Dal sito CUN: Su sollecitazione del Ministro dell’Università e della ricerca, il Consiglio Nazionale Universitario ha approvato un testo nel quale formula alcune indicazioni ed esprime alcune osservazioni in relazione allo schema organico di azioni emanato dal MUR per la programmazione e la riorganizzazione delle attività degli atenei nelle fasi post lockdown.

Segue il testo.

do-2020-04-16

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1 commento

  1. Non c’è che dare un plauso al documento del CUN perchè appare più particolareggiato e propositivo rispetto alla comunicazione del MUR. Per i docenti la didattica a distanza è più impegnativa rispetto di quella in presenza e, per giunta, con scarsi risultati perché non risulta a vero che raggiunge tutti. Nel caso che mi riguarda, e che ho già esposto in occasione del documento del Ministro dell’Università e della Ricerca, poco più di 110 studenti su quasi 600 vedo collegati nell’aula virtuale. Pertanto, almeno per gli atenei come quello di Salerno, che ha 2 campus universitari con spazi interni ed esterni enormi, è un segno chiaro di preferenza degli studenti per l’attività in presenza. Per non parlare delle attività obbligatorie di tirocinio e di attività formative pratiche che la modalità a distanza non soddisfa se non per la fase emergenziale. Le attività di ricerca sono impossibili da svolgere a distanza anche se tanti laboratori sono sprovvisti di attrezzatura, come è il mio caso che da 3 anni sono referente scientifico del laboratorio di scienze sportive ma non ho alcuna attrezzatura nonostante reiterate istanze. Come tanti credo che la ricerca sia “humus” ideale per coltivare le nuove generazioni ed i corsi di dottorati sono il contesto per eccellenza perché coniugano la formazione della ricerca con la conseguente attività specifica e la modalità on line non stimola; nel caso che mi riguarda non c’è una convocazione del collegio da tempo, anche da prima che fosse dichiarata l’emergenza per l’epidemia covid-19. Anche i consigli di dipartimento e dei corsi di studio non vengono convocati da tempo (almeno questo è il caso che mi riguarda) segno evidente che anche nei livelli organizzativi accademici la modalità on line viene raccomandata ma non praticata. Probabilmente non risponde agli interessi accademici, anche se oso affermare che forse i consessi possono svolgersi democraticamente meglio a distanza che in presenza perché la partecipazione non è impedita dal disagio dello spostamento o dell’eventuale malore che, qualche volta, sono posti a giustificazione per non votare provvedimenti non graditi e senza esporsi. Anche questo non è il mio caso perché spesso voto contrario facendo seguire anche la motivazione per iscritto.
    Credo che l’autonomia universitaria sancita dalla Costituzione, come efficacemente dimostrato dall’articolo apparso ieri su ROARS e che non ha visto post (sic!), debba essere effettivamente applicata. Anche in questo caso il CUN ha fatto bene a richiamarla all’insegna della sola via da percorrere perché l’Università è libera ed autonoma. Anche nel darsi proprie regole di distanziamento sociale e di igiene personale dei propri appartenenti è libera ed autonoma! L’università potrebbe, è quella a cui appartengo può, addirittura dotarsi di propri protocolli, strumenti e mezzi nell’era sars-covid-19 perché ha quasi tutti i dipartimenti (Medicina, Farmacia, Ingegneria, Informatica, Biologia, Chimica, Giurisprudenza, Sociologia, Politica e Formazione a cui afferisco) specificatamente utili per fronteggiare l’emergenza e per ragionare sulle misure sanitarie, sociali e tecnologiche più efficaci per le fasi successive. L’ateneo di Salerno nel sessennio precedente ha scalato le classifiche internazionali per la ricerca e la didattica e per i servizi di organizzazione agli studenti ed è avanzato a tal punto da avere visto aumentare il FFO e le facoltà assunzionali (P.O.) negli anni. Il CUN trova quindi nell’ateneo di Salerno sicuramente un “campus felix” dove l’autonomia universitaria dovrà essere praticata nell’interesse precipuo degli accademici, degli amministrativi e degli studenti nonché del territorio campano.

    Gaetano Raiola
    UNISA DISUFF graiola@unisa.it

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