icubIl 30 giugno una  large delegation di deputati e senatori del Movimento 5 Stelle è andato in visita all’ Istituto Italiano di Tecnologia per assistere ad una presentazione sulle attività scientifiche dell’Istituto e sulla sua situazione finanziaria. Tutto il personale dell’Istituto è stato convocato ad assistere alla presentazione. Secondo la senatrice Elena Fattori i parlamentari del M5S sono andati a informarsi di persona sulla situazione dell’Istituto. La stessa senatrice Fattori aveva fatto delle dichiarazioni estremamente critiche verso l’IIT   

Parliamo ancora di ricerca e di Istituto italiano di tecnologia, perché ho sentito dire che finalmente si danno soldi alla ricerca. Prima di tutto non è questo il modo di dare i soldi alla ricerca, perché la stessa ha bisogno di programmazione e di piani pluriennali e non di mancette e marchette. La seconda cosa è che si danno i soldi non alla ricerca, ma a Confindustria.

[…]

La storia ci dice che questo Istituto italiano di tecnologia è stato solo un carrozzone mangia soldi.

[…]

Nonostante il mare di denaro, l’Istituto non ha restituito eccellenza. O, almeno, ha dato qualche eccellenza, ma non paragonata ai soldi ricevuti. E in dieci anni sono stati conclusi contratti per nemmeno 3 milioni di euro, assunto circa un migliaio di persone con contratti a tempo determinato e realizzato un numero di pubblicazioni scientifiche irrisorio rispetto ai soldi stanziati.

[…]

Allora, io vorrei dirvi che, se dovete dare soldi alla ricerca, non fate le marchette, come avete fatto anche nella legge di stabilità, con stanziamenti agli amici degli amici. Per favore, finanziate l’università e la ricerca pubblica.

Questi legittimi dubbi sono stati espressi dell’interrogazione parlamentare presentata dal gruppo  del M5S il 19.11.2015 (prima firmataria Elena Fattori) in cui  si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano avviare una selezione pubblica per affidare la nascita del nuovo “tecnopolo” a strutture di eccellenza certificata;

se non ritengano, per quanto di competenza, di doversi attivare al fine di includere l’IIT tra gli enti vigilati dal Ministero dell’istruzione;

se non considerino, nell’ambito delle rispettive competenze e di concerto con i rappresentanti dei principali centri di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, di dover avviare una progettazione a lungo termine degli strumenti e degli obiettivi della ricerca pubblica italiana al fine di allineare risorse e performance agli altri Paesi europei;

quali interventi di competenza intendano intraprendere per armonizzare la distribuzione delle attività di ricerca in maniera più equilibrata sul territorio nazionale;

se intendano avviare uno studio sull’efficienza dell’IIT, utilizzando i parametri applicati in altri Paesi dell’Unione europea.

 Il deputato M5S Francesco D’Uva, membro della Commissione Cultura Scienza e Istruzione, per chiarire la situazione ha pubblicato un post che qui riportiamo

Mentre il Governo affama ‪#‎Università‬ ed Enti Pubblici di Ricerca, vengono stanziati fondi pubblici per finanziare un ente di diritto privato:

l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’ ‪#‎IIT‬.

L’IIT è stato fondato nel 2003 con la promessa che avrebbe vissuto soltanto grazie agli investimenti privati. Invece negli ultimi 10 anni lo Stato ha investito più di 1 miliardo di euro nell’IIT. Non solo. Secondo quanto svelato dal Fatto Quotidiano (http://goo.gl/HfxbJn) l’IIT avrebbe speso soltanto la metà di questi soldi, mentre il resto sarebbe finito dritto nei conti bancari. Un altro dato curioso? Soltanto l’1% dei fondi deriva da privati. Ciò vuol dire che l’IIT va avanti coi soldi dello Stato, mentre dalle Università e gli Enti Pubblici di ricerca continuano ad arrivare grida di aiuto. Ma di queste “anomalie” ne avevamo già parlato. In una mozione presentata lo scorso maggio, avevo difatti sollevato la questione dei fondi stanziati per l’IIT (vedi video: https://goo.gl/delnct) chiedendo altresì all’esecutivo come mai nel 2015 fosse stato destinato un contributo di 80 milioni per un progetto scientifico dell’Istituto quando il ‪#‎CNR‬ (principale Ente Pubblico di Ricerca Italiano) contava più di 4mila precari e oltre 300 contratti in scadenza senza coperture.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre avuto una posizione ben chiara. Nessuno di noi ha ostilità nei confronti delle professionalità e delle capacità scientifiche e tecnologiche dell’istituto. Il MoVimento chiede esclusivamente che queste competenze siano soggette alle regole di tutti gli altri istituti italiani, e che le modalità di finanziamento non godano di alcun tipo privilegio, sopratutto in un momento di estrema difficoltà e di progressiva riduzione dei fondi erogati agli altri enti di ricerca italiani (vedi anche interrogazione: http://goo.gl/kn1ptN).

I soldi dei cittadini vanno a incentivare un organismo che, tra le altre cose, sembra non applicare neanche le norme sulla trasparenza e integrità della Pubblica Amministrazione, considerando che non è possibile leggere né gli atti del Consiglio né quelli del Comitato Esecutivo né quelli relativi alle decisioni del Direttore Scientifico (per approfondimenti:http://goo.gl/2WgtZS).

Che dire poi del fatto che, mentre i ricercatori degli enti pubblici sono sottoposti a ‪#‎VQR‬ (voluta da questa politica) da cui dipendono i finanziamenti i fondi ordinari, i dipendenti dell’IIT non lo sono?

Riteniamo inammissibile che il Governo Renzi pensi a dare soldi a un organismo privato, la cui missione non è concentrata sulla ricerca, piuttosto che alle Università pubbliche sempre più in crisi.

Dunque alla luce della inusuale visita in loco di un gruppo parlamentare, noi ci chiediamo se è stata data risposta alle domande dell’interrogazione parlamentare e se sono stati sciolti i dubbi  posti dall’onorevole D’Uva oppure se la visita si sia risolta con un nuovo spot al robottino

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3 Commenti

  1. opacità assoluta di queste operazioni. Occorre poter accedere ai bilanci in modo da poter capire bene a chi vanno i soldi. Sicuramente una parte sembra ben salda in qualche banca degli amici, (parcheggiare soldi pubblici in banca è una prassi consolidata per salvare qualche filiale in difficoltà di qualche istituto) un altra parte va direttamente ad aziende fornitrici appalti ecc. ecc.. occorre verificare il ruolo di confindustria o almeno di parte di suoi associati in questa operazione ITT.

  2. Qualche settimana fa c’è stato un confronto pubblico sullo Human Technopole, a Milano, cui il Direttore di IIT si è limitato ad assistere per poi, in soldoni, dire che non vedeva nulla di male a che la gestione di venisse affidata a una agenzia ad hoc, che lui è uno scienziato interpellato dal governo, e che quindi ha risposto alla chiamata come un bravo soldato risponde alla patria, e comunque che è uno scienziato non è un politico. Il “non politico” ora si trova di fronte un documento parlamentare molto duro, depositato dalla Senatrice Cattaneo, a cui è stata giustamente data pubblica risposta. Non è che ora il “non politico” cerca ulteriore sponda politica in parlamento, in questo caso con il M5S, arrivando, da quel che si legge sopra, a convocare tutto il personale scientifico di IIT per accogliere la delegazione di parlamentari del Movimento 5 Stelle? Un centro di ricerca che comunque, negli anni, come riportato infinite volte su giornali e TV, ha fatto da vetrina per politici di tutto l’arco costituzionale: ministri berlusconiani, un presidente della repubblica, politici liguri di varia provenienza e livello, due primi ministri (Letta e Renzi), il cardinal Bagnasco… E sempre il robottino sullo sfondo.

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