Il Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca ha il compito di organizzare la valutazione dei prossimi progetti PRIN. E’ auspicabile che svolga il suo lavoro nella più completa autonomia e in modo rigoroso, avvalendosi di tutte le competenze che ritiene più utili.

Sul sito di Via-Academy è possibile leggere una lettera su carta intestata del MIUR, scritta da Berkeley (!),  firmata dal presidente del CNGR Alberto Sangiovanni Vincentelli, indirizzata al dott. Mauro Degli Esposti – Via Academy. Eccone il testo completo:

Cosa è Via-Academy? Una associazione spontanea, di cui potete leggere qua lo statuto, che ha tra i suoi obiettivi la costituzione di una NUOVA università telematica.

Via-Academy è nota soprattutto perché “ha certificato” la lunghezza degli h-index dei TIS (Top-Italian Scientists) sulla base del database Google Scholar, al momento ritenuto inaffidabile dagli esperti di bibliometria.

Vogliamo sperare che il prof.  Vincentelli non si riferisca a questo quando parla del contributo a processi di valutazione rigorosa dato dalla Via-Academy.

O che non si sia sentito in dovere di scrivere al Degli Esposti che salutava così la sua nomina:

Quattro dei sette membri sono da tempo TIS, a cominciare da Alberto Sangiovanni  Vincentelli (di cui metto una foto recente sul post, visto che lo conosco di persona). Rettificando quanto scritto sul Corriere, Alberto ha 64 anni e un valore di H-index = 87, il maggiore fra tutti i Garanti.

Posted by: dr. Mauro Degli Esposti/ 28/04/2012

Ma veniamo al contenuto della lettera da cui si evince che i referee saranno pescati dal database CINECA. Al momento non ci risulta che sia possibile inserirsi come referee nel database. Il prof. Vincentelli suggerisce al Degli Esposti di chiedere una iscrizione diretta, scrivendo ad un dirigente MIUR.  Gli suggerisce anche di far circolare l’informazione agli altri membri della comunità via-academy (chi sono?). Di fatto il prof. Vincentelli sta chiedendo a Degli Esposti di reclutare referee per il PRIN, che possono scrivere privatamente al dirigente MIUR che provvederà ad inserirli nel database. Tutto questo su carta intestata del Ministero, ripetiamolo.

Un brutto scivolone, dovuto forse ai troppi impegni del prof. Vincentelli.

 

 

Send to Kindle

23 Commenti

  1. sarò démodé ma non capisco perché un italiano debba scrivere a un altro italiano in inglese

    il nostro petrolio è la cultura, ma ce ne infischiamo

    (come si vede anche dal fatto che Pompei continua a crollare e qualcuno “in alto” pensa a riempire le scuole di “lavagne interattive”, quando le scuole sono inagibili o pericolanti)

    • è come con il termine “escort”…
      per un politico è più fine “frequentare escort” che “andare a p…”

  2. scusate, forse non è il post adatto e forse la mia domanda è scema ma, dato che devo caricare le pubblicazioni, la domanda è questa: il PDF che gli editori caricano non contiene la copertina. E’ grave? penso di no, perchè non dovrebbe essere contenuta, vero?
    grazie,
    anto

  3. Mentre eravamo molto occupati a fare a pezzi l’Anvur, l’ultimo bando PRIN è passato praticamente sotto silenzio. Peccato, perché la materia di discussione non mancava: in un colpo solo incorporava tutti i difetti del dirigismo, burocratismo e familismo italico. Meccanismi di selezione barocchi e poco trasparenti, tentativo da parte dell’amministrazione ministeriale di scaricare sui singoli atenei il lavoro di selezione, criteri demenziali e arbitrari, disprezzo per il merito, e incentivo a formare “cordate” nazionali per accaparrarsi pochi spiccioli distribuendoli a pioggia.
    Considerando che si tratta dei pochi fondi rimasti per la ricerca in Italia, c’è da essere poco allegri. Sarebbe bello che ci si occupasse di più di questo tema, visto che da qualche settimana VQR e abilitazioni forniscono pochi spunti per il dibattito.

    • Non è passato sotto silenzio; anche ROARS ha dedicato diversi articoli al nuovo meccanismo detto anche “kakuro”.

      Ovvio che poi le cose sono andate secondo le disposizioni del bando, ma a questo punto sono appunto il Ministero e il CNGR che dovrebbero dare informazioni dettagliate sulle procedure e sugli esiti.

    • Ecco: una decina di articoli contro decine e decine dedicati all’Anvur. Le due vicende suggeriscono alcuni principi fondamentali che dovrebbe seguire qualsiasi agenzia pubblica per minimizzare le proteste e passarla liscia:
      1) Pubblica le regole tutte insieme, o sarai criticato più volte.
      2) Non provare a correggere mai gli errori, sarai criticato di nuovo.
      3) Non rispondere mai alle critiche, sarà considerato insoddisfacente.
      4) Non cercare mai la trasparenza, ti si ritorcerà contro.
      5) Ritarda il più possibile la conclusione della procedura, si saranno dimenticati che è in corso.
      Avere violato (ripetutamente) tutte cinque le regole è la prova inconfutabile che l’Anvur è piena di dilettanti. I veri professionisti, che siedono da anni nei ministeri, non fanno certo errori così banali…

    • @ Guala:
      direi che almeno sul punto 5: “Ritarda il più possibile la conclusione della procedura, si saranno dimenticati che è in corso” ci siamo…

  4. Si parla molto di boicottaggi, astensioni, ecc.: ecco, una cosa che davvero andrebbe fatta è rifiutarsi di partecipare a questo gioco al massacro di cosiddette “valutazioni”. Io, personalmente, avevo in un primo omento aderito all’albo dei revisori tramite il mio sito cineca. Non dico che mi avebbero mai chiamato, chissà, forse non sono all’altezza, comunque l’adesione l’avevo data perché mi pareva giusto dare un contributo a un tentativo di rendere più seria la valutazione della ricerca. Dopo aver visto come è stata gestita da ANVUR e compagnia la situazione delle abilitazioni – per limitarmi a questo -, ho cancellato la mia adesione: mi sentirei di invitare tutti i docenti italiani a fare altrettanto.

    • capisco l’indignazione morale di chi vorrebbe rifiutarsi, ma la scelta dell’aventino non mi fare che abbia portato frutti positivi a livello pratico, anzi…

      come aspirante all’abilitazione so benissimo che se verrò abilitato non sarà per i miei meriti scientifici ma per una serie di coincidenze casuali (un sistema illogico basato su mediane, e se mediane calcolate non si sa come). anche noi dovremmo rifiutarci di partecipare a questo schifo, eppure tenterò la sorte… la mia coscienza morale non è così forte da impedirmi di partecipare a questa roba…

    • Io invece avevo deciso di non partecipare alle valutazioni della VQR perché non mi erano piaciute le modalità operative del GEV della mia area (13), che ha pubblicato il ranking delle riviste DOPO la chiusura della selezione dei prodotti. Poi ci ho ripensato, anche sulla base della considerazione che non mi è parso giusto invocare in linea di prioncipio la peer review e puoi in pratica chiedere agli altri di farla ….

  5. L’ultima di Scent:

    Horizon2020 Italy
    Consultazione pubblica sul sistema della ricerca e dell’innovazione italiana

    La consultazione si apre l’11 Ottobre 2012 e si chiude l’11 Novembre 2012.
    Il presente questionario è integrato da uno spazio di discussione pubblica raggiungibile all’indirizzo h2020it.ideascale.com/. I contributi e le interazioni prodotti attraverso entrambi gli strumenti (questionario strutturato e discussione pubblica) informeranno la costruzione dei documenti ufficiali su Horizon2020 IT. Per ulteriori chiarimenti scrivete a consultazioni@miur.it.

  6. Riprendendo il testo dell’articolo di Baccini, faccio notare che il prof. Vincentelli non ha titolo, in qualità di presidente di un Comitato tecnico, per scrivere e firmare una lettera su carta intestata del Ministero. Nella pubblica amministrazione tale titolarità è riservata soltanto al ministro e ai dirigenti del Ministero. I documenti delle Commissioni debbono essere dunque fatti propri dalla struttura amministrativa e divulgati sotto la responsabilità del dirigente. Questa vicenda è sintomatica del modo approssimativo con cui procede il MIUR, e della scarsa conoscenza delle leggi italiane da parte di un cittadino (in questo caso trapiantato all’estero) che è chiamato a svolgere una funzione pubblica.

  7. Anche quest’anno il CINECA mi ha chiesto un parere su una serie di pubblicazioni del mio settore. Ne ho rifiutate due per “conflitto di interessi” – e con dispiacere: una è di una mia ottima laureata e addottorata (ora associata confermata); l’altra pubblicazione è apparsa in una Rivista di Classe A di cui sono Direttore responsabile. Su entrambi i lavori avrei avrei espresso un parere favorevole che ritengo obiettivamente meritato ma mi sono astenuto a causa del mio coinvolgimento personale diretto o indiretto.
    Le altre le sto valutando con la serenità di chi è da dieci anni al di fuori dei giochi accademici e ha avuto la ventura di essere stato Ordinario in due settori (L-LIN02 e L-LIN12). Quello che altri faranno delle mie valutazioni non riguarda la mia coscienza professionale e personale.

    • “Quello che altri faranno delle mie valutazioni non riguarda la mia coscienza professionale e personale.”

      mi pare molto discutibile questa affermazione… se si accetta di valutare, per cortesia, ci si assuma almeno la responsabilità di non far finta di non sapere che tali valutazioni vanno in mano ad ANVUR, con tutto quel che ne consegue.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.