Mentre negli atenei italiani qualche decina di migliaia di docenti e ricercatori sono impegnati nell’inserimento dei dati e nella compilazione dei campi richiesti dalla cosiddetta scheda SUA RD,  il Presidente dell’ANVUR, Stefano Fantoni, in una lettera indirizzata al Rettore dell’Università Sapienza di Roma, spiega che la scheda SUA RD «NON è un documento di valutazione» .

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera con cui Andrea Bellelli ci ha trasmesso una risposta di Stefani Fantoni, indirizzata al Rettore dell’Università Sapienza di Roma, come pure il testo integrale della lettera di Fantoni.


31 gennaio 2015

Avvicinandosi la scadenza dei termini per la compilazione della scheda SUA-RD, ritengo opportuno diffondere alla comunità scientifica nazionale una lettera del Presidente ANVUR, Prof. Antonio Fantoni, avente ad oggetto alcune precisazioni sorprendenti sulla natura della scheda. La lettera, allegata a questo articolo, è stata inviata al Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma e da questi diffusa a tutti i Direttori di Dipartimento; vista la rilevanza dei contenuti mi sembra opportuno estenderla a tutti i potenziali interessati, tanto più che per la natura delle informazioni fornite non la si può in alcun modo considerare privata o riservata, ed anzi l’autore stesso ne auspica la diffusione.

Una breve storia della lettera: nello scorso mese di novembre il Collegio dei Direttori di Sapienza Università di Roma sottopose al Rettore un documento che esprimeva critiche e perplessità sulle procedure di valutazione del MIUR, ed in particolare sulla scheda SUA-RD:
1) Appare impropria la stessa esistenza di una quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario che per sua natura copre voci non comprimibili quali stipendi, manutenzione edilizia, etc.
2)  La valutazione ministeriale è stata istituita in un periodo di gravissima riduzione degli stanziamenti pubblici a sostegno della ricerca, e non si è accompagnata pertanto ad alcuna premialità, semmai ad una generale punizione, di maggiore o minore entità a seconda dei casi.
3) Le procedure di valutazione hanno comportato un gravissimo carico lavorativo per i soggetti valutati, che hanno dovuto sospendere temporaneamente le attività oggetto di valutazione per poterle documentare ad uso dell’ANVUR.
4) La continua variazione delle scadenze e delle modalità di valutazione ha reso impossibile qualunque adattamento delle strutture alle richieste dell’ANVUR: sia nella VQR 2004-2010 che nella 2011-2014 il numero di pubblicazioni richieste e lo stesso periodo oggetto di valutazione sono stati comunicati a ridosso della scadenza del periodo valutato, se non addirittura ad di là di essa.
5) La scheda SUA-RD ipotizza strutture e organizzazioni spesso lontane da quelle realmente esistenti ed in genere arbitrarie, ed è concepita in modo da forzare la effettiva e variabile struttura dei Dipartimenti in un modello aziendalistico. Questa forzatura, alla quale i Direttori di Dipartimento sono obbligati, viene effettuata senza che siano noti i parametri valutativi che saranno utilizzati, e molte delle scelte necessarie potrebbero rivelarsi punitive.

Il Rettore accolse almeno parzialmente le osservazioni del Collegio e le trasmise al Presidente dell’ANVUR, la cui risposta è allegata a questo articolo. La lettera del Prof. Fantoni appare alquanto sorprendente, soprattutto dove si dice che la SUA-RD “NON è un documento di valutazione. E’ piuttosto una scheda che tra l’altro raccoglie anche i dati che serviranno alla futura valutazione e li raccoglie tutti, in base ad una tipologia fornita, senza chiedere ai dipartimenti ed alle Università di operare scelte”. Io, stupidamente, avevo creduto che la SUA-RD fosse un documento finalizzato alla valutazione, e lo avevo compilato con grande attenzione. Peccato: tempo sprecato.
Non è chiaro per quale motivo l’ANVUR chieda ai soggetti valutati di buttare via il loro tempo (che allo stato costa) per raccogliere “ tutti” i dati, anche quelli inutili alla valutazione: infatti, secondo il Presidente dell’ANVUR, nella scheda “i dati che serviranno alla futura valutazione” ci stanno “anche” e “tra l’altro”. Del resto, non è chiaro neppure cosa farà l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca con i dati che non servono alla valutazione.
D’altra parte, l’idea che tutti i dati su una qualunque realtà sociale possano essere raccolti “in base ad una tipologia fornita, senza … operare scelte” sembra appartenere ad un periodo pre-positivistico della scienza sociale e sarebbe apparsa ingenua ad Auguste Comte nel primo ottocento: è infatti evidente che l’insieme dei dati definiti in questo modo è un insieme vuoto, e che se dati devono essere raccolti, e classificati in tipologie prefissate, alcune scelte bisogna farle o farle fare.

Andrea Bellelli, Dipartimento di Scienze Biochimiche “A. Rossi Fanelli”, Sapienza Università di Roma.


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11 Commenti

    • La SUA-RD non è un documento di valutazione, *però*:
      .
      “La SUA-RD può diventare uno strumento prezioso per rimettere a fuoco, almeno parzialmente, l’immagine fornita da una VQR che si allontana nel tempo. Da questo punto di vista, mediante la SUA-RD si metterà a disposizione del Ministero un solido strumento per una migliore e più tempestiva distribuzione della parte premiale del FFO nei periodi intermedi tra una VQR e la successiva”.
      .
      Cioè, si tratta solo della distribuzione della quota premiale di FFO, nulla di che. I soliti malpensanti.
      .
      Diciamo che la scialuppa di salvataggio è involontariamente fornita da quel:
      “Oggi, la partenza imminente di una nuova VQR (2011-2014) quasi in parallelo con la prima compilazione della scheda SUA-RD, diminuisce certamente l’impatto del risultato della valutazione della SUA-RD rispetto a quello della VQR, ma si tratta di un effetto transitorio destinato a ridursi negli anni a venire.”
      .
      Per fortuna, comunque, si avrà poi a disposizione il solido strumento della SUA-RD, accanto al già solido strumento della VQR: una botte de fero :-)
      .
      Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta…

    • Questo continuo dover indovinare/scoprire (“guess” o “figure out”, dicono gli inglesi) le regole, fra l’altro mutanti, del “gioco” quando quest’ultimo è già in corso, mi riporta sempre alla mente un film degli anni 90 di David Fincher, “The game”.
      Michael Douglas è Nicholas, un ricco banchiere (ok, mi ricorda il film fatte le dovute differenze) che viene coinvolto in un gioco di cui non conosce il funzionamento: dovrà capirlo da solo, a proprie spese.
      .
      BERNARD SHAW
      This is your game, Nicholas, and welcome to it. I’m here to let you in on a few ground rules…
      .
      BERNARD SHAW
      You’ve received the first key and others will follow. You never know where you’ll find them, or when or how you’ll need to use them, so keep your eyes open.
      .
      (…)
      .
      BERNARD SHAW
      Write this number down. It’s a 24-hour Consumer Recreation Services hotline, for emergencies only.
      .
      BERNARD SHAW (v.o.)
      But, don’t call asking what the object of the game is; figuring that out is the object of the game.
      .
      http://youtu.be/z0ZnN4mivGw

  1. La SUA-RD è uno strumento di valutazione (anche se non “documento di valutazione”: qui ANVUR gioca davvero con le parole…). E non è vero che non siano già stati definiti specifici indicatori; nell’ultima versione delle linee-guida per la compilazione della scheda SUA-RD ( http://www.anvur.org/attachments/article/26/Linee%20Guida%20SUA_RD%20Parte%20I%20e%20II.pdf
    )
    si specifica quanto segue:
    “L’indicatore finale terrà conto della qualità media delle pubblicazioni rapportate alla media nazionale e del numero di afferenti al Dipartimento dell’area. In
    altri termini, si costruirà un indicatore simile all’indicatore IRD1 della VQR 2004-2010. Prima della valutazione, verranno calcolate, per ognuno degli SSD presenti nel Dipartimento, la media e la deviazione standard del numero di pubblicazioni, distinte per categoria, per persona, inserite dai Dipartimenti di tutti gli Atenei. Se il numero di pubblicazioni per persona inserite dal Dipartimento per un dato SSD rientra in un intervallo di ampiezza pari al doppio della deviazione standard intorno al valor medio, esso sarà considerato nella norma e si procederà alla valutazione. Se risulta inferiore al valor medio diminuito di 2 volte la deviazione standard,l’indicatore finale verrà moltiplicato per un peso inferiore a 1 che dipende dalla distanza dal valor medio nazionale.”
    Ossia, un calcolo puramente quantitativo in base al quale verranno distribuite risorse premiali del FFO. Se questo significa introdurre in Italia una moderna cultura della valutazione, ciascuno di noi è in grado di giudicarlo.

    • Se questo indicatore on-off sarà confermato, insieme al metodo di utilizzazione relativo, significherà che ANVUR avrà effettivamente scoperto la deviazione standard. Si sa che le grandi scoperte richiedono tempo.
      Nell’ASN, ad esempio, le mediane di settore erano un terno secco e non tenevano dunque conto né dell’incertezza intrinseca dei dati statistici raccolti (alla meglio), né del fatto che le mediane naturalmente non sono valori minimi in una distribuzione di densità di probabilità.
      .
      C’è da chiedersi poi come avverrà la valutazione nel caso in cui i valori minimi, così definiti, siano superati.
      Nell’indicatore IRD1 della VQR, se ricordo bene, c’era un fattore moltiplicativo che dipendeva dalla valutazione della produzione fatta in base ad impact factor e citazioni. Una valutazione che aveva i suoi limiti data la dubbia natura di questi parametri, tanto che, sempre se ricordo bene, i risultati della peer review e quelli della valutazione puramente bibliometrica, valutazioni fatte contemporaneamente in un certo numero di casi, erano in debole accordo (tra 20 e 30% per l’area 09). Per quanto la peer review sia di natura più soggettiva, ha il vantaggio di entrare almeno nel merito dei contenuti.

  2. Francamente non sembra esserci limite al peggio: che la SUA-RD non sia strumento di valutazione non credevo fosse possibile né ipotizzabile. Dopo la dolorosa esperienza dello sciagurato ‘Dipartimento virtuale’ avevo intimamente sperato che la SUA-RD potesse offrire un ‘ragionevole strumento’ per poter valutare i dipartimenti. Ahimè no.
    Mentre a Lilla viene in mente ‘The game’ a me viene in mente la Costa Concordia che rappresenta l’Università Italiana mentre ‘naviga a vista’ con ANVUR saldamente alla barra del timone…i ricercatori sono i croceristi che si preparano ad andare a cena…e l’isola del Giglio non è lontana…
    Che disastrosa vergogna…converrà abbandonare la nave governata dall’incauto idiota?

    • :-)
      E’ vero, sono stata troppo raffinata.
      E’ che, in un momento di (pseudo)auto-consolazione, mi sono voluta immaginare parte di un “gioco” raffinato piuttosto che sulla Concordia. Ma ci vuole un sano realismo, concordo.
      Per cui, ora, mi metto a piangere.

  3. RETROGRADI! ROSICONI! …. non avete capito nulla! L’ANVUR è una GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA!!! :-) … Speriamo faccia, al più presto, le fine di chi ebbe la brillante idea di chiamare così nel 1993/4 la sua formazione politica.

  4. La fine non si vede. Il governo fa quello che gli pare e la classe docente universitaria è un capro espiatorio relativamente a buon mercato da sacrificare a una banda di sadici impregnati di pseudoscienze cabalistiche. Lo Stato non è più rappresentato da persone che fanno l’interesse del paese.

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