Segnaliamo ai lettori la nota del Ministro Giannini relativa all’accreditamento dei dottorati. Il Ministro richiama l’esigenza di una semplificazione dei processi e mette in guardia dall’uso delle mediane per la valutazione dei collegi di dottorato.

Segue il testo della nota.

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5 Commenti

  1. Ma perchè attenzione alle mediane? In fin dei conti si chiede ai soli professori che superino statisticamente una mediana e mezzo nella categoria di appartenenza. I parametri richiesti sono 3 su 4 ed è abbastanza ovvio che quelli decisivi sono quello della VQR e quello delle mediane. Evidentemente mette già in conto che non pochi avranno problemi sul parametro VQR? Perchè non parlare allora di R e X direttamente?

    • Oltre a tutto quello che è già stato detto sulle mediane, sulla fonte dei dati e sul loro calcolo, nelle aree non bibliometriche era richiesto il superamento di una mediana non di una mediana e mezzo.

    • Attenzione che qui si sta parlando di mediane del proprio ruolo non di quello superiore. I dipartimenti oggi sono costituiti da oltre 50 docenti in media e almeno 30 sono PO e PA. Che un dipartimento, su diciamo 12 suoi professori, non riesca a soddisfare il requisito di 0.6 sulle mediane mi lascia un po’ perplesso.

  2. Non in tutti gli atenei i dottorati sono espressione di un Dipartimento. Comunque sia la regola per i settori non bibliometrici era quella del superamento di una mediana e non di due come per i settori bibliometrici. A questa regola doveva attenersi chi ha presentato domanda come commissario, ordinario o associato. Tutto il resto è supposizione. Un PO potrebbe aver scritto in vita sua solo monografie. E superare anche 5 volte il valore di una sola mediana. Quella appunto che gli serviva per fare domanda da commissario.

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