STUDIARE o STUDIARE EX NOVO l’equivalente di 15-20 materie?
    E’ questo il COLLEGAMENTO UNIVERSITA’- LAVORO?

  3. Stefano Di Brazzano says:

    E’ tutta una questione di scelte e di priorità. Quando le altre nazioni europee facevano le formichine e si rimboccavano le maniche noi mandavamo la gente in pensione a 50 anni o con 16 anni 6 mesi e un giorno di contribuzione. Allora la cosa andava bene a tutti, tranne che a un paio di voces clamantium in deserto. Ora non lamentiamoci.

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